A Fabio, 5 aprile 2009.

lunedì 17 settembre 2012

11a Run Tune Up


Convinto che il giorno prima di una gara importante una bella seduta in uno degli sport antagonisti sia una manna, cosi' ieri mi sono avventurato con Paolo, il pompiere, in un giro in bici, mentre venerdi mi ero dedicato ad una seduta di nuoto "tecnica". Tuttavia considero la Run Tune Up (a malincuore) una delle piu' terribili mezze maratone, sebbene venga infatti spacciata per pianeggiante e veloce, il fondo misto di asfalto, sanpietroni e sanpietrini, e quei leggeri saliscendi di cui Bologna abbonda, complichino la corsa in maniera indicibile. A me in particolare. Poi ci sono quelli che qua addirittura riescono o a fare il tempone o a migliorarsi. Non e' il mio caso, visto che qua ho sempre fatto tempacci, anche disarmanti. 

Comunque sabato mattina, non certo di buon ora, io e Paolo ci ritroviamo (un po' a fatica, dato che dove abita lui il campo telefonico va e viene) e ci facciamo uno dei giri classici, ovvero Ca' Bortolami Savigno. Un bel giro, con i suoi 65 chilometri e la salita di Monte Pastore a tirare la gamba per bene. Il passo che abbiamo tenuto era piu' tranquillo, ma non abbiamo fatto una cicloturistica.

E dunque ieri mattina, ritrovo in piazza 8 agosto per la partenza, ma soprattutto per una spettacolare foto di gruppo. Non manca anche una foto di gruppo con i twitters (fra gli altri, @biondox, @Anne_Zannoni, @lla4run), in piazza. Poi il resto e' "gara", anche se sono mesi che non faccio allenamenti seri e dedicati di corsa e mi sto anche appesantendo. Il tutto per me significa comunque un passo di poco sotto i 6.00/km e 2 ore (abbondanti) per arrivare in fondo. Distruttivo il pezzo a  cavallo dei 12-15 chilometri che si svolge tutto in centro sui lastroni, e dove ho segnato un passo medio da bradipo. 

Ma alla fine la vera nota positiva e' che non mi sono mai dovuto fermare per massaggiare i piedi, ed anche che le gambe ci sono, oltre che il fiato. Certo il passo non e' dei tempi migliori, anzi direi dei peggiori, ma sono contento cosi'.













 


giovedì 13 settembre 2012

Triathlon Sprint Faenza - le foto




 
 
 
 

I remember (IM UK 21-08-2005)


(Mesi fa)

Io: "Carla che ne diresti se a meta' agosto andassi a fare un IM in Inghilterra? Una puntatina di una settimana, giusto per staccare... Eppoi, ho proprio voglia di fare un altro IM con una bici facile!"
Carla: "Sei sicuro? Ma l'Inghilterra non e' tutta su e giu'?"
Io: Si, e che sara' mai? Io ho problemi con le salite toste, non con le salitelle... Eppoi, dai, e' il primo anno che lo fanno intero, dopo 4 di half IM. Vedrai, faro' faville!"


Sherborne-Yeovil (Inghilterra) 21 agosto 2005 - A "WOLFS IRONMAN", un Ironman da lupi.


17 agosto 2005: Eccoci qua, in aeroporto, pronti per partire con un volo EasyJet alla volta di Londra (Stansted) da cui con un auto ci dirigeremo a Yeovil, 280 km da Londra, dove abbiamo prenotato via web un hotel, il Greystones Court Guest House. Purtroppo un fornelletto bruciato ci ha messo lo zampino, e il volo ritarda due ore. Vabbe', arriveremo alle 20, e quando saremo la' vedremo il da farsi. Per fortuna gli inglesi sono larghi nei tempi di percorrenza e le 4 ore di auto pronosticate da Peter sono larghe. Un po' in velocita' (grazie anche all'enorme Pegeout noleggiata e alle strade quasi tutte a doppia corsia), alle 23 siamo gia' a Yeovil, senza pero' la piu' pallida idea di dove sia il Greystones,



ma Peter e' molto gentile e viene a prenderci fuori dall'ospedale, dove ci eravamo fermati. L'hotel e' discreto, la camera ha 4 letti, uno matrimoniale, ampio e confortevole, il bagno un po' datato, ma visto che qui non abbondano gli alloggi (specie in periodo IM) e' oro colato. E' troppo tardi per mangiare stasera, pero'.

18 agosto 2005: e' gia' giovedi, e quindi abbiamo poco tempo: subito andiamo al TRIUK, il piu' grande negozio di Triathlon al mondo, per farmi rimontare e mettere a punto la bike. Eppoi via, per il sopralluogo delle zone cambio, del lago e del traguardo. Yeovil dista ca. 8 km da Sherborne, ne e' separata dalla famigerata Babylon Hill, una collina che fa parte del percorso a piedi, e se all'andata puo' filare liscia al ritorno (32, 33imo km) puo' uccidere le speranze di un aspirante finisher. Risalta il fatto che il castello di Sherborne fa da sfondo all'arrivo, e di fronte ha un prato sterminato dove atleti (e non solo) potranno posteggiare confortevolmente l'auto, a non piu' di 50 (cinquanta!) metri dall'arrivo.

Fa un bel fresco, la temperatura -secondo il meteo- fino a martedi non salira' oltre i 22, e stara' spesso sui 13/14. E' prevista pioggia sabato, ma non domenica. Il lago poco distante gia' brulica di atleti. Beh, per forza: si puo' nuotare solo dalle 9 alle 10, per non disturbare oche e cigni (davvero). E alle 10 le canoe invitano i ritardatari a sbrigarsi. Il lago (almeno quello) ha una temperatura costante di 17 gradi. Dopo aver visionato l'expo (manca il meccanico!), un classico dell' IM, mi registro (rigorosi i controlli di identita'!). Un banchetto, appunto, per il controllo di identita' ("Passport on the hand, please!") con distribuzione del pendente che reca il nome.


Di fronte distribuiscono la busta con pettorale (2), 


cuffia per il nuoto, spillette, chip, numero per la bici e relativi fermagli, sacche "SWIM" (bianca) "BIKE" (blu) RUN" (rossa) e le relative etichette. Ed anche quella per il casco. Infine con la chiusura del braccialetto in plastica al polso 


si e' a tutti gli effetti "Aspiranti Finisher IM UK". Ancora di fronte per il ritiro del pacco gara che comprende sacca personalizzata, DVD Spinerval per lo spinning, il numero attuale di 220 Triathlon, la bibbia del triathlon inglese, un cappellino da ciclista, ed infine il programma. La burocrazia italiana ha fatto scuola.


Faccio notare che il chip non ha la fascia, per cui non ho proprio idea di come poterlo attaccare alla caviglia, e dopo un attimo di smarrimento gli inglesi ringraziano e troveranno la soluzione. E dunque partiamo per una bella ricognizione in auto del percorso in bici. Il percorso si snoda a sud, nel Dorset in due anelli molto ondulati ma non impegnativi, l'unica difficolta' e'  Lyon Gate, una salita abbastanza lunga (2 km?) con una pendenza di ca. il 6% (sembra). Per il resto il tempo di alzarsi sui pedali e' gia' si scollina. Certo che dare una "pareggiatina" a tutte queste colline..... La strada che collega i due circuiti (ciascuno di 2 giri) e che ripassa da Sherborne e' facile, ma stretta, e bisogna fare attenzione, qui si tiene la sinistra.

Il giro del Sommerset e' bastardo forte. Le salite si allungano, e quando sembrano finite si sale ancora. A strappi, anche. Praticamente inutile avere una bici da triathlon (crono) se non si e' Pro o molto esperti. Ed anche le discese sono ripide, ed alcune passano fra i paesi, con curve secche. Il fondo e' buono ovunque, ma la grana dell'asfalto e' grossa, e bisogna fare attenzione ad alcuni inserti di asfalto che creano gradini infidi.

Note a margine: il cibo e' la nota dolentissima degli inglesi. Stamattina, in hotel abbiamo provato la "full english breakfast". Uovo fritto, cipolla fritta, fagioli al pomodoro, fette di pane tostate e fritte, salsicciotto. Sto ancora digerendo . Da Dorchester, in fondo al giro del Dorset abbiamo puntato al mare, che dista una decina di chilometri, a Weymouth, e arrivati al faro dell'isola di Portland (collegata da un ponte alla terraferma) 


abbiamo pranzato (?) a base di insalata di gamberi conditi da una salsa improbabile e patatine fritte. Ottime, certo, ma non proprio per un IM.

Alla sera ci avventuriamo per Yeovil alla ricerca di un ristorante, ma siccome sono passate le 9, hanno gia' trasformato i ristoranti in pub, e quindi dopo un po' siamo quasi rasseganti ad un take away indiano o al pizza Hut. Ma nei pressi c'e' un ristorante italiano, Il Tamburino. Vabbe', meglio che niente... Ed invece, sorpresa delle sorprese si mangia realmente italiano! La pizza sa di pizza, il pomodoro di pomodoro, la pasta di pasta. Diamine, ci torneremo tutte le sere, vi basta come giudizio?

19 agosto 2005: -2. Oggi provero' il lago, e quindi levataccia. Il lago si presenta torbido, ma la presa nella nuotata e' buona. Faccio una quindicina di minuti, giusto per prendere qualche riferimento, ma alle 6 (orario previsto per la partenza) non sara' ancora buio? Bah, lo vedremo. Poi, con la bici faccio una trentina di minuti, giusto il tempo di congelarmi e tornare indietro (in gara ci vorra' una magliettina della salute, sotto la divisa, ed anche i manicotti, altroche'!). Dopo facciamo un giro a piedi per Sherborne, caratteristica citta', e poi torniamo all' hotel, devo preparare le sacche eppoi stasera c'e' il Pasta Party.

Nelle sacche decido di abbondare: quindi eccedo in maglie della salute, e in gel. Non si sa mai. Il Pasta Party, invece, sara' uno schifo, la cosa peggiore: un panino uno, un piatto di pasta, parte stracotta parte cruda, al pomodoro o in bianco, mele neozelandesi. Pepsi o acqua. Mezzora e siamo gia' fuori. Ah, il pasta party brasiliano, che sogno....


20 agosto 2005 -1. Oggi (piove, come da previsioni) c'e' il "mandatory" (obbligatorio) briefing, dove ci raccontano le stesse cose di ogni IM: Il divieto di drafting (che significa stare in scia nel ciclismo: nell'IM e' -per fortuna- vietato) vi richiameremo la prima volta, alla seconda vi daremo 8 minuti, alla terza vi squalifichiamo. Ma lo saprete al ritiro della sacca rossa, ovvero quando dovreste iniziare a correre. Cosa mettere nelle sacche, come avviene la partenza e come ci si muove nella zona cambio/transition. Nulla vicino alle bici, solo casco e/o scarpe, che si possono mettere anche nelle sacche. Divertitevi e buona fortuna. Fino alle 18.00 si potra' mettere la bici in zona cambio, e dopo il briefing provvedo anche io, al limite aggiungero' qualcosa domattina.

21 agosto 2005 "the day". La TZ (Transition Zone) apre alle 4.00, e per stare un po' larghi ci svegliamo alle 3 e 15. Ci eravamo fatti preparare fette di pane da scaldare, marmellata, latte e la macchina del caffe', mentre ieri sera Carla ha preparato un paio di etti di pasta, in bianco. Ed infatti con una efficienza incredibile tutto e' pronto con bigliettini delle istruzioni... Alle 4.15 sono in TZ.


Fa un freddo boia, e' buio e il lago e' ricoperto di nebbia. Per fortuna che avevo ricoperto la bici con sacchetti, sono bagnate fradice, l'umidita' e' altissima. Solo con un escamotage riesco a riaccedere alle sacche, strettamente vigilate: oh, devo infilarci il GPS!, ma ne approfitto per metterci qualche altro busta di gel.

Alle 6 non si parte. 


La nebbia e' ancora fitta. Siamo pronti, in muta, tutti. Pro compresi. il freddo pungente ci fa rabbrividire dentro le mute ben allacciate.  Saltelliamo, ci muoviamo ma inutile, il freddo umido inglese penetra nelle ossa. Intanto sorge il sole, ma e' velato. Alle 7 forse uno spiraglio, dalla zona cambio andiamo a riva. Macche', una finta. 


Staremo in riva fino alle 8 (avro' modo di salutare ancora Olaf Sabatchus) 


quando il sole alto e un tepore appena accennato sgombrano la nebbia dal lago. La partenza e' in acqua a ca. 100m dalla riva, e i pro sono li', a pochi metri. 8.06, un fischio... si parte? No, si....... No! Tutti indietro, di nuovo. 8.11 la tromba, eccheccavolo!.. Ora si', si parte! 


Mi distendo bene, sono avanti e godo di una buona scia. Il primo giro sto bene, grazie anche alla beretta in neoprene che mi scalda, e le braccia lavorano bene. Il primo giro lo finisco in 35 minuti. Il secondo giro ho meno scia, ma comunque esco dall'acqua in 1:19':39".

Spendo 9':51" in zona cambio: ci si deve vestire, fa ancora molto freddo. E rovinarsi un IM per non aver messo una maglia mi sembrerebbe una beffa. La partenza in bici e' caotica, siamo in tanti e per i primi chilometri mi faccio prendere dall'entusiasmo, e sono spesso steso sulle appendici. 


Forse esagero, ed al secondo giro mi rilasso un po'. Quando ripasso da Sherborne mi fermo un po' da Carla: ho percorso 108 chilometri in 4:10'.  Non male, per me. Sono gia' un po' stanco, e non immagino quanto mi stia aspettando, percio' faccio un pensierino ad un buon tempo nella frazione. Il primo giro a nord, del Sommerset e' una sofferenza, La mia media oraria in breve precipita da 26,7 km/h a 26, 25.... 24 km all'ora! Piantato. Alla fine impieghero' altre 3:50' per fare 72 km! Saranno 8:00:15 (e 183 km, alla media di 22,9 km/h). Una vergogna.



Ma non mollo. Ci mancherebbe! Siccome ho giurato (con le dita incrociate :-)) che non sarei piu' venuto qui, se non lo finivo sarei dovuto tornare, e quindi, anche a costo di metterci 17 ore, lo avrei finito! Infine, le feed station, i rifornimenti (nell'ordine: Acqua, Gatorade, Pepsi, Power Gel e Power Bar, Banane e Acqua di nuovo), gestiti da soci del Rotary Club un po' rimbambiti, ma contando che -oltretutto- sono a mano sinistra non e' andata malissimo, quando proprio avevo bisogno (un paio di occasioni) mi sono fermato per riempire le mie borracce.

Cosi' dopo altri 11:43 spesi nel secondo cambio (per cambiarmi, soprattutto l'intimo), parto per la maratona: un giro unico di 42,2 km, un delirio, per un IM. 


Primo perche' non e' possibile che su tutto il percorso e per tutto il tempo ci sia pubblico e supporto. Secondo perche' fino al "roundabout", all'inversione di meta' percorso e' lunghissima. Terzo, rivedro' Carla solo all'arrivo, e quindi non potro' usufruire di un eventuale aiuto mentale o oggettivo. Comincio corricchiando come in Brasile, ma stavolta le gambe girano. Fino a Monteacute house (il roundabout dei 21 km, 2:38:32) alterno corsa a camminata, soprattutto in salita, ma ho ottime sensazioni. Peccato che sia anche il percorso di corsa tutto su e giu', come quello in bici.

Macino chilometri, e dopo i primi 21 sto proprio bene! Anzi, se corro, sto bene. Se cammino mi fanno male le gambe! Allora corro, corro, recupero atleti (almeno 50). A Yeovil passeremo per dei giardinetti che sono completamente al buio, ma non  importa, e quando arrivo a Babylon Hill (buio pesto anche qui) mi permetto di correrla quasi tutta! Verso l'arrivo conosco qualche atleta, chiacchierando un po'. Poi, tutto diventa confuso..... Bandiera italiana al vento, urlo CARLA SONO QUIIIIIIIIII! Le luci, il castello, i flash, il traguardo. La medaglia al collo, un altro flash... Chiudo la maratona in 5:12:26 per un tempo totale di 14:53:56! Incredibile, ho abbattuto le 15 ore.... Incredibile soprattutto dopo le 8 ore della bici.



Poi tutto riprende forma. Una bella litigata per fare entrare Carla nella zona riservata, un te, la maglia di Finisher, (un altro te) l'idromassaggio, un bel massaggio alle gambe, e tanta pizza di Domenico (Tamburino)... E alle 2 sono in hotel. Hey guys, I'm 3-times Ironman!

22 agosto 2005, the day after (scusate la citazione abusatissima). Un po' di acquisti all'expo, tanti saluti, specialmente al gruppo di sardi che si e' ottimamente comportato (ciao C.A.M.!) eppoi via, a visitare un allevamento di gatti Turchi Van, dove Carla stava perdendo la ferma intenzione di non acquistarne uno. 









Al ritorno abbiamo anche il tempo di vedere Stonehenge, e ne rimaniamo affascinati. Alla sera torniamo da Domenico, al Tamburino, oramai e' un classico. Dunque una magnifica esperienza:  consigliatissimo l'IM, il Greystones 


(che bel giardino!) e il Tamburino, per un bel carbo-loader!

Dedicato a Tonino.

mercoledì 12 settembre 2012

Disfatta...


Dopo il ritorno alla normalita', lunedi mi sono avventurato, in bici, per una strada mitizzata da un po' di gente, e come tale -con il dovuto rispetto- mi ci sono avventurato.L'ascesa di Settefonti rimane sempre li', fra Mercatale, Ozzano e Monte Calderaro, ma essendo un anello piccolo, non si fa mai, si dice, perche' poi non si ha la forza di fare altro. Superando una scelta notevole di possibilita' ho cosi' deciso di affrontare questa salita, che -in verita'-, sbirciando su salite.ch non sembra avere particolari difficolta', se non quei 2 pezzi rossi (cioe' pendenze superiori al 10%)



Devo dire che alla fine ero contento che fosse cosi' corta (neanche 4 km). E -come da leggenda- dopo non avevo piu' le gambe per fare altro. Tra l'altro avevo gia' la testa al Monte Grappa, dove sarei andato l'indomani (ieri) per tentare la sesta scalata e raggiungere la medaglia d'argento del Brevetto.



Avevo optato per scalare il Grappa da Alano di Piave, una delle salite che -almeno fino alla cima del Tomba-, non avevo ancora affrontato, perche' e' una delle piu' lontane. Nella piazza, al Bar Speranza, ho ottenuto il mio timbro e sono partito. 


La salita' e' bastardissima,  perche' dopo un primo chilometro "umano", i successivi 3 chilometri sono durissimi, oltretutto la strada e' bellissima, silenziosissima e immersa nel bosco, e il rantolo del respiro affannoso rimbomba come un urlo.




Non e' che poi arrivare in cima al Tomba (solo il cartello del cambio provincia e una riga per terra ad indicarne lo scollinamento) sia in discesa, anzi, pero' lo sono i 300m fino all'innesto con la strada che arriva da Pederobba. Poi riparte, dura, durissima. Uan prima serie di 4 tornanti dove la pendenza rimane (di poco) sotto al 10%, e dall'incrocio con la strada degli Alpini (la scalata da Possagno) la pendenza si assesta sopra al 12%. 

Sono 3 chilometri durissimi, oltretutto ben visibili perche' si arrampicano in  una serie di tornanti, e se durante la scalata da Pederobba, un po' a piedi un po' sui pedali ero riuscito a superarli, ieri mi sono arreso. Troppa la fatica e nonostante la volonta' la gamba si rifiutava di salire. Ci sta. Mi ca sono un automa, e stavolta, sia pure a malincuore (e' comunque un viaggio di 5/6 ore), ho abbandonato.

Si, io sono sempre convinto che sia meglio finire in condizioni disperate che disperarsi poi per il ritiro,  ma stavolta ho fatto un'eccezione. Diciamo che se ci fosse stato qualcuno con me probabilmente avrei superato tutto, ma da solo -a volte- e' impossibile.



domenica 9 settembre 2012

Tanta roba!



Tre giorni di pioggia erano praticamente due mesi che non arrivavano e la bici e' saltata. Gia' qualcuno ha montato i rulli, io ci rinuncero' del tutto, finche' sara' possibile andro' fuori, poi faro' altro. Ma non i rulli.

Comunque, martedi piscina, una bella seduta in cui ho anche rispolverato alcuni esercizi di base, che andrebbero sempre fatti. Giovedi seduta di corsa con Carla, ai Giardini Margherita (con i quali prima ci respingevamo, ora ci veniamo un po' incontro) con 50 minuti lenti e 10 x 100m in allungo. Del resto se proprio non voglio stramazzare al suolo, domenica alla RunTuneUp, la mezza di Bologna dovro' pur  fare qualche chilometro di corsa...

Venerdi pero' partenza per Padola, in Val Comelico, dove abbiamo da spendere un buono di Groupon: 89 euro per 2 notti in B&B con aperitivo di benvenuto. L'hotel La Torre e' un 4 stelle, nuovissimo e ben localizzato ai piedi delle seggiovie per le piste da sci. Ovviamente ora di neve neanche un fiocco e per noi e' un ottimo punto di partenza per passeggiate. Siamo alle spalle delle Tre Cime di Lavaredo, nella parte del Veneto che confina con l'Austria, ma qui nessuno parla tedesco, almeno di partenza. Anzi, se c'e' da parlare una lingua diversa dall'italiano, parlano ladino. Ci si arriva seguendo la statale che prosegue dall'Austostrada A 27 (Venezia-Belluno) lungo tutto il Cadore.

L'hotel e' veramente bello e ci accolgono calorosamente, oltre che una splendida giornata. Decidiamo subito di fare un giro per i sentieri, e come prima escursione la receptionista ci consiglia la Val Granda, fino alle Terme. Volendo si puo' fare un anello, prendendo il sentiero a monte. Prima, ci dice, andate a vedere il Lago Campo, a pochi minuti per il sentiero che sale. Ce lo stavamo perdendo (sapete che noi riusciamo sempre a perderci, no?), ed e' solo grazie ad un tecnico dei cannoni sparaneve (pronti per la stagione) che lo vediamo.



Poi partiamo per il sentiero consigliato, riuscendo solo a meta', ovvero trovando solo una grossa falegnameria ma perdendoci le Terme, che ovviamente erano a pochi metri. Ma siccome l'orario stava volgendo al tramonto, abbiamo preferito non rischiare e siamo tornati per lo stesso sentiero. 

A questo punto compriamo la mappetta dei sentieri, piuttosto approssimativa, ma che ci consente di decidere per la bella escursione che porta al Rifugio Lunelli, a 1549m (Padola e' a 1215). La cena e' eccellente, con la cuoca estimatrice dei fiori di cui ogni piatto ne contiene almeno 2 varieta'. Dopo una prima incertezza assaggio: sono buonissimi e si intonano con i piatti.

Il sabato ci porta dunque a questa bella escursione al Rifugio Lunelli lungo la strada asfaltata, dove ci fermiamo a gustare un'ottima zuppa d'orzo. Il ritorno azzardiamo il sentiero e -naturalmente- stavamo per perderci, al guado di un fiume. Per fortuna dopo un primo momento di incertezza ritroviamo "i segni", e possiamo ritornare al punto di partenza senza troppi intoppi. Pero' non dimentichiamo il dovere, e in serata riusciamo anche a correre (50 minuti con 10 ripetute in salita ed altri 10').


 


 

 

 


 


 


 

Oggi, domenica, riusciamo solo a farci una foto al Passo Monte Croce Comelico, e poi il lungo viaggio di ritorno, allietato dalla centinaia di Harley che tornavano dal raduno di Faak Am See.

martedì 4 settembre 2012

Non si scherza con Gianni!



Dopo una bella nuotata martedi in piscina, giovedi mi ero ripromesso di andare a trovare Gianni (alla mia destra nella prima foto), alla vigilia della sua partenza per Locarno, dove si sarebbe svolto, nel week end, un mezzo IM, del cui svolgimento mi ha tenuto rigorosamente nascosto, forse per paura che ci andassi (?). Cosi' ho potuto constatare che il suo ultimo allenamento pre-gara in bici e' da veri duri, e sia io che il cinno (alla mia sinistra, in foto) abbiamo piu' volte perso la sua ruota.

Oltre a sfoggiare una forma strabiliante, ha indossato la maglia di Campione Italiano di categoria di Triathlon Lungo (Ironman, cioe'), conquistata all'Elba nel 2009, tanto per farci capire chi ancora comanda sulle due ruote, almeno fra me e lui. Alla fine un'ora e mezzo di su e giu' per le colline al confine fra Bologna e Modena. 


Venerdi sera ho pensato che ci sarebbe voluta una bella corsa, e dato che Carla doveva svolgere il suo compitino, l'ho volentieri accompagnata ai Giardini per una seduta, con 2 x 4000m a 5.20-5,25/km come esercizio centrale. Chiaramente era il passo che doveva tenere lei, in proporzione io avrei dovuto stare a cavallo dei 5.00/km, ma (e non facilmente) mi sono dovuto accontentare di fare il suo passo. 

Domenica mattina ho potuto conoscere uno dei nuovi giovani interessati al triathlon che ci hanno contattato. E' stupefacente come le Olimpiadi, ma forse anche piu' il decimo posto del nostro Fabian, siano un volano pazzesco per lo sport. Credo che gli sport "minori" abbiamo avuto un giovamento incredibile da questo evento. Noi abbiamo gia' ricevuto molte richieste e nonostante il tesseramento sia "solare" (e quindi il prossimo 31 dicembre scadrebbe) molti si sono tesserati e gareggeranno in questo finale di stagione.  

Mai nel lontano 2008, quando io e il PieroPres ci incontrammo per dare vita alla sezione Triathlon della Polisportiva, pensavamo in cosi' poco tempo di raggiungere quasi 50 iscritti digiuni ma entusiasti appassionati alla triplice. Molti dei quali gia' proiettati alle "grandi" distanze dei mezzi IM ed Ironman, dopo una breve "carriera" nei triathlon "corti".

Francesco, il nuovo, ha legato subito con il gruppo, che per l'occasione era soprattutto di podisti, ma, il cinno, presente a forza, ha corso con lui scoprendo che non e' affatto male gia' nella corsa, per uno che sembra molto forte sulle due ruote. Mentre nel nuoto ammette carenze. Io mi sono limitato a seguirli in bici, dato che la sera avrei corso a mia volta un Diecimila a Padova.

Non Solo Sport Race l'evento che ha "sostituito" la Human race, diecimila di beneficenza che dopo un'edizione a Roma si e' spostata a Padova e non si e' mossa piu'. Per caso quest'anno (grazie a Twitter) ho saputo che si svolgeva ancora, e senza pensarci due volte io e Carla ci siamo iscritti.

Dieci Euro, una maglia tecnica favolosa, chip e rilevamento tempi, un diecimila un po' corto (mezzo km in meno) ma un bel giro in centro a Padova, anche se l'acciottolato mi ha distrutto i piedi. 51' e spiccioli ma dopo 6 chilometri ero un po' troppo annoiato, della corsa, e ho rallentato per godermi questa citta' che ha angoli incantevoli. Partenza e arrivo a Prato della Valle, piazza favolosa, e giro in centro, come detto. Peccato che come al solito gli automobilisti non abbiano gradito le "minime" attese e i clacson strombazzavano eccessivamente.






lunedì 27 agosto 2012

Triathlon Sprint Faenza

Con queste temperature africane anche io faccio fatica ad allenarmi, pur potendo decidere se nuotare, pedalare o correre.... Cosi' dopo la scalata al Capanno Tassoni, martedi ho riprovato a correre, 30 (anzi, 26) sudatissimi minuti ai Giardini Margherita, che per me oramai sono come la Val di Zena per la bici, ci respingiamo. 

Meglio mercoledi, con una bella nuotata allo Sterlino, e giovedi, con i progressi chilometrici sulla cronobike, portando la tenuta della posizione crono ad oltre 50 km. Per l'occasione, -sara' per il poco vento o perche' mai troppo contrario- ho anche fatto il mio personale su questo giro, con una media dei 31 all'ora.

Nel pomeriggio, solito viaggio del week end a Riccione durante il quale mi sono distinto per una nuotata di qualche minuto, e per una corsetta serale a far da lepre a Carla, anche se oramai i ruoli si possono dire invertiti. Dopo pochiminuti, infatti, non riuscivo piu' a tenere il suo passo ed ho alzato bandiera bianca, fermandomi ad aspettare che facesse il giro. 

Sabato sera, nel mezzo della campagna fra Castelfranco e San Giovanni, mia cognata ha fatto la cena delle famiglie, e in queste occasioni il mio senso di sazieta' va in vacanza: farro e pasta fredda in porzione abbondante (per non dire doppia), pecorino, salume, olive, patatine fritte e gnocco, seguite da un divino porceddu. Come non bastasse, gelato, torta mascarpone e nutella e torta di mele.

Arriviamo all'evento clou di questo periodo, ovvero il Triathlon Sprint di Faenza con il mio ritorno agli sprint, come dire il maratoneta che si fa una gara di 800m. Con il rispetto dei pronostici, ovvero una magra figura in tutte le frazioni, un arrivo anonimo e un mal di schiena allucinante oggi. Pero' volevo esserci, a questo evento, perche' me ne hanno sempre parlato bene, organizzato bene, ma soprattutto con un gran bel pacco gara (confermo) ed un memorabile pasta party (confermo, anche se i pasta party di alcune granfondo sono inarrivabili)

Oltretutto e' un triathlon senza stress, non essendo gara di rank FITRI, non c'e' bisogno di iscriversi alla squadra organizzatrice e il fatto che gareggino dai bambini alle staffette fa vivere il tutto piu' come una ludico motoria che una gara. Ed e' in queste gare che ci si diverte di piu'. A cominciare da Bologna, ore 7.20, semaforo di Via Arno/Emilia Levante, Fiat 600 con bici. Il tipo che guida apre il finestrino a manovella e mi fa "Vai anche tu a Faenza?" Tale Alan G. triathleta trasversale (viene dal baseball) che frequenta questi triathlon per amatori quando e come puo', ma con ottimi risultati, mi chiede se puo' seguirmi.

Arrivati a Faenza io ritrovo i miei compagni di squadra, Riccardo e Paolo, oltre ai figli di Luigi che esordiranno nella triplice. Tanti anche quelli della Pasta Granarolo. Il clima di festa e' totale, famiglie intere partecipano a questa gara, e se proprio non c'e' la bici da corsa, va bene anche la mountain bike, o la city bike, con tanto di parafanghi e specchietti. 

Con Paolo, che partira' nell'ultima batteria (si e' iscritto tardi, e le batterie sono -a parte gli atleti top- assegnate a seconda delle iscrizioni, creando situazioni strane) osserviamo lo svolgere della partenza del nuoto (mentre io devo andare 3 volte in bagno per dissolvere la cena di ieri sera), un po' infreddoliti perche' all'inizio piove e fa freschino (Beatrice, oh, Beatrice...), e tra uno che  iperventila ogni due vasche, a quello che ogni due vasche "non ce la faccio piu' non ce la faccio piu'" a quello che per uscire dalla scaletta si fa tre corsie laterali. 

A quello che sul blocco lascia occhiali da vista e scatoletta vuota. Abbiamo riflettuto 20 minuti per capire che gli serviva per riporre i tappi delle orecchie.... Convenendo che uno con la dentiera dovrebbe fare la stessa cosa, senno' l'adesivo con il cloro si stacca...

Alla fine tocca a me, ottava batteria, e gli altri 8 nella mia corsia sono un misto di top di categoria (fisco asciutto per l'eta', body, occhiale svedese, riscaldamento natatorio pre gara) e altri che stamattina si sono svegliati e... "andiamo a fare un triathlon". Bermuda da spiaggia larghi e lunghi (con tanti saluti all'acquaticita' e al galleggiamento), mascherina Cressi da sub senza boccaglio ma con l'attacco, fisico non proprio sportivo e atteggiamento cazzone.

Chiedo vanamente il loro passo sui 100 e mi guardano come se gli avessi chiesto di risolvermi un'equazione di 2 grado. Ok, facciamo cosi', penso, io parto davanti, poi se ne hanno proveranno di passarmi. Ma dovranno riuscirci. Non ci riusciranno, e dopo 11 minuti netti esco primo per distacco (pensa te). Dalla scaletta, sono in prima corsia!

Seppure arruginito dalla rilassatezza dei cambi dell'Ironman riesco a mettermi il casco e le scarpe e prendere la bici piuttosto in fretta. Il giro in bici e' un doppio anello con dislivello minimo (70m) collegato alla zona cambio da 5 km di strada praticamente sterrata. Sono in tre, dove l'altro con il body (ma con la bici di 10 anni) fila ai 38/kmh, dietro uno con la maglietta (!) poi io, che saggiamente tengo la ruota e cerco di non mandare il battito alle stelle. 

Per questi 5 km la locomotiva tira come un forsennato, ne prendiamo almeno 20, poi chiede il cambio... Quello con la maglietta si guarda attorno, allora lo faccio io, ma tanto siamo all'imbocco dell'anello e comincia la salitella, dove io mi pianto. Non perche' dura, non perche' stanco ma perche' gli altri hanno la gamba. Pero' in discesa recupero qualcosa, spingendo anche il 53-12, e il secondo giro faccio uguale. Al ritorno ho perso diverse posizioni ma recupero ancora qualcosa con la mia esperienza ai cambi, e comincio a correre.

Mi domando quando il porceddu della cena di mia cognata di ieri sera avrebbe chiesto il conto al fegato, ed ora e' arrivato quel momento, neanche a meta' del primo giro di corsa. Per fortuna la fitta e' unica e breve, e posso tenere il mio passo da bradipo (per uno sprint) di 5.20/km, e finire la mia prova
senza troppi patemi.

Bello, mi sono divertito.