A Fabio, 5 aprile 2009.

lunedì 25 luglio 2011

IM Lake Placid - Day 3, 4 e 5

Intanto vi informo, dato che la super efficienza USA e' andata in tilt anche con i cronometraggi (tanto che hanno dovuto anche posticipare l'uscita del quotidiano locale!) che l'ho finito. Sono "12 times IM Finisher".

Il tempo lascia molto a desiderare, ma vi raccontero' meglio piu' tardi.

1.19.06 a nuoto ( che uno dei miei migliori)
7.34.38 in bici (e vabbe' con 1800m di dislivello, senza una spalla, 30 gradi e...)
5.59.40 a piedi (e non e' male per come sono sceso dalla bici)
Insomma 15.10.49 (fantastico, perche' mi vedevo intervistato come last finisher, da come stavo dopo la bici...)

Ritorno a venerdi. La bici ha un problema, o meglio la gomma anteriore, ha una bugna, segno che la Tufo, stavolta, e' fallata. Ok, cambiamola. Ma la bici me la ridanno domattina. Un po' mogi io e Carla ci dirigiamo verso il pasta party, dove l'efficienza USA ha il primo scossone: finiscono il cibo dopo neanche un'ora. Cosi' io se voglio (anzi, dovrei, visto che a seguire ci sarebbe il briefing) posso entrare, Carla no. Un sonoro fanculo accompagna il nostro ritorno all'auto, gia' innervositi da padre e figlio canadesi che in fila ci stanno appiccicati (e dire che in piscina non entrano se c'e' gia' uno che nuota in corsia....) Ci consoliamo alla Pete Steakhouse, con una Ribeye fantastica.

Sabato mattina la bici e' pronta, le borse anche: decido, come al solito, di portare subito in zona cambio tutto, poi, semmai, di tornare ad aggiungere "cose". La zona (all'interno dell'Olimpic Oval Center) e' molto ben gestita, ma noi siamo tanti e la calca notevole. Alla fine comunque riesco pure a farmi un po' di nuoto. La X:2 della 2XU sembra molto performante. Il pomeriggio passa, e alla sera ci concediamo una Ceasar Salad al Milano, un po' freddino come locale, ma carino (come tutti). Poi alle 10 crollo dal sonno.

Domenica alle 4.45 mi sveglio senza patemi, (ho ancora il fuso Italia, percio' sono quasi le 11, per il mio fisico) e con l'espediente del ghiaccio abbiamo latte, pane e formaggio freschi e pronti per una sana colazione. Alle 5 e tre quarti sono alla bici, monto borracce, barrette e i panini (al formaggio, saranno la mia salvezza...) sulla bici e poi metto i gel nella sacca Run. Mi svesto e vado al lago, a 200 metri (anzi, yarde, poco meno, comunque) per farmi chiudere la muta.

La vera nota stonata e' il meteo... Da giorni ci sono 30 gradi ed oltre, e il meteo parlava di un brusco calo per oggi... Sto ancora aspettando i 9 gradi. La ceratina ed i manicotti sono assolutamente inutili. A causa di cio' la muta e' vietata, o meglio, se la metti non concorri agli slot. In pratica la muta non ce l'hanno i pro e un centinaio di age group. Io non faccio l'eroe (per le speranze di slot che ho io, sai te!) e mi tengo la muta. Ore 6.35, entro in acqua.

Io e i 2500 e passa che siamo ci schieriamo sostanzialmente in due modi. Chi non ha paura si schiera sotto le bandierine (la partenza e' in acqua alta) e chi preferisce una partenza soft dietro o ancora a riva. Io mi metto dieci metri dietro le bandierine. Altro bonus sono le boette legate con la corda un metro sott'acqua, come a Bardolino per intenderci, solo che qua la vorremmo seguire in 1000, e non in 50 come al Lago di Garda. Cosi' allo sparo la tonnara e' pazzesca, io prendo in meno di 100m un bel po' di botte, rischio di perdere il garmin, perdo il nasello, e per tutto il primo lato litigo con decine di altri, maschi e femmine, per mantenere il filo a portata di vista.

Mi faccio coraggio pensando che in breve prenderemo il nostro personale ritmo e cercheremo di "sopravvivere". Macche' alla boa siamo tantissimi, e mi ritengo fortunatissimo per non soffrire di panico: addirittura piu' volte mi prendono le gambe (di solito ci si fa largo spostando chi ci precede) e mi trascinano sotto, bevo anche. Restituisco colpo su colpo, smoccolando anche un bel po' (vanamente, sono l'unico italiano...)

Alla fine del primo giro (con uscita dall'acqua, qualche italiano ha fatto scuola anche qui, evidentemente...) ancora spintoni, ma alcuni di quelli che mi spingevano si moviolavano improvvisamente per salutare mogli, fidanzate o figli, e prontamente il Frankie restituiva lo spintone. Il secondo giro e' ancora una guerra, tutti a seguire il filo, anche piu' cattivi per la stanchezza. Alla fine "sopravvivo" a questi 3,8 km ed esco in 1 ora e 19 minuti, roba da urlo, pensando che e' lago e la battaglia che e' stata. Ma non e' tempo di santificarsi, vengo buttato a terra dagli addetti allo scuoiamento muta (e colpito dal lancio della muta stessa).

Le 200 yarde per arrivare in T-Zone sono lunghissime, anche perche' ci sono sempre dei moviolati che -addirittura- si fermano per un bacio o un abbraccio. Recupero le sacche ed entro nella tenda: palesemente sotto dimensionata per il momento, non c'e' spazio per muoversi e devo infilarmi fra 2 tavoli e un addetto al sunscreen per mettermi il casco, il top e le scarpe. Pero' -in teoria- questo tempo perso sarebbe guadagnato dal fatto che gli addetti alle bici te la porgono appena arrivi agli stralli, la mia -pero'- non era sveglissima e quindi c'e' voluto qualche secondo in piu'.

Il percorso di bici (bastardo mica poco) parte ai 560 m slm di Lake Placid, scende un po' (a rotta di collo) poi a gradoni arriva a 667 m, per poi picchiare su Keene in 4 miglia da urlo (dove riesco a guadagnare un bel po' toccando i 70 km/h). In poco piu' di 30 km si arriva a 200m. Poi un bel po' di chilometri piatti, fino a Jay e alla deviazione per Ausable Forks, un avant'indre' di 20 km dove l'arbitro si diverte a comminare un bel po' di penalty (anche ad uno che mi stava in draft, a me!!)

Poi via verso Wilmington. Fin qui ho una media dei 31, grazie ancora alla picchiata verso Keene e il piattone. Ora viene il brutto, sono solo 30 km, ma infiniti. Subito il Wilmington Notch, di quelle salite bastarde che sembrano piatte e ci spingi... E invece salgono (tipo Marciana all'Elba) salgono e alla fine rimani esausto. Ma siamo ancora a 400m ne mancano 160 a Lake Placid... Ecco allora le due ciliegie, la piccola e la grande, e la famiglia orsa: Mamma, Baby e Papa'. tutte rigorosamente battezzate all'attacco. Poca roba, ma sempre strappetti fastidiosi. Un po' di lungo lago e si entra nella bolgia di Lake Placid.

Un urlo continuo, ali di folla che ti spingono. Sento a stento l'urlo di Carla, mi fermo e la chiamo, stavolta moviolo io! Accidenti, 90 km in poco piu' di 3 ore e 20, con 900m di dislivello.. Mi dovrei fare l'antidoping.... Parto felice per il secondo giro, ma ben prima della picchiata per Keene cominciano i guai: il trapezio della spalla destra frigge, e a stento riesco a tenere la mano sul manubrio. La discesa e' un calvario, il resto e' un trascinarmi copn un braccio a penzoloni. Poi arrivano i piedi, provati dalla spinta e dal caldo, qui 30 gradi erano anni che non li vedevo, e ancora meno tanta umidita'. Dopo 150 km mi fermo a lato, mi viene da piangere, pure il casco (a goccia) mi ha cotto il cervello.

Massaggio i piedi, poi la spalla, mi rimetto le scarpe ma una devo toglierla subito, un formicone gigante si era intrufolato. Manca solo che si rompa la sella e divento il remake di Fantozzi. Non so come finisco questi ultimi 30 km e scendo dalla bici dopo 7 ore e 34. Ho circa 8 ore per fare la maratona, piu' facile a dirsi che a farsi con i piedi dolentissimi. Se ho pensato di mollare tutto io, credetemi, ero proprio ad un limite estremo. Comunque sia ci provo, la mia regola e' che se non finisco un Ironman ci devo tornare: e qui non voglio tornarci neanche pagato.

Esco dalla T2 e corricchio, vedo Carla e mi fermo. Le racconto il mio secondo giro di bici e mi chiede se ce la faccio. Per la prima volta rispondo "Ci provo" (ho sempre detto "Si, come no!"). Il percorso non ha un chilometro piatto. Prima una discesa a rotta di collo (strappa polpacci), poi una mezza salita, un'altra discesa e poi si prende la (maledetta) River Rd., una strada tutta curve, su e giu' che non finisce mai. E si fa in andata ed in ritorno, 2 volte. Il passo di corsa ci sarebbe, i miei piedi no, la media e' dei 7 km all'ora. Che fanno 6 ore di maratona. Se non cedono del tutto i piedi ce la faccio.

Il primo giro (da 21 km) e' infinito, cammino, cammino tanto e corro pochissimo. Pero' non mi fermo. Il secondo corricchio ma devo fermarmi a massaggiare i metatarsi. Alla fine arrivo, incredulo di essere arrivato in fondo. Medaglia, maglietta, cappellino, foto, acqua, Carla, pizza, panino, pizza, pizza, uva. Sacche, bici, hotel, foto, doccia, letto. Click!

I 3,8 km a nuoto (anche se sono indicati erroneamente 6.8)
I 180 km di bici
I 42,2 km di corsa

3 commenti:

ironmarz ha detto...

GRANDISSIMO! ironmarz

n' gigi ha detto...

Complimenti per la 12° "Preda " ! Io ho finito il mio primo I° a Klagenfurt e in Settembre andro' in Brocchindosso per il Tatoo grazie alle tue indicazioni. Ciao

Ironfrankie ha detto...

@Ironmarz: Grazie!
@n'gigi: Grandissimo! Il primo di una lunga lista! Grande!