A Fabio, 5 aprile 2009.

martedì 19 agosto 2008

Riassunto

Eravamo rimasti alla cena a base di tigelle e salumi... Domenica mattina (pensando erroneamente di essere fra i pochi rimasti in citta') andiamo sulle colline bolognesi, al Parco Cavaioni precisamente dove e' in programma una ludico motoria. 10 chilometri su e giu' per il Monte Paderno dove anche Carla ha osato prendere la via della corsetta lunga (10 km, appunto). Anche qui Roberto (ma prima ancora Luciano Luppi) mi hanno asfaltato, dandomi piu' o meno 12/13 minuti, di distacco mentre piu' contenuti i ritardi dagli altri. Pomeriggio volitivo (piscina, bici?) ma l'abbiocco (dopo ottime tagliatelle fagiolini e code di gambero) e le olimpiadi hanno avuto il sopravvento, quindi rimandati altri movimenti.

Lunedi natatorio con il coach, come da consuetudine invernale, e una seduta a piramide (doppia, una con palette una senza) a stile con varie modalita' di passo, intervallata da elastici, piegamenti sulle gambe e flessioni.

Ma il clou e' stato oggi, perche' e' da venerdi che avevo la pulce nell'orecchio del giro fatto in auto, che volevo fare assolutamente in bici. E trovati gli sparring partner (due ciclisti di lungo corso, il gia' menzionato Luciano Luppi e il prode Gianni Pastorelli, con cui ho condiviso l'avventura a Francoforte e che mi ha incuriosito (costringendomi poi ad iscrivermi) al mezzo IM di Montecarlo, il prossimo 7 settembre. Ore 9.30 partenza dal parco fluviale di Marano sul Panaro. Una quindicina di chilometri per arrivare al bivio de La Docciola, e da qui salita costante e pedalabile fino a Montese (17 km). Immancabile rinfrescata alla fontana e caffe' in piazza, poi su per il Passo Brasa e Castel d'Aiano. Zocca, Monte Ombraro (altra sosta tecnica) e ancora Castello di Serravalle (dove pensavo di rimanerci). Degna conclusione con la salita che arriva a Giuglia e discesa fino a Marano.

Un giro di quasi 90 chilometri, molto simile al percorso bike di Montecarlo, con salite pedalabili, mai dure ma impegnative. Ovviamente i due ciclisti quando avevano la gamba che chiamava mi lasciavano sul posto (letteralmente), sebbene paghino diversi anni in piu' di me (e la cosa poi e' ancora piu' deprimente pensando a quanto corre forte Luciano...)

La camminata del Parco Cavaioni
Il giro in bicicletta



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