A Fabio, 5 aprile 2009.

domenica 30 marzo 2014

Coco'

E alla fine, siamo rimasti senza gatti. Coco' (Edan), il terzo, il campione, l'eterno gattino se ne e' andato per una grave malattia, il 26 marzo. Per lui abbiamo deciso di comprare uno spazio al Cimitero degli animali "Il paradiso di Tom & Jerry" ad Altedo, perche' sapendolo in quella nuova casa, speriamo ci sia meno triste la sua assenza in questa.

R.I.P. Edan 14-03-2001 26-03-2014










domenica 23 marzo 2014

Olecrano

Puoi vivere una vita intera senza sapere cosa sia l'olècrano. Ma il giorno che lo scopri, potrebbe essere un brutto giorno... 

Dopo la grande delusione e fatica immane sofferta nella gara di Faenza, avevo deciso, dopo ovviamente averne parlato con chi mi ha portato in quelle condizioni, di congelare il programma, fino al prossimo inverno, ma L. mi ha convinto a provare una seduta molto alleggerita, dopo aver cercato (inutilmente) di trovare una causa diversa da un suo errore di programmazione (o supervalutazione delle mie potenzialita').

Quindi, martedi seduta leggera sui rulli, ed in serata nuoto, con Thomas a provare di convincerci (con molta poca convinzione da parte nostra) che usare le gambe potrebbe essere la nostra salvezza. Deciso comunque a seguire la mia idea di allenamento, martedi concordo con Roberto e il Doc un'uscita in bici sulla fondovalle Panaro, per vedere se la situazione fosse migliorata.

Come al solito appuntamento al parcheggio del parco fluviale di Marano, la solita routine e via. Alla Docciola decidiamo di cambiare, seguendo per Montese, ma una rapida consultazione di google maps ci convince che ritornando al bivio per Ponte Samone, arrivare a Samone e scendere da Guiglia diventerebbe gia' un buon giro. Alla sosta acqua, Gianluca mi fa notare che ho i tubolari un po' frusti, e mi riprometto di andare piu' piano del solito, sarebbe da stupidi fare un incidente (giuro ho detto proprio cosi') adesso che parte la bella stagione...




Non si fanno mai i conti con il destino.... Scendendo da Rocca Malatina verso Guiglia, in un tratto rettilineo, senza macchine in senso contrario, io sulla riga destra, quasi a filo dello scolo d'acqua, vengo affiancato da Roberto (quello in mezzo nella foto) e a nostra volta superati da un furgone bianco con il cassone grigio che stringe secco quando ancora era a meta', e urta Roberto sulla spalla e sul manubrio. Non stiamo andando fortissimo, ma -dai miei ricordi- ricordo la ruota anteriore della sua bici sotto la mia e poi ho il ricordo della mia posizione raggomitolata (e le sue urla) e la successiva -nitida- sensazione di quando ti risvegli da uno svenimento. Infine il Doc che mi toccava dappertutto per capire eventuali traumi.

Gianluca, il Doc, che era pochi metri piu' indietro e' riuscito a non cadere e poterci soccorrere subito, senza purtroppo prendere riferimenti del furgone perche' se ne e' guardato bene dal fermarsi, il  vigliacco. Il resto avviene abbastanza velocemente, ed essendo rimasto cosciente, pur con un discreto dolore localizzato al gomito destro. Mi sta vicina una barista del Camera Cafe' di Guiglia, e poi un'altra persona che scopro essere una Franchini, mia amica di FB.



 

L'ambulanza arriva, e diventiamo i peggiori pazienti del mondo: prima mi metto a sedere e mi impongono di sdraiarmi, poi riusciro' a farmi un selfie (la prima foto sulla barella, subito postata su FB), urlo al doc di spegnere il Garmin, poi le continue richieste sulle condizioni di Roberto (e lui sulle mie), che comunque sembra messo peggio, dato che ha spaccato il casco cadendo anche di testa. La mia ferita al gomito butta parecchio sangue, ma per il resto non mi sembra di avere altro. Quando arriva la seconda ambulanza ci portano a Vignola, e li ci fanno i vari esami. Per me sono soprattutto raggi, ma anche la TAC alla testa, dato che ho detto di essere svenuto (ma credo non sia la sola ragione).
 

Ora sono le 18.30, l'incidente e' avvenuto circa alle 13.15, alle 14 e passa eravamo al Pronto Soccorso di Vignola (codice giallo). La radiologa, una dottoressa che sara' bravissima ma con una simpatia inversamente proporzionale, quasi a malincuore mi dice che non ha posti letti per ricoverarmi ed operarmi, e che puo' cercarmi posti letto solo nel modenese, consigliandomi di rifiutare il ricovero e andare al Rizzoli la mattina seguente.

Saluto Roberto che non riescono a mettere in piedi (sviene continuamente) e torno a Bologna con Carla, nel frattempo avvertita e arrivata a Vignola. La bici e' al sicuro ma a Guiglia (tuttora), la macchina viene recuperata dal parcheggio e portata a Vignola grazie a Gianni, pure lui accorso al nostro capezzale, come Pier Giorgio, unico nel risollevare il morale. Un immenso grazie anche a lui.


Eccomi dunque ricoverato al Rizzoli (siamo a giovedi mattina) e gia' a digiuno. Si perche' appena possibile saro' operato. Il gomito e' fratturato, o meglio. l'olècrano, in piu' punti e scompostamente. Per non farci mancare niente, il coronoide e' distaccato (sono gli archi terminali dell'omero che tengono l'articolazione del gomito con il radio e l'ulna). In serata verra' aggiustato tutto con una piastra e 5 viti, piu' un filo di Kirschner. 

Con un immenso grazie al Dott. Trisolino e al Dott. Bracci  che saranno esperti di anca e ginocchio, ma anche dei gomiti ne sanno. Poi grazie anche al dott. Leonardo Marchesini Reggiani, che ho introdotto al triathlon, precipitatosi in camera appena viste le foto su FB.

 



Anche qua subiro' le angherie di PG che aumentano la mia determinazione alla guarigione, perche' tutti dubitano che io riprenda la piena funzionalita' (soprattutto estensiva) del gomito. 

 

 
Eccomi a casa, sotto antibiotico e con un tutore: 5 giorni e poi di imizia con la macchina kinetic, mobilizzazione passiva, e li verra' fuori l'ironman. Adesso riprendo la piena funzionalita' del gomito, poi mi metto in caccia del pirata... E lo prendo, uh se lo prendo...




domenica 16 marzo 2014

Delusione....

Quattro ore e sedici minuti per i 90 km della Mediofondo Cassani sia pure con un dislivello di quasi 1500m non mi soddisfa. Ho passato l'inverno su una macchina specifica per cercare di migliorare i miei punti deboli (salita e tecnica di pedalata), e dopo un corso di 13 sedute da 80 minuti, piu' sette sedute (su 14) personalizzate da 70 minuti di esercizio specifico (costose, ma dove mi si prospettavano miglioramenti evidenti), sabato scorso gia' durante la ricognizione del percorso non andavo. Gambe imballate e di marmo. 

Giovedi giro lungo la fondovalle Panaro, mai sofferta e decisamente divertente per me, ma anche qui, gambe di marmo e fatica immane sui dossi all'uno e mezzo per cento, roba che dovevo mettere il 34-25 per "muovermi". Quindi oggi, pensavo di essere un po' meno imballato, avendo praticamente riposato (ho solo nuotato -apposta- giovedi per non appesantire la gamba). 

Macche', appena partito praticamente sono stato superato da tutti -ma proprio tutti!- che non ero neanche a Tredozio, cercando inutilmente in questi 27 km dalla partenza di tenere qualche ruota, con risultati nulli e per di piu' goffi (alzandomi sui pedali ricadevo sul sellino pesantemente, non riuscendo a stare sulle gambe). Dalla disperazione avevo quasi deciso, una volta ritornati a Modigliana, di ritirarmi e tornare mestamente a Faenza. 

Non mi sono ritirato, ma la sofferenza e' stata immane, ho messo il piede a terra su tutte le salite importanti (Collina, Casale e Monticino), e mai ho avuto la sensazione di stare bene. Certo essere 89 kg non mi aiuta, ma nemmeno essere superato da gente certamente piu' pesante di me, con pinguedine anche accentuata.

Anche la mia rinomata spregiudicatezza in discesa e' mancata, tanto ero demoralizzato. Insomma, una domenica da dimenticare, e sinceramente sono pentito di aver fatto un tipo di preparazione di cui non ero convintissimo, anche se tutti me ne parlavano come di miracolosa. Forse sono le mie gambe che rigettano qualsiasi forma di preparazione per la bicicletta? 

Comunque chiodo scaccia chiodo e finiro' le sedute personalizzate (e ti credo, con quel che mi sono costate) pero' poi faro' a modo mio, che -per carita'-, non otterro' certo grandi risultati, ma almeno le volte che avevo messo il piede a terra in un uscita in bici, anche dura, si potevano contare a memoria, sicuramente non certo 3 in 90 km! E nemmeno avevo mai avuto sensazioni cosi' negative. 




domenica 9 marzo 2014

Dai mo'!

Si, alla fine mi tocca seguire l'istinto. Ho avuto male alla schiena per un mesetto, e dopo aver fatto un ciclo di laser+ultrasuoni (per la fascite) e alta frequenza per le ernie, decido di mettere alla prova il mio fisico. 

Quale occasione migliore della ricognizione del percorso medio della Cassani (storica granfondo faentina che si corre piu' o meno a meta' marzo)? Grand Commis, il nostro GMP, che vorrebbe fare una ricognizione in gruppo, solo che io (oltre ad avere quella certa eta' in piu') ho un decimo dei suoi chilometri (e' dal 25 gennaio che non salgo in bici, ed ho pedalato solo al chiuso sulla RotoPress), non solo ma sicuramente 10 kg in piu' del normale sovrappeso, e -last but not least- ieri sera prima seduta di nuoto con Thomas dopo 15 giorni. Le premesse di una perfetta debacle, insomma...

Consapevole della zavorra che sarei stato, ho pensato bene -d'accordo con Angelo, anche lui reduce da rulli in cantina, per lo piu'- di partire prima, in modo anche di fare un po' da lepre a lui e a Matteo, un altro che ha pedalato un bel po' in questo periodo, cosi' da non far perdere troppo tempo fin da subito. Ovviamente il buon GMP si e' attapirato non poco, e con Matteo hanno percorso i primi 30 km (non certo piatti) da Faenza al valico della Collina in poco meno di un'ora. Giusto un minuto prima noi eravamo in cima a fotografarci (partiti con 30 minuti abbondanti di vantaggio).



Da li' poi la mia sofferenza e' proseguita, perche' se ero una zavorra fresco figuriamoci dopo il Collina (salita con pendenze fino al 13%), la cui discesa con un fondo stradale pessimo ha finito la mia schiena, ma il rigagnolo di energie praticamente l'ho finito una volta ritornati a Modigliana e scalando il Casale, altra durissima salita, che avevo gia' fatto qualche tempo fa, ed infine, scesi a Brisighella con le ultimissime forze ho scalato il Monticino. 

Tralascio di riferire gli improperi che ho tirato sull'ultima asperita', il Monte Coralli, che a quel punto mi sembrava l'Everest. Comunque alla fine 90 km in 4 ore e mezza, e credo che domenica prossima, giorno della gara non faro' certo meglio.



Cosi' sembrava una pazzia, stamattina alzarmi alle 6.30 per prendere la via di Solignano Nuovo, in quel del modenese pedemontano che porta a Sassuolo, per correre la 34ima Camminata della Val Nizzola, ma da una parte avevo promesso a Carla di portarla a correre, e come alternativa c'era una corsa a Pieve di Cento, che Google Maps dava alla stessa distanza. Inoltre ero curioso di correre anche io, per vedere se i danni della pedalata (contrapposti ai benefici dei trattamenti) avevano qualche strascico. 

Ebbene, complice anche una splendida giornata, questa camminata e' stata splendida, un collinare piuttosto duro, dove nei primi chilometri ho sofferto molto, ma poi sciolta un po' la fatica ho corricchiato benino senza troppi dolori neanche alla schiena, deducendo che e' tempo che ricominci ad allenarmi sul serio, senza badare ai lamenti del fisico, ovvero, passeranno da soli, se la terapia non ha sortito effetto.


martedì 4 marzo 2014

La ciliegina

Intanto che le nostre divise da running cominciano a farsi notare in giro, cominciano ad arrivare anche quelle da triathlon, personalizzate...


 


E sabato 1 marzo, finalmente ci siamo ritrovati noi sette soci fondatori e sei accompagnatrici (nonche' 3 bimbi) per sancire la nascita ufficiale del nostro sodalizio. Ovviamente in puro stile gogliardico. 










Ma non ci siamo fatti mancare nulla... Nemmeno il lancio odienrno dall'ANSA, grazie al mio amico Balestro, ottimo triathleta e forte runner. ..


Almeno in questo abbondo, che di allenamenti in verita' siamo scarsi. Complice 2 erniette fastidiose e una fascite alla gamba, le corse sono ridotte al minimo (e anche le distanze), il nuoto in attesa che il tatuaggio, dedicato all'altra meta' del mio cielo, si cicatrizzi, mi rimane solo la Rotopress, dove non lesino impegno e sudore. Ma -in verita' per calare dei molti chili in eccesso dovrei farmi 100km al giorno, almeno...



Infine, abbiamo assistito anche ad un memorabile concerto dei Depeche Mode: 2 ore di spettacolo puro...





lunedì 24 febbraio 2014

Chi si ferma e' perduto.

Dopo aver dato il mio modesto contributo agli Spartani nuotatori, arrivando in fondo ai 1500 e 800m dei Regionali di nuoto pur con una gamba sola,








e cercando di corricchiare alla bell'e meglio, prosegue l'organizzazione delle nuova societa', nuovi aspiranti spartani si affacciano al sito, su FB e anche direttamente quando mi incrociano. Come ieri a Castenaso, occasione la ludico motoria e la competitiva (ringrazio Doriano e i ragazzi dell'Atletica Ozzanese che ci hanno ospitato presso la loro tenda) dove alcuni di noi (Angelo, Andrea ed io, oltre a PG che l'ha provata per farci da modello) abbiamo sfoggiato la canotta run che ci accompagnera' per questo 2014.




Mi sto appassionando al ruolo di Presidente. Non pensavo di ritrovare stimoli (che erano solo un po' repressi) soprattutto perche' la voglia di fare, di coinvolgere non mi e' mai mancata, ma ora facendolo per una cosa che sento soprattutto mia, l'impegno lo moltiplico. E senza sforzo. Certo, il triathlon non e' l'atletica o il calcio, che vivono comunque di popolarita' immensamente piu' alte, ma non demordo. Se poi il coinvolgimento e' lo spirito deagonistizzato, il divertimento e' assicurato (tanto per fare la rima).

In tutto questo cerco di riprendere gli allenamenti e se per la bici tutto sommato ripiego sulla Rotopress (dal mitico Loris), che non mi crea problemi, la corsa me li da alla schiena, ma soprattutto il nuoto, nel quale il movimento della gamba mi e' impedito da questo dolore tuttora di origine ignota. Coe qualcuno sapra' io soffro di patologie ingarbugliate, dove una semplice protrusione viene complicata dall'interessamento di un nervo, che attacca il tendine e influisce il muscolo. Salvo poi farmi male l'osso.

Magari dalla gamba il tutto arriva all'orecchio, come successe (e tuttora soffro di acufeni) anni fa. Comunque non mollo. Oramai il triathlon mi e' entrato dentro e mi accompagnera' finche' il tempo limite non mi impedira' di arrivare in fondo. Oramai le affiliazioni sono completate, la divisa da triathlon potro' sfoggiarla presto, e  con me gli altri ragazzi che condividono il nostro progetto. 

Chi si ferma e' perduto.









mercoledì 19 febbraio 2014

Poi uno dice....

Gia', poi uno dice.... ma chi te lo fa fare? Imbarcarsi in un'impresa nuova, prendere a mano la gestione (soprattutto burocratica) in prima persona... Sabato ho partecipato ad un Convegno a Carpi sugli aspetti fiscali delle Associazioni Sportive Dilettantistiche, organizzato ottimamente dall'Assessorato allo Sport e al Benessere del comune carpigiano (in scadenza di mandato) dove il relatore, l'Avvocato Russo, ci ha terrorizzato (pur asserendo di non averlo voluto fare) su come -a volte- a voler fare come logica vorrebbe si esce dalla legalita'. Ovviamente c'erano ASD da centinaia di iscritti e gerenti impianti sportivi, ma nel nostro piccolo (che sta gia' crescendo) di ASD Team Spartans ho potuto attingere idee e opinioni interessanti.

Gia', perche' c'e' un bisogno (nel senso letterale) di fare sport in un certo modo, svincolato dal mero crono o dalla classifica, eppure da condividere con gli amici o con perfetti sconosciuti che fa ripensare al concetto decubertiano dello sport. La gara non e' piu' intesa come superamento dell'avversario ma come una ricerca del proprio limite grazie all'amico piu' forte che ci ispira. E l'amico forte non piu' interprete dello scherno del vincitore ma supporto al miglioramento.

Noi, nel nostro piccolo cerchiamo di fare questo. A chi mi domanda "ma saro' in grado di...?", io rispondo che si, sarai in grado di tagliare il traguardo dei tuoi sogni. Io ho concluso 17 Ironman, undici anni fa ho iniziato un viaggio che mai e poi mai pensavo mi portasse fino a questo, eppure... Sono il meno adatto per limitare i tuoi sogni. 

Con il tempo ho anche imparato che il limite diventa il cronometro, la prestazione. Ed e' l'errore peggiore che uno sportivo (spartano, soprattutto) possa commettere. Perche' il cronometro si trasforma nella vocina che ti fa ritirare, che ti rovina la giornata, che ti fa odiare gli allenamenti. E il gioco si rompe. Ti piangerai addosso, e smetterai di seguire la tua passione. Io (noi) impediremo questo.

Io vorrei spiegare che la domenica mattina ci sono corse che -non a caso- vengono definite "ludico motorie", perche', a parte la genuinita' dei partecipanti, l'approsimazione simpatica delle organizzazioni (volontari puri), e' lo spirito che noi spartani cerchiamo di infondere. Nessuna classifica, eppure un minimo (ma a volte estremo, in verita') di agonismo per il quale ci sia lo stimolo al miglioramento. Anche supportato da un omaggio al traguardo, pacco di pasta o succo di frutta che sia. Robe che puoi comprare al supermercato, forse anche ai discount....... ma che in quel momento rappresenta il premio del tuo sforzo... Vuoi mettere? 

Vorrei spiegare che tapasciare e' bello, soprattuto a quelli che si perdono questi momenti.... Perche' purtroppo non si da la giusta rilevanza a questi eventi.... Parlavo con una persona, in questi giorni... E si lamentava che "c'erano sempre le stesse facce". Bene, anzi, male... Allora diffondiamo, parliamone con tutti. Allarghiamo il giro. Pochi sanno che a Bologna, Modena e Ferrare (e provincia) ogni domenica (e spesso il sabato) ci sono ludiche motorie? Raccontalo! Come sto facendo io con blog, o in ufficio, con gli amici pigri, su Facebook... A qualcuno interessa, stanne certo. Condividiamo la passione, facciamo capire che la nostra non e' una sofferenza fine a se stessa ma un piacere di soffrire per un benessere. 

Sento dire "ho un problema fisico che mi impedisce (o il medico dice che)"... Alt. Lo dite a me? Metatarsi sfondati, Neuromi di Morton, costole fratturate, una gamba piu' corta, sovrappeso cronico... Arrivo in fondo agli Ironman piu' storto della torre di Pisa, meta' delle maratone cui partecipo le cammino per il male ai piedi.... E venite a dire a me che avete un problema? Prego, avanti un altro. Spartano e' anche questo: far convivere il problema fisico con la passione. Non farsi scoraggiare. MAI!

www.teamspartans.org: la retta via.







venerdì 14 febbraio 2014

Lo Stato in vacanza

Ogni quindici giorni (ma anche piu' spesso), nella Facolta' di Scienza Politiche, in Strada Maggiore 45, Bologna,  lo Stato va in vacanza. 

Lo Stato rappresentato dal Preside della Facolta', che permette l'occupazione notturna abusiva degli spazi pubblici. 

Lo Stato rappresentato dal Rettore delll'Alma Mater Studiorum che da anni non considera un suo problema tale scempio.

Lo Stato rappresentato dai Vigili Urbani che puntualmente si rifiutano di intervenire per "mancanza di pattuglie". Per anni ho telefonato a tutte le forze dell'ordine ma mi giravano le telefonate ai Vigili Urbani e mi sono stancato di mantenere la compagnia telefonica cui sono abbonato.

Lo Stato rappresentato dal Sindaco, perche' non fa nulla. 

Lo Stato rappresentato dalla SIAE che in presenza del "solito" concerto, se ne guarda bene di chiedere diritti d'autore.

Lo Stato rappresentato da Polizia o Carabinieri, che non intervengono pur essendoci palese spaccio di droghe e alcolici, spesso a minorenni.

Lo Stato rappresentato da Polizia e Carabinieri perche' il volume e' intollerabile per tutta la notte. 

Lo Stato rappresentato dalla Guardia di Finanza, che non intenviene pur essendoci un ingresso a pagamento e nessuna emissione di biglietto d'accesso (ed anche di scontrini per alcolici e bevande)

Lo Stato rappresentato dai NAS (o l'ASL?) perche' in aule destinate all'insegnamento si preparano cibi senza alcun controllo sanitario.

Lo Stato rappresentato da quel Giudice che a fronte ad un esposto documentato ha pensato bene di inviare i soprallughi nel mese di agosto, mese notoriamente denso di appuntamenti.

Poi ti sorprendi se qualcuno su internet cerca di capire come si fabbricano le bombe o a sentire "certi" amici su come assoldare persone senza scrupoli. 

Insomma, capisci perche' in certi posti la mafia prende il posto dello Stato.

Io non mi sento rappresentato da questo Stato.


sabato 1 febbraio 2014

ASD Team Spartans

E alla fine, e' stato naturale. La situazione e' degenerata, le colpe le dividiamo equamente, un ambiente non piu' positivo, un ruolo rimasto secondario, e una volonta' di spiccare il volo. Con l'anno nuovo, io e altri sei abbiamo deciso di provare a camminare con le nostre gambe. Di mettere sul piatto una smisurata passione per lo sport, un po' di esperienza (dieci anni di gare e di vita triathletica), una incoscienza generale, ma soprattutto tanto entusiasmo. 

Io, Luca, Jacopo, Angelo, Gianmarco, Pier Giorgio e Matteo. Sette persone che si sono conosciute in una squadra, sei hanno passato un anno a preparare una gara importante, condividendo emozioni, fatica e sudore. Hanno avuto i loro momenti di sconforto, hanno pensato di abbandonare tutto, hanno pensato di non farcela. Ma ce l'hanno fatta. Hanno conquistato il loro primo Ironman dopo 7/8 mesi. Partendo quasi da zero.

Durante questo anno e' nata un'amicizia, un legame forte che ci ha convinto a condividere questa avventura. Luca, il settimo e' entrato dopo, ma da subito ci ha colpiti con la tipica esuberanza parmense. E il nostro sito, curato da lui (www.teamspartans.org), ne e' la testimonianza visiva.

Doveva essere un anno di rodaggio, gli eventi ci hanno costretto a buttare subito il cuore oltre l'ostacolo, e proporci subito al massimo, quindi Ciclismo, Atletica e Triathlon: cercheremo di sopperire alla nostra ignoranza burocratica con l'entusiasmo dei novizi: chiediamo fiducia e pazienza. Se tutte le tesserine andranno a posto, sara' un piacere condividere con voi i nostri sogni e progetti. 

Ci proponiamo di coltivare l'amicizia tramite lo sport, che sara' il nostro elemento comune, come l'acqua per i pesci. 

Ci proponiamo di avviare persone, bambini, ragazzi o adulti che siano, allo sport, per una vita sana e per migliorare se stessi. 

Ci proponiamo di insegnare i valori di onesta' e di lealta' sportiva, perche' lo sport non sia sempre competizione in senso stretto, ma condivisione della vittoria come della sconfitta. Che sia di crescita interiore. 

Dovremo lottare contro muri di gomma, istituzioni sorde e burocrazia disarmante. Avversari temibili, ma ci siamo chiamati Spartani non a caso.

Cercheremo di far conoscere il Triathlon per quello che e': il piu' bello sport del mondo. Perfetto per una crescita fisica e umana. Siamo 3 tecnici federali, e siamo a disposizione di chiunque voglia mettersi in gioco: per noi i campioni non sono quelli che vincono le gare. Sono quelli che hanno un obbiettivo, e lo vogliono raggiungere. Noi li aiuteremo a diventare campioni in questo.

Quindi dal 25 dicembre, ultimo post, l'impegno si e' moltiplicato a dismisura, e nonostante tutto ho nuotato (abbastanza), pedalato (abbastanza) e corso (pochino). Oltre che lottare con burocrazia e traffico (tanto). Ma alla fine ci siamo: la nostra ASD offre tesseramento Ciclismo (ACSI), Atletica Leggera/Podismo (UISP) e Triathlon (Fitri). Se volete informazioni la mail e' spartans AT teamspartans.org, mettendo la @ al posto di AT.








mercoledì 25 dicembre 2013

Next Level

Come quando mangi qualcosa che ti fa venire un po' di acidita', e poi prendi il Maalox, insomma. Pero' un piccolo malessere lo hai patito. Alla fine -pero'- digerisci tutto. 

Dal mio punto di vista potrei dire che per un bel po' di tempo mi sono fatto un mazzo tanto e non ho mai chiesto nulla in cambio. Altrettanto vedendola dalla mia, potrei dire che ho chiesto che questo impegno mi venisse riconosciuto formalmente (le pacche sulle spalle fanno piacere, ma che un altro si prende il merito, da fastidio). 

Potrei anche dire (a mio parere) che in questo bel po' di tempo ho subito atteggiamenti di supponenza, di scherno e che il mio impegno sia stato sempre considerato marginale (per i risultati) e minimo (per la causa comune), e che i risultati che ho conseguito (di questo mio impegno) abbiano abbondantemente dimostrato il contrario. 

Se mi sposto un po' verso l'obbiettivita', magari posso riconoscere che anche io ho qualche (tanti) difetti. Certo sono disorganizzato al cubo (visto da un travet inquadrato pero'), che ho le mie preferenze, e magari ho una visione delle cose "a senso unico" e se una cosa non mi piace non c'e' verso di farmela piacere (a meno di inchiodarmi in un angolo e spiegarmela per bene).

Spesso per me le procedure sono una perdita di tempo, come l'alzare il telefono per chiedere uno scontato "si" e quindi "tiro dritto", e a qualcuno che vuole detenere il potere questo non e' mai piaciuto. Da cio' si desume che la diplomazia non e' il mio forte e il parlare chiaro e' il mio credo, a costo di essere brutale e crudo. Ma meglio non creare fraintendimenti, dico io.

Sono anche "forgiato" a scansare le numerose trappole di coloro che ritengo nemici, meno a quelle degli amici, perche' alla fine sono un "michione" e credo nella buona fede delle persone.

Ma stavolta che la trappola mi sia stata tesa da chi credevo il mio difensore primario, proprio non me l'aspettavo... Quel sapore amaro del tradimento... E dire che in questi anni qualche segnale avrei dovuto coglierlo (ma lo riponevo nel cassetto della buona fede, pensando al classico rimbrotto paterno). E le chiacchierate su questi punti non arrivavano mai a definire un recinto oltre al quale non potevo andare. Ovviamente saro' stato io a non capirlo...

La trappola e' stata subdola, ed io ci sono cascato in pieno. Metaforicamente, pensate ad una situazione tipica di guerra. Dal Gran Generalone mi viene comandato di attaccare il nemico in una situazione mia di inferiorita', ed io che non discuto mai gli ordini dei miei superiori, obbedisco a questa missione che si rivelera' suicida. Chiaramente ne esco sconfitto e il Gran Generalone non solo non mi difende (ne' tanto meno si assume la responsabilita' dell'attacco) ma mi scarica la totale responsabilita' della sconfitta, deferendomi -diciamo cosi'- alla Corte Marziale. 

Nulla di scritto, nulla di ufficiale (anche se un testimone ci sarebbe) di quanto sopora, quindi per qualcuno potrebbe sembrare una mia pura invenzione.... Ed ovviamente schiaccera' l'acceleratore, su questo...

Per fortuna non sono un soldato, non esiste alcuna Corte Marziale cui debba sottostare pero' l'amaro in bocca c'e' tutto, e dopo tutti questi anni devo aprire gli occhi e convincermi che i serpenti non sono solo quelli che strisciano. A volte hanno il flauto in mano.

Il finale? Quello e' gia' scritto. Next level
La morale?  Dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io...
Ogni riferimento a cose e persone e puramente casuale. Forse.

mercoledì 18 dicembre 2013

Verso il Natale

Beh, dai.... In dieci giorni di dieta allegra perdere un chiletto fa semrpe piacere... Certto che questa settimana, fra cena degli addii, cena sociale e cena post ironman meglio che non mi pesi. Negli Avere ci metto anche il combinato duathlon del mercoledi, con corsetta di circa 2 km come warm up, gli 80 minuti di Rotopress  a tutta seguiti dalla mezzora di corsa per velocizzare la gamba. Nonche' il nuoto devastante di Thomas, che solo nella settimana pregara dell'8 dicembre ha fatto scarico (2500-3000m a seduta, s'intende).

Gara di nuoto a Riccione (8 dicembre), dunque, un bel 22imo posto (su 23) sui 100 stile, ovviamente fatto da fondista (1.32 e spiccioli) come rimarcato dal coach (un'ottimo passo per un millecinque....), ma comunque il divertimento e' sempre impagabile. Le gare di nuoto Master sono una bolgia dantesca. Temperatura africana (si suda in costume) e una mares di gente vestita e svestita. Un formicaio di gente che va verso la vasca di riscaldamento, poi torna in tribuna, poi va verso la "camera di chiamata", poi verso il blocco, poi la gara e ritorna in tribuna. Un moto perpetuo senza fine.Rivisti vecchi compagni e amici di altri mondi, bello.

Persino corse in autonomia, per cercare di ritrovare la mente. e -finalmente- un'uscita in bici ad oltre 2 mesi da Kona...





lunedì 2 dicembre 2013

Ottantanove e quattrocento

Mi sembra di stare come il primo dell'anno. Dopo la festa, il mal di testa (dal troppo champagne), quel retrogusto acido in bocca (dall'aver mangiato troppo) e quel senso di intorpidimento che l'essere andato a letto tardi (molto tardi) da quando ci si sveglia in tarda mattinata del primo giorno di un nuovo anno. 

Dopo il rientro dalle Hawaii, ho passato un mese a festeggiare, mangiando (eh beh, il mio punto debole e' li') tutto quello che mi veniva in mente, mi passava davanti ed anche di piu'. Una bella bronchite mi ha impedito una qualsiasi attivita' sportiva che arginasse un po' questo "sbracamento" culinario, et voila', il nuovo peso "massimo" e' servito. Mancava solo che ricominciassi a fumare, davvero. Allora avrei veramente toccato il fondo.

E mi ritrovo al primo dicembre a decidere se intraprendere questa nuova sfida od infilarmi nel tunnel, quello pre-sportivo. La prospettiva di pillolo dipendente (gia' ero iperteso a 35 anni...), e di sguardi patetici (luila' era un ironman guarda mo' adesso come si e' ridotto, ha fatto come Maradona.....) ha risvegliato in me un briciolo di orgoglio e parte subito la 2014 Mission: ritrovare un peso decente e fare un ironman per continuare il sogno. 

Quindi una bozza di calendario (diversi 70.3, un bell'Ironman, mezze maratone e comunque un programma di allenamento che ricomprenda delle corse serie -piedi permettendo). Intanto ho iniziato un corso di Rotopress, ho ripreso a nuotare con i novizi, e una nuova dieta. 

E magari aggiornamenti piu' frequenti qua, visto che mi seguite in diversi (Grazie, grazie grazie, sempre).

 




giovedì 24 ottobre 2013

Hawaii 3

Domenica 20, lunedi 21, martedi 22, mercoledi 23 ottobre

Prima di goderci la spiaggia di fronte all'hotel decidiamo di fare il giro dell'isola, la parte ovest, quella piu' corta, con i rimomati resort (sono stati inventati qua) tutto lusso e "facility", pero' sempre con le spiaggie comunque pubbliche. Quindi accessibili da chiunque.

La prima parte e' piuttosto noiosa, almeno fino a Lahaina ed anche fino Kapalua, poi la strada si stringe, i resort scompaiono e la costa diventa piu' selvaggia e anche il tutto e' piu' bello. A questo punto inizia una strada costiera molto stretta fino al punto che per alcuni chilometri e' praticamente senso unico alternato, dove sebbene siano numerosi gli "slarghi", la capacita' del guidatore medio americano va in crisi.


 
 

Ed  e' in un punto imprecisato di questa strada a senso unico alternato che succede il patatrac. Io sono dietro ad una jeep, guidata da un ragazzo, quando mi accorgo che stanno arrivando 2 auto in senso contrario e decido di fermarmi in uno slargo a destra, mentre a sinistra c'e' una specie di marciapiede.

L'imbranato americano che fa? Marcia indietro e si mette sul marciapiede poco avanti a me, praticamente ostruendo la strada. Le 2 auto in senso contrario -ovviamente- non passano, il giovane imbranato fa orecchie da mercante. Allora decido io di farmi un po' indietro, andando a strisciare l'auto contro un palo della luce.

Andavo a velocita' tartarughesca, ma l'auto e' bianca, il palo di legno risultato,  una bella riga sul parauti posteriore. Chiaramente per 4 giorni non avevo fatto l'assicurazione, per cui dovro' pagare il danno in toto, e le bestemmie si sprecano (piu' verso il giovano imbranato che al cielo, in verita').

Dopo circa 30 km la strada riprende le sembianze tipiche americane: bella, ma ne abbiamo abbastanza. Torniamo a Kihei, e ci godiamo il sole ed il tramonto. Cena "casalinga" a base naturistica: c'e' un magnifico supermercato (Natural Food) giusto a fianco dell'hotel...

Gli Americani ci stupiscono sempre: decidono che il naturale sia sano, ecco che -come funghi- sorgono negozi ad hoc con cibo naturista (o pseudo) dove la parola d'ordine e' "natural", anche se flavoured. Aromatizzato. Vaniglia, Cannella, ecc. Sapore naturale, zero. Quanto alla fauna che frequenta certi posti, beh, la versione opposta dell'obeso. Sempre comunque un'immagine malsana...

Scottati dall'esperienza negativa del tour automobilistico sulla Kahekili Hwy, decidiamo che l'isola l'abbiamo vista. Ci sarebbe una parte a sud, Hana, che sembra molto bella, ma Maui, sinceramente, non ci piace per nulla. Troppo selvaggia e forse retro', da una parte, troppi resort dall'altra. Boh, non vediamo l'ora di tornare a Kona.

Quindi gli altri giorni alterniamo spiaggia a passeggiate lungomare, provando a cena il Sansei (ottimo) a base di pesce, e l'Ami Ami, aperto da poco, fusion ma affascinante. La Bistecca e' da urlo.




 


Oggi, 23 ottobre siamo ritornati a Kona. Quando abbiamo prenotato i voli "interni" non capivamo perche' da Kona ad Honolulu il volo era di mezzora, lo stesso tempo del volo da Maui a Kona... Solo che da Honolulu a Maui ci sono altri 25 minuti di volo.... Insomma -ci siamo chiesti, perche' ci impieghiamo lo stesso tempo a fare meta' strada?

Oggi abbiamo capito perche'. Riportata la macchina al noleggio (e salvati dal pagamento della strisciata, giudicata non importante),  l'autista della navetta ci chiede la compagnia aerea. Carla dice Go!, ma io correggo dicendo che e' la Mokulele, al che l'autista ci chiede dove andiamo.... Kona, ripsondiamo e lei ci dice che e' la Mokulele, con i suoi bei zinzalini da 10 posti. E ride... Io non credo a quello che sta dicendo...

Anche Carla dice che si sbaglia ma non c'e nessun errore, prenderemo un Cessna Caravan da 10 posti, senza screeneing TSA (nessun controllo ai raggi x) ma solo la pesa dei bagagli e... di noi stessi. 8 passeggeri, oggi, pilota e copilota e stop. Un "zinzalino" che balla un po' al decollo ed in atterraggio ma con formalita' zero. Divertentissimo.




 

E dunque siamo a Kona, ed e' come essere tornati a casa, dopo la rutilante Waikiki-Honolulu e la "diversa" Maui. Certo che senza il triathlon e' un po' morta, ma per un giorno non cambieremo opinione. Siam giunti al termine della nostra vacanza per il World Championship. Torneremo a Bologna a malincuore, le Hawaii sono veramente quello che si legge in giro o si possa immaginare ovvero il paradiso, con le comodita' della civilta' ma anche la possibilita' di stare in posti selvaggi. A scelta. Mahalo, e Aloha.