A Fabio, 5 aprile 2009.

martedì 5 marzo 2013

Escape From Alcatraz Triathlon




* Mancano le foto ufficiali (in un post a parte)


Giovedi 28, in volo.
Il preludio non era dei migliori: la partenza da Bologna con oltre 30 minuti di ritardo ci avrebbe costretto ad una corsa forsennata per la coincidenza, ma per fortuna il pilota ha recuperato oltre 15 minuti con un andatura evidentemente superiore.

E -per una volta- l'arrivo al terminal del Charles de Gaulle non e' stato eterno così siamo arrivati al gate per San Francisco con un discreto anticipo, nonostante il bus giallo che collega i vari terminal, ci abbia fatto fare il solito giro del mondo.

Il volo e' stato lungo ma non distruttivo e arriviamo a San Francisco che non sono neanche le 15. Anche il noleggio auto non e' difficoltoso e in poco tempo siamo già a bordo di una Ford Escape (un nome  un destino?) diretti al nostro hotel, l'Argonaut, di fronte al Fisherman Wharf.




Il problema vero (quindi costoso) e' il parcheggio, che ci hanno prospettato a 45 dollari al giorno, e noi, indomiti, dopo una breve ricerca troviamo un parcheggio a 25 dollari al giorno, entrando ed uscendo quando vogliamo. Così' decidiamo di andare ad tastare il polso per un noleggio bici, e lo sconforto mi assale in fretta: sembra che tutti siano venuti qua senza la propria bici, ma noleggiandola sia pure nei numerosi rivenditori, e la prospettiva delle 18 miglia in sella ad una City Bike e' molto concreta. 

Tuttavia nell'ultimo posto, quando avevo ormai perso la speranza, Bike and Roll, mi dice che probabilmente (ma devo fare la prenotazione online) una Madone 5.9 taglia 54, con cambio Ultegra elettronico ce l'ha. 300 dollari per il week end. Aggiudicata. Domani (venerdì) dovrebbe esserci. Mi dice di tornare alle 17.00.



Dopo questa notizia riportiamo l'auto al parcheggio e ci facciamo la passeggiata fino al posto dove ci sarà la zona di registrazione, transizione, l'arrivo e l'Expo, e scopriamo che aprirà sabato. Cosi' ci dedichiamo ai classici: la Coit Tower, la discesa per i tornanti della Lombard... E siccome e' ancora presto, niente di meglio che un passaggio sul Golden Gate...











Venerdi 1 marzo

La mattina parte malissimo. Nebbione che non si vede da qui a li'. E prima paranoia per la gara...



Come in America nel 2013 ancora ci siano hotel 4 o 5 stelle senza colazione inclusa nella tariffa, proprio non me lo spiego. Quindi andiamo nel ristorante a fianco (il tanto decantato Little Marmade) e ci facciamo la colazione, ovviamente spendendo uno sproposito. Oltretutto domenica non sarà possibile fare colazione, visto che -comunque- aprono alle 7.00. Ferma l'intenzione di farci la colazione in camera e cercare, in mattinata anche un supermercato per comprare qualcosa. La mattinata trascorre fra un giro al Golden gate Park (in particolare nel Giardino giapponese) e a seguire la scoperta di JapanTown, il quartiere giapponese.











anche cercando comunque un alternativa al furto del noleggio, ma sembra proprio che sia arrivato molto tardi, un posto (Pacific Bike) addirittura mi dice che sono mesi che hanno esaurito le bici. 

Credo che mi terro' la Madone. Di fianco a quel negozio c'e' un magnifico Whole Market, grande come un ipermercato, ma solo di roba organica. Un paradiso, anche perché oltre a roba confezionata ci sono anche insalate pronte, zuppe, sushi, pasta, insomma un ristorante, organico, vegano e salutista. Non ci facciamo sfuggire l'occasione per farci un super Sushi e la scorta per le colazioni dei prossimi giorni. 






In serata ci premiamo con una Chowder, la classica zuppa di pesce, e un piatto di crudita' da Capurro's, dove conosciamo Omar, ragazzo di Aprilia emigrato qua. 





Sabato 2 marzo. 

La registrazione inizia alle 11, così dato che siamo già svegli alle 6.30 (il fuso italiano…) ne approfittiamo per andare a vedere Chinatown, e dato che i parcheggi sono impossibili lo facciamo solo dall'auto. 





Ammiriamo anche che qua ci sono i tram dismessi di Milano e di molte citta'. 


Ma ancora e' presto, e una capatina a Castro (rigorosamente in auto) e' d'obbligo.. 






Poi andiamo a fare un po' di spesa: in zona registrazione c'e' il Safeway supermercato più normale, dove compriamo yogurt, cereali e bagel per fare colazione domattina, sabato e domenica per la gara. Gia' che ci siamo ci prendiamo anche dei Donuts, le famose frittelle dolci, casomai ci venga fame. 

Così viene l'ora della registrazione e proprio mentre mi registro c'e' il briefing, che ci terrei ad assistere se non altro per capire bene se posso usare i "bootsie", stivaletti in gomma che dal sito sono permessi, ma magari l'acqua si e' talmente scaldata che non ce n'e' bisogno. Purtroppo il miracolo dell'acqua calda non c'e' e quindi consigliatissimi, come scoprirò nel secondo briefing pomeridiano. Per il resto non molto altro, se non che e' No draft anche questa gara, e che comunque se anche non si sta dentro nell'ora di tempo limite del nuoto l'organizzazione carica tutti sulla barca e fanno arrivare a riva senza penalità, cosi' come per la bici se non si finisce per le 10.30 chi e' sul percorso viene accompagnato all'ultimo miglio e può continuare e finire la gara. 










Dopo la registrazione pero' abbiamo fame e decidiamo di farci un po' di cibo caldo al Whole market, così presa la canonica (molto USA) scatola di cartone, la riempiamo con diverse tipi di insalate, tutte molto vegan e anche cereali, che mi faranno saltare la cena. Perché la nebbia di ieri mi ha messo di malumore, tanto che la notte ho pensato a tutte le possibilità (invece di dormire…) e alle 20.00 sono già dormiente. 

3 marzo, Race Day

Essendo crollato alle 8, all'una sono già sveglio, comunque un po' dormendo un po' no, arrivo alle 3.30, quando decido che e' ora. Perfino la colazione e' studiata: 2 yogurt di soia con cereali, bagel con formaggio spaldabile e caffè. Il grande problema di questo triathlon e' questa pre-T1 all'uscita dall'acqua dove puoi fermarti per bere ed asciugarti (e indossare scarpe da correre), oltre che trovare i volontari che ti tolgono la muta. Poi bisogna correre per circa un miglio (1,6 km) per arrivare alla bici, dove c'e' la vera T1 (e T2) con la roba a fianco della bici. Decido per un'asciugamano e l'acqua, tanto tengo i bootsie per correre alla T1. 

Alle 4.15 inforco la bici e mi dirigo alla alla zona cambio. Dal li', entro le 6 bisogna prendere un pullman (dell'organizzazione) che ci porta al Pier 3, da dove un barcone "old style" ci porta alla start line, ovvero a fianco dell'isola di Alcatraz (a destra, guardando da riva). Posiziono tutta la roba al buio (ho una lucetta in testa ma fa poca luce), mi metto la muta fino in cintura, poi visto il furioso e freddo vento che soffia, decido che posso andare sulla barca, al caldo. Alle 5.30 sono infatti appoggiato con la schiena alla parete al secondo piano di questa barca usata soprattutto per matrimoni. 

Noi 50+ (tutti quelli dai 50 anni in su, insomma) siamo assieme, e l'americano medio di questa eta' sembra un po' San Paolo folgorato sulla via di Damasco: a parte quello sportivo (e sportiva) "dalla nascita" (diversi, comunque) la maggior parte di noi ha pancetta o comunque pinguedine più' o meno evidente, e un mal di schiena cronico (e lo si intuiva dalla difficoltà ad sdraiarsi e a rialzarsi da terra). Per il resto la ghigna c'era tutta. Del resto qui ci vuole un certo coraggio a buttarsi negli 11 gradi di un mare grigio topo con onda fastidiosa e correnti fortissime. Anche le donne sono così', solo con quel cipiglio tipico del sesso debole "ora non più". 

Alle 6.38 si parte. Non si capisce perché, visto che lo start e' previsto per le 7.30 e l'isola e' a poche centinaia di metri dal Pier 3.  Difatti staremo un bel 20 minuti in posizione. La partenza effettiva avviene pero' alle 7.43 perché' dobbiamo aspettare una nave da crociera che e' appena arrivata, e i rimorchiatori non aspettano. Scopro di essere piuttosto avanti, a buttarmi dalla barca, e devo anche passare fra 2 che hanno un attimo di esitazione. Ecco, sono in acqua. Lo choc temuto non ce l'ho, l'acqua e' decisamente fredda, ma a parte le mani, la muta e' aderentissima e non passa nulla, nei piedi i bootsie fanno un discreto lavoro. in faccia devo ammettere che non ho problemi. 








Tutti (video, consigli dei pluri finisher ecc) ovviamente consigliano di puntare su Ghirardelli square, e poi a ridosso della riva farsi trasportare dalla corrente del fiume che a quest'ora porta fuori, quindi verso la zona d'uscita. Io che in questo sono molto naif, seguo la barca dei pro (una della poche cose che vedo, oltre la skyline) che taglia dritto per dritto la traiettoria, anziché fare una "elle" come consigliato. Per un bel po' mi va fatta bene, tranne le onde che quelle sono esattamente contrarie, e bevo spesso perché mi sbattono in faccia soprattutto quando respiro. Pero' non e' molto salata, in verita'. C'e' comunque una discreta onda.

In 30 minuti sono davanti all'uscita, ad un centinaio di metri dalla riva. Poche bracciate, mi dico, e ci sono. Faccio tre bracciate senza guardare e mi ritrovo ben oltre la zona di uscita. Ecco la famosa corrente… Impieghero' altri 20 minuti per tornare ed arrivare quasi sulla battigia. A questo punto iniziano i guai. Mi raddrizzo e le gambe diventano due pezzi di legno con crampi ovunque. Sono costretto a camminare come Pinocchio, ma rifiuto l'assistenza che avrebbe potuto voler dire ambulanza, e con questi due tronchi doloranti mi sdraio per farmi togliere la muta.

Arrivo a fatica al mio sacchetto e bevo, sperando che il sollievo sia immediato, ma sapevo che non erano dovuti ne' a mancanza di sali ne' a mancanza d'acqua. Infatti quando le gambe si scaldano un po' (anche se fuori ci sono 11-12 gradi al massimo…) i crampi piano piano si attenuano e addirittura correndo raggiungo la bici. Una sosta per salutare Carla, lei che teme sempre la frazione di nuoto, anche di uno sprint in piscina, figuriamoci qua!

Sono fuori dal nuoto in 50'02", e il Garmin dice che ho fatto 3580m… Impiego quasi 17 minuti per il cambio, ma sono a posto fisicamente e vestito per il freddo. La bici parte con 2 miglia piatte, lungo il mare, con un vento furioso contro che si spera al ritorno sia d'aiuto, e poi si gira a sinistra e la strada comincia a salire. Da zero a 72m, poi giù, di nuovo su e così via come in un toboga. Basta dire che in 18 miglia (poco più' di 28 km  e mezzo) il dislivello positivo e' stato di 473m...

Oltre a cio', due strappi al 17% e comunque salite all'8-9%. Non lunghissime, pero' fastidiose. Soprattutto perché inframmezzate da discese in un su e giù continuo a me poco congeniale. Anzi, odiato. Siccome non mi ero andato a fare la ricognizione (e neanche del percorso della corsa, in verita', pensando che la massima difficoltà fosse tutta nel nuoto…) non pensavo ad un percorso così duro.

Comunque il vento e' rimasto tale e le ultime 2 miglia volo. Recuperando un po' la media totale (sempre sotto i 20/kmh). Le gambe recuperate mi permettono una rapida T2 e in breve sono li' a correre. Nonostante la preparazione approssimativa (qualcuno direbbe "nulla") il primo tratto corro. La sorpresa e' che subito il percorso e' sterrato. Ovviamente contro vento (si va di nuovo verso il Golden Gate) ma anche qui dopo 2 miglia relativamente piatte il percorso si inerpica per un sentiero stretto e siamo anche in due file, chi ha iniziato il percorso e chi va verso il traguardo. Il fondo e' trail. sterrato, irregolare, con sassi a vista, e fossi.











Poi gradini, tunnel ed anche, dopo essere arrivati in cima del sentiero (dal mare siamo arrivati ad un'altezza pari alla punta del sostegno del ponte, circa 70m), un bel chilometro sulla spiaggia, apertivo della famosa Sand Ledder, salita nella sabbia di 400 gradini  formati da assi di legno. Che carini, che sono, hanno messo pure il tappeto chip per monitorare quanto ci mettiamo dal mare in cima…. Io ci impiegherò 5 minuti a passa, il vincitore, tanto per paragone, 1'50", tal Javier Gomez medaglia d'argento alle Olimpiadi di Londra…) Bene, dopo questa scalinata e' praticamente tutta discesa, se ancora le gambe reggono. Arrivo alla fine di questo trail in in 4 ore 16' e 22", ma alla fine mi posso fregiare del titolo "Escaped", come preferiscono qua al "solito" Finisher. 






In serata mi concediamo un fantastico Fish&Chip da Lou, di fronte all'hotel. 



4 marzo

Giornata dedicata agli acquisti (Market Street) e alle ostriche (Ferry Building). L'Hog Island Dog ha 6 tipi di ostriche una piu' buona dell'altra, e non sazi ci prendiamo pure un'altra Chowder. E siccome qua ci vengono gli abitanti e non i turisti, la roba e' buonissima. 







Nel pomeriggio ho fatto vedere a Carla la famosa (ed infame) Sand Ledder la scalinata che faceva parte del percorso di corsa.









lunedì 25 febbraio 2013

Stressantemente

Nonostante il fato volesse mettere lo zampino anche questa volta, facendo crollare un albero sulla rampa del garage dell'auto, con l'aiuto di Ahmed, valente tutto fare condominiale, segati alla meglio diversi rami in modo che la macchina alla fine passasse, siamo riusciti a partire alla volta della piscina di Riccione, giusto in tempo per spogliarmi, prepararmi mentalmente e partire per il mio 1500 stile

Concentrato sulle indicazioni di Thomas (subaquea, bracciata) ho fatto le mie 60 vasche tranquillo, forzando il giusto, e cercando soprattutto di fare meglio che potessi. Il risultato, lusinghiero e' stato di 29.16.09. Praticamente lo stesso tempo dell'anno scorso. A parziale consolazione, il fatto che avendo cambiato categoria ieri mi sono classificato quarto, mentre l'anno scorso ero sesto. Ma sempre ultimo.

Di certo questo week end e' stata una sommatoria di stress: orama il il gatto bianco e' alla follia pura e miagola notte e giorno, fa i propri bisogni ovunque e vuole mangiare continuamente. Demenza senile, ha diagnosticato il veterinario, proprio come un umano.

Il voto per le elezioni, poi. Per me e' stato una vera tortura. Dare un voto di protesta, ma fine a se stesso? Votare come da tradizione? Cambiare e sperare in un cambiamento? Non votare? Alla fine, dopo una lunga e sofferta meditazione, non mi sono turato il naso. 

Infine (last but not least) non posso divorare nutrizionisti come una pizza. Anche quest'ultimo tentativo di portare il mio peso ad un livello "sportivo" (le analise del sangue sono eccezionalmente positive, segno che "scoppio di salute", almeno a livello interiore) sembra miseramente fallire (e 3). 

Ovviamente non posso imputare al nutrizionista di turno questo fallimento, sono io che mangio e sono io che stramangio. Sono riuscito a finire 14 ironman e non riesco a calare 10 kg. Eppure e' cosi'. Al solito lancio la sfida qui: chi ritiene di essere in grado di potermi (in maniera professionale) far calare di peso e farmelo mantenere senza farmi patire la fame avra' un bel mucchietto di euro in tasca. 




venerdì 22 febbraio 2013

Road to Frisco

Rapidamente si sta avvicinando il momento dell'Escape From Alcatraz Triathlon. Intanto, ho "ciccato" il primo appuntamento stagionale "vero", ovvero gli 800m stile ai Regionali di Nuoto. Semplicemente ho spento la sveglia e in quell'attimo che mi sembrava poco, sono passate 3 ore. Io che avevo la gara alle 9.00 mi sono alzato alle 11.  Ho sempre i 1500m la prossima domenica. Nel frattempo le correzioni di Thomas procedono e qualche progresso di intravede. La strada e' -tuttavia- lunghissima.

Martedi dovevo accompagnare i runner punte di diamante (Guru e Domenico) per un lungo pre maratona di Roma, ma Domenico si e' ammalato, e quiindi inforcata la bici con il Guru ci siamo sparati un bel giro classico Pulce Quinzano Pulce, ma alla rovescia, con la temibile salita da San Benedetto del Querceto, che in 2 km riserva tratti al 13-14% di rara suggestione.



 




Mercoledi, viste le previsioni avrei dovuto correre, o perlomeno fare altra bici, e nell'indecisione ho salomonicamente riposato. Giovedi un'altra seduta di nuoto, stavolta con la muta e gli scarponcini in neoprene, che il regolamento ha concesso viste le condizioni in cui ci troveremo a nuotare nella baia (11 gradi l'acqua). E siamo ad un magnifico venerdi di riposo....


sabato 16 febbraio 2013

Di tutto un po'

Alla fine sono anche riuscito a farne 2, di corse, questa settimana. Qui, finalmente il report di Viadagola, perche' pur ancora senza un pc "ufficiale" me la cavo fra un Linux ed un Mac, riuscendo ad uploadare i dati. Ed anche 4 foto, scattate dal mio caro amico Marino "Bongio".






Certo che passare da un Windows ad un Mac bisogna resettare il cervello ad un livello "zero". Mentre per usare un Linux bisogna fare un corso da smanettoni. E quindi sono un po' piu' in difficolta'.

Comunque, mercoledi come mi ero ripromesso, sono tornato a correre, volevo fare 2 x (20' + 10 allunghi da 100m rec 90") ma ho trovato solo l'allenamento da 2 x (25' + 4 allunghi da 200m con 30" di recupero) e non so se ho guadagnato. Ero piuttosto sfinito, alla fine. In serata pizzata con altri amici della societa', dove ho scoperto che diverse "ragazze" (ovvero mogli e madri felici) hanno comprato di soppiatto biciclette da corsa per iniziare l'avventura nella triplice, considerando l'orrizonte del podismo troppo limitato. 




Cosi' mi ritrovo aspiranti triathlete che non hanno mai inforcato una bici pur possedendone una di livello e tutto l'occorrente per affrontare una granfondo. Metteremo una pezza anche qua. 

Giovedi ho accompagnato (in bici) uno degli aspiranti IM della Polisportiva, Luca, per i suoi 18 km a passo mezza (4.35/km) e ha sfoderato una bella forma con un passo di 4.31/km, e poi giovedi una muscolare seduta a nuoto. 

 

 

Domenica 800 a stile ai Regionali, speriamo di non fare una figuraccia, almeno.

Ed oggi l'altra seduta di corsa, un 50' che dovevano essere una formalita' ed invece sono stati la solita prova di tenuta mentale, fra digestione lenta del pranzo (e meno male che ro stato leggero, tofu' e insalata...) e fitte in alternanza fra milza e fegato. Ma il lunbgomare di Riccione ha certamente aiutato, offrendo quel non so che di diverso che i Giardini Margherita o il solito percorso di San Lazzaro non possono piu' dare.

martedì 12 febbraio 2013

Camminata di Viadagola

La mia rentree nel mondo podistico dopo circa 15 giorni di vacanza, l'ho fatta per la Camminata di Viadagola, diecimila da correre in apnea e fuori soglia dal primo all'ultimo metro. Ovviamente una tipologia di gara che detesto, io non certo amante della corsa, men che meno delle gare "a strozzo". Me la sono cavata con un lusinghiero 51.19, frutto di una partenza in prima linea dove per qualche metro l'orgoglio mi ha portato a tenere un passo assurdo (primo km a 4.48/km), per poi rientrare mestamente sui miei (bassi) livelli finendo doppiato dai primi a meta' del secondo giro. Purtroppo il fatto di avere il computer in riparazione mi impedisce l'upload dei dati del Garmin 910, e solo quando sara' riparato potro' linkare allla gara.

Comunque contento, anche perche' il giorno prima l'ennesima giornata bella ci ha permesso un'altra memorabile uscita in bici, stavolta io e altri 11 indomiti (piu' un'indomita) triathleti della Polisportiva abbiamo fatto un'uscita di un paio di ore da Zola a Montepastore.



Ora ha nevicato un po', e la bici la terremo in cantina, ma l'intenzione di riprendere la corsa c'e' tutta, e gia' domani mi impegnero'. Intanto le prossime due domeniche mi vedranno all'opera ai Regionali di nuoto nelle distanze a me congeniali, ovvero 800 e 1500m, dove la cosa piu' inquietante sara' il contavasche. A questo aspetto comunque sta provvedendo Thomas, cui non frega assolutamente nulla che io sia tesserato per un'altra squadra, e con puntuali consigli e potenti urla da bordo vasca (oddio il fantasma di Lucone si e' svegliato!) corregge continuamente il mio nuotare indecente. 


Giusto ieri sera un 2 x 8 x 100m stile in progressione 1-3 che ha lasciato piu' crampi che stanchezza. Ma che sono poi le cose che devo fare per sopravvivere ai 3800m di un  Ironman o ai prossimi 2500 di Frisco.

venerdì 8 febbraio 2013

A.A.A.A.A. Regalo Pettorale Challenge

Il mio pensiero, una volta giunto a Montescudo, 23imo (circa) km dei 90 del percorso di bici del Challenge di Rimini del prossimo 26 maggio e' riassunto nel titolo del post. Lunedi, baldanzoso, sono arrivato a Riccione per tempo, e gonfiate le gomme alla Trek mi sono avviato al punto di incontro con il percorso bici del Challenge, ovvero la salita di via Monte l'Abate (presa da Via Coriano).

Subito il cartello beneaugurante di un 15% di pendenza fa presagire cose turpi e una rinfrescatina al vocabolario degli improperi. In verita' il 15% e' solo sul lato interno della curva, la salita, (circa 100m) fa segnare al mio Garmin un 10%. Certo all'ottavo km non e' certo un buon segno, e fedelmente al proverbio "Se il buongiorno si vede dal mattino..." una volta arrivati in cima alla salita, ridisceso (ovviamente a rotta di collo) sulla provinciale per Ospedaletto, sono arrivato al bivio dove a destra si va verso Faetano (magari...) e a sinistra verso Montescudo. 

Qui comincia la scalata ai 386m di Montescudo e tutto sommato sarebbero 8 chilometri anche piacevoli, peccato per l'ultimo che presenta un 11-12% costante. Peccato che abbia poi sbagliato strada girando a sinistra alla rotonda del centro invece che a destra, finendo il giro a  Coriano per la strada che poi fara' parte del ritorno. In sostanza il percorso (cui bisogna aggiungere la scalata a Montegrimano terme e Monte Cerignone) e' piuttosto impegnativo, e l'unica salvezza in cui posso sperare e' di farlo, rifarlo e rifarlo ancora, per impararne a memoria le difficolta' ed abituare la gamba ai classici "gnocchi" romagnoli. 

Mercoledi poi con Alan (altro nuovo valente triathleta) abbiamo provato a rifarlo, ma il tempo a Riccione era pessimo (soprattutto ventoso) e dopo una ricognizione fatta in auto siamo tornati in tempo per un classicissimo (per me) giro Castel San Pietro - Sassoleone, con vento, stavolta.

Niente corsa questa settimana, ma nuoto, con Thomas che tenta nell'impossibile impresa di insegnarmi a ri-nuotare, perche' sembra che negli ultimi tempi sia stato il regresso peggiore. Quindi vasche nuotate in corsia sotto il suo sguardo vigile, con esercizi (tanto il nuoto e' tutto li') e correzioni continue. Alla fine sedute in cui si sono superati abbondantemente i 2 km a seduta. E saremmo "in scarico" Regionali...



domenica 3 febbraio 2013

Quando deve andare storta...

...nulla puo' fermarla. Dopo il magnifico sabato passato in bici e di corsa con la squadra, mi ero ripromesso, dato che doveva arrivare un anticiclone che ci faceva assaporare per qualche giorno la primavera, di fare ben due ricognizioni in riviera per assaggiare il percorso del Challenge di Rimini. Come al solito la settimana la apre il nuoto, ma Thomas stavolta non c'era e, comunque, la seduta autogestita e' venuta bene, con serie da 50-100-50m con le pinne ed esercizi di tecnica dopo riscaldamento e attivazione sui misti. 

Poi martedi una bellissima lezione di yoga doveva preparare alla ricognizione del giorno dopo  (mercoledi doveva essere la prima), ma prima l'intuizione che il mio vicino di tappetino non fosse del tutto in salute, poi una improvvisa complicazione mi ha impedito di arrivare in riviera, ripiegando su un giro lungo la fondovalle del Panaro da Marano a Ponte Docciola, con Roberto e Leo, tirando come dei forsennati. 

Rimaneva dunque venerdì, come giorno per la ricognizione, ma un po' il nebbione padano d'annata, un po' il famoso sospetto sul mio vicino poi dimostratosi realta', ovvero che mi avesse attaccato un mega raffreddore, che mi ha messo KO, dovendo non solo rinunciare alla ricognizione, ma anche ad attivita' alternative (corsa e nuoto) tranne lo yoga, sempre venerdi. Ed oggi non va certo meglio, con una spossatezza totale, tanto da chiedermi se il vaccino antinfluenzale serva veramente o lo faccio per stare un po' meglio solo in teoria. 

Domani vedremo se le condizioni mi permetteranno la famosa ricognizione, perche' comunque a Riccione ci devo andare.