A Fabio, 5 aprile 2009.

lunedì 6 ottobre 2008

Gossip

Mi meraviglio sempre quando qualcuno vorrebbe pontificare sulle cose che scrivo in questo blog. Non solo, ma riportando pezzi (ovviamente mai un post completo, ma solo cio' che serve, distorcendo o stravolgendo il senso del post) pretende di criticare cio' che scrivo, e soprattutto come. A parte che -poverino- spenderebbe il suo tempo meglio a curare delle piante grasse, io credo che su internet, ed in un blog personale nello specifico, ognuno scriva cio' che gli pare.

L'importante e' intendersi. Fin dal primo post (anzi, poi l'ho messo come sottotitolo, "gli sporloqui di un ironridicolo") io per primo mi prendo in giro, e nei limti accetto di esserlo da altri, se il tutto rimane in buona fede, senza fini offensivi. Fino al 1999 (e da vent'anni) fumavo 20 sigarette al giorno, sportivamente parlando ero zero, anzi sottozero, e l'unico sport che praticavo con assiduita' era mangiare, anzi ingurgitare quantita' di cibo incredibili, meglio se con le fattezze dolci o con il sapore inconfondibile del formaggio.

Da 5 anni a questa parte, volente o nolente (senno' a quest'ora ero cibo per vermi, insomma) la mia vita ha forzatamente (mica ero convinto del tutto) preso una svolta salutista. Ho smesso di fumare (e se i giovani sapessero quanta fatica ci vuole non comincerebbero neanche), ho regolato un po' l'alimentazione (mica del tutto, ma cerco di limitarmi abbastanza), ma soprattutto ho cominciato a muovere il mio fisico. Qualche corsetta, un po' di piscina... poi, come scrissi gia' a suo tempo, ho scoperto il triathlon. Solo 5 anni fa ho inforcato una bici dopo 30 anni, e piano piano ho cercato di migliorarmi, partendo da zero. Potevo io, da negazione dello sport (fisicamente ma soprattutto mentalmente) arrivare ad essere un campione? Neanche da dire... pero' migliorare si'.

Molto del merito dei miei miglioramenti (anzi, tutto) e' del mio coach e dei suoi insegnamenti, che oltretutto mi sopporta (come forse neanche io stesso riuscirei). QUINDI se nei miei post ogni tanto trascendo nel trionfalismo (e mica lo nascondo!), scusate, ma il blog e' mio e ci posto quello che mi sento. Riconosco -e lo dico io per primo- che essere felici per un 349imo posto fa ridere, e molto, uno abituato (?) ad arrivare nei primi 20, o 50... Ma appena due anni fa sarei arrivato 433imo, ovvero ultimo (ed e' successo).

Dovrei forse nascondere certe emozioni perche' a qualcuno da fastidio? Ma questo qualcuno si e' mai chiesto se -magari- ad altri queste emozioni piacciono? Io mica obbligo nessuno a leggere il mio blog, quindi mi fa un piacere se uno che si infastidisce a leggermi si astiene dal farlo, si vada a leggere quei blog tutti tette e culi. Anche e soprattutto si astenga dal riportare parti dei miei post.

Poi mi fanno ridere, alcuni di questi. Criticano il mio 349imo posto e pero' mica si abbassano a partecipare ad una granfondo, loro... o peggio, lo fanno da portoghesi... Scroccando ai ristori come se gli fosse dovuto. E poi si vantano di aver tenuto il gruppo dei... aggiungendo un "ma no, tanto io sono partito dopo, che vuoi..." Eh no, troppo comodo. Mettetevi in gioco, metteteci la faccia, mettetevi il pettorale, come faccio io. Che non mi vergogno di finire 349imo. Anzi ne sono orgoglioso perche' ho sentito di essere andato alla grande.


Ogni riferimento a persone o fatti NON e' puramente casuale, ovviamente. E se qualcuno si ritiene offeso, sappia che io sto godendo cumpagna un ninèn.

2 commenti:

ALESSANDRO ha detto...

Ciao Frankie!
non ci conosciamo, ma leggo il tuo blog ogni mattina e....posso dirti che sei un mito!?!?!
devi andare orgoglioso per quello che riesci a fare e per come lo riesci a fare, umilmente.
secondo me dovresti essere l'esempio per tante persone che non fanno nulla e poltriscono solamente.
non siamo tutti Stefano Baldini, Lance Armstrong o Michael Phelps, ma nel nostro piccolo lo possiamo diventare, anche solo arrivando 349imi in una manifestazione...l'importanza, secondo me, è che ci sia stato l'impegno, PRIMA, DURANTE e DOPO e poter essere soddisfatti di sè stessi, anche arrivando ultimi.
Un grosso saluto,
Ale

Ironfrankie ha detto...

Grazie, Ale. Ho aperto questo blog proprio per far capire che anche una negazione dello sport come me poteva riuscire ad ottenere qualche risultato, per se stesso (non certo per una classifica, ovvio) e ogni giorno cerco di scrivere quanto -comunque- sia dura cercare di ottenerlo. Pero' senza mai mollare, provandoci in ogni caso. Quasi sempre sono riuscito, ma qualche volta ho fallito, perche' fa parte "del gioco". Sono certo che la maggioranza dei miei lettori siano come te, e solo una sparuta (ma purtroppo fastidiosa) minoranza quelli che pensano che il pettorale si debba mettere solo se si e' in condizioni di vincere o di lottare fra i primi.
Ma ogni tanto -ahime'- la bile travasa e sono costretto a sbottare. Spero che perdonerai queste mie sbottate.
Un abbraccio,
Federico