A Fabio, 5 aprile 2009.

lunedì 27 febbraio 2012

San Baronto, happy to see you again!


San Baronto, che piacere rivederti! Oggi con una di quelle mie pensate strane ho imboccato la A1 direzione sud con intenzione di fermarmi a meta' e farmi la Futa, poi, visto l'autostrada semi vuota ho tirato dritto fino a Firenze, poi Pistoia e Casalguidi. Il San Baronto e' un cocuzzolo di poche centinaia di metri (345) che pero' presenta 3 (ma ce ne sono 7, volendo) distinte salite. Le avevo gia' affrontate (e ben descritte il 14 marzo 2011 QUI),per cui diro' solo che il raffronto fra le scalate (2011 e 2012) e' sicuramente migliore nel 2011, ma e' una sconfitta ai punti, considerato che quest'anno ho ripreso la bici venerdi dopo oltre un mese (e gia' l'avevo lasciata per un mesetto a dicembre...): nel 2011 ero in bici un giorno si' ed uno no dall'inizio!

Posso comunque confermare che la salita da Lamporecchio e' micidiale, con quel rettilineo infinito al 12%! Per finire, alcune foto...


domenica 26 febbraio 2012

La bici, la bici!

E quando mi sentivo pronto per riprendere alla grande e con costanza gli allenamenti, come ho detto mercoledi, ecco che non mi reggo in piedi. Riposo quasi forzato, dunque, mercoledi e giovedi, ma venerdi con temperature primaverili non ho resistito. Ho tolto le ragnatele dalla bici (l'ultima volta usata l'11 gennaio...) e ho imboccato la Fondovalle Savena, con la ferma intenzione di fare chilometri. Ne e' venuta fuori una seduta di 50 km, resa impegnativa di parte della scalata (3 di 6km) per Loiano, sempre dura. La gamba mi sembrava buona, la palestra e' servita, ed ora e' il momento di mettere a frutto il lavoro di pesi.

Ieri solita (ma probabilmente ultima) seduta di nuoto con i ragazzi del CUSB, perche' (speriamo) i prossimi sabati di inforcare la bici.

Oggi un bel diecimila competitivo a Castenaso, baciato da un tempo primaverile, ma con i postumi dell'influenza. Ne e' venuto fuori un bel 51.40, e quando sento l'odore dei 50 minuti e' sempre un bel passo. Sempre tenendo presente che odio distanze corte, odio le gare in cui il cuore va a mille e dove bisogna correre senza risparmio. Un saluto a @Biondox, @filopanti. a Roberto D., e a Carnevali, che rivedo (o conosco, come nel caso di @filopanti) sempre con estremo piacere....

mercoledì 22 febbraio 2012

Quel sorrisino da ebete di un primario...

[Mi scuso fin da subito per lo sfogo e il linguaggio non proprio ortodosso]

Erano anni che non lo vedevo. Mi capito' circa 15 anni fa quando feci un controllo delle allergie, dato che -avendo gia' i tre gatti pelosi, che ho ancora- soffrivo anche di asma (oltre che ancora fumatore incallito). La dottoressa, effettuando tutti i test di modo che le mie braccia, alla fine, erano un campo minato violato, sentenzio', con quella spocchia del "so-tutto-io" che il mio problema erano i gatti.

Certo avra' studiato anni ed anni china sui libri, non godendosi le eta' della giovinezza e della maturita', osteggiando i giovinotti che le ronzavano attorno in cerca di cogliere il fiore della sua femminilita', e dunque questa cosa la deve aver resa un po' acida, tanto che la sua sentenza (inappellabile, come quella della Santa Inquisizione) fu quella che l'unica soluzione era "di liberarmi dei gatti". Di smettere di fumare no, o almeno non cosi' importante come di liberarmi (immmediatamente!) dei gatti. (Si, aveva i denti gialli).

Benedetta primario del piffero! Se avessi scopato di piu' e studiato di meno il tuo cuore arido di sentimenti avrebbe forse elaborato meglio il concetto "ho 3 gatti = mi piacciono i gatti". La mia risposta fu altrettanto lapidaria, ovvero che piuttosto che dei gatti mi sarei liberata di lei (primario), suscitando in lei la prima reazione umana di vergogna, ovvero arrossi'. Chiaramente smettendo di fumare (ed inizando a fare sport) anche l'asma svani'.

La stessa spocchiosa espressione, accompagnata da sorrisetto ebete ce l'aveva stampata il (immagino) primario (ed assistente) che ha effettuato la visita a Carla ieri mattina. Lei non vuole che scenda in particolari, ma posso dire che la sua disarmante imbecillita' ci ha impedito una qualsiasi replica alle stronzate che stava(no) proferendo, un misto (anche piu' antipatico) fra il "so-tutto-io" e il "ci sono problemi ben maggiori al mondo", come se la sua mission non fosse quella di sparare diagnosi astratte (solo una veloce occhiata agli esami pregressi) seduto dietro una scrivania come un travet di memoria Sordiana, ma di un novello medico senza frontiere che salta da un ferito all'altro in una guerra sperduta nel mondo.

Finche' avremo imbecilli con un camice (e un titolo con la P) che considerano lo sport come uno sciocco capriccio (peggio ancora se fatto in eta' adulta), non potremo certo definirci paese civile. E poi ci chiediamo come mai abbiamo -pur con un modello di alimentazione invidiato (e copiato) dal mondo intero- piu' di un terzo dei nostri bambini/adolescenti in sovrappeso se non obesi. Del resto coloro che hanno un regime di vita assolutamente sregolato sono (statisticamente confermato) i medici...

Mi domando se una persona cosi', quando va a casa, al calduccio del suo rifugio, si sente soddisfatto... Se, in sostanza, era la vita cui agognava in gioventu', o se come la sua collega di 15 anni fa avrebbe fatto meglio a scopare di piu' e a studiare di meno.

Una mela al giorno....

... come no? Mangia tante verdura, frutta e bevi (almeno) 2 litri di acqua al giorno. Tieni il riscaldamento sotto i 20 gradi, prima di correre, scopriti, ed una volta fermo, sudato, copriti bene. Chi non ha mai sentito queste vocine della coscienza?

Bene. Io mangio frutta e verdura tutti i giorni, piu' volte al giorno. Bevo anche piu' di 2 litri al giorno, magari non corro in canotta con 3 gradi sottozero, pero' mi cambio subito dopo una corsa. Il riscaldamento casalingo e' a 19,5 gradi e non so che altro potrei fare per mantenermi in salute (che faccio sport mi pare pleonastico ribadirlo).

Bene, domenica ho affrontato i 1500m di nuoto in condizioni pietose (tanto che mi sentivo svenire gia' durante) e quindi mi sono preparato ad un lunedi -forse anche al martedi- di riposo precauzionale (citando un termine calcistico). Ma che al mercoledi sia ancora squassato dai brividi della febbre (mitigati in parte dalla tachipirina) lo trovo francamente eccessivo. Considerando, appunto, lo stile di vita sano cui mi attengo. Il piu' contento di tutti sembra essere il mio alimentarista, causa il quale sono "in recupero" da meta' dicembre, mentre il mio coach non sara' felice.

Tranquilli, saro' allo start della piu' importante maratona europea del 2012, della traversata degli appennini, dell'IM francese e ad altre cosette che mi si pareranno davanti. Ecco, magari non aspettatevi un tempone, o meglio non aspettatemi proprio e andate a letto, faro' con calma e tardi.

Domani parlero' di un sorrisetto ebete di un primario...

lunedì 20 febbraio 2012

Eh si...

Devo ammetterlo. Sono diventato anche io schizzinoso. Abitudinario e freddoloso. Sono qui a Riccione, nella casa estiva dei miei (nella mia ancora l'acqua non c'e') e mi ritrovo con un vestaglione perche' fa freddo (saranno 17 gradi in casa), per la cena ho preferito non fare nulla di cotto perche' i tegami sono in condizioni imperfette, non mi ritrovo in nulla, e faccio notare che in questa casa ci ho passato 18 estati.

Domani mi monteranno la cucina in qualche modo risolvero' il problema dell'acqua e finalmente mi potro' rigodere la mia casa, che e' profondamente diversa da quella dei miei genitori. In tutto. Oggi comunque con un bel febbrone sono venuto per difendere i colori del C.U.S. Bologna nuoto, e nello specifico mi spettavano i 1500m. Niente di particolarmente impossibile, se non fosse che dopo qualche centinaio di metri la sensazione netta era quella che stavo per svenire. Non so come sono riuscito a finire questi 1500m, ed anche in un tempo che non mi aspettavo, che va ben oltre le aspettative, almeno per le condizioni in cui stavo.


sabato 18 febbraio 2012

Nevestre


Difficile riuscire ad allenarsi con la neve ghiacciata che ancora ricopre completamente i marciapiedi e le piste ciclabili. Ma per lo meno ci ho provato. Intanto martedi', la consueta seduta di nuoto allo stadio (appuntamento che sta diventando un classico) ha visto alcuni dei nostri triathleti impegnati in una bella seduta cui non ho potuto che dare qualche indicazioni, perche' ero atteso dalla prima seduta di corsa con Carla in vista del nostro prossimo impegno di aprile.

E dunque una ventina di minuti "a tutta" (come odio) ma necessari perche' un po' di nuoto lo dovevo fare. Poi, come detto il tentativo di corsa con marciapiede (San Lazzaro) innevato e ghiacciato insieme a Carla (strade oramai linde, ma marciapiedi a rischio morte, non solo a Bologna, ma ovunque..)

Mercoledi la prevista trasferta a Riccione con l'amara scoperta che l'acqua e' gelata nei tubi di casa, e si spera solo in quelli esterni, oltre che non si siano crepati. Comunque per tirarmi sul il morale mi sono fatto una corsetta, anche qua marciapiedi innevati e gelati, tanto che per la disperazione sono andato sulla battigia. Meglio, anche se il garbino gelido mi costringeva a correre in diagonale rispetto all'asse terrestre. Alla fine sudato, con i piedi bagnati fradici ma un'oretta di "nevestre" per rendermi conto che la forma e' un lontano ricordo.

Comunque vedere la neve a Riccione, a casa o nei posti dove normalmente e al massimo c'e' la sabbia fa un certo effetto....

Sopra la via di casa.... Sotto il cancello di casa

L'accesso condominiale, sopra e (sotto) l'accesso a casa dopo la pulizia

Sotto, dove normalmente corro (ciclabile di Miramare)


Ritornato a Bologna, ripartito in treno giovedi a Milano, per la solita capatina alla BIT, la fiera da cui traggo le informazioni per le mie trasferte. La constatazione amara che la crisi e' davvero forte, se in tutta la fiera, sono riuscito a "pranzare" solo allo stand della provincia di Roma a base di pane e porchetta, carne secca e vino dei Castelli. Per il resto, qualche tarallo nello stand della Puglia, un po' di cioccolata calda allo stand Perugina, microporzione di cioccolato di Modica, e un'unghia di cedro candito. Omaggi non alimentari si fermano a qualche penna, blocchetti per appunti mignon, keyring e calendari.

Ben poco in una fiera dove di solito si prendevano 3/4 chili, tanto erano le prelibatezze offerte. Stavolta a mala pena ho pranzato... Meglio cosi', il mio senso di colpa non ne ha risentito piu' di tanto. Solo che il mio fisico non ha piu' el energie di una volta, e ieri, venerdi ero distrutto da qualche esercizio in palestra, ed oggi alla (cosiddetta) rifinitura per i regionali di Riccione di domani, dopo neanche 45 minuti ero cucinato. Probabilmente il mal di gola e la sensazione di malessere che sta arrivando spiega tutto...

lunedì 13 febbraio 2012

Spalata la neve dal pc...

....riemergo dopo il nevone. L'eccezionale e doppia sessione di neve ha fatto emergere la nostra debolezza e incapacita' di adattamento dell'uomo del XXI secolo all'imponderabile. Da quello che davanti alla piscina chiusa urlava disperato "Come faccio, se non nuoto e' un disastro", a quello che ha speso oltre 1000 euro per avere le gomme termiche (costo reale: 160 euro) perche' se non usava l'auto "moriva".

Personalmente sono dotato di vituperato SUV 4 ruote motrici (innestabili) con gomme termiche (ma senza contrassegno H), quindi non ho (avuto) assolutamente problemi neanche con la rampa curva al 14%, pero' fa strano vedere persone normalmente equilibrate e a modo perdersi (letteralmente) in un metro di neve. Alla fine, dopo 2 nevicate corpose, quasi un metro di neve in totale, ho preso tutto con filosofia e se la mia preparazione risultera' carente (tanto la contro prova non esiste) vorra' dire che soffriro' un po' di piu' e che doveva essere cosi'. Per certo, un'altra volta, appena sento dire "burian" o "blizzard", faccio una valigia, impacchetto la bici e volo a Miami.

Facendo un po' di conti non salgo su una bici dall'11 gennaio (serie aperta a tutt'oggi), non ho corso dal 31 gennaio a ieri) e ho solo curato il nuoto (5 sedute) e la palestra. Ed avendo un primo vero impegno a meta' aprile (maratona o 50 km) direi che qualcun'altro si potrebbe preoccupare. Io no. Almeno per ora. Ma del resto, con decisione definitiva, i rulli sono rimasti in cantina. La corsa era realmente impossibile per gli accumuli di neve, il nuoto era l'unica possibilita' di allenamento, quando poi erano aperte, le piscine.

Insomma, un anno che va cosi', si prende la situazione con il sorriso e pazienza se la preparazione non sara' "perfetta" (tanto poi ci pensano i piedi a limitarmi...)

Comunque non mi faccio scoraggiare troppo e ieri mattina alle 9.30 ero presente al collinare di squadra, con altri 28 valorosi abbiamo scalato via Casaglia e via Monte Albano arrivando fin su a San Luca e ridiscendendo dai portici innevati.


venerdì 3 febbraio 2012

Just in time!


Uh, e' arrivata la neve.... Che peccato. Proprio quando dovevo cominciare ad usare la bici.... Non avevo piu' scuse. Corso, ho corso. Nuotato, ho nuotato. A dieta mi ci sono rimesso.. Oramai non potevo far altro che prendere la bici ed uscire a pedalare.

Ma eh, oh, e' arrivata la neve... E poi mica poca... Oltre mezzo metro... Sai te quando si sciogliera'? Aaaaah, tocchera' aspettare. Ma non hai i rulli, te? Eeeeeeeeh, sono in cantina... Non mi ricordo piu' come si fanno a montare... Non ho piu' le istruzioni... Si, ok, se la prossima settimana (aspetto fino a giovedi!) non cambia il meteo e' la neve si scioglie mi ingegno e vado a ripescare i rulli.

Intanto, da martedi che ho corso, piscine chiuse per neve fino a stamattina, correre era (ed e') pericoloso. Insomma solo una seduta di nuoto stamattina, e domani forse si doppia (sempre che la Record apra...) La palestra? Pure quella serrata. Da mercoledi. Fino ad un paio di anni fa sarei stato disperato, per una situazione del genere. Ora allargo le braccia e aspetto il caldo.

Comunque tante passeggiate (la macchina in garage con 70 cm sulla rampa), anche ai Giardini, dove fra tanti che si tiravano palle di neve, una sola ragazza che tentava di correre. Esaggerata!!

Piazza Carducci da due viste

Via Tofano, una moto e la strada...

La neve spalata ai giardini (sotto)

Ancora neve ai Giardini Margherita e (sotto) il sacrario di Carducci


mercoledì 1 febbraio 2012

38a Corrida di San Geminiano


A Modena, il 31 gennaio e' festa patronale, e come ogni bella città di provincia, il centro viene addobbato a festa con stands e tende (soprattutto alimentari). A contraltare del sacro (ovvero il mangiare) c'e il profano, come sempre. Da 38 anni si disputa una corsa che adesso ha un percorso di 13,30 km (ma negli anni si e' disputata in distanze fra i 12 ed i 14,9 km) e che si chiama Corrida (di San Geminiano, appunto).

In questi 38 anni famosi podisti (Arese, Fava, Ortis, Bordin, Mei, Antibo, Baldini e Kiprono al maschile, Munerotto, Guida, Viceconte, Marconi ed Incerti al femminile) l'hanno vinta, tanto che e' un appuntamento immancabile, sebbene spessissimo infrasettimanale. Anche a Modena e' una corsa molto sentita, come da due anni a questa parte ho avuto modo di vedere, soprattutto la definirei una corsa da "la va' o la spacca". In questi 13,3 km che dal centro di Modena portano a Cognento e ritorno nessuno si risparmia e correrla (come ho fatto io) a 5.11/km (media finale) vuol dire arrivare fra gli ultimi (dei competitivi).

La corsa e' molto particolare, gia' perche' i non competitivi (che entrano per primi sulla via della partenza, Berengario) rimangono piu' indietro, poi entrano i competitivi "normali" (fra cui io) in questa sorta di griglia di mezzo, ed infine i competitivi "seri" che comprendono i primi 200 dell'ultima edizione piu' nomi illustri del podismo e del triathlon nazionale ed internazionale, 2 minuti esatti prima delle 14.30, cosicche' giusto il tempo di farli entrare che viene dato il via.

Come detto da via Berengario ci si tuffa in Via Emilia centro, dove, appunto odori di grigliata e zucchero filato si mischiano in un tourbillon di confusione totale, dove la via viene si' tenuta libera per i corridori ma non sempre i curiosi sono ligi e puo' capitare l'intoppo (non quest'anno). E' dunque necessario dare tutto in questo primo chilometro per non essere imbottigliati nel caos, cosa che ho imparato l'anno scorso e dunque il primo chilometro sono gia' alla morte (4.33/km con due curva da paura...)

Una volta usciti dal centro storico, adeguo l'andatura, che oggi, sara' per il freddo, sara' per la neve e' piuttosto veloce, per me: 5.00/5.09/km. Lungo il percorso ci sono 3 cavalcavia, 2 sopra la tangenziale (andata e ritorno) ed uno sopra l'autostrada (al ritorno si passa sotto), comunque ottimamente gestiti perche' al massimo l'andatura ha registrato 5.28/km (e pure provavo a tirare perche' mi sembrava di cedere!), l'altro grosso cedimento (mentale, in verita', perche' di passo ho comunque tenuto) e' stato quando quella sanguettola di Gianni mi ha preso al 10imo chilometro, proprio quando cominciavo a vedere una luce rossa della riserva grande come una casa...

Lui, partito dai non competitivi, non deve essersi impegnato allo stremo per prendermi, dato che si e' riposato tantissimo nella corsa ed io non sono certo allenato in questo periodo, e poi con la divisa da triathlon ero certamente visibile dalla partenza, quindi ha potuto gestire la caccia come un lord inglese insegue una volpe: con pazienza e tenacia, aspettando il mio momento di crisi per piazzare il graffio. In piu' il buon Mimmo (piazzato strategicamente sul percorso) lo avra' certamente informato dei miei tempi.

Del resto potevo io -bolognese di nascita- andare a fare le scarpe ad un modenese (acquisito) in casa sua? E' la Secchia rapita che l'hanno fatta a fare, allora? Comunque per me una vera sorpresa, essere non solo riuscito a tenere un passo molto veloce, ma tenerlo cosi' a lungo, dato questo, che ha impressionato anche il mio coach Costa. Io di mio rispetto al 2011 ci ho messo tutti i piedi (nessun dolore, quindi nessuna sosta, che gioia!) e che ho corso sempre anche in salita, laddove un paio di passi camminati ce li devo mettere sempre. Insomma alla fine 1:08:55, migliorando il tempo 2011 di oltre 80 secondi.

Complimentoni anche a Marco (B.), splendido 24imo assoluto al traguardo. Saluti finali anche a Luciano (L.) e Mauro (M.) che mi sono arrivati sulle code.

Il report della mia performance QUI. Aggiungo, i tempi parziali al chilometro.
1: 4.33
2: 5.08
3: 5.09
4: 5.00
5: 5.03
6: 5.05
7: 5.28
8: 5.13
9: 5.18
10: 5.12
11: 5.27
12: 5.16
13: 5.30
Finish line: 1.08.55

lunedì 30 gennaio 2012

Crosspic!

Un grazie a Bongio per l'istantanea....

domenica 29 gennaio 2012

Centomila...

Centomila visitatori "unici"... Grazie!

venerdì 27 gennaio 2012

Yoga, tartufo e campestre.

Ecco la sintesi della giornata di ieri. Ora di pranzo in palestra, prima una bella seduta di pesi ed esercizi "utili alla causa" e poi -in sala a fianco- yoga. Dopo 10 anni che pratico pensavo di aver conosciuto un po' tutti gli approcci, le metodiche, le caratteristiche delle varie scuole: la meditativa (posizioni spiegate all'essenziale con correzioni minimaliste), la "mistica" (chakra, visioni e canti), la chiacchierona (dal'inizio alla fine spiegazioni dei gesti, anche quelli inutili), la fisica (saluti al sole a go-go).

Quindi in una palestra decentrata, filiale (povera) di una rinomata, anche un po' sfigata (o troppo caldo, o troppo freddo la sauna spenta, lo spogliatoio piccolo, il parcheggio sterrato la vista deprimente, gli attrezzi nuovi ma della sottomarca.... Non mi aspettavo certo una lezione di yoga veramente intrigante. Cioe' quello che mi piace (e serve) veramente: uno stretching dinamico con grande utilizzo della respirazione per arrivare alle posizioni, senza fronzoli mistici o coinvolgimenti animistici. Insegnante un po' ruvida ma pragmatica. Lo definirei yoga occidentale.

In serata, pasto libero, grazie ad un coupon di Let's Bonus, all'Osteria del Cioccolato, in un posto che piu' sfigato non si puo' (zona industriale di Poggio Piccolo, Stradelli Guelfi), ma molto caratteristica, a partire dal bere "a self service", acqua e vino, con pignoletto, merlot, barbera e sangiovese.

Il nostro coupon ci dava diritto al menu a base di tartufo, con uovo all'occhio di bue (ahime' mangiato prima di fotografarlo) in tegamino, ricoperto da una bella grattugiata di tartufo nero (lo scorzone). A seguire, gnocchi e cappello del prete, sempre in crema tartufata, e dal filetto (eccellente) di carne ricoperto da fettine di tartufo con pure' di patate con pezzetti di tartufo (naturalmente). Il dolce tortino di cioccolato caldo con crema. Veramente un bel posto dove passare una bella serata.



Oggi pomeriggio, sabato, prima campestre stagionale (a Pieve di Cento) e primo ultimo posto, e pure con distacco. Certo, le campestri sono esattamente l'opposto della mia gara ideale, anzi direi che non mi piace nessun aspetto: dal terreno accidentato, alla lunghezza (max 5 chilometri), dalla velocita' (correre a 5.00/km, velocita' ultrasonica per me di questi tempi, come volevasi dimostrare, serve ad arrivare ultimo) alla stagionalita', sempre d'inverno, meglio se nevoso/piovoso (solo la grande siccita' di questi ultimi due anni mi hanno salvato dal fango). Infine lo scarpino chiodato, che a sbagliare l'orientamento della punta del piede si finisce lunghi distesi.

Pero' le faccio, perche' mi servono come esercizio di forza (valida alternativa alle ripetute in salita) e soprattutto per la propriocettivita' dell'arto inferiore, in cui io sono carente. Insomma provo ad illudermi di poter imparare a correre un po' meglio. Il problema e' che oltre al fatto di essere comunque lento "di velocita' base" (il primo ci ha impiegato 17 minuti e spiccioli, io 25' e 32", e vi assicuro che ci ho tirato al massimo) la mia batteria e' composta da M40 ed M45, ovvero gente che ha fra i 40 ed i 49 anni, e al limite potrei addurre questa scusa per dire "sono piu' giovani, e' ovvio che vadano piu' forte", il problema e che' se si va a vedere la classifica degli M50 sarei comunque ultimo. Evviva.

Insomma vada per l'utilita' della campestre, ma se anche non arrivassi ultimo (che poi ci sono le altre batterie, dietro scalpitanti in attesa del via) sarei molto piu' contento.

giovedì 26 gennaio 2012

Vabbeh, dai...


Lunedi ho scoperto che, semmai dovessi fare il facchino, sarei licenziato dopo un giorno. La cucina per la casa di Riccione e' in arrivo e quindi sia lunedi sia mercoledi sono dovuto andare a Riccione per smontarla. Siccome sono dotato di elevato senso civico (superiore alla norma) non ho ne' buttato tutto fra i bidoni con il calare delle tenebre, ne' ho potuto utilizzare il servizio del ritiro porta a porta perche' bisognava mettere il materiale in strada il tal giorno alla tal ora.

Ma mi sono sorbito una "tripla razione" di facchinaggio, tutta da solo: prima lo smontaggio, poi lo stoccamento in auto, ed infine lo scarico dall'auto alla stazione di conferimento. Io avrei sperato che gli addetti facessero la loro parte, ma a quanto pare mi sono sbagliato. O meglio, una volta arrivati mi hanno indicano il cassone dei mobili (materiale ingombrante), quello del vetro, quello dei metalli etc. E poi si sono guardati bene dall'aiutarmi. Tutt'al piu' mi hanno indicato dei carrelli o si sono sobbarcati l'onere di smaltire i cartoni. A patto che non fossero (ne dubitate?) troppo grandi o pesanti.

Cosi' martedi avevo la schiena a pezzi (ecco perche' dopo un giorno verrei licenziato...). All'una consueta seduta comune del Porta Saragozza Triathlon alla piscina Stadio (ore 13, sai mai che a qualcuno venga voglia di venire a divertirsi un po' con noi e scoprire un modo diverso di fare nuoto...) e conquistata (ma non c'e' stata un gran battaglia) una corsia eravamo io, Iacopo, Leonardo con l'aggiunta dell'altro Leonardo che ha deciso di cimentarsi nel triathlon (soprattutto con il Porta Saragozza). Purtroppo io dovevo andare via, ma ho lasciato il compitino ai ragazzi. La prossima settimana si ricomincia e saro' li a guidarli in esercizi un po' diversi dall'andirivieni in 25m a stile.

Prima del nuoto ero riuscito a incastrare una seduta di corsa, costituito da 25 minuti di lento seguito immediatamente da 6 allunghi da 200m in pista, ripetuto 2 volte. Del resto la maratona primaverile e' li che arriva, e alla 100km ci terrei a sopravvivere.

Mercoledi e' il giorno dedicato al nuoto CUSB (oddio anche alla bici, ma per me e' ancora troppo freddo), e dopo aver supervisionato l'elettricista sammarinese che ha steso i fili necessari per la nuova cucina ed essermi cimentato personalmente nella stesa di 2 mani di vernice lavabile laddove serviva sono ritornato a Bologna in tempo per la seduta di nuoto alla Record. Sapevo gia' che era una di quelle sedute che detesto, ovvero velocita' e gambe, ma dato che sabato saro' ad una campestre, dovevo esserci.

Per l'occasione ho testato le nuove funzioni del Garmin Forerunner 910 XT, senza capirci granche', (soprattutto riguardo all'indice di SWOLF), ma comunque qui c'e' il report. Chiaramente in velocita' e a gambe mi battono tutti (ma proprio tutti) ed il coach Marco sadicamente me lo fa notare. Ma io resisto, so che il lavoro che stiamo facendo mi aiutera' nelle gare della prossima estate, e se non mi aiutera' avro' passato momenti divertenti e conosciuto gente simpatica. Come Davide (spero di averci azzeccato, io con i nomi sono una frana...), cui do il benvenuto come mio lettore, ringraziandolo per il tempo che perde su queste righe.

Alla fine ero veramente provato. Cosi' oggi il mio umore sportivo e' passato dalla seduta di bici (cassata per il freddo, ancora eccessivo per le mie aspettative) ad un 50 minuti veloci in palestra, tra un impegno e l'altro. E ad un'altra (finche regge la "carrozzeria") seduta di corsa, stavolta 6 km al lento, seguiti da 2 km in progressione, uno a 5.40/km e l'ultimo sotto i 5.30/km.

I pesi si sono fatti sentire, ma una volta arrivato a passo 5.30/km non mi sentivo troppo affaticato, certo i 5 kg in piu' di fanno sentire, del resto se foraggio un alimentarista il motivo c'e'. A qualcuno si inarchera' il sopracciglio a leggere chilometraggi che sembrerebbero ridicoli per la maratona, per la 100km, per un ironman, ma, credetemi, non c'e' bisogno di fare tanti km alla settimana per fare una maratona, basta fare i lavori giusti. Anche e soprattutto se si vuole migliorare.

sabato 21 gennaio 2012

E nuoto, e nuoto....

Questa settimana, come recupero "attivo" dalla mezza maratonina di San Bartolomeo, ho nuotato e mi sono iscritto (andandoci 2 volte) in palestra. Di uscire in bici con il ghiaccio per terra e l'aria che rimodellava i connotati facciali non se ne e' parlato, di correre nemmeno. Tanto nuoto, anche perche' i 1500m ai regionali del 19 febbraio quanto meno vorrei finirli. Oltre al nuoto la palestra, ma ho anche accompagnato Leo nella corsa (da solo mollerebbe dopo 1 chilometro) beccandomi un freddo micidiale, cosa che mi ha causato un bel mammone. E palestra, appunto. Il collaudato programma dedicato alla triplice. Qui di seguito la foto che mi coglie alla partenza di San Bartolomeo, ancora infreddolito...


Ieri sera bis della cena di fine anno, dato che le nipotine (ultraventenni...) non erano venute, e allora via con cappe sante al forno, vongole e cozze alla marinara, paella, sfrappole e il Montebianco destrutturato. Come sempre il neurone della soglia superato e stamattina leggera nausea da sovraccarico alimentare. Del resto con una paella cosi'....


Quindi la Galaverna di Pianoro, la cui 40ima edizione si svolgeva proprio oggi, mi ha visto si' partente, ma in uno dei percorsi ridotti (10k) per via, appunto, della non perfetta forma fisica (la rotondita' dello stomaco era perfetta, pero'). Certo che non e' piu' la Galaverna di una volta.... Piu' che fine gennaio sembrava fine marzo, sole, teporino e ben poca galaverna (o come la chiamano ora "neve chimica"). Purtroppo la salita e' rimasta la stessa, ed i primi 2 chilometri e mezzo sono sempre durissimi.

martedì 17 gennaio 2012

Beata (?) ignoranza

Mentre il freddo (quello vero) e' arrivato, togliendomi ogni volonta' (non che prima ne avessi granche' ma le temperature almeno erano tiepide) di prendere la bici anche solo per fare della pianura, ho potuto constatare che, nonostante abbia corso una distanza superiore ai 10 km lo scorso 18 dicembre, e che da allora abbia si' nuotato con regolarita' ma solo 2 volte sia uscito in bici, e su distanze irrisorie, e per quello che riguarda la corsa neanche un chilometro, nonostante tutto cio', dicevo, la mezza maratona di domenica non ha lasciato strascichi. Ovvero nessun indolenzimento, nessuna durezza muscolare. Certo il tempo non e' stato dei migliori, ma una progressione negli ultimi 5 km c'e' stata senza problemi.

Cio' rafforza ancora di piu' la mia convinzione che (probabilmente, la pelle dell'orso non e' ancora in vendita!) riusciro' nell'intento di arrivare al traguardo di Faenza correndo molto poco e lavorando invece sul fondo solo in bici. Oggi seduta di nuoto, dato che la seduta master coincindeva con il posticipo del Bologna, ed ho raggruppato i Best 5 (Fabio, Leonardo, Iacopo, Luigi ed io) alla piscina dello Stadio alla conquista di una corsia.

Alle 13 ci siamo ritrovati per una seduta comune con "connotazioni" triathletiche, ovvero solo stile, partenze sprint appaiate in galleggiamento, corse in acqua bassa, ed altri esercizi che i veri nuotatori considerano incomprensibili. Un bell'esperimento, che andra' a ripetersi. Non tante vasche, quindi, ma lavori mirati. Un po' come si lavora sulla corsa o con la bici, con ripetute, allunghi e sprint, oltre che sul fondo.

Il titolo di questo post si riferisce alla (non) conoscenza che hanno i giovani della cultura generale, ancorche' laureati e quindi di un certo (si presume) livello culturale. La constatazione e' sorte vedendo il programma quiz l'Eredita' dove prima di arrivare al gran finale vengono con (all'apparenza) facili domande e diversi giochini via via scremati i 6 concorrenti. Mi e' rimasta impressa una ragazza, architetto, che non ha saputo rispondere su chi erano i "Fab Four" (le domande sono corredate di risposta multipla), che non sapesse in che anno avessero ribattezzato Cape Canaveral in Kennedy Space Center, ma anche di un altro concorrente che non sapesse chi fosse Muhammed Ali prima della conversione (della cui parola ho forti dubbi ne conoscesse il significato).

Vero che magari ad un architetto non interessa neanche sapere che i Fab Four erano i Beatles, ma con il bombardamento di notizie cui siamo sottoposti oggi (ma soprattutto con le possibilita' che il web ci da) bisogna quasi chiudersi in una grotta per non saperlo. Ancora peggio quello di Amici di quest'anno, Marco, uno dei cantanti della squadra verde che sentendo un'aria di un'opera lirica (e vabbe') non sapesse "cosa" fosse, ma anche di Imagine non solo non sapesse neanche che era di John Lennon, ma neanche chi fosse John Lennon (e la faccia di Rudy Zerbi era molto eloquente).

Io sono della generazione Treccani in volumi, dei fascicoli "Le Ricerche", di quelli che i programmi in tv iniziavano alle 18, su Rete 1 e basta, ma (per mantenere lo spazio temporale) io sapevo chi era Churchill o Pozzo e che il Corsaro era una moto. E comunque sono cresciuto con la curiosita'. Di sapere, di aver risposte. Cosa che mi e' rimasta, e ringrazio il web che mi consente di avere risposte immediate e non di aspettare di dover tornare a casa per sfogliare la Treccani per trovare (ma non sempre c'era) una o la risposta. Probabilmente sono malato...

domenica 15 gennaio 2012

Riccione, Ravenna e San Bartolomeo

Ovvero un po' di bici, una garetta di nuoto ed una maratonina. Mercoledi, complice il lavaggio a 60 gradi (con centrifuga) di patente, carta di credito (salve perche' di plastica) e della carta di identita' (che essendo cartacea non ha resistito al lavaggio) sono dovuto andare a Riccione per farne una nuova. Sulle foto stendo un velo pietoso, posso solo dire che sembro malato. Mi tocchera' anche a me andare da un fotografo perche' le macchinette oramai mi rappresentano troppo male?

Comunque una breve attesa et voila'! la nuova carta, la prima con la scritta Comune di Riccione (avevo ancora quella con la residenza a Bologna, poiche' sarebbe stata valida fino al 2019), poi visto che il tempo non era bello ma "stupendo" ho tirato fuori il cancello Colnago Arte e via per l'Adriatica fino a Siligata, dove la temperatura era di oltre 14 gradi. Una quarantina di chilometri proprio perche' non se ne poteva fare a meno.


Nel pomeriggio, al ritorno, sosta a Forli' a visionare le nuove divise invernali da ciclismo della Polisportiva, che grazie al nuovo main sponsor BancaEtruria riusciamo ad omaggiare agli iscritti. In serata seduta "di rifinitura" di nuoto in vista della gara del sabato Meritato (?) riposo giovedi e venerdi e sabato alle 14 eravamo sulle gradinate, insieme ai ragazzi del CUSB della splendida piscina da 50m (un tuffo al cuore) dell'impianto ravennate, stipato all'inverosimile per questo Trofeo Citta' di Ravenna che fa parte del circuito supermaster.


Non sono molto addentro a questo campionato ma dalla partecipazione (la foto si riferisce al riscaldamento) pare proprio molto "sentito". Io dovevo competere nei 200 stile, prima gara in programma e, nonostante avessi indicato un tempo alto (ma al limite delle mie possibilita') ero in seconda batteria uomini, dopo 11 batterie femminili.

Dicevo che il tempo che avevo indicato (si usa cosi' per le iscrizioni) era molto alto (3.30.00), ma in verita' ho fatto 3.31.44, che in vasca lunga non e' male, visto che 4 virate in meno contano parecchio ed anche il fatto che oggi avrei fatto una maratonina psicologicamente mi ha frenato un po'. Comunque i miei punti al C.U.S.B. li ho portati. Grazie a Luca M. per le riprese del mio 200, che se qualcuno ha voglia di farsi due risate sono a questo indirizzo (non indicato ai deboli di stomaco e forti nuotatori :-))

Stamattina dunque Maratonina d'inverno in quel di San Bartolomeo Bosco, posto che non fa neanche comune a pochi chilometri a sud di Ferrara. C'ero stato una stessa domenica 15 gennaio di 6 anni fa a fare questa maratonina, ed allora -come oggi- un tempo infame, umidissimo nebbioso e freddissimo. Mi ero illuso (e percio' iscritto) che sarebbe stato diverso quest'anno, visto che da 15 giorni un sole primaverile stazionava sulla pianura padana, ma proprio oggi (anche ieri la temperatura era accettabile) il tempo doveva cambiare?

Comunque sono qua con altri 48 saragozzini arrembanti a misurarci su questi 21 km piattissimi. Noiosi pure, visto che laddove la foschia (nebbia e' eccessivo) lascia intravedere oltre il chilometro la campagna nuda e cruda non allieta la vista oltre campi arati e casolari campagnoli (rari). Per contro, quindi, la volonta' di finire aumenta, e dopo un'ora e mezza a passo tranquillo (molto aerobico) ho messo il turbo (5.10/km....) e mi sono fatto gli ultimi 5 km in poco piu' di 25 minuti. Oserei dire "in progressione".

1.59.10 (1.58.58 in RT) il mio tempo finale che la dice lunga sul mio stato di forma attuale. Di positivo che i piedi hanno tenuto fino alla fine, a testimonianza che meno corro meglio e' (per i piedi), quindi si trattera' di studiare un modo per fare fondo senza usurarli troppo.

lunedì 9 gennaio 2012

Primi colpi di pedale

Anche oggi, dinanzi ad un cielo terso, una temperatura via via mite (ma alle 11 le mani erano ancora congelate...) non ho resistito ed ho ufficialmente iniziato il training 2012 (la corsetta di ieri era un plus). In realta' oggi mi toccava solo nuotare, ma poiche' sabato... nuotero' (gara a Ravenna), ho anticipato la seduta sui pedali, la lunga (ne ho anche una lunghissima....) Le incognite erano molteplici, se -infatti- per la corsa lo stop e' stato (relativamente) breve (una ventina di giorni, ma poi a correre si fa presto a ricominciare), per la bici lo stop e' stato di un mese.

Chi usa la bici da corsa sa che dopo un po' che non va in bici il famoso "callo soprasella" si ammorbidisce e le prime uscite sono piuttosto dolorose. Da questo punto di vista devo dire che il mio perineo ha tenuto egregiamente, e bastera' un sottile strato di crema a far passare ogni "bruciore". La scelta, ovviamente, e' caduta su un circuito classico della Bassa, il giro che da Granarolo E. arriva a Minerbio, poi Baricella, Molinella Budrio e ritorno a Granarolo.

Un giro che era da tanto che non facevo, che ho affrontato praticamente con il padellino, e a ritmi blandissimi (24,6 kmh di media!): c'e' mancato poco che due o tre 'zdore mi sorpassassero dalla ciclabile. Alla fine ero piuttosto stanco, devo dire.

domenica 8 gennaio 2012

Due indizi fanno una prova

O meglio, errare humanum est, perseverare autem diabolicum (se la memoria del liceo non mi inganna sui ricordi del latino...) L'ultima volta che ho corso e' stata il 18 dicembre, giorno della maratonina di Castelmaggiore, dove ho raccontato che mi e' cresciuto un ventre da birraiolo incallito tedesco, tanto da costringermi a tagliare verso il traguardo a circa 2/3 di gara.

Il motivo era probabilmente dovuto alla colazione, che ora e' composta da una tanica di latte (350ml) accompagnati da una cassa di cereali e muesli (100g). Non ho mai avuto grossi problemi con il latte, ma forse quasi mezzo litro e' troppo anche per me che digerisco i sassi. Cioe', se devo camminare, nuotare o andare in bici non risento troppo, ma evidentemente il su-giu' della corsa fa si' che il latte monti a panna gonfiando il mio stomaco come una puerpera di 9 mesi in pochi minuti.

Oggi e' avvenuto circa al terzo chilometro (di 10), mentre mi guadagnavo la pagnotta tenendo bene (parlando, pure) il passo di Francesco M. con cui faremo la 100k del Passatore, parlando proprio di questa nuova sfida in cui mi sono imbarcato (evidentemente sotto i fumi dell'alcool).

Dopo piu' di 20 giorni mi piangeva il cuore non approfittare dell'ennesima giornata splendida, con un tepore primaverile, quando in altri anni di questi tempi o c'erano diversi centimetri di neve, o un freddo boia, o bene che andasse nebbia fitta, ma per la scienza mi sono sacrificato. Oggi ho detto basta.

Cosi' con sforzi sovrumani stamattina alle sette mi sono alzato e alle 8.40 ero sotto la tenda della Polisportiva in quel del Bargellino, zona industriale della periferia ovest di Bologna, dove c'e' la sede storica del CIICAI che da 19 anni ospita il Trofeo La Chiave del Bagno, tanto perche' in un qualche modo si doveva chiamare.

Dieci chilometri (un po' scarsi, tanto che ho allungato un centinaio di metri per arrivare a cifra tonda) piatti come una tavolo di biliardo in zona aeroporto, con gli aerei che quasi alzando la mano si potevano toccare, con tanto di passaggio cinematografico proprio in coda alla pista nel momento di un atterraggio. Peccato solo che io gli errori li debba commettere 2 volte, ma sono certo che ora, per una colazione pre corsa, solo the, 10 fette biscottate e miele (che e' poi una delle alternative al lago di latte con vagone di cereali). Comunque 56 minuti che se non avessi camminato per cercare di ridurre il volume addominale sarebbero stati ottimi 52/53, che di questi tempi mi paiono eccellenti.

Ora la pacchia e' finita, si riparte alla grande e gia' domani inforchero' la bici per iniziare la lunga cavalcata che mi portera' prima alla 100k del Passatore, poi all'IM di Nizza a fine giugno e via via alle altre gare.


venerdì 6 gennaio 2012

Yes limits

Sara' l'eta', sara' la sindrome del (quasi) cinquantenne, ma ogni tanto mi fermo a riflettere se devo andare a cercare un limite, il mio limite. Che non vuol dire andare a sbattere contro un muro per vedere fino a che punto ho la testa dura, o fare la gara con un barista a suon di drink, peraltro gia' persa in passato con conseguenze "allucinanti". Non vuol nemmeno dire (per finire una delle tante cose iniziate in 49 anni) prendere una laurea o prendere la cintura nera di karate' (sono rimasto cintura marrone, tanto cosi' dalla nera).

Ma quale potrebbe essere il mio limite? Non ne ho idea. O meglio, l'idea (e pure dolorosamente) me lo definisce il mio fisico, e per citare una similitudine tanto cara al Main Coach Costa, se hai un motore di una Ferrari montato su una carrozzeria di una 500, prima o poi la carrozzeria stessa si disfa. Cosi', infatti e' quello che mi accade, anche se poi il mio motore preferisco paragonarlo ad un 5000 diesel.

Quindi sono oltremodo invidioso di coloro che corrono per giorni, su terreni che definire accidentati e' poco, o in bici si sparano migliaia di chilometri. Vorrei, come no!, ma non posso. Beati voi che avete curato la carrozzeria piu' (o come) il motore. E non e' una questione mentale: chi mi conosce sa che il mio livello di sopportazione del dolore (che non e' la fatica) e' superiore alla norma, ma quel dolore li', quello del nervo e' semplicemente insopportabile.

Certo aver finito 12 Ironman (per citare un limite) in 8 anni di pratica e' un limite piuttosto avanzato, ma non sapro' mai quale avrebbe potuto essere il mio personale in termini di tempo, poiche' c'e' sempre stata la carrozzeria a frenare un motore mai esausto. La morale (ma c'e' una morale?) e' che un limite c'e', ma e' assolutamente individuale e non definibile a priori.

Si vede che non mi sto allenando?

martedì 3 gennaio 2012

Capo-danno

Come ogni inizio d'anno riesco nell'intento suicida di rovinarmi il fegato (fisicamente, non metaforicamente) mangiando con la testa e non con la pancia. Ovvero riesco nel non invidiabile primato di mangiare quasi come un mese intero nella sola cena di fine anno. E siccome al fondo non c'e' fine, la situazione, grazie alla disgraziata esistenza degli avanzi, prosegue -almeno- per un paio di giorni.

Comunque (piccolo aggiornamento sport) prima del 31 ho solo nuotato il 29 con i Master, finalmente ad un orario umano, ovvero le 19. Che poi mi piace anche faticare a quell'ora, anziche' dopo le 21, orario -ahime!- canonico. Non meno di 2800-3000m, in puro stile velocista. Per farvi capire meglio e' come se un maratoneta facesse sedute di allenamento da 400/800 metrista. Comunque non del tutto sbagliato, se affiancate (come ogni tanto faccio, del resto) a sedute piu' di resistenza.

Il 31 mi e' toccata l'incombenza (ah, ma il prossimo anno...) della spesa, e allora via al delirio consumistico. Dapprima alla pasticceria Neri, cabaret da 1 kg pasticcini (+ boccia di prosecco) in offerta da Groupalia a 19 euro, venuta ottima oggi. Poi al Carrefour, mega ordine di pesce prenotato, pane, melograno e uva beneaugurante.


Tornato a casa, via di filato da Marco Fadiga Bistrot per il "granchio enorme cotto al vapore da piluccare per due ore", come non avessimo abbastanza antipasti.

Il pomeriggio e' passato tra la preparazione dei piatti della cena (Carla) e grandi attivita' mentali (io), poi alla sera, arrivati i commensali, eccoci a tavola per il cenone, iniziato con del salmone cotto al vapore, patate e cipolle lessate, seguito da cappesante gratinate e salmone affumicato con burro saltato e fette di pane toscano affumicato.

A seguire, cozze e vongole marinare, il granchio suddetto e i gamberoni alla catalana.


Il gran finale dei salati e' stata la Paella alla Valenciana, veramente eccezionale.


Il tutto innaffiato da vini bianchi (Spumante, Vernaccia di San Giminiano, Chablis). Poi siamo passati ai dessert: tenerina (Torta Barozzi) con mascarpone, dolce di panna, meringhe e marron glacee', ed i pasticcini di cui sopra, il tutto suggellato con brindisi di Champagne, anche perche' nel frattempo e' arrivata la mezzanotte.


Dopo questo rave grastronomico la mattinata del primo gennaio il senso di nausea era piu' alto dello spread BTP-Bund, e la mia colazione a base di latte non ha aiutato. Decisamente piu' utile la passeggiata su per Via Casaglia e Via Monte Albano, fino a San Luca, e poi giu' per il porticato. Sara' che 10 gradi e un sole tiepido il primo gennaio erano anni che non si vedevano (se mai si sono visti, qui, almeno), ma non siamo stati gli unici. Anzi. Buon Anno.

martedì 27 dicembre 2011

Siusi allo Scilliar

23 dicembre

Siamo in viaggio per Siusi, località' scelta quest'anno come buen retiro natalizio, dopo aver oculatamente scrutato diverse offerte nel web. Il viaggio e' durato 3 ore, siamo usciti a Bolzano Nord e abbiamo preso la strada per Castelrotto-Alpe di Siusi, e dopo aver superato Fie' ci ritroviamo in questo delizioso paesino che e' posto proprio a 1000m.

Dominato dallo Scillar, un costone molto caratteristico e' località' di partenza ideale per ogni tipo di sport invernale, dato che con uno spettacolare viaggio di circa un quarto d'ora in cabinovia si arriva all'Alpe di Siusi, da dove, appunto, si può fare di tutto. L'altopiano e' famoso perche' in primavera ospita i runners keniani che vengono ad allenarsi quassu', tant'e' che hanno costituito un Runner Park permanente! Gia' adoro questo posto!!

Il nostro hotel, il Ferienhotel Diana, ci accoglie maestoso sulla via centrale, e la gentile receptionist ci illustra i nostri omaggi e le agevolazioni (massaggio di 25', solarium e sauna tiepida, fra le altre, oltre la zona benessere inclusa nel pacchetto). Nonche', il buffet di dolci pomeridiano. Ed essendo proprio l'ora, dopo esserci accomodati in camera (spaziosissima e con gran vista),

ci dirigiamo decisi verso il suddetto buffet. Amara sorpresa, pero', perché' l'unico dolce di oggi (e' il primo giorno di riapertura) e' uno strudel infarcito di noci (ricetta locale?) che non posso neanche assaggiare essendone altamente allergico. Mi rifaccio con i biscotti della casa, sublimi. Accompagnati da una deliziosa tisana.

Dopo un giro in paese ed aver svaligiato l'ufficio informazioni, ritornati in hotel ci godiamo una meritata sauna ed una nuotata in piscina, certamente più piccola di quelle cui sono abituato ma più grande di certi stagni che alcuni hotel offrono. E dunque arriva l'orario di cena, che consumiamo con gusto, (specie gli antipasti, numerosi ed eccellenti). La cena offre 3 portate, e già' queste sarebbero di troppo, se poi ci aggiungiamo antipasti a buffet (prima), formaggi, frutta e dolci (dopo) la cena e' vagamente pantagruelica.

Comunque stasera riesco a mangiare un crem caramel (ma non sembra di pasticcere) e un po' di tiramisù, questo (per fortuna!) senza noci (e ci mancherebbe!) Per il resto un fiorire di frutti di bosco, (altro cibo avvelenato per me) e quindi devo passare la panna cotta. Un altro giretto in paese per smaltire il cenone e alle 22 siamo a letto.

24 dicembre

Stamattina decidiamo di prendere la cabinovia ma ben presto Carla e' pentita: in uno dei punti più' alti -infatti- la corsa si ferma, una... due.... tre volte! E dato che c'è un discreto vento, dondoliamo. Meno male che le soste sono brevi, senno' sentivate gli ululati in città. E' incredibile come Carla affronti un volo oceanico con disinvoltura e poi in cabinovia si fa prendere da un panico assurdo.

Io, nel mentre, mi godevo paesaggio (fantastico!) e assaporavo l'escursione. Infatti appena scesi e' già un fiorire di cartelli di percorsi, ma Carla vuole avere il conforto dell'ufficio informazioni da cui dipartono altri sentieri, e su consiglio dell'impiegata imbocchiamo quello che arriva a Panorama, da cui torneremo qui ad anello passando da un altro.

Inserisci linkIl vento e' micidiale, pero', ma teniamo duro e arriviamo all'hotel Panorama gestito da tutti tranne che locali. Un'ottimo infuso alle erbe ci ritempra, e ripartiamo per la discesa, che nonostante sia meno segnalata della salita e' piuttosto divertente ed agevole. Ritorniamo all'Alpe in tempo per un piatto di verdure crude e cotte e 2 canederli fumanti al Bar centrale, per poi riprendere in discesa la cabinovia, che anche in questo caso ci riserva un paio di soste impreviste non volute.

Anche oggi il buffet di dolci dell'hotel e' pieno di noci i e frutti di bosco, e mi devo salvare (?) -ancora- con i biscotti casalinghi, e un altro infuso, stavolta alla menta.

La cena e' eccellente, anche se un minimo più' di territorialita' non guasterebbe (canederli, questi sconosciuti…) Alla fine ripiego sui formaggi, stante i dolci siano sempre pieni di frutti di bosco e noci. La consueta passeggiata post cena ci porta al caffè Europa per un ennesimo infuso digestivo miracoloso.


25 dicembre

Un cielo terso e un aria frizzante ci svegliano di ottimo umore, ed oggi i nostri itinerari ci portano al (ai?) laghetti di Fie', pluripremiati come fra i più' belli in Italia. Come al solito non troviamo subito il percorso, anche perche' -pur numerosi- i cartelli difettano sempre del nostro percorso. Comunque alla fine riusciamo a trovarlo e nel bosco il silenzio e lo spettacolo sono unici.

Anche il laghetto (gelato) ci offre uno spettacolo splendido, anche se definirlo eccezionale e' eccessivo. La strada del ritorno e' incantevole, con una vista superba della vallata. Non paghi decidiamo di fare un altro giro e puntare a Castelrotto, 3 km da Siusi, e anche questo paesino merita la fama che ha: molto intrigante e particolare.

Tornati in hotel ci concediamo l'ennesimo buffet di dolci (io i biscotti) e una tisana. Poi mi godo il massaggio offerto nel pacchetto, che non delude troppo le aspettative, e infine mi rivedo in tv Natale a casa Deejay. Stasera ceniamo presto, con in sottofondo le note di una cetra tipica ci gustiamo la nostra abbondante cena, stasera con il piatto principale a base di anatra all'arancia. Poi la solita passeggiata al chiaro di luna per cercare di digerire anche questa cena. Ma tutto sommato e' un sacrificio ripagato dai magnifici spettacoli che la natura sa offrire: vuoi mettere lo smog di Bologna? Domani torneremo sull'Alpe di Siusi, e con buona pace di Carla con l'autobus (invece che con la cabinovia) per cercare di arrivare (piedi permettendo) alle Panche delle Streghe.

26 dicembre

L'autobus ci arriva puntualissimo e in poco piu' di un quarto d'ora (e allo stesso prezzo) ci porta a Compatch, localita' principe dell'Alpe di Siusi. Trovato in fretta il percorso per la Bullaccia, ci incamminiamo su questo sentiero riservato ai pedoni: e' incredibile perche' in molti posti i sentieri che normalmente in estate sono preda degli escursionisti, in inverno si trasformano in pista da fondo, ma qui lo spazio e' tantissimo e ci sono non solo le piste per lo sci alpino, quella da fondo ma anche piste per lo slittino e i percorsi pedonali. Il percorso e' segnalato e battuto, soleggiato e -finalmente- senza vento.

C'e' subito una brusca salita, ma ben presto il percorso sale dolcemente e una volta arrivati sul pianoro si puo' fare il giro attorno alla Bullaccia, passando per la Engelrast (punto panoramico) e la Arnikahutte, rifugio da cui parte la breve escursione alle Panche delle Streghe (qui molto popolari) che non abbiamo fatto per mancanza di tempo. Il giro per ritornare al Compatch e' un po' a strapiombo, ma molto suggestivo.

Ridiscesi a Castelrotto e ritornati a Siusi a piedi, in hotel ci godiamo il buffet di dolci ed essendoci una Sacher finalmente posso lasciare i biscottini. L'infuso di montagna mi aiuta a digerire le 2 fette di torta. L'orario di cena arriva in fretta ed anche stasera la cena (e gli antipasti) sono di ottimo livello, cosi' come la birra Pusterthaler alla spina. L'unica nota negativa, per ora e' che hanno alzato il riscaldamento come se volessero bollirci! Il termometro, in camera, stamattina dopo aver tenuto la finestra aperta tutta notte, segna 24 gradi!



27 dicembre

Stamattina, prima della partenza, gli acquisti d'obbligo: tavaglietta tipica per mamma, grappa barricata per babbo, strudel per noi (per festeggiare l'ultimo dell'anno) e puntata al Maso Pflegerhof per l'acquisto delle tisane che ci hanno consentito di digerire tutte le merende le cene (in particolare la Tisana del Maso). Siamo ritornati a Bologna, molto a malincuore, ma soddisfatti di aver conosciuto un posto molto bello, dove certamente ritorneremo. Cosi' per riimmergerci nella realta' niente di meglio che una seduta di nuoto con i master, circa 3000m ad un ritmo non certo polleggiato.