A Fabio, 5 aprile 2009.

martedì 15 settembre 2015

26a Mezza dei due Stati, la Rimini San Marino.



Pensavo che la Rimini-Verucchio fosse dura... Non avevo fatto ancora la Rimini San Marino! 3 km (tre!) di pianura e poi saliscendi da paura! Coste di Sgrigna, Monte Ventoso e anche uno sterrato in salita (dopo un muro al 25%)... Crampi e un mezzo svenimento. Ma alla fine....Finisheeeeeer!


Piccolo siparietto con la moto che seguiva noi ultimi, ovviamente sul 18% del Monte Ventoso....
5 km ed un'ora al tempo limite...
Lui: "Dai dai che ce la fai! Hai solo 2 strappettini ed uno sterrato..."

I due strappettini erano un chilometro al 10% e un muro degno di un percorso da Marines!
Lo sterrato una scalinata nel bosco sotto San Marino.
43' per 5 km....














 

venerdì 4 settembre 2015

Memento Audere Semper...

Osare, provarci. Sempre. Anche davanti all'impossibile. Solden. 30 agosto 2015. Oetztaler Radmarathon. Solo il nome incute timore. Figuriamoci leggere le caratteristiche: 238 km, 5500m di dislivello positivo, 4 passi alpini (Kuhtai, Brennero, Giovo e Rombo) 95 km di salita, 105 di discesa il resto di pianura. 

Ci arrivo con 150 km fatti la domenica prima in giro per le Marche, con varie deviazioni e andate e ritorni per frane (Tavoleto) e chiusure (Gola del furlo).



 

Io e Carla partiamo il venerdi e per saggiare un po' il percorso: facciamo Bolzano, Merano e il Rombo. Carla sciorina una serie di improperi chilometro dopo chilometro, il Rombo, l'ultimo passo e' impossibile da solo, pensa dopo 190 km. Arriviamo a Solden piuttosto tesi, per fortuna l'hotel e' davanti al traguardo e dopo aver scaricato i bagagli ci rechiamo subito alla registrazione.






So benissimo che mi sara' impossibile arrivare in fondo a quel sogno, ma almeno alla base del Giovo ci voglio riuscire. I tempi sono stretti, specie al cancello del Brennero, ma posso farcela. L'Oetztaler ha un solo mantra, ripetuto ossessivamente nella hall, a tavola per la cena, al ritiro pacchi, per strada. 

A cannone da Solden per i 20 km di discesa. Patirai il freddo piu freddo mai patito in vita tua.

Il Kuhtai lo fai perche' e' il primo e sei fresco. Ma e' durissimo.
 

Sul Brennero devi tenere la gamba: ha una pendenza morbida che frega e ti cuoci la gamba.

 Il Giovo lo affronti con il tuo passo: e' regolare e non strappa.



Sul Rombo (che chiudono dalle 20 alle 7, ecco perche' devi esserci alle 19.30) si vede se ne hai. 

Eterno, infinito Rombo. Scollinato il Rombo e' quasi fatta. restano gli ultimi 140m di dislivello positivo, ma ormai sei in trance e li fai. Ah, ovviamente se il meteo non degenera "come in 30 su 32 edizioni". Oooooohmmmmmm.


Il Tyrolerhof e' un bellissimo hotel sulla via principale di Solden. Davanti al ponte che da sul traguardo. Le camere sono ampie, non ti fanno problemi per la bici in camera (solo un telo di plastica dovesse piovere) e la mezza pensione comprende un buffet ricco e variato.


Un giro per la citta dopo cena fa apprezzare ancora di piu' questa localita' alpina.  Il sonno e' gia' disturbato ed inquieto. La mattina ci risvegliamo con il monito davanti al parcheggio... Ecco la fine che fanno le maglie dei DNF... Anche sui tornanti del Rombo ce ne sono di stracciate, a far capire che la maglia "te la devi guadagnare"...


Sono uno dei cinquemila fortunati che potranno dire di essere al via (chissa' se potro' dire altrettanto al traguardo). Ci si accede solo tramite sorteggio, ma grazie all'iscrizione ad un club e alla velocita' della richiesta ho potuto saltare questo passaggio ed essere ammesso. Non avrei rinunciato neanche con previsioni di neve.


La partenza e' alle 6.45, ed io mi posiziono in fondo al serpentone. 12 minuti per passare sotto lo start. Il meteo non e' perfetto, di piu'. Tiepida la mattina a Solden (l'anno scorso erano 4 gradi, oggi 10, anche 12), la discesa verso Oetz e' infinita, guadagno diverse posizioni, ma non come mi aspettavo: del resto qui sono dei professionisti, ben pochi sono ciclisti acerbi e inesperti. Tirati e asciutti, vestiti alla perfezione. Mi ricorda molto l'Ironman delle Hawaii: ben pochi sono qua per caso (come me). 

Questa granfondo ha molti aspetti in comune con la Maratona delle Dolomiti, l'organizzazione perfetta, la chiusura delle strade per lunghe ore (anche se non completa come a Corvara, impensabile chiudere Innsbruck per un giorno), il pettorale con la mappa del percorso. I ristori, di cui ho potuto godere poco, arrivando in cima al primo passo nelle ultimissime posizioni. 



Arrivo all'attacco del Kuhtai con il gps che segna 46 kmh di media. Mi rallegro, ho ampio margine di "rallentamento". I 16 km di questo passo sono subito uno choc: 2 km al 12/13%. Non mi riprendero' piu': soffro tremendamente, anche con il 34/30 e nel chilometro al 14% costante mollo e scendo. Cammino. Arrivo in cima dopo 2 ore e 50' e la media e' scesa a 17,9 kmh. A rotta di collo nella discesa tocco gli 87 kmh, ma non supero i 22 kmh di media a Innsbruck, dove mi ritrovo nel traffico del percorso riaperto. 

Per fortuna comunque e' ben presidiato e quando arrivo mi aprono la strada ma attacco il Brennero molto stanco. Ora sono 39 km ed ho 2 ore per arriva in cima, per evitare il cancello. Ma il facile 4% del primo pezzo mi sembra un 15%, e arranco ai 12 all'ora. In piu' sono 32 gradi, e pur avendo azzeccato la "vestita", sto morendo di caldo. Ho il carro scopa ("auDo scopa", esattamente) alle spalle: un taxi che raccoglie le persone, il furgone per le bici e' piu indietro. La macchina di fine corsa mi supera, poi mi aspetta, e mi fa passare. Ma e' sempre li', come un corvo sul morituro.

Sono comunque tutti carinissimi: mi spronano, mi incitano ma io sto raschiando il fondo del barile. Poco prima di Muhlbachl mi rendo conto che non ce la faro' mai: 30 km e 1 ora ti tempo per il cencello delle 12.34 del Brennero: sto andando ai 15, 16 all'ora. Mi affianca il taxi che mi spiega che se voglio arrivare al Brennero in bici per lui non c'e problema, ma ora il pulman che ritorna a Solden c'e', il prossimo sara' nel pomeriggio. 

Salgo sul taxi, e la bici sul furgone (a scanso di equivooci il chip lo staccano subito e lo comunicano alla giuria). Al Brennero mi caricano insieme ad altri 50 ritirati sul pulman per un mesto ritorno a Solden. Ci sono giovani, vecchi (tanti), magri (molti), cicciotti (diversi). Non c'e' un modello di ritirato tipico, alcuni hanno si la faccia dell'incoscenza, altri no, sembrano cicloamatori di lungo corso.

 
Ritorno in hotel alle 15 passate, affamato e stanco. Per tutta la giornata arrivano ciclisti, e alle 20 e 15 ci affrettiamo per vedere gli ultimi. hanno scollinato il Rombo entro le 19.30, ed arrivano allucinati, dopo quasi 14 ore di bici. Ma gli ultimi sono festeggiati come i primi, e' la regola qua. Interviste, tv, fuochi d'artificio. Mi distacco da tutto questo, non provo rabbia, sono triste: anche io avrei voluto essere arrivato.

Lunedi mesto ritorno a Bologna. Ora pero' ci godiamo questo passo Rombo, con i luoghi storici ed i panorami incantevoli. Ah, e il gasolio a 1.09 (e in Italia 1.30)









venerdì 21 agosto 2015

70.3 Wiesbaden

Il triathlon, ma soprattutto l'Ironman (cosi' come il mezzo IM) e' uno sport per singoli. E allora che cacchio ci faccio insieme ad altri 9 compagni di squadra in un mezzo IM a 900 km da Bologna, dove il dislivello della bici e' di oltre 1450m in positivo e pure quello della corsa di 200m?

Decisione presa in allegria qualche tempo fa, senza aver controllato, come faccio sempre, altimetria del percorso bici. Comunque oramai per pentirsi e' tardi, ed eccoci qua dopo una giornata di viaggio caldissimo, a Hopferau, primo paese della Baviera appena dopo l'Austria. Abbiamo scelto il Brennero, e quindi l'Austria, perche' il San Gottardo, tunnel svizzero famoso per essere trafficatissimo, non prometteva nulla di buono.   



La pension Engel e' molto economica e spartana, purtroppo i 39 gradi odierni non aiutano il sonno in questa camera bollente. La cena, nella Gasthof centrale, e' invece ottima, sebbene la sensazione di essere serviti sempre ultimi e sempre dopo gli indigeni e' molto reale. Peccato, si sono giocate la mancia, le giunoniche cameriere.

Dopo un'ottima colazione ci rimettiamo in viaggio, e nonostante il navigatore voglia farci fare un giro sempre piu' largo, per farci impiegare meno tempo (sembra un controsenso, ma non lo e'),  arriviamo a Wiesbaden nel primo pomeriggio. La camera, prenotata da Giacomo, e' molto grande, sebbene piuttosto labirintica la posizione nell'hotel.


Siamo ancora a tempo per la mia registrazione, e mi dirigo subito alla piazza dove c'e l'arrivo, l'expo e la registrazione, appunto. Capiamo subito che siamo molto comodi, la T2 e' addirittura sotto l'hotel, e anche la cava dove nuoteremo e' servita molto bene, con pulmann che domani (per le bici) e domenica (per la gara) faranno la spola senza sosta.



In serata finalmente ci riuniamo tutti e ceniamo in allegria. Con seguente giro per visitare il centro di questa carinissima cittadina.



La mattina ci dividiamo, chi fa un giro in bici, chi va dal meccanico chi fara', come me, Giacomo, Luigi, Ruggero e Carla, il giro del percorso bike. Io sono piuttosto preoccupato, sono quanti sono 1450m di D+.... Giacomo ostenta sicurezza, inizialmente, che pero' mentre i chilometri (e le salite) scorrono, viene via via a mancare. Sara' durissima, e sono perfettamente consapevole che mi sara' impossibile terminare nel tempo limite di 8 ore (data la mia scarsissima preparazione nella corsa). Ma chissenefrega? Mi godo l'atmosfera, la compagnia dei miei ragazzi e di mia moglie e un bellissimo posto!






Al pomeriggio briefing, con la bella notizia che la muta sara' permessa. E poi via, tutti a fare una bella foto sul traguardo..


Nel tardo pomeriggio porteremo le bici in TZ alla cava, che sembra in verita' anche un po' piccola per tutti noi....




La notte sara' molto agitata, forse perche' la melatonina ha ampiato le mie preoccupazioni, facendomi fare incubi incredibili? Comunque (e meno male che siamo insieme) il mio umore la mattina e' pessimo.




Sono le 8.10 quando dopo i PRO uomini e donne ci danno il via. La nuova partenza decisa dalla WTC (rolling start, corridoio stretto dove ognuno decide dove posizionarsi, preferibilmente secondo il tempo stimato) dovrebbe agevolare i diversamente nuotatori, per me, invece, e' peggio: i non nuotatori si mettono davanti (anche io) per sfruttare scie, i bravi nuotatori, consapevoli delle proprie capacita' si mettono nella posizione giusta,  insomma alla fine fai sempre a botte perche' davanti ci sono dei lenti, che non si spostano, e ricevi botte da quelli che da dietro recuperano. 

Comunque... Esco dal nuoto (dopo un'uscita australiana) in 43 minuti, tanti. Inforco la bici con la consapevolezza che sara' un delirio, ma sono comunque contento. I primi 25 km sono leggermente a salire, e con una certa curiosita noto che sono uscito dal nuoto davanti a Danilo, Ruggero, Luigi e Massimo, che via via che passano i chilometri mi supereranno. La bici e' anche peggio del peggior incubo. Si sale e si scende continuamente, senza tregua. Non c'e' un metro di pianura. Solo alla fine 5 km tutti in discesa. Il mio GPS segnera' 1607m, di dislivello, in 88,40 km.





Scendo dalla bici piuttosto provato, ma deciso ad arrivare in fondo. Non sia mai. Quattro giri da 5,5 km, ed ogni giro 45m di dislivello in salita. Regolari, ma spacca gambe. Corro (poco) e cammino (molto) e ben presto la consapevolezza che le 8 ore saranno superate diventa certezza. Spero solo di trovare qualcuno a darmi la medaglia... Cosi' sara', anche se in effetti stanno gia' smontando tutto (compreso il fotografo gia' andato via e quindi sono senza foto del salto del traguardo). In compenso ho la squadra che mi attende al traguardo, per festeggiarmi: meglio di cosi'? Sono arrivati tutti tranne Giacomo, costretto a ritirarsi per un focolaio di polmonite (scoperto una volta tornato in Italia).







Il dopo gara e' il solito: maglia da finisher, medaglia serigrafata. Stavolta non ho fame e quindi dopo aver bevuto un bel po' mi ritrovo con Carla. Sono quasi le 17, e mi avvio in camera, quando il cellulare trilla senza sosta... Marco. Mi messaggia, pure... Dove sei? Abbiamo vinto!!! Alle 17.30 ci premiano, tutti al Casino... Lo chiamo... Chiedo lumi. Insomma, per farla breve: come squadra abbiamo vinto la qualifica al European Championship di Pula del 20 settembre... Alle 17.30 ci premieranno.

Molto scettico, dopo una rapidissima doccia ci avviamo al Casino. Alle 17.35 comincia la trafila (noiosissima) delle premiazioni dell'Award Party. Prima le Pro donne, poi i Pro uomini. Poi Birgit, la responsabile del programma TriClub, sorta di campionatoi a squadre degli Ironman, che gia avevo conosciuto a Pescara, appare sul palco. Oddio... vuoi vedere che...? Naaaa, noi?

Nel frattempo era anche arrivata una email dove ci comunicavano che eravamo i vincitori della IV Divisione (che sono 5, con le squadre che sono assegnate ad unadivisione a seconda degli iscritti) e come vincitori avevamo conquistato la qualifica per andare a giocarci il titolo continentale della IV divisione.

E difatti dopo le squadre premiate della prima, della seconda e della terza divisione, sento un "ASD Team Spartans winner" e non capisco piu' nulla... Tutti insieme saliamo sul palco, con sorrisi a 32 denti. Un bel trofeo, un bel diploma e via, andremo a Pola a giocarci il titolo.




Passata la sbornia del titolo, (conclusa in serata con una eccellente mangiata e bevuta) cominciamo a razionalizzare. Il 70.3 di Pola sara' il 20 settembre, 6 giorni prima dell'IM Mallorca, 13 giorni prima dell'IM Barcellona. Chi andra' a Mallorca non puo' fare Pola. Nemmeno io che sono sempre pronto a buttarmi nella mischia. Mentre per chi va a Barcellona? Io e Matteo confrontiamo le tabelle degli Ironman passati: 15 giorni prima c'era sempre un "robusto" combinato. Si puo' fare. Chi fara' l'Ironman di Barcellona ha l'ok per Pola. 

Ma l'entusiasmo e' dirompente, oltre ai gia' iscritti Umberto e Danilo, ai Barcellonesi, dalla chat nuove leve ed esordienti assoluti vogliono buttarsi nella mischia: alla fine saranno almeno una 20ina gli Spartans presenti a Pola, pronti a conquistare il titolo continentale. 

Io e Carla concordiamo che non possiamo perdere questo evento, e pur da supporter saremo presenti. Abbiamo il problema che avremmo il volo per Mallorca il lunedi (l'altro volo dipsonibile, mercoledi, non caricherebbe la bici). Un amico ci viene incontro e grazie ai trasportatori con cui lavora di solito mi offre un trasporto molto economico, praticamente mi trovero' la bici in hotel quasi al costo del trasporto della Ryan Air. E' deciso. Partiremo il mercoledi per Palma e la bici arrivera' in qualche modo. Pola, arriviamo!