A Fabio, 5 aprile 2009.

venerdì 5 novembre 2010

New York, giorno 1 e 2



Ieri sera siamo arrivati alle 23 passate (ora East, -5 dall' Italia) in questo albergo (lo Hyatt) sulla 42ima. Il viaggio era stato discretamente folle, ovvero l'aereo che doveva portarci a Madrid per poi da li a New York e' partito da Bologna con oltre un'ora e mezza di ritardo, con conseguente panico (piu' della meta' dei passeggeri doveva imbarcarsi per New York...) generalizzato, ma l'ampio tempo di connessione ci ha permesso di non far tardare il volo per New York di neanche un minuto. Come al solito, pero', dell'aeroporto di Madrid non abbiamo potuto vedere nulla. In attesa -a Bologna- siamo stati allietati da un concerto improvvisato.....

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Il volo per New York e' stato abbastanza tranquillo, tranne due bambini scalmanati che volevano correre la maratona nel corridoio della classe turistica e 4 andaluse che hanno chiacchierato a volume esagerato per quasi tutto il viaggio. Tutti (o quasi...) con un chiodo fisso: i 42,195 km (anzi, le 26,2 miglia) della maratona di New York di domenica.

Appena arrivati, giusto il tempo di ricevere le chiavi elettroniche (che ovviamente non funzionavano al primo colpo), di capire che la colazione non e' nel pacchetto e di chiedere un po' di dettagli sugli appuntamenti e ci ritroviamo in una camera che puzza di piedi come neanche il deposito delle scarpe usate della Nike! Ma non abbiamo neanche la forza di andare a cercarci da mangiare (figurarsi di lamentarci dell'odore...) e ci accontentiamo di un pacchetto di crackers e uno stick di grana nei miasmi podologici.

Stamattina alle 5 eravamo gia' svegli (ma non per colpa nostra, i vicini hanno sofferto il cambio di fuso!) e poi fra il pensiero della colazione e che alle 7 c'era la foto in Central Park, decidiamo di alzarci. Appena in strada un delirio: frotte di gente piu' o meno vestita che corre nel buio totale, gruppi di tedeschi, italiani, spagnoli, francesi rischiano di incrociarsi come in una battaglia del medioevo, per fortuna qui e' tutto uno scansarsi.

Noi ci asteniamo da questo delirio collettivo e -pur in tuta sociale- camminiamo. Arriviamo che la foto l'hanno gia' fatta (deja vu, deja vu...) e un po' tristi ci avviamo verso il mitico miglio 26 ed il traguardo, 350m piu' in la': un paio di foto, perche non si sa mai...












Poi una prima doverosa visita extra sporticva: "casa" Apple: usciamo con in tasca il nuovo iPod Nano (rosso serie limitata) e con la mezza idea di prendere l'iPad solo wifi a 499 dollari (350 euro), l'unico che si puo' acquistare senza la gogna del contratto telefonico obbligatorio.

A seguire l'attesa del bus per l'Expo, e una volta giunti laggiu', un girone infernale (diviso in 2 zone): la prima, obbligata, dove si prende il pettorale, il pacco gara e quant'altro ci sia bisogno il giorno della gara. La seconda, sfiziosa, dove si prende tutto l'inutile possibile: dall'abbigliamento griffato IMG New York marathon (me la cavo con 2 paia di guanti e 2 cappellini), agli stand di tutti i piu' famosi brand del running. Si anche quel marchio li'...

Altri stand presentano maratone prestigiose (Boston, Roma... impreziosita dalla presenza fisica di Stefano Baldini (quello di fianco all'Ironfrankie)












ad alcune improbabili (Raggae marathon a Negril, Giamaica, o Rio, o Washington), poi ci sono gli stand dei beveroni, dei gel e delle barrette, e via con gli assaggi... Sopravvivere ad un expo e' quasi piu' faticoso della maratona stessa.

Torniamo in hotel spossati: i pulmann saranno gratuiti ma il traffico uccide e abbiamo perso un paio d'ore tra andare e tornare. Oramai e' l'una e dobbbiamo affrontare un'altra fatica: mangiare senza spappolarci il fegato... Ci riusciamo per caso, da Hale & Hearty: compri l'insalata mista ma priva di condimento/aggiunta e davanti ad un bancone pieno di vaschette con ogni ben di dio la commessa ti aggiunge tutto cio' che vuoi: mi sono limitato a olives, cheddar, tomato, bacon e fagioli rossi conditi con salsa al sesamo e una bella fetta di pane integrale (che e' tanto di moda, qui): Carla ha messo qualcosa di meno e con 20 dollari abbiamo salvato l'apparato digerente, per adesso.

Infine sono arrivate le scarpe con cui (forse) correro': delle fiammanti K-Swiss Keahou 2 che domani faro' plasmare dai miei piedi. Il ballottaggio e' con le Newton: domenica mattina decidero'...

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