A Fabio, 5 aprile 2009.

giovedì 12 luglio 2012

Montegrappa 2012, e 2!

Avevamo, io e Leo, un conto in sospeso, fin da marzo. Quando quella maledetta catena difettosa ci impedi' di timbrare il suo primo Grappa. Il 28 marzo scorso, con 27 gradi. Ieri e' stata l'occasione per vendicare quella sfortunata giornata. 

Arriviamo a Fietta ben oltre le 11.00 e la temperatura segna 32. Vabbe', tanto saliamo, rinfreschera', no? La salita da Fietta, detta della Vedetta, fa capire subito che se non hai la gamba e' meglio lasciar stare. Dall'osteria Hoch Holle, dove la simpatia sempre un optional, e con qualche titubanza (e gran sospiri, come se avessimo commesso chissa' quale delitto) Maurizio ci cambia la data di marzo, il primo chilometro e' da brivido: pendenza a due cifre, con punte del 14%. Poi (si fa per dire) spiana. 6 chilometri al 8/9%, ma almeno sono regolari e cadenzati da tornanti. Oltre che -al mattino- ombreggiati.

Cosi' arriviamo (in un 40ina di minuti) al km 7, laddove per ben due volte a marzo al cinno era saltata la catena. Ovviamente lui era andato avanti, io proseguivo del mio (lento) passo, ma non vedendolo ero felice, stavolta la catena ha retto. Superati i primi 2 tremendi tornanti di questo muro, al terzo con i battiti vicini a 200 e la scritta i piedi "2000m - hard climb" mi devo fermare. Quando il respiro si fa piu' normale riparto, altri 500m fra il 18 ed il 20% (segnati per terra) e prendo Leo che e' sceso dalla bici distrutto. Io non sono certamente eroico e procediamo per circa un chilometro e mezzo a piedi e a fatica. Vani un paio di tentativi di risalire in sella perche' la pendenza rimane impossibile. Alla fine la capretta di latta segnavento e' presa, comunque. Abbiamo fatto (appena) 9 km (di 22) in oltre un'ora e 9 minuti..






Il resto della salita e' un susseguirsi di salitelle e strappetti piu' o meno duri, fino all'innesto con la strada che sale da Semonzo, piu' o meno al tornante 25, quindi a meno 3 dall'ultimo chilometro e mezzo.  La gamba urla ma alla fine siamo in cima (dove in verita' fa anche un po' fresco) in poco piu' di due ore per questa che e' una delle piu' corte. Ci facciamo apporre il timbro dalla mitica Elisa la quale ci prende in giro perche' come tutti ciclisti non teniamo conto che alla partenza ci possono essere anche 35 gradi ed il sole, ma quassu' e' un altra cosa.





 

Per scendere decidiamo di prendere la via di Semonzo, contando ad uno ad uno tutti e 28 i tornanti, solo che per tornare a Fietta ci toccano 8 km di pedemontana a 35 gradi sotto un sole implacabile ed anche in salita. Comunque sia 2 salite belle toste questa settimana, e la prossima settimana non sara' da meno, fino ad arrivare a completare il libretto con tutte e dieci le salite (anche se ripensando a quella che parte da Seren mi vengono ancora gli incubi...)

Ma la giornata sportiva non finisce qua, perche' di slancio vado a farmi una mezzora di nuoto in piscina con i ragazzi del CUSB, che seguo al ritmo di una ogni 2 vasche.

lunedì 9 luglio 2012

Montegrappa, finalmente!

Da quel disgraziato 28 marzo, quando con 27 gradi io e il cinno ci presentammo al cospetto del Monte (scelta l'erta della Vedetta), non ero piu' riuscito neanche ad avvicinarmi al nostro. Oggi liberatomi in fretta degli impegni alle 10 sono in viaggio verso Padova con una bicicletta di cortesia (poiche' la Trek dovra' essere rimessa in sesto e ci vorra' un po'). Ha montato il 39-27, un po' azzardato per sperare di domare salite imperve, e dunque (anche perche' e' quasi mezzogiorno) decido per la "facile", la Cadorna da Romano d'Ezzelino. Ventisette chilometri, si, ma almeno al 6% medio (10% massimo) Trovato parcheggio in fretta non potro' fare il timbro di partenza perche' Pedrocchi e' chiuso per turno, ma spero che in cima ce l'abbiano.




 
I due chilometri in mare a nuoto di ieri si sentono, ma tutto sommato reggo bene. Il caldo si fa sentire, ancora a 700m ci sono 32 gradi, ma la vista e' splendida. 



Fino a meta' tutto bene, quando dopo un tratto in contropendenza comincio a soffrire (soprattutto il 39). Ma oramai sono qua e arrivero' fin lassu', nonostante manchino ancora una decina di chilometri. Alla fine arrivo, stanco, sudato ma felice. 



 

E a quanto pare la gamba ha risposto alla grande, visto che rispetto alla prima volta, (l'anno scorso, il 3 ottobre) ci ho impiegato 17 minuti in meno per la scalata. In serata avevo promesso di "fare numero" per una corsia al Novotel con i Master Cusb e cosi' sono andato pure a nuotare. Anzi, a fare il bagnetto con un mille variato.




domenica 8 luglio 2012

34a Traversata natatoria Molo-Rotonda - Senigallia


Evvabeh, a volte mi piace mettermi in gioco su roba "difficile". Cioe', roba che non mi sarei mai sognato di fare (se non per dei Mondiali). Ovvero una gara di nuoto in mare. Occasione la scarsa resistenza di Carla. Perche' io butto li' sempre un "Andiamo a.... c'e' una gara di... intanto tu... poi...." La risposta e' invariabilmente "No!" salvo su gare di "comune interesse" (mezze o maratone con congruo anticipo), su Ironman "nuovi", sulla Maratona dles Dolomites e poco altro. Complice la location (Senigallia) vicina, con possibile spaghetto alle vongole post sforzo. La risposta positiva, lo ammetto, mi ha spiazzato.

Cioe', l'ho proposta a Carla, ma mica ero poi cosi' convinto... Insomma, parliamo della 34a (gia' 33 fatte??) edizione della Traversata natatoria Molo-Rotonda di 2 km. E che ci vuole, direte, un Ironman come me, 2 km se li fa a colazione... Certo, si'. Peccato che a queste gare partecipino nuotatori veri (mica triathleti) che quando entrano in acqua (dolce o salata) nuotano e pure forte. Insomma avrete capito che l'ultimo posto era prenotato. Comunque e' sempre un allenamento (in settimana solo una nuotatina allo Stadio giovedi e una corsetta serale sabato -in piena Notte Rosa- a Riccione dietro Carla e le sue ripetute da 250m.... ) e quindi stamattina siamo andati in quel di Senigallia (prima volta in vita mia). 

Ovviamente trovare il parcheggio e' stata impresa ben piu' ardua che nuotare i 2 km, ma una volta sistemato il Pajero (e pagato il grattino) ci avviamo all'appuntamento presso il bagno 71. Per fortuna non fanno storie per il fatto che non ho (con me) il tesserino FIN (del resto per iscrivermi via telematica ci voleva il numero di tessera, quindi...) e mi danno una briosche (cattiva...) ed una bottiglietta d'acqua oltre ad una medaglia (bello, medaglia di partecipazione sulla fiducia!) ed una maglia come pacco gara. Hanno trovato un'iscritto fisso per i prossimi 20 anni (lo sanno tutti che io per una medaglia vado ovunque)...

Come al solito qualcuno che conosco c'e' sempre... Compagni nuotatori Master CUSB a parte (e' sempre grazie al CUSB che io posso gareggiare gratis a queste manifestazioni...), trovo Federica M. con cui nuotavo nel gruppo del Greguratt a Riccione, e Luciano, triathleta della Polisportiva che pero' pensavo a correre (la sua main attitude) altrove.




La gara prima della 2 km era una da 5 km, ed e' partita un po' in ritardo e di conseguenza anche la nostra ha subito un tre quarti d'ora di slittamento rispetto alle 10.30 orario fissato per lo start. Comunque alle 11.20 lo start. Il giro e' semplice un rettangolo di 800m sul lato lungo e 200m sul lato corto. Le boe si tenevano a destra, alle 2 boe piu' al largo si doveva dare il numero (76) assegnatoci. Per il nord e' facile, una gru azzurra enorme ci fa da punto di riferimento oltre la boa, ma una volta girata anche la seconda (finito il lato corto), cominciano i guai. Gia' sono contro sole e non si vede nulla, poi l'onda e' aumentato e contraria, percio' il beccheggio si fa intenso, oltre ad un ridotto avanzamento, e nonostante usi anche le gambe ci metto un'eternita'. Anche sull'ultimo lato corto ho difficolta' ed ammetto che ne ho avuto abbastanza.


 




giovedì 5 luglio 2012

Maratona dles Dolomites 2012 (e Giau)


Neanche tornati da Nizza che si riparte. Destinazione Corvara. Quest'anno abbiamo optato per un hotel piu' vicino alla partenza arrivo, perche' l'Armentarola, che rimarra' un must senza pari aveva problemi di logistica (e' a 10 km dalla partenza e 13 dall'arrivo) che lo rendevano scomodo. Considerando che le strade rimangono chiuse oltre dieci ore (ma soprattutto fino ad oltre le 16) non solo alle auto ma anche alle biciclette, ed essendo l'Armentarola sulla strada che scende dal Valparola (ultima salita del percorso medio e lungo), cio' mi rendeva impossibile ritornare in hotel se non facevo il percorso lungo (e a meno di non fare il sentiero con il ghiaino, una bestemmia per il road biker).

E dunque dopo lunga ricerca la scelta e' caduta sull'Hotel Col Alto, proprio di fronte alla strada che porta al Passo Gardena. Forti anche del fatto che risulta terzo hotel (su 28 in Corvara) secondo TripAdvisor, eccezionale (9.3) su Booking.com ed anche su Venere e' tutto un complimento. Beh, direi che sono eccessivi. Quest'hotel vale 3 stelle (e non 4). Le camere sono "normali" (non tipiche), la colazione e la cena "normali" (ne' tipiche ne' speciali). Insomma con l'Armentarola e' un confronto impietoso. E costano uguali, oltretutto. Vabbe', oramai siamo qua e faremo di necessita' virtu', ovvero "stavolta mi hanno fregato, ma non vengo piu'" (vedere mia rece su TripAdvisor, per un quadro completo).

Cerchiamo di mitigare la nostra delusione, dopo aver riposto valigie bici ed esserci registrati, andando al ritiro pacco gara e vicina expo a Badia, usufruendo delle navette gratuite, efficienti e puntuali. L'expo e' il solito bazar, interessante il giusto, ma con qualche novita' sempre presente. Il ritiro del pacco gara e' una trafila burocratica un po' macchinosa, ma in venti minuti ho il mio pettorale, la maglia, e i gadgets in omaggio (superiori alla norma).


Certamente Corvara offre qualche spunto di interesse maggiore, rispetto alla zona dell'Armentarola, dove si era subito immersi nella natura: qui siamo in paese: possiamo vedere negozi, ed altri hotel (ovviamente). Incontro pure Luca, lo staffettista di Pescara, in compagnia di mogli e e figlia (complimenti!). Il sabato mattina sono indeciso per un'uscitina in bici, ma poi propendiamo per una passeggiata fino a La Villa, seguendo il sentiero nel bosco. Alla fine saranno 12 km, appaganti come solo le passeggiate di montagna sanno esserlo.








Al pomeriggio relax e la mattina sono presto in griglia: decisamente avere l'hotel a pochi km dalla partenza e' un vantaggio notevole! Ieri ho preso una dolorosa ma necessaria decisione. Ero venuto qua per farmi il percorso lungo (quindi il Giau), ma le scorie di Nizza sono ancora presenti e per non aggravare la situazione faro' il giro corto (i 4 passi, cioe') molto in scioltezza, e lunedi in solitaria andro ' a farmi il Giau. Difatti affronto salite e discese con spirito diverso, godendomi il panorama come non mai e fregandomene altamente di classifiche tempi e gare. 

Verra' fuori un giro splendido, dove la fatica e' sempre tantissima ma il godimento delle strade chiuse al traffico e' senza pari. Il Campolongo, il Pordoi, il Sella ed il Gardena mi scorrono sotto le ruote in poco meno di 4 ore (3.57), con tempi migliorati rispetto al 2010 di oltre 25 minuti e qualcosina in piu' (5') rispetto al 2011, quando ero -pero'- a quindici giorni da un Ironman (e non una settimana dopo). Soprattutto senza tutte le soste che ho fatto quest'anno per le foto... Il lavoro costante di giri massacranti di primavera sta dando i suoi frutti (meglio tardi che mai, si puo' dire!)
 

















Sul traguardo anche Nicola Savino (cui porgo pubbliche scuse per averlo costretto alla foto-filmato che si vede qui sopra), e dopo aver ritirato la medaglia, il cappellino e il gile', rientro in hotel per una bella doccia, dato che sono ancora le 10.30, estremamente presto per un ristoro finale che assomiglia molto ad un pranzo.



 

 

Poi, come da piano strategico, il lunedi (con un po' di calma dato che il tempo non e' splendido e ha portato anche qualche scroscio d'acqua), eccomi a Pocol per la scalata al Giau. Sorpresa, Pocol ha 3 parcheggi riservati ai relativi alberghi, un parcheggio sotterraneo (a pagamento) e non uno spazio per lasciare l'auto, scaricare la bici e partire. Lo trovero' dopo un chilometro dalla deviazione, comunque. Mi preparo e parto. Da questo lato, mi avevano detto, e' piu' facile, perche' sono 9 km (dal bivio 11, ma 2 sono in discesa) contro i 13 del lato "Maratona". Sara'. Per me e' stata molto dura, piu' per l'irregolarita' della pendenza (comunque sempre sopra l'8%), che non per la lunghezza. Ma forse anche i 4 passi del giorno prima avevano stancato la gamba. Alla fine sono in cima, dopo una 70ina di minuti. Salita antipatica, ma in cima il panorama ammazza.