A Fabio, 5 aprile 2009.
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domenica 8 aprile 2012

Pasqua

Che non ami le feste e' abbastanza risaputo. Pasqua poi la detesto. Arriva quando il tempo comincia a diventare favorevole, ed io sono in piena attivita' di carico. Quindi la solita liturgia di tortellini, uova di cioccolato, torte di riso, e per fortuna abbiamo bypassato gli inviti a pranzo. Una domenica di Pasqua in cui oltretutto ha piovuto, vanificando la concessione miracolosa per un giro in bici.

Per prepararmi a queste due giornate (assolutamente inutili) di festa, dopo il mega giro in bici di lunedi, martedi ho nuotato allo Stadio con i ragazzi della squadra triathlon, ed il programma (che preparo io) e' stato distruttivo, tanto che mi domando se non sia il caso di provare personalmente prima certe sedute... Ma cosi' si perderebbe il gusto della fatica... In serata, approfittando della vena podistica di Carla, ho pure fatto una seduta (78 minuti) di corsa, con la merenda sullo stomaco che per un po' sembrava un pranzo natalizio, invece che un panino al prosciutto (60 + 30g)

Non contento, ma piuttosto stanco, mercoledi mi sono presentato (in serata) dagli amici Master del CUSB Nuoto, dove il Marcoach ci ha sottoposto ad una seduta piu' cattiva del solito, infarcita di sprint sui 25m e gambe con tavoletta che sono la mia disperazione. Nonostante mi applichi con impegno la mia posizione rimane l'ultima fra i tristi, e posso tenermi un posto in squadra solo per meriti chilometrici, dato che mi sobbarco le distanze lunghe (che gia' partono dai 200m per i nuotatori...) e per quello che tira con le palette e pullbuoy

Giovedi terzo (ed ultimo, almeno per la cucina) giro per il montaggio della cucina a Riccione, e la casa comincia ad avere un aspetto personale e nostro. Adesso manca solo il soggiorno e la zona giorno, poi finalmente sara' finita. Rinfrancato da questa giornata risolutiva, venerdi ho di nuovo inforcato la bici e partendo da Sasso Marconi le intenzioni erano semplici, ovvero un bell'anello direzione Castiglione dei Pepoli, poi Porretta Terme passando per i bacino del Brasimone e il Lago di Suviana, per poi ritornare nella Val di Setta passando per Grizzana Morandi.


Arrivare a Castiglione 'e abbastanza facile, basta seguire la strada in leggera e costante salita, passando per Vado e Rioveggio. Qui ho resistito alla tentazione di avventurarmi per la Via dei Cozzi, la via per Monzuno che parte da Rioveggio, e l'ultima scoperta del dentista, Montorio, di cui mi ha raccontato sudate meravigliose, essendo una salita per grimpeur di razza (quindi non per me, ma mi sottopongo a certi sforzi per puro masochismo) ed ho proseguito spedito fino a Castiglione dei Pepoli.

Da qui ho seguito i cartelli per Porretta, e fino a Suviana tutto bene (curiosa la sequenza dei tre paesi con la B, Baigno, Bargi e Badi, tra l'altro assolutamente deserti...) Il cielo era terso con nuvole di passaggio, ma qui, a pochi chilometri (credo una decina) da Porretta (bivio per Ponte della Venturina?), il cielo sembrava diventare parecchio nero. Ho deciso quindi di arrivare a Grizzana in maniera un po' piu' diretta, seguendo le indicazioni per Castel di Casio e Ponte di Verzuno, costeggiando il corso del Limentra.


Fino a Castel di Casio, o meglio, Ponte di Verzuno la strada e' semplice, poi, evidentemente ho perso lucidita' ed ho commesso l'errore di voler tagliare di nuovo per la Val di Setta, seguendo le indicazioni per Camugnano (ero gia' sceso a 500m, sono ritornato -smoccolando- a quasi 1000m) ed una volta in mezzo alle colline, mi sono affidato all'unico nome noto, Lagaro. Che ricordavo di aver passato in andata.

Peccato che sia dovuto passare per Burzanella e dopo una discesa "tecnica" sia dovuto risalire a Lagaro per una (breve) salita a doppia cifra di pendenza. Da li sono ritornato all'auto, per fortuna senza pioggia, perche' le nuvole nere stavano diventando veramente minacciose... Alla fine 110 km, con 1949m di dislivello (ecco perche' i 20 kmh di media effettiva), con il rammarico di non essere riuscito a passare per Grizzana Morandi. Che di per se' non ha alcun interesse, ciclistico, turistico o altro, solo un chiodo oramai fisso.

Infine, ieri, sabato altra seduta con i Master, che doveva servire a rigenerare un po' la schiena... Nel "metraggio" di questa e di tutte le sedute di nuoto mancano le gambe, non rilevabili dal Garmin 910 X, perche' si porta al polso e registra il movimento del braccio.

domenica 4 marzo 2012

38a Maratonina Valli & Pinete


Nonostante la faticaccia in bici, l'inquietudine interna causata dalla morte, prematura, di Lucio Dalla (e oltre un'ora e mezza di fila per vederne la bara), stamattina alle 6.30 la sveglia. Destinazione Ravenna, per la 38a edizione della maratonina Valli & Pinete, nome gia' un programma, dato che la parte in asfalto e' poco meno della meta'. Il resto in parte nella pineta che va da Punta Marina a Marina di Ravenna, dove alla fatica del terreno non regolare bisogna contare le insidie delle radici di pino, sempre pronte ad agganciare una punta di scarpa, e il passaggio costeggiando la "Valle", bacino lagunare, la cui strada definire sconnessa e' un eufemismo, tanto irregolare quanto piena di buche.

Insomma, una faticaccia. Resa ancora piu' dura dall'obbiettivo concordato con il coach, di tenere un passo intorno a 5.25/km. Almeno da questo punto di vista centrato (con 1.54.48 il passo e' giusto giusto 5.25/km) sebbene -come al solito- qualcosa (una colazione troppo leggera, un terreno non certo a me favorevole) ha difettato, mentre la grande novita' (da 3/4 anni a sta parte) non mi sono fermato a massaggiare i piedi.

Segno ulteriore che "meno corro, meglio corro" (meglio va inteso come piu'a lungo). E dunque i problemini sono compensati da questa bella notizia. Un saluto a tutti Pastaroli che come al solito mi hanno salutato con affetto, e complimenti a due neo finisher della maratonina, Jacopo e Leonardo, arrivati a pochi secondo l'uno dall'altro in quest'ordine. Ottima compagnia di Alberto e Michele che loro si' velocissimi (1.26 l'uno 1.36 l'altro), hanno avuto la grande pazienza di attendere il mio arrivo facendo finta di essere appena arrivati...

sabato 18 febbraio 2012

Nevestre


Difficile riuscire ad allenarsi con la neve ghiacciata che ancora ricopre completamente i marciapiedi e le piste ciclabili. Ma per lo meno ci ho provato. Intanto martedi', la consueta seduta di nuoto allo stadio (appuntamento che sta diventando un classico) ha visto alcuni dei nostri triathleti impegnati in una bella seduta cui non ho potuto che dare qualche indicazioni, perche' ero atteso dalla prima seduta di corsa con Carla in vista del nostro prossimo impegno di aprile.

E dunque una ventina di minuti "a tutta" (come odio) ma necessari perche' un po' di nuoto lo dovevo fare. Poi, come detto il tentativo di corsa con marciapiede (San Lazzaro) innevato e ghiacciato insieme a Carla (strade oramai linde, ma marciapiedi a rischio morte, non solo a Bologna, ma ovunque..)

Mercoledi la prevista trasferta a Riccione con l'amara scoperta che l'acqua e' gelata nei tubi di casa, e si spera solo in quelli esterni, oltre che non si siano crepati. Comunque per tirarmi sul il morale mi sono fatto una corsetta, anche qua marciapiedi innevati e gelati, tanto che per la disperazione sono andato sulla battigia. Meglio, anche se il garbino gelido mi costringeva a correre in diagonale rispetto all'asse terrestre. Alla fine sudato, con i piedi bagnati fradici ma un'oretta di "nevestre" per rendermi conto che la forma e' un lontano ricordo.

Comunque vedere la neve a Riccione, a casa o nei posti dove normalmente e al massimo c'e' la sabbia fa un certo effetto....

Sopra la via di casa.... Sotto il cancello di casa

L'accesso condominiale, sopra e (sotto) l'accesso a casa dopo la pulizia

Sotto, dove normalmente corro (ciclabile di Miramare)


Ritornato a Bologna, ripartito in treno giovedi a Milano, per la solita capatina alla BIT, la fiera da cui traggo le informazioni per le mie trasferte. La constatazione amara che la crisi e' davvero forte, se in tutta la fiera, sono riuscito a "pranzare" solo allo stand della provincia di Roma a base di pane e porchetta, carne secca e vino dei Castelli. Per il resto, qualche tarallo nello stand della Puglia, un po' di cioccolata calda allo stand Perugina, microporzione di cioccolato di Modica, e un'unghia di cedro candito. Omaggi non alimentari si fermano a qualche penna, blocchetti per appunti mignon, keyring e calendari.

Ben poco in una fiera dove di solito si prendevano 3/4 chili, tanto erano le prelibatezze offerte. Stavolta a mala pena ho pranzato... Meglio cosi', il mio senso di colpa non ne ha risentito piu' di tanto. Solo che il mio fisico non ha piu' el energie di una volta, e ieri, venerdi ero distrutto da qualche esercizio in palestra, ed oggi alla (cosiddetta) rifinitura per i regionali di Riccione di domani, dopo neanche 45 minuti ero cucinato. Probabilmente il mal di gola e la sensazione di malessere che sta arrivando spiega tutto...

lunedì 13 febbraio 2012

Spalata la neve dal pc...

....riemergo dopo il nevone. L'eccezionale e doppia sessione di neve ha fatto emergere la nostra debolezza e incapacita' di adattamento dell'uomo del XXI secolo all'imponderabile. Da quello che davanti alla piscina chiusa urlava disperato "Come faccio, se non nuoto e' un disastro", a quello che ha speso oltre 1000 euro per avere le gomme termiche (costo reale: 160 euro) perche' se non usava l'auto "moriva".

Personalmente sono dotato di vituperato SUV 4 ruote motrici (innestabili) con gomme termiche (ma senza contrassegno H), quindi non ho (avuto) assolutamente problemi neanche con la rampa curva al 14%, pero' fa strano vedere persone normalmente equilibrate e a modo perdersi (letteralmente) in un metro di neve. Alla fine, dopo 2 nevicate corpose, quasi un metro di neve in totale, ho preso tutto con filosofia e se la mia preparazione risultera' carente (tanto la contro prova non esiste) vorra' dire che soffriro' un po' di piu' e che doveva essere cosi'. Per certo, un'altra volta, appena sento dire "burian" o "blizzard", faccio una valigia, impacchetto la bici e volo a Miami.

Facendo un po' di conti non salgo su una bici dall'11 gennaio (serie aperta a tutt'oggi), non ho corso dal 31 gennaio a ieri) e ho solo curato il nuoto (5 sedute) e la palestra. Ed avendo un primo vero impegno a meta' aprile (maratona o 50 km) direi che qualcun'altro si potrebbe preoccupare. Io no. Almeno per ora. Ma del resto, con decisione definitiva, i rulli sono rimasti in cantina. La corsa era realmente impossibile per gli accumuli di neve, il nuoto era l'unica possibilita' di allenamento, quando poi erano aperte, le piscine.

Insomma, un anno che va cosi', si prende la situazione con il sorriso e pazienza se la preparazione non sara' "perfetta" (tanto poi ci pensano i piedi a limitarmi...)

Comunque non mi faccio scoraggiare troppo e ieri mattina alle 9.30 ero presente al collinare di squadra, con altri 28 valorosi abbiamo scalato via Casaglia e via Monte Albano arrivando fin su a San Luca e ridiscendendo dai portici innevati.


giovedì 26 gennaio 2012

Vabbeh, dai...


Lunedi ho scoperto che, semmai dovessi fare il facchino, sarei licenziato dopo un giorno. La cucina per la casa di Riccione e' in arrivo e quindi sia lunedi sia mercoledi sono dovuto andare a Riccione per smontarla. Siccome sono dotato di elevato senso civico (superiore alla norma) non ho ne' buttato tutto fra i bidoni con il calare delle tenebre, ne' ho potuto utilizzare il servizio del ritiro porta a porta perche' bisognava mettere il materiale in strada il tal giorno alla tal ora.

Ma mi sono sorbito una "tripla razione" di facchinaggio, tutta da solo: prima lo smontaggio, poi lo stoccamento in auto, ed infine lo scarico dall'auto alla stazione di conferimento. Io avrei sperato che gli addetti facessero la loro parte, ma a quanto pare mi sono sbagliato. O meglio, una volta arrivati mi hanno indicano il cassone dei mobili (materiale ingombrante), quello del vetro, quello dei metalli etc. E poi si sono guardati bene dall'aiutarmi. Tutt'al piu' mi hanno indicato dei carrelli o si sono sobbarcati l'onere di smaltire i cartoni. A patto che non fossero (ne dubitate?) troppo grandi o pesanti.

Cosi' martedi avevo la schiena a pezzi (ecco perche' dopo un giorno verrei licenziato...). All'una consueta seduta comune del Porta Saragozza Triathlon alla piscina Stadio (ore 13, sai mai che a qualcuno venga voglia di venire a divertirsi un po' con noi e scoprire un modo diverso di fare nuoto...) e conquistata (ma non c'e' stata un gran battaglia) una corsia eravamo io, Iacopo, Leonardo con l'aggiunta dell'altro Leonardo che ha deciso di cimentarsi nel triathlon (soprattutto con il Porta Saragozza). Purtroppo io dovevo andare via, ma ho lasciato il compitino ai ragazzi. La prossima settimana si ricomincia e saro' li a guidarli in esercizi un po' diversi dall'andirivieni in 25m a stile.

Prima del nuoto ero riuscito a incastrare una seduta di corsa, costituito da 25 minuti di lento seguito immediatamente da 6 allunghi da 200m in pista, ripetuto 2 volte. Del resto la maratona primaverile e' li che arriva, e alla 100km ci terrei a sopravvivere.

Mercoledi e' il giorno dedicato al nuoto CUSB (oddio anche alla bici, ma per me e' ancora troppo freddo), e dopo aver supervisionato l'elettricista sammarinese che ha steso i fili necessari per la nuova cucina ed essermi cimentato personalmente nella stesa di 2 mani di vernice lavabile laddove serviva sono ritornato a Bologna in tempo per la seduta di nuoto alla Record. Sapevo gia' che era una di quelle sedute che detesto, ovvero velocita' e gambe, ma dato che sabato saro' ad una campestre, dovevo esserci.

Per l'occasione ho testato le nuove funzioni del Garmin Forerunner 910 XT, senza capirci granche', (soprattutto riguardo all'indice di SWOLF), ma comunque qui c'e' il report. Chiaramente in velocita' e a gambe mi battono tutti (ma proprio tutti) ed il coach Marco sadicamente me lo fa notare. Ma io resisto, so che il lavoro che stiamo facendo mi aiutera' nelle gare della prossima estate, e se non mi aiutera' avro' passato momenti divertenti e conosciuto gente simpatica. Come Davide (spero di averci azzeccato, io con i nomi sono una frana...), cui do il benvenuto come mio lettore, ringraziandolo per il tempo che perde su queste righe.

Alla fine ero veramente provato. Cosi' oggi il mio umore sportivo e' passato dalla seduta di bici (cassata per il freddo, ancora eccessivo per le mie aspettative) ad un 50 minuti veloci in palestra, tra un impegno e l'altro. E ad un'altra (finche regge la "carrozzeria") seduta di corsa, stavolta 6 km al lento, seguiti da 2 km in progressione, uno a 5.40/km e l'ultimo sotto i 5.30/km.

I pesi si sono fatti sentire, ma una volta arrivato a passo 5.30/km non mi sentivo troppo affaticato, certo i 5 kg in piu' di fanno sentire, del resto se foraggio un alimentarista il motivo c'e'. A qualcuno si inarchera' il sopracciglio a leggere chilometraggi che sembrerebbero ridicoli per la maratona, per la 100km, per un ironman, ma, credetemi, non c'e' bisogno di fare tanti km alla settimana per fare una maratona, basta fare i lavori giusti. Anche e soprattutto se si vuole migliorare.

sabato 21 gennaio 2012

E nuoto, e nuoto....

Questa settimana, come recupero "attivo" dalla mezza maratonina di San Bartolomeo, ho nuotato e mi sono iscritto (andandoci 2 volte) in palestra. Di uscire in bici con il ghiaccio per terra e l'aria che rimodellava i connotati facciali non se ne e' parlato, di correre nemmeno. Tanto nuoto, anche perche' i 1500m ai regionali del 19 febbraio quanto meno vorrei finirli. Oltre al nuoto la palestra, ma ho anche accompagnato Leo nella corsa (da solo mollerebbe dopo 1 chilometro) beccandomi un freddo micidiale, cosa che mi ha causato un bel mammone. E palestra, appunto. Il collaudato programma dedicato alla triplice. Qui di seguito la foto che mi coglie alla partenza di San Bartolomeo, ancora infreddolito...


Ieri sera bis della cena di fine anno, dato che le nipotine (ultraventenni...) non erano venute, e allora via con cappe sante al forno, vongole e cozze alla marinara, paella, sfrappole e il Montebianco destrutturato. Come sempre il neurone della soglia superato e stamattina leggera nausea da sovraccarico alimentare. Del resto con una paella cosi'....


Quindi la Galaverna di Pianoro, la cui 40ima edizione si svolgeva proprio oggi, mi ha visto si' partente, ma in uno dei percorsi ridotti (10k) per via, appunto, della non perfetta forma fisica (la rotondita' dello stomaco era perfetta, pero'). Certo che non e' piu' la Galaverna di una volta.... Piu' che fine gennaio sembrava fine marzo, sole, teporino e ben poca galaverna (o come la chiamano ora "neve chimica"). Purtroppo la salita e' rimasta la stessa, ed i primi 2 chilometri e mezzo sono sempre durissimi.

domenica 8 gennaio 2012

Due indizi fanno una prova

O meglio, errare humanum est, perseverare autem diabolicum (se la memoria del liceo non mi inganna sui ricordi del latino...) L'ultima volta che ho corso e' stata il 18 dicembre, giorno della maratonina di Castelmaggiore, dove ho raccontato che mi e' cresciuto un ventre da birraiolo incallito tedesco, tanto da costringermi a tagliare verso il traguardo a circa 2/3 di gara.

Il motivo era probabilmente dovuto alla colazione, che ora e' composta da una tanica di latte (350ml) accompagnati da una cassa di cereali e muesli (100g). Non ho mai avuto grossi problemi con il latte, ma forse quasi mezzo litro e' troppo anche per me che digerisco i sassi. Cioe', se devo camminare, nuotare o andare in bici non risento troppo, ma evidentemente il su-giu' della corsa fa si' che il latte monti a panna gonfiando il mio stomaco come una puerpera di 9 mesi in pochi minuti.

Oggi e' avvenuto circa al terzo chilometro (di 10), mentre mi guadagnavo la pagnotta tenendo bene (parlando, pure) il passo di Francesco M. con cui faremo la 100k del Passatore, parlando proprio di questa nuova sfida in cui mi sono imbarcato (evidentemente sotto i fumi dell'alcool).

Dopo piu' di 20 giorni mi piangeva il cuore non approfittare dell'ennesima giornata splendida, con un tepore primaverile, quando in altri anni di questi tempi o c'erano diversi centimetri di neve, o un freddo boia, o bene che andasse nebbia fitta, ma per la scienza mi sono sacrificato. Oggi ho detto basta.

Cosi' con sforzi sovrumani stamattina alle sette mi sono alzato e alle 8.40 ero sotto la tenda della Polisportiva in quel del Bargellino, zona industriale della periferia ovest di Bologna, dove c'e' la sede storica del CIICAI che da 19 anni ospita il Trofeo La Chiave del Bagno, tanto perche' in un qualche modo si doveva chiamare.

Dieci chilometri (un po' scarsi, tanto che ho allungato un centinaio di metri per arrivare a cifra tonda) piatti come una tavolo di biliardo in zona aeroporto, con gli aerei che quasi alzando la mano si potevano toccare, con tanto di passaggio cinematografico proprio in coda alla pista nel momento di un atterraggio. Peccato solo che io gli errori li debba commettere 2 volte, ma sono certo che ora, per una colazione pre corsa, solo the, 10 fette biscottate e miele (che e' poi una delle alternative al lago di latte con vagone di cereali). Comunque 56 minuti che se non avessi camminato per cercare di ridurre il volume addominale sarebbero stati ottimi 52/53, che di questi tempi mi paiono eccellenti.

Ora la pacchia e' finita, si riparte alla grande e gia' domani inforchero' la bici per iniziare la lunga cavalcata che mi portera' prima alla 100k del Passatore, poi all'IM di Nizza a fine giugno e via via alle altre gare.


domenica 18 dicembre 2011

Storto

Ieri, la mia adorata mogliettina ha avuto la splendida idea di fare una passeggiata su per via Casaglia arrivando a San Luca. Niente di male, anzi, un warm up ideale per la maratonina di oggi, ma i miei piedi e il mio ginocchio (last entry nella sezione "doloretti ricorrenti") non hanno gradito...

La prima giornata di freddo vero (e vabbe', 2 gradi sotto...) e' coincisa con la maratonina del Progresso (e meno male che quest'anno non c'e' stata neve), ma anche con un bel filotto di sfighe da far incazzare un monaco tibetano. Del freddo abbiamo detto, oh! siamo al 18 dicembre, fino a ieri si poteva girare con il trench...

Perfettamente in timing ci presentiamo alla doppia tenda del Porta Saragozza per io affrontare la Maratonina del Progresso, in cui ero certo di fare un tempo superlativo, essendo ancora "in onda" maratona. Certo, abbiamo posteggiato un po' distante, e con l'aria importata dalla Siberia che tirava stamattina magari avremmo preferito un qualcosa di piu' vicino.

Carla, che non faceva la competitiva, alle 8.45 parte. La mia gara parte alle 9.30, e come e' gia' successo diverse volte, qua riusciamo a perderci in un metro quadrato, cosicche' nel post gara entrambi riusciamo a congelarci (perche' comunque fa freddo, sempre). Alle 9.20, dal tepore della tenda, sono costretto ad avviarmi alla partenza, ma ora comincia il bello. Avevo dichiarato che avrei tenuto un ritmo di 5.45/km per la prima meta' e poi -se i piedi mi aiutavano- provare ad accelerare fino a 5.30/km per i restanti 11 km.

Cosi' 5 minuti prima dello start, quando smanetto sui tasti del Garmin il primo urlo di dolore: "Tasti Bloccati"..... Che cavolo ho pigiato per combinare una tale situazione? Provo diverse combinazioni.... Niente il mio bel Garmin 310 XT bloccato nella schermata piu' inutile "Cronologia, Allenamento, GPS, Impostazioni". il led della carica, quello del cardio, l'omino che corre e a destra l'ora, talmente in piccolo che dovrei fermarmi per leggerla.

Niente da fare, sono costretto a malincuore a partire senza il mio fidato gps. L'unico a cui era successa una cosa simile e' Dario, ma non lo vedo nei paraggi, e non saprei a chi altro chiedere. Il buon Roberto C. mi dice che fara' la mia andatura, e che possiamo farla assieme. In breve pero' mi sento come solo, pur fra centinaia di corridori, e sperso, non avendo dati certi della mia prestazione. In verita' un'idea ce l'ho, e quando raggiungo il gruppetto delle Saragozza Girls mi dicono che il loro passo e' sui 5.40/km (sovrastimato), e per un paio di chilometri mi aggrego volentieri a questo gruppetto.

Ma la gamba gira stamattina, e mio malgrado allungo. A quanto? Boh, a questo punto direi 5.30/km, a sensazione, ma forse anche piu' veloce. Al terzo chilometro vedo Carla, che (dopo) mi dira' essere fiacchissima e che e' riuscita a fare solo un giretto corto, e pure camminando, ma con tanta volonta' ha fatto un secondo giro, dopo.

Durante i primi 5 km raggiungo e supero gruppetti, ma qualcuno a sua volta mi supera. Insomma tutto normale. Poi abbasso lo sguardo e un ventre enorme sporge da sotto la maglia... Mi sto gonfiando d'aria come una mongolfiera, e (ovviamente) tutta quest'aria mi comprime i polmoni. Rallento, sono un po' in affanno, lotto con questo essere per un po' ed alla fine sembra che la situazione si plachi un po'. Salto comunque il primo ristoro e al settimo chilometro mi concedo un gel: di nuovo l'essere sotto la maglia si gonfia in maniera incredibile.

Al dodicesimo chilometro i primi accenni di mal di piedi: ho capito! Non e' giornata... e quasi al tredicesimo chilometro la strada (Via del Lirone) si divide: a sinistra si va per gli altri 8 chilometri della maratonina, diritto per il traguardo. Ho tirato dritto. Fanculo va!

PS. Alla fine ho fatto 13 km a passo 5.30/km. Anche scarsi.

lunedì 5 dicembre 2011

Pecora nera

Una bella settimana di dolce far niente (se non qualche vasca in piscina) mi ha portato ad affrontare la Camminata del GJM (12a edizione, 12,56 km, GJM e' l'acronimo di Gnarro Jet Mattei) in tutta tranquillita', ed ho fatto il mio miglior tempo anche su questa gara, migliorando il tempo del 2008 di oltre un minuto e 20", pur avendo il problemino fisico del ginocchio, adesso che i piedi mi danno un po' tregua.

Ora, se due indizi fanno una prova, e' chiaro che devo ricercare il motivo di questo miglioramento dello stato di forma, considerando che non sto seguendo per niente il programma di allenamento del coach (il quale ha prosaicamente affermato che ogni pastore ha, nel proprio gregge, una pecora nera, ed io sono la sua pecora nera), mi alleno veramente a sentimento, trascurando la bici (e' freddo e umido!), per la corsa mi limito allo stretto indispensabile, e anche nel nuoto sono piuttosto indisciplinato. Non sono neanche troppo in forma guardando la bilancia (attualmente sono sopra gli 83), e cio' mi causera' un cazziatone dell'aguzzino (l'alimentarista). Eppure...

Se poi allenare gli altri contribuisse al mio allenamento allora sarei a cavallo, visto che adesso mi ritrovo ben due aspiranti triathleti da crescere.

venerdì 11 novembre 2011

Passo del Ballino

Assodato che devo (piacevolmente) dedicare parte del mio tempo libero per allenare il giovane Leo, cui il triathlon sta piacendo, come sudare su una pista o in bici, e farsi un bel po' di vasche, ho preso l'insana decisione di andare a fare la maratona di Firenze, il prossimo 27 novembre, con poco piu' di 14 km di lungo...

Ma non trascuro la bici ed il nuoto, ed infatti lunedi ho fatto l'esercizio mentre allenavo Leo, un misto fra un dietro motore e una variazione di cadenza, mentre il puledro mulinava le gambe davanti. Poi dopo aver (lui) trasformato in corsa (una decina di minuti subito dopo la bici), non essendo ancora stanco si e' diligentemente dedicato al nuoto dove la seduta, per lui (io ero a bordo vasca), non poteva che essere tecnica, sia di nuoto sia di gara.

Credo che per un atleta novizio un'infarinatura di cio' che potrebbe succedere (e spesso succede) in gara sia basilare, perche' uno puo' nuotare benissimo in piscina, da solo o con pochi altri in corsia, ma in gara e' tutto molto diverso. Ed ecco che fare vasche di corsa in acqua bassa, o nuotare nella corsia piu' affollata siano esercizi necessari in una seduta.

Martedi, per me, solita seduta di corsa con le salite, ed in serata seduta di yoga. Scorrendo il meteo ho constatato che il mercoledi sarebbe stata la giornata ideale per il passo del Ballino, lungo la strada che collega Riva del Garda a Ponte Arche, nel Trentino: un passo non troppo elevato (750m, come ha detto qualcuno, "meno di Monghidoro") ma -come al solito- dai panorami suggestivi, visto che siamo nelle Alpi.


E difatti, alle 12 (meno qualche minuto) trovato un parcheggio a San Giacomo (poco sopra Riva del Garda), ho iniziato questa non difficile, ma non breve -15 km- scalata verso il passo. A parte qualche passaggio al 9.-10% la maggior parte della salita si attesta sul 6%, con anche diversi tratti in falso piano in cui prendere fiato. Poco dopo il paese di Ballino, il passo, e poi la discesa verso Ponte Arche, ai piedi del comprensorio della Paganella.


Al cartello ho girato la bici e mi sono fatto la scalata verso sud, piu' corta (10 km) e un po' piu' agevole (ponte Arche e' piu' in alto di Riva) ed anche un po' piu' trafficata, sebbene piuttosto irregolare. Ma solo nell'ultimo chilometro le pendenze sono a doppia cifra (11%). In serata bella seduta in piscina.

Non contento ieri ho portato Leo a testare la gamba di Gianni, sulle sue mattonelle, il quale Gianni piange piange ma pedala forte, e in breve io sono rimasto indietro (ma che novita'...) mentre Leo gli teneva testa. Alla fine un gran bel giro (poco piu' di 90 minuti) fra Montebudello, Castello di Serravalle e Guiglia. Da rilevare che per la mia incoscienza mi sono vestito estivo (o quasi) non contando che la discesa da Guiglia era piuttosto fresca, e oggi mi sento un po' "costipato"....

domenica 6 novembre 2011

Welcome back!



Gli ultimi due giorni di corso sono stati devastanti. Bottoni e Costantino ci hanno completato il quadro triathletico parlando di ciclismo, transizioni e affrontando le tematiche della preparazione di un piano di allenamento. Nel primo pomeriggio del giorno dei morti ci spiegano come sara' l'esame, a meta' aprile, per il quale dovremo preparare una tesi(na) da esporre, oltre ad un esame orale su quanto appreso. Ed infine, dopo la scelta dell'argomento, viene dato il libera tutti.


Ritorno a Bologna mercoledi sera con la testa che mi scoppia. Le nozioni sono tantissime e ci mettiamo pure che il Costa ed il Bottoni non sono troppo convinti del titolo della mia tesi, volta ad approfondire un primo approccio psicologico e metodologico ad un giovane che decide di dedicarsi al triathlon.

Sono parimenti carico di idee, un collega torinese mi ha suggerito un modo per collaborare con le societa' di nuoto, ciclismo e atletica per scovare e avviare giovani alla triplice. Da qui a pensare ad una scuola d'avviamento al Triathlon a Bologna il passo sarebbe breve, se -ovviamente- le istituzioni non dico aiutassero, ma ALMENO non intralciassero. Sono certo che la ritrosia e la gelosia di certe societa' sportive saranno piu' semplici da superare.

Ovviamente chi -leggendo queste righe- si ritiene in grado di poter collaborare al progetto e' benvenuto, offrendo spazi, tempo, disponibilita' o allievi. Io vado avanti, intanto, e ho gia' cominciato a preparare un ragazzo di buone speranze. Ho gia' dimezzato il mio tempo libero e il tempo per il mio training, ma credo in questo progetto ogni giorno di piu', e non sara' un no a fermarmi. Gia' ho incassato un "interessante progetto" da una societa' di nuoto.

E per rimanere "sul pezzo", assodato che per il 2012 non potro' partecipare alla Legacy Lottery per Kona (mi manca l'IM del 2010, ovvero bisogna aver completato un Ironman negli ultimi 2 anni) sto valutando su quale prepararmi nel 2012, incastrandolo fra i 2000 impegni gia' presi.

E nel frattempo ho ripreso ad allenarmi, correndo giovedi (seduta breve con ripetute in salita), venerdi 1 e 2 (lento piu' allunghi) nuotando sabato con i Master CUSB, e correndo oggi con un fondo medio a due velocita'.

Insomma sono tornato!


giovedì 13 ottobre 2011

Senza respiro...segue.



Contrariamente a quanto previsto dai vari Bernacca dopo un giorno di tempo simil brutto (un po' di pioggia, che ho beccato tutta in moto) e un leggero calo di temperatura, sabato e' ricominciata l'estate. Venerdi, in fretta e furia ho radunato dei nuovi aspiranti triathleti, uno giovane dentro, l'altro giovane dentro e fuori e richiamato il salitomane Roberto che ci ha confezionato un giro sui colli da paura: 860m di dislivello in neanche 37 km, passando 2 volte da via Casaglia e via del Paleotto (e poi che io ho bypassato Monte Donato), per concludere il giro passando da San Luca (l'altra, non la dura). Alla fine, io distrutto, Roberto provato, i due nuovi freschi come rose appena recise.

Il giorno dopo io e Carla siamo rientrati nel vortice delle podistiche ludico-motorie, in quel di Longara, che se non ricordo male non avevamo mai fatto. 7 chilometri giusto per muovere la gamba. Lunedi avrei voluto risalire in Veneto, ma per una serie di impegni non sono riuscito, e dunque (dopo la seduta di corsa martedi, ripetute in salita), ieri ho rimesso la bici sul Pajero e puntato il muso verso il nord. Sempre il Grappa, ma stavolta l'obbiettivo -ambizioso- erano le due scalate da nord, Seren del Grappa e Caupo. Distanti neanche 2 chilometri, da qui partono 2 salite diversissime. Ma -come da copione- tostissime.

Per via del delirante traffico della statale che collega Padova a Bassano (e arriva a Trento ad ovest e Belluno ad est), sono arrivato a Seren alle 11.00, nonostante sia partito da Bologna alle 7.30. Trovato il posto di timbro (per l'occasione spostato all'edicola, dalla gentilissima sig.ra Daniela, titolare del bar Vitocco, punto usuale di timbratura), ho approcciato la salita di Seren del Grappa con un certo timore: ecco infatti come viene descritta (e che mi ero imparato a memoria) dal sito del Montegrappa Challenge (quello delle 5 scalate in un giorno):

L’incubo!
Chi la conosce ed ha deciso di affrontarla lo sa benissimo. Ci sta pensando da tutta la giornata, forse da qualche giorno. Questa salita, come diceva un direttore sportivo “dividerà gli uomini dalle donne” (con tutto il rispetto per il gentil sesso). Il senso della frase è dato da 4 km infernali, dove si deve salire con la massima concentrazione controllando, per quanto possibile, la propria andatura.

I pochissimi momenti di “respiro” sono sempre sopra il 10%. Il pensiero di non farcela potrebbe appropriarsi della mente di molti cicloamatori. Mettere il piede a terra, che rappresenta per il ciclista il segno della resa, può anche essere una scelta saggia. In questo tratto le gambe accumuleranno acido lattico col quale dovremo convivere per i km successivi.

A peggiorare la situazione potrebbe contribuire anche il tempo: infatti si è protetti solo salendo nel pomeriggio, perchè si costeggia una parete che ci protegge da Ovest. Fortunatamente, il tratto duro ha un prima ed un dopo. Prima la strada è abbastanza agevole. Anzi, lasciata la Piazza di Seren del Grappa si comincia la salita...in discesa! Qualche centinaio di metri e poi, per 5 km, pendenze molto agevoli, la quiete prima della tempesta. Dopodichè, nei pressi della località da Nardo, nei pressi di una casa rossa visible sulla sinistra, c’è un antipasto di 1,5 km che conduce a Pian della Chiesa: niente di impossibile ma si già chiamati ad un certo impegno. A Pian della Chiesa, in piazza, c’è una fontana.

E’ l’ultima possibilità che abbiamo per riempire le borracce: la prossima sarà al Rifugio Bassano. Tenendo la sinistra si prosegue per un paio di km in maniera del tutto tranquilla, poi iniziano le danze. Dei 4 km di muro, i 2 centrali sono i più duri. In particolare la punta superiore al 20% medio la troviamo nei pressi di un capitello, che comparirà di colpo dopo una curva a destra: ancora 200 m di sofferenza e si arriva ad un tornante che, pur non dicendoci che è finita, ci avvisa che il peggio è passato.

(sopra) solo l'inizio del pezzo duro...

(sopra) questa la vista dal capitello di cui si vede l'ombra


questo sarebbe il tornante che ci dice che il peggio sarebbe passato (?!)

Successivamente ci sono ancora tratti duri (13-17%), ma alternati a brevi momenti di recupero. Superato il bivio per malga Valpore manca poco, qualche centinaio di metri, una curva secca a sinistra e finalmente si ritorna alla normalità. La strada è clemente per un po’, poi riprende a salire, talvolta anche con asprezza, ma al massimo si sta sul 10%; il che, dopo quel che si è fatto, viene percepito come molto più semplice.


Passando per Val delle Bocchette si giunge, dopo una coppia di tornanti, al Forcelletto. Mancano ancora 10 km per arrivare a Cima Grappa, ma sono sempre piuttosto regolari. Il tratto più duro è il km successivo al bivio per il Rifugio Bassano, quando lasciamo la SP148 per immetterci nella SP148 dir. Ma a 2,4 km dalla vetta si sente il profumo del traguardo.
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Tutto vero. Solo che pur avendo messo il piede a terra con oltre 170 pulsazioni, ben prima del capitello, da dove la vista e' angosciante e spettacolare insieme, per tutto il pezzo fatto a piedi le pulsazioni sono rimaste sempre sopra i 150 e che anche quando "spiana" l'acido lattico mi aveva gia' cucinato le gambe. Ovviamente l'aver messo piede a terra mi ha imbufalito, ma ancor piu' un fondo stradale pessimo, sempre al limite dello scivolamento, e con grate scola neve larghe piu' del tubolare, e quindi un problema in piu'.

Salita da evitare assolutamente anche con un minimo di umidita'. Comunque sono al Rifugio Bassano per la terza volta, e i gestori mi riconoscono e mi salutano calorosamente (anche perche' -mi sa- che oltre agli alpini del Sacrario e qualche pastore dei dintorni, di turisti in questo periodo ce ne siano pochini pochini... Gustatomi il panorama fantastico, l'eccellente caffe' (liscio..) e acquistata una bottiglietta d'acqua ho girato il muso per la discesa verso Caupo, l'interminabile.


Che inizia con una salita, subito dopo il bivio. Poi scende un paio di chilometri ma poi risale, e come da tradizione da queste parti, al 7/8%. 3/400 metri, non di piu', ma quanto basta per far friggere l'acido lattico accumulato prima. Arrivo all'osteria "Al Menta", che sono le 14. Il timbro me lo sono fatto fare, come tempi (ci vorranno 3 orette, piu' i 40 minuti di discesa) ci starei anche dentro (per il tramonto), ma le gambe urlano. Decido comunque di provarci. Per 8,4 chilometri (e un'ora) combatto con una pendenza media dell'8%, con punte del 11/12%. Poi le gambe cedono, li' al km 46 proprio dove spiana.

Ma e' una spianata di breve durata, perche' la quota e' ancora bassa (900m) e i chilometri sono ancora 20, con altri 870m di dislivello, ma certamente di piu' per via dei 3 falsopiani a scendere che si incontrano. A malincuore ma devo scendere, sono anche a corto di acqua e cibo, e lungo il percorso non c'e' una fontanella. Comunque ho gia' programmato la scalata da Caupo per la prossima settimana che danno bel tempo, certamente fresco: bastera' coprirsi meglio e (finalmente) un paio di guanti.

E poi bisognera' che pensi anche a tornare a nuotare.... Gare a parte e' dal 24 luglio che non metto piede in piscina!!

lunedì 19 settembre 2011

Super settimana!




Mercoledi 14
Ieri e' arrivato il nuovo programma del coach, e subito realizzo che mi riposero' poco, anche se devo anche pensare a guarire dalle mie ernie, contemporaneamente. Ma siccome posso correre, ecco che mi ci dedico, subito: prima seduta con 20 minuti di riscaldamento, 2 serie da 8 salite da 50m e di nuovo 20-25' di corsa per arrivare ai 10 km. Sensazioni fantastiche.
Mi sento pronto per gli obbiettivi 2012.

Giovedi 15
La doccia fredda arriva nel pomeriggio, dopo una seduta di variazioni di rpm (in pianura per cercare di non sollecitare ulteriormente le ernie. Invano...) da 54 km (andavo veramente forte, con il vento alle spalle...) quando al check up dell'alimentarista, oltre ad aver constatato un leggero aumento di peso (400 g dall'ultimo volta, subito prima di Lake Placid e dopo pranzo: 100g di pasta pesano un bel po' in corpo, prima di essere digeriti!) e un aumento delle circonferenze varie (2 cm per giro) ha deciso che questo mese devo riposare per calare di peso a riposo (?). E oltretutto stilare l'odiosissimo "diario alimentare" ovvero trascrivere ogni briciola trangugiata nella giornata, con anche le sensazioni e gli "allenamenti" (per un mese!)

Cio' vuol dire che devo camminare (spedito, per un paio di orette), nuotare giusto per fare il bagno. Io che "non capisco ma mi adeguo" cerchero' di esaudire questo strano piano strategico, contando che il week end e' dedicato al Sella ronda Bike, il 25 ho l'olimpico di Numana e il 1 ottobre i campionati Italiani di Sprint. Poi, se regge il bel tempo (dubito...) qualche altra bella salita dolomitica non la evito di certo. E comunque si', camminero' sui sentieri delle montagne. perche' se devo camminare 2 ore in citta' faccio prima ad attaccarmi alla bombola del gas.

Venerdi 16
Bene, in stato confusionale (per le parole dell'alimentarista) partiamo alla volta di Selva di Val Gardena, dove arriviamo nel primo pomeriggio (temperatura: 28 gradi) in questo splendido garni Bel vert, nuovo novento. Carolina e suo marito ci accolgono calorosamente, e ci mettono a disposizione una bellissima camera, una sala solo per la mia bike e ci riempiono di folder della zona.

Bene, ubbidienti al nostro aguzzino ci immergiamo subito nella (mia) nuova realta' di semi pensionato e prendiamo (di cammino) il sentiero che porta a Santa Cristina, per poi ritornare con un bel giro 2 ore dopo. Intanto le previsioni dicono bello e caldo fino a domani (sabato) pomeriggio con una situazione invernale domenica e lunedi, tanto che e' prevista neve anche a 1500m (Selva e' quasi 1600), in nottata. In serata gulash con canederlo al ristorante del Sun Valley. Discreto, come la Hefe Weizen che accompagna la cena.

Sabato 17
Timoroso di perdermi un'occasione d'oro per farmi altre 4 salite mitiche (e anche nuove, dato che il giro e' contrario a quello della Maratona dles Dolomites) decido di partire comunque oggi, sabato, per il giro, che poi domani, se le previsioni sbagliano, replico, ma intanto me li sono fatti.

Certo, domani ci sarebbero solo bici, ma se piove (o peggio) non mi fido con le ruote in carbonio. Cosi' alle 9.45 parto da Selva (1575m slm) verso Plan de Graiba, e dopo 3 chilometri alla deviazione dei passi Gardena e Sella prendo a destra per il Sella. Da Canazei (il versante che si fa nella Maratona dles Dolomites) e' durissimo, ma anche da quest parte "si fa dare del lei". Comunque c'ho una buona gamba, e raggiungo e supero un paio di ciclisti tranquilli. Meno tranquille sono le moto (tantissime) ed anche le auto, ma dopo un po' mi ci abituo.






Scollino il Sella (2240m) bene, dopo un'ora e 10 km e fatte una paio di foto, mangiata una barretta, mi metto la cerata e scendo verso Canazei. Poco prima del paese (1822m) parte la salita per il Pordoi, ed e' una goduria. Pendenza regolare anche da questo lato, pochi strappi, e vado molto bene, riprendo e supero anche diversi gruppi (cicloturisti). Arrivo (1h e 58 minuti, 22 km) ai 2239m che c'e' una leggera pioggia, ma tutt'attorno c'e' il sole e non capisco da dove venga. Comunque altre 2 foto, ceratina, barretta e giu' verso Arabba.


Alla rotonda (1618m) giro a sinistra e salgo verso il Campolongo. Questo e' duro, ma forse perche' ho gia' 2 ore di saliscendi nelle gambe. I lunghi rettilinei all'8% sono piuttosto fastidiosi, cosi' come la convention di cabriolet svizzero-tedesche (almeno 50 tutte in fila verso Corvara... Immagino la contentezza di Michil Costa...), il raduno di BMW (moto), centinaia... e i mitici pulman tedeschi che ad ogni tornante ti si parano davanti con un muro di Berlino. Scollino ai 1875m, 2h 46 minuti 35 km percorsi.

Dai, oramai sono a Corvara (1536m), e mi manca il solo Gardena. Sara' per questo che l'ho trovato durissimo o per quel paio di chilometri prima della cima con strappi al 12/13%? Comunque anche qui scollino (4 ore e 51 km percorsi) senza soste ne' piede a terra, e sono talmente contento che mi dimentico di mettere la cerata in discesa (no, non dimentico le foto ne' la barretta: ho una fame da lupo!), ma ci sono 25 gradi (a 2121m!)

Arrivo a Selva dopo aver rischiato di entrare nel baule di una toyota ferma in coda dietro una semicurva per il "solito" pulman di tedeschi e un po' di slalom nel traffico del Pla de Graiba, ma non finisce qui, perche' per arrivare al Bel Vert cisono 500m con 44m dii dislivello. Ma la trans agonisitca non si e' attenuata: sbuffando e alzandomi sui pedali arrivo al Bel vert (1633m) neanche troppo sudato (nonostante i 27 gradi).

Il tempo di una doccia ed eccomi in giro per il paese: devo pranzare... Una bella busta di insalata scondita, un bel po' di pomodorini e 70g di pane. Mi rifaro' stasera... Verso le 6 viene a piovere, ed anche qualche minuto di grandine. E la temperatura segna 13. Ecco, vedi che ho fatto bene a fare il giro oggi? Cena allo Speckkeller, locale tipico, con polenta e funghi per Carla ed entrecote con frittelle di patate e cipolle per me. Sufficiente. Ottima la Forst (chiara) alla spina.

Domenica 18
Difatti stamattina il cielo e’ plumbeo. Ha gia’ piovuto in nottata e non ho rimpianti. Ho gia’ fatto il mio Sella Ronda Bike ieri, e pazienza se oggi c’erano solo i ciclisti. Ma gia’ il fondo stradale e’ bagnato, in piu’ la temperatura e’ precipitata (13 gradi a mezzogiorno, a 1600m… chissa’ a 2000m!) Bene, senza indugio con Carla ci prepariamo ad una camminata nella Vallunga, una valle chiusa che arriva al Puez. Ovviamente non arriveremo fino al rifugio (2475m, con un ultimo pezzo “non facile”), ma ci addentriamo per 6 km nella vallata, chiusa ma ampia, percorsa da un discreto numero di camminatori (tedeschi).

Riusciamo a mala pena a ritornare alla Cajota, piccolo rifugio all’imbocco della valle quando si scatena Giove pluvio con catinelle d’acqua. Da questo momento (e’ l’una) sara’ pioggia pressoche’ continua fino a sera.


Una splendida passeggiata, comunque. Nel pomeriggio gironzoliamo un po’ per il paese, per poi goderci, alle 6 un’ottima fetta di torta (Sacher io, Foresta Nera, Carla) alla pasticceria caffe’ Mozart, accompagnato da un the verde.
In serata la deliziosa Carolina, gerente dell’hotel Bel Vert, ci prenota un tavolo al Freina, hotel ristorante in paese. Come le altre sere ceniamo benissimo (purtroppo, essendo a regime alimentare regolamentato) assaporando solo in parte le delizie locali. Stasera spezzatino ai funghi accompagnato da verdure lessate e spatzle. Piu’ che discreto, meno, molto meno il vino della casa (censurabile).

Lunedi 19
Non solo e' arrivato il freddo ma anche la neve. E tanta. Mi sveglio e la' dov'era verde ora e' tutto bianco. A fatico faccio riemergere il Pajero dal parcheggio: 20 cm di neve, sopra e sotto la macchina. La discesa fino alla strada statale sara' un delirio, ma alla fine riesco a non scivolare troppo e a prendere la strada di casa: neve fino a 1000m, i passi chiusi. Meno male che ho deciso di farli sabato.....


E tanto per non stare fermo, stasera 45 minuti di corsa, in palese violazione del piano Mariano.