A Fabio, 5 aprile 2009.
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domenica 4 marzo 2012

38a Maratonina Valli & Pinete


Nonostante la faticaccia in bici, l'inquietudine interna causata dalla morte, prematura, di Lucio Dalla (e oltre un'ora e mezza di fila per vederne la bara), stamattina alle 6.30 la sveglia. Destinazione Ravenna, per la 38a edizione della maratonina Valli & Pinete, nome gia' un programma, dato che la parte in asfalto e' poco meno della meta'. Il resto in parte nella pineta che va da Punta Marina a Marina di Ravenna, dove alla fatica del terreno non regolare bisogna contare le insidie delle radici di pino, sempre pronte ad agganciare una punta di scarpa, e il passaggio costeggiando la "Valle", bacino lagunare, la cui strada definire sconnessa e' un eufemismo, tanto irregolare quanto piena di buche.

Insomma, una faticaccia. Resa ancora piu' dura dall'obbiettivo concordato con il coach, di tenere un passo intorno a 5.25/km. Almeno da questo punto di vista centrato (con 1.54.48 il passo e' giusto giusto 5.25/km) sebbene -come al solito- qualcosa (una colazione troppo leggera, un terreno non certo a me favorevole) ha difettato, mentre la grande novita' (da 3/4 anni a sta parte) non mi sono fermato a massaggiare i piedi.

Segno ulteriore che "meno corro, meglio corro" (meglio va inteso come piu'a lungo). E dunque i problemini sono compensati da questa bella notizia. Un saluto a tutti Pastaroli che come al solito mi hanno salutato con affetto, e complimenti a due neo finisher della maratonina, Jacopo e Leonardo, arrivati a pochi secondo l'uno dall'altro in quest'ordine. Ottima compagnia di Alberto e Michele che loro si' velocissimi (1.26 l'uno 1.36 l'altro), hanno avuto la grande pazienza di attendere il mio arrivo facendo finta di essere appena arrivati...

martedì 27 settembre 2011

Olimpico Numana

Un vero e proprio book fotografico!

giovedì 14 luglio 2011

Caldo, fresco, torrido


Lunedi a Corvara le gambe erano piuttosto provate, ma nonostante questo abbiamo provato il sentiero che porta (dai 1700m e spiccioli dell'Armentarola) al rifugio Pralongia'. Chiaramente noi non siamo di quegli escursionisti esperti che hanno tutto l'occorrente in uno zainetto di pochi grammi... Anzi, in verita' avevamo una borraccia in una sacca porta scarpe. Polo e bermuda io, canotta e shorts Carla. (in una tipica vestita da mare).

Nonostante questo siamo arrivati ad oltre 2000m (in circa 5 km), e solo una certa arierina nella schiena (la polo era intrisa di sudore) ci ha convinto a scendere quando finiva il bosco e il panorama si apriva in un pratone verdissimo. Alla fine saranno comunque 10 chilometri, che io -invano- ho cercato di barattare con il mio coach per il lungo che avrei avuto in programma. Comunque niente da dire, l'anno prossimo si replichera', sorteggio o pettorale gold che sia.

La cena era filata via liscia, senza eccessi culinari (solo un altro dolce, tra l'altro proprio mentre mi chiamava l'alimentarista pazzo), con i soliti piatti incredibilmente buoni e con un pesce migliore che in riva al mare.

Il ritorno a Bologna (martedi) e' stato choccante, dopo il passaggio sul Pordoi con 15 gradi (foto): i 34 gradi sono stati distruttivi, e solo mercoledi ho azzardato un'oretta di corsa, (tra l'altro in orario pranzo) con molte soste e un passo lentissimo. Di bici ancora ho un po'la nausea, percio' mi tuffero' in piscina. Ma intanto le foto sono gia' online, e dunque.... passerella!

domenica 10 luglio 2011

Maratona dles Dolomites

Rileggendo il post 2010, non ero convintissimo che lasciare l'auto nella piazza di La Villa fosse la soluzione migliore, visto che l'anno scorso ero comunque dovuto tornare in bici all'Armentarola, smoccolado furiosamente per la salita che dai 1400 de La Villa si deve fare per arrivare ai 1600 dell'Armentarola.

Ma proprio per questo, unito alla consapevolezza che -come minimo- avrei fatto il percorso medio, abbiamo -ieri sera- riportato l'auto nella piazza. Sapendo di metterci un bel po' pensavo che l'attesa non sarebbe stata eterna, in compagnia, oltretutto, di Carla che con spirito di iniziativa aveva deciso di venirmi a vedere arrivare.

Venerdi sera, al ristorante ci siamo tuffati nelle cultura ladina con cena tipica, abbondante e con il buffet di carni (e dolci). Ieri ci siamo goduti un bel sentiero che ci ha portato alla Capanna Alpina, ai piedi del Valparola, nel parco Fanes-Senes-Braies, che poi e' solo un antipasto alle decine di sentieri che da li' portano "in quota". Ed anche ieri sera i dolci erano a buffet. Oltre al resto, veramente sublime.

Cosi' stamattina alle 4.30 ero a fare una frugalissima colazione, secondo i dettami di Marino, l'alimentarista pazzo. Alle 5.42 in seconda griglia (grazie al pettorale gold), anche piuttosto vicino al cancello della primissima ed ambitissima griglia,


e difatti passo sotto lo striscione dei 25 anni della Maratona a soli 2 minuti dallo start.

Il Campolongo e' uguale a come lo ricordavo, tignoso ma fattibile, a meta' circa mi saluta Bacco, uno dei pochissimi iscritti che quest'anno conosco. Scollino bene, la gamba non e' affaticata e affronto allegro la discesa che porta ad Arabba. Da qui si gira a destra e si comincia il Pordoi. Anche questo me lo ricordavo uguale, lungo ma fattibile. Poco prima di scollinare ecco l'alimentarista pazzo, che partito con l'ottomilaottocento e qualche cosa (in ultima griglia) dopo aver giurato che l'avrebbe fatta in tutto relax e' li che sale ai 20/km all'ora. Io, ovviamente vado alla meta', ed anche meno.

La discesa e' (come l'anno scorso) piuttosto fresca, ma quest'anno mi sono fatto furbo, la ceratina super teconologica che tolgo quando faccio le salite e metto in discesa: mi costa qualche minuto ma mi salvo la salute. Il Sella e' duro di suo, ma quest'anno, che ho 7 chili in meno, sembra un po' meno duro. Cosi il Gardena, quasi una passeggiata, tant'e' che nel falsopiano che precede i due chilometri finali, mi concedo un po' di appendici. Quando sono a Corvara nessun tentennamento, a sinistra per il medio (o il lungo). Il secondo Campolongo sembra pure piu' facile, e una volta in cima mi compiaccio di me stesso scatto una foto e proseguo per la discesa.

Da Arabba, stavolta si va a sinistra, e sono quasi convinto per il lungo quando i piedi (anzi, solo il sinistro) decide che e' ora di dare la scossa. Mi fermo, e massaggio. Al bivio per il Giau purtroppo devo prendere il Falzarego, perche' il sinistro duole ancora. Nei 10 km del Falzarego succede di tutto, vengo tamponato (si si avete letto bene! Tamponato da un altro ciclista!), rischio di fare un incidente per arrivare ad una fontanella e ancora devo fermarmi per il piede dolente. Ma la sofferenza dei 2 chilometri finali al 10% del Valparola sono indicibili, superati solo dai 4 km che separano il traguardo di Corvara da La Villa, controvento ed in salita.

Alla fine, dopo quasi 6 ore e 50 minuti sono al traguardo, con Carla ad attendermi: soddisfatto e riempito di regali: cappellino, medaglia e gilet, tutto con il logo estremamente kitch che quest'anno caratterizza la 25ima edizione.


Anche quest'anno ho dovuto aspettare fino alle 16.15 per tornare in auto all'hotel, pero'....

sabato 11 giugno 2011

Peso forma in arrivo


Stamattina briefing con l'alimentarista (lo sapete che sono nelle mani di un pazzo?), che ha riscontrato un leggero incremento di peso (81,3 kg) ma un calo della circonferenza vita-addome-fianchi rispettivamente di 3, 2, 1 cm dall'ultimo check. In soldoni, nell'addome, che a gennaio ero 104 cm ora sono 92. Niente male, e come premio, "Non mollare, che ti bastono!" A suo dire (ed ora me ne sto convincendo pure io) i 75 kg non sono piu' una lontana chimera. Poi ci mettiamo una mia certa curiosita' nel vedermicisi, et voila' il Frankie non mollera'.

Intanto sono lanciato verso l'IM Lake Placid, e con la nuova serie di allenamenti le distanze si sono allungate. Nel mentre giovedi' 18 km di corsa, 12 km al lento e 2+2+2 in progressione, e ieri uscita in bici sulle colline forlivesi (statale del fiume Rabbi, la 9 ter): lasciata l'auto a San Lorenzo Noceto mi sono spinto verso la collina, ritornando indietro facendo il colle Centoforche (lato facile, ma non meno impegnativo!) e di nuovo (dalla "tosco-romagnola"), pocodopo il bivio per Castrocaro T. verso San Lorenzo, seguendo via Borsano con i suoi 13 tornanti ubriacanti. Un giro di una 60ina di chilometri, ma di quasi 2 ore e mezza.

Mercoledi, una prova da duro. Esercizio in bici (7 serie, alla fine fatte 4, da 3 x 5 minuti di aerobico-medio estensivo-medio veloce, sotto dapprima un timido sole, poi un cielo piuttosto nuvoloso ed in fine una pioggia decisa. Ha vinto la pioggia, ma solo perche' la nuova pedemontana tra Spilamberto e Vignola diventa piuttosto pericolosa con il traffico di camion (e test Ferrari) con l'asfalto bagnato. Ringrazio Gianni che mi aspettava alla macchina con il suo genere di conforto: un asciugamano... Ovviamente in serata seduta di nuoto (con la muta), e il coach mi ha intrattenuto con il video del mio cinquanta prima a stile e poi a rana: niente di nuovo sotto il sole: uso poco le gambe, respiro solo a destra, arrivo "spompato". Mentre a rana gestisco male la fase delle braccia.

Oggi riposo, perche' domani i Saragozza Boys (io, Roberto F. e Mirco M.) saremo grandissimi protagonisti (da vedere se nel bene o nel male...) al 70.3 Italy a Pescara, impegnati nella staffetta. Con Gianni solista a completare il gruppo di triathleti gialloblu. Mi cimentero' nei 1900m a nuoto, finalmente in mare, finalmente con la muta.


giovedì 2 giugno 2011

12o Triathlon Sprint San Giovanni in Persiceto

"Da Miami a qui c'e' un po' di differenza, eh Frankie?" Cosi' la factotum del Pasta Granarolo Sabrina mi ha apostrofato al termine del primo giro di corsa. La mia pronta risposta e' stata "Venire qui e' un uguale piacere!", che e' vero. Perche' passo meta' tempo della pregara, della gara e tutto il dopo gara a salutare. Gli ex del Pasta Granarolo, i miei compagni di squadra, alcuni nuovi che dovevano essere "guidati" nei misteri della triplice. Poi saluto, in ordine sparso, amici di Bologna, di Farmville, lettori di questi sproloqui, e altri non identificabili. Insomma, potrei avere un attacco di boria eccezionale.

Quest'anno, poi, che mi sono un po' nascosto (e' un po' che non vado alle podistiche) e sebbene racconti che il mio peso e' calato, che ho perso una decina di chili dal 3 gennaio (beh, ad oggi 8, visto che un leggero rialzo c'e' stato dopo il 70.3) molti hanno detto di aver avuto difficolta' a riconoscermi (non esageriamo, dai...), e anche questo contribuisce all'effetto pavone, con tanto di ruota.

Poi dopo tutti questi preamboli, la gara. Un nuoto discreto, sia pure con il passo dei tempi belli, e per una volta sono uscito fra i primi di batteria, per una volta sono uscito dalla T1 con un gruppetto di ciclisti, per una volta ho tenuto il gruppetto (4, poi 2) per tutti e 20 in km, all'incredibile media di quasi 33 kmh, roba da sogno (vi ricordate, si, che non sono un ciclista?).

Sceso dalla bici le gambe erano dure dure, e i 5000 percorsi in quasi 29 minuti parlano chiaro. Passato da un bel po' di gente, ho anche tentato di accelerare un po', ma a quel punto anche il cervello era gia' in pasta (party). Comunque una gara in cui i tempi in passato si dilatavano verso l'ora e 30, siamo ritornati verso l'ora e 20, con il terzo tempo di sempre (su 7 edizioni cui ho partecipato).

A seguire il sempre eccellente pasta party (mi domando ancora se vengo qui per le amicizie o per la pasta.... Di certo non per la gara -intesa come distanza-, lontana anni luce dal mio triathlon) con pasta abbondante e cotta al punto giusto. Ancora una volta devo sottolineare la perfetta organizzazione del Team Pasta Granarolo, con la ciliegina del chip, quest'anno, per cui neanche tornato a casa avevo gia' tempo totale, parziali e -pure!- il diploma di "finisher".




sabato 14 maggio 2011

Day 1 e 2

Day 1

Sul volo per Miami.

Ora sono le 8.35, a Miami. 5 ore in meno che in Italia e stiamo sorvolando l'Atlantico. Stamattina la sveglia ha suonato alle 4, e in breve (per noi), ovvero in un'ora eravamo fuori di casa. Alle 7.05 partiamo, da Bologna per Roma, con l'Alitalia e -assicura il comandante- e' in "perfetto" orario (ora di arrivo: 8.05), ma alle 8 e 20 siamo ancora in volo.... Con un trasferimento forzato arriviamo al gate per Miami appena in tempo, speriamo che abbiano avuto la stessa celerita' con le valigie e la preziosa signora dei chilometri, ovvero la Colnago Flight!

Con noi anche Mirco, strappato per una volta al suo lavoro, che con grande entusiasmo si e' buttato in questa impresa, considerando poi che il nuoto per lui era uno sport sconosciuto! La tabella di marcia ha un punto interrogativo, perche' dipende se la bicicletta o i bagagli sono con noi: in caso affermativo possiamo prendere la strada di Orlando, altrimenti gironzolare fra Dude e SoBe fino a domani.

La bici alla fine e' arrivata e appena ritirata l'auto ci siamo diretti verso nord. Poco dopo fFrt Lauderdale abbiamo trovato un hotel e ci siamo fermati. Cena con bistecca e verdure.


Day 2

Il viaggio verso Orlando e' stato noiosissimo, l'interno della Florida e' uguale miglio dopo miglio. Subito decidiamo di dirigerci a ritirare la bici di Mirco ed e' piuttosto lontano. Essendo poi un noleggio grazielle non e' ne' esperto ne' in grado di montare la mia. Alla fine decidero', mio malgrado, di montarmela da solo, perche' arriviamo tardi anche all'expo. Ovviamente io sono totalmente incapace e alla fine ho fatto il danno, rompendo una brugola del canotto reggisella, nonostante la chiave dinamometrica. E devo ancora registrarmi, comprare le cartucce di CO2, la muta, il costume da gara, le maltodestrine, le proteine........


martedì 10 maggio 2011

May, 15, #724, wave time 6.42 am

15 maggio, pettorale: 724, partenza degli M45: 6.42 (5 ore in meno rispetto all'Italia, come fuso orario). Cinque giorni all'evento. Sono tranquillo. Mi sono preparato bene, sto scaricando benissimo, il peso (oggi) era di 80,9 kg ed il burbero Mariano si e' sciolto in un sorrisone: del resto a meta' gennaio, quando mi ha visitato la prima volta, pesavo 88 kg.

Dopo aver ritirato, venerdi, i nuovi spezzati della polisportiva, in questi giorni li ho sottoposti a vari test, brillantemente superati, in tutte le discipline, e sia pure stretta, riesco pure ad indossare la small, tanta e' elastica la lycra.

Oggi ho svolto un leggero lavoro di corsa (50' lenti, ma poi alla fine mi sono fatto prendere dalla foga e ho finito in progressione a 4'30"). Ieri un giretto in bici a Riccione: immancabili salite e salitelle, discese e non sapendo come, sono anche passato davanti casa del Greg.

Domenica, poi la disavventura nel progressivo da 18 km (fatti, comunque, 16) che ho dovuto interrompere per il vento impetuoso che in serata ha investito San Lazzaro: avevo gli occhi talente pieni di polvere sabbia e chissa' che altro che non ci vedevo piu', ho provato pure a correre con gli occhiali scuri, ma era veramente buio pesto! A volte San lazzaro sa essere veramente inquietante: pieni di alberi com'e' la ciclabile ben presto si era riempita di rami e anche avanzare controvento era un'impresa!

Domani altro giretto in scioltezza in bici, poi valigia, giovedi il volo.

domenica 1 maggio 2011

Niente trippa per gatti (aka Dieci Colli)

Ieri, sabato, sono arrivati dalla bergamasca Luciano, la deliziosa Laura, il compagno di merende (intese come giri in bici) Ivan e la gentile consorte Liliana, per passare un fine settimana di ciclismo (i maschi, c'era la granfondo Dieci Colli, in programma!) e cultural-shopping (le signore). Io mi sarei occupato dell'aspetto sportivo, Carla di quello culturale.

Cosi' ieri mattina io ho sbrigato la pratica pacchi gara in attesa dell'incontro previsto per il pomeriggio. La nuova location (organizzativa e di partenza/arrivo) e' certamente piu' ampia, pero' i Giardini Margherita (fino all'anno scorso era qui che si svolgeva tutto) erano dietro l'angolo... Nel pomeriggio, con Ivan e Luciano, complice un tempaccio che non ci ha permesso una ricognizione on bike, ma solo sull'auto, ci siamo spinti fino a Tole', constatando che il percorso non presentava particolari difficolta', se non quelle di sfiancarsi troppo a tenere un ritmo alto.

Ritornati all'expo ho incontrato molti amici ed i ragazzi della Punto M che attualmente ci forniscono le divise sociali, e dopo gli acquisti di rito (barrette e gel) siamo ritornati in citta' per darci appuntamento per la cena, prevista a La Capriata, nel suggestivo Palazzo Isolani, in pieno centro.

La giornata odierna (che sta per finire) e' iniziata alle 5 e mezzo, per me, e alle 7 ero a prendere in hotel i miei compari, per poi essere alle 7 e 22 parcheggiati e pronti per entrare in griglia, sotto un cielo plumbeo. Qui ho incontrato altri amici, e a momenti non entro in griglia, per questo! Decido, nonostante il bagnato per terra (avevo detto che non avrei voluto rischiare di giocarmi la Florida e di non partire se ci fosse stato tempo brutto), comunque di partire e tornare indietro se la pioggia avesse fatto capolino.

Subito mi accorgo che qualcosa non va. Il gruppo dei 42 kmh non lo tengo e mano a mano scalo posizioni: alla fine riesco (e a mala pena) a tenere il gruppo delle ragazze Pinarello (27 kmh). So perfettamente cosa e' stato a giocarmi la gambe (le ripetute lattacide a nuoto), ma cerco di non pensarci e comunque di godermi la corsa. Il percorso, in verita' e' piuttosto noioso, dritto -falso piano con l'unica asperita' di Monte Pastore- fino a Tole', poi mezza costa fino alla Rocca di Roffeno, ritorno a Tole' (e qui tre strappetti al 12% poco prima di rientrare a Tole'), Ca' Bortolami, Savigno e il brivido Montemaggiore, 1,5 km di cui un pezzetto al 14%.

Niente di trascendentale se non fosse per la mie gambe che non ci sono (quanto mi sono maledetto per essere caduto nella trappola dei 3 x 3 x 25m + 50m sprint!!), e per quel malessere tipico da colpo di freddo intervenuto ad hoc proprio quando la gamba cominciava a girare.. Vabbe', pazienza pure (meglio oggi che il prossimo 15 maggio ad Orlando), e pazientiamo pure anche che il Champion Chip non ha registrato nulla, per cui sono un emerito fantasma (ma il file del mio Garmin e' chiarissimo), per cui il mio 3:49 e spiccioli (forse) rimarra' privato.

Luciano si e' distinto per un eccellente 3:29:09 (considerando che mi ha piu' volte aspettato), mentre Ivan, che ha fatto il percorso lungo, ha stampato un 5:24. La bellissima giornata con loro si e' conclusa (dopo aver recuperato "le donne") con un bel giro in piazza Santo Stefano con visita alle 7 chiese e caffe' nei dintorni.

A margine 2 battute che ricordo:

ingorgo di auto mal gestito da carabiniera: Ma perche' fanno gestire delle cose intelligenti dai carabinieri?

all'arrivo, coppia: lei: Renzo, ti prego, mi fai un'ultimo favore? Lui: Cos'e', vuoi anche che ti lavi la bici?

sabato 20 novembre 2010

Tagliatelle, ragu' e bistecca

Il menu' tipico della mia infanzia, cioe'. Perche' ai tempi della mia infanzia "essere in carne" era un segno di salute, e la pancia segno di opulenza. Guai ad essere magri, "guarda se e' patito, quello li' (lule'), e' povero!" era il refrain.

Ovviamente si fa poca fatica a mangiare, specie se in casa (anzi due, contando anche la casa dei miei nonni, posizionata sotto la mia) un pentolone di ragu' era perennemente sul fuoco.... Ancora meglio se la domestica comprava un bel tozzo di pane (ovviamente per la propria famiglia) piemontese che io bellamente mangiavo intingolato nel ragu'.

Ma non avevo che l'imbarazzo della scelta, perche' se mancava il ragu' c'era la trippa, il vitello arrosto o il brodo ed in ogni caso io arrivavo a pranzo "gia' mangiato". Non per questo mi limitavo e quindi senza colpo ferire mi mangiavo un bel piatto di tagliatelle (al ragu', naturalmente) e una bella bistecca. La verdura (poca roba, spinaci cotti qualche volta) era sempre roba per patiti o malati.

Cosi' sono arrivato a 14 anni bello grassottello, (e per fortuna che le merendine ed i McDonalds erano ancora da inventare o importare!) fors'anche obeso, quando uno dei primi medici disse ai miei che forse era giunta l'ora di muovere le chiappe. Ma questa e' un'altra storia.

Perche' tutt'oggi questa cosa del pentolone di ragu' sul fuoco mi e' rimasta, e mi manca. Cosi' ripresi in un amen 3 chili dal 7 novembre, sara' meglio che mi rimetta in riga, e gia' ho fatto un'uscita di corsa (Giardini margherita, una contrattura alla coscia, lombari in tilt ed un senso di malessere generale) ho comunque nuotato, che non mi pesa granche' ed oggi mi faro' pure questo 100 stile che sara' anche peggio di un triathlon sprint, ovvero meno di 2 minuti per fare una figuraccia.

lunedì 11 ottobre 2010

1a ed. 30 km Maranello-Appalto di Soliera

Ed eccoci qua, a Maranello, dopo la sveglia alle 5.30, la colazione, l'autostrada, Gianni in attesa e Mimmo a Modena. Sono le 9.00 e sono nella griglia dei top runners, perche' all'iscrizione mi hanno chiesto il tempo della maratona, ma io avrei fatto la 30 km ed io ho messo il tempo della 30 km... Insomma, ho fatto la figura di St. Croix, io cicciobello fra stecchi secchi secchi e scalpitanti. Obbiettivo passo 5.40/km per me, 6.10/km per Carla, come da programma coach, in vista di NY.

La partenza e' abbastanza caotica, subito una curva a gomito dove si sgomita. Poi piano piano prendo il mio passo, 5.30/km. So di essere un po' troppo veloce, ma i piedi hanno molta voglia di farsi sentire, in piu' ho molto freddo e preferisco tenere il ritmo un po' alto per scaldarmi.

Dopo 15 km di campagna alternata a paesetti traboccanti di soldi e Ferrari (le auto), siamo a Modena, e dovendo fare 6 km ancora per la mezza giriamo praticamente tutta la citta', passando per il cortile dell'Accademia , la piazza della Ghirlandina e le vie dello struscio, con i modenesi un po' sorpresi e non troppo inveenti (non come a Bologna, cioe').

Passo la mezza con Gianni arrivato da un quarto d'ora appena sotto l'ora e 59, in perfetto orario (5.38/km), ma con gia' 3 soste (una per calzino -eh gia' i piedi!- e una fisiologica). Subito dopo cominciano i guai: al cavalcavia del 22imo km sono piantato. Oh, dai che saranno mai 8 km? Vengo risucchiato da decine di podisti, maratoneti e non, e piano piano vengo raggiunto dai pacer delle 4h della maratona. Alterno lunghe camminate a brevi corse, con altre 2 soste per rimettere le calze, tanto peggio di cosi'... In un raro momento di corsa mi prende pure il coach, sul percorso in bici, e nota che la mia corsa e' un disastro, sia pure per gli innumerevoli dolori. Dopo qualche centinaio di metri mi saluta, ed io mi rimetto subito a camminare, oramai anche avanzare e' un tormento, accidenti a me e quando ho fatto l'Elba.

Ogni chilometro diventa una sofferenza, ma lentamente si avvicina l'arrivo. Pure con i crampi, ma arrivo: sono sotto le 3 ore, 2:57:46 e non so come. Il passo si attesta alla fine sui 5.55/km, che sui 42 e 2 sarebbe un bel risultato, ma altri 12 km in quelle condizioni non so come faro' a farli. Comunque oggi faccio una gran fatica a tenere il piede a terra, e solo un po' di nuoto in serata (tra l'altro con gambe a go-go!) mi danno sollievo.

Un saluto a Roberto G., in partenza per Clearwater, al suo amico (di cui non ricordo il nome) alle ragazze della Polisportiva, a tutti quelli -sempre della polisportiva- che mi hanno passato e urlato perche' sono partito avanti, al marito della Federica B. con l'amica che verranno a NY pure loro anche per aver sostenuto Carla, la quale partita fortissima (5.40/km) ha pagato ben presto questo slancio di gioventu' finendo la benzina al 15imo km e trascinandosi all'arrivo in 3h e 17. Una grande lezione su come non cedere all'euforia. Le fara' bene.

Dai che NY oramai e' dietro l'angolo, ed io ho un male ai piedi (nello specifico ai nervetti che passano fra le ossa del metatarso, di nuovo infiammati) che me li taglierei...

lunedì 2 agosto 2010

11o Giro del Lago di Resia

Anche se quassu' lo chiamano "piu' volentieri" Reschenseelauf, perche' qui l'italiano non e' la madre lingua. La giornata inizia con un'ottima colazione a buffet del Maraias, e prosegue con una visita al vicino paese di Malles, molto caratteristico. Per pranzo ci affidiamo (mal ce ne incolse) alla Pizzeria Daniela, per un piatto di spaghetti "all'olio". Purtroppo ci arriva anche un bel po' di aglio e peperoncino, e soprattutto il primo sara' il nostro nontiscordardime fino a tarda notte (corsa inclusa, dunque).

Ancora con l'aglio galleggiante nello stomaco ci prepariamo per la gara, che ha una partenza ad orario insolito, le 5 del pomeriggio (la prima di quattro ondate), e pur essendo partiti da Burgusio alle 4 arriviamo al pelo, dato che c'e' un gran traffico. Siamo oltre 2000 partecipanti, e se stamattina non ce ne rendevamo conto, adesso si.

Io e Carla decidiamo per la 3a ondata, ovvero partenza per quelli che pensano di impiegare fra l'ora e venti e l'ora e trenta. Infatti ho impostato il Garmin per tenere un passo 5.20-5.30/km nella prima meta' e poi di accelerare fino a 5.10/km la seconda. All'inizio mi e' difficile superare, il sentiero e' stretto e corre fra la statale ed il lago, e mi devo adeguare, ma appena c'e' un po' di largo comincio a superare altri e mi assesto su un passo di 5.23/km. Dopo 5 km costeggiamo uno dei lati stretti e si passa a monte, e qui cominciano i guai. Fin qui il tracciato e' stato piatto, e le uniche difficolta' sono dovute al fondo, in parte sterrato.

Ora invece e' asfalto, ma con continui rilanci che mi spezzano il fiato, il ritmo ed infine le gambe. Mi trovo costretto a camminare su 2 strappi, ma e' sull'ultimo (l'ottavo, credo) che sono piuttosto affannato. Nemmeno in discesa riesco a recuperare e quando ritorniamo sulla riva della partenza sono quasi morto. Gli ultimi 3 km, complice anche il fondo erboso (e ovviamente non piatto), sono un calvario e arrivo sulle gambe, superato da moltissimi che avevo passato. 1 ora e 22 e spiccioli, ma "grasso che cola", per come si era messo.

All'arrivo, dopo aver preso fiato (lunghissima operazione) mi metto ad aspettare Carla, che arrivera' 10 minuti dopo, in leggero ritardo sul pronostico. Sono comunque molto soddisfatto, contando che siamo a 1500m, e che la mia preparazione e' cronicamente carente. Certo, sono due giorni che ho la schiena a pezzi, una settimana che non nuoto ne vado in bici, ma ci sara' tempo anche per queste discipline.

Posto splendido, temperatura ideale (8-10 al mattino, ma non freddo, e 22-25 al pomeriggio), ospitalita' teutonica (ovvero un po' rigida nelle regole) ma efficiente e cordiale. Abbiamo anche scoperto che qui si svolgono diverse gare, e non e' detto che non torneremo.

Il report

domenica 4 luglio 2010

Maratona dles Dolomites

Rimango sempre un po' intontito dopo certe levatacce. Piu' che la gara in se, e' proprio il fatto di dovermi alzare alle 4 e mezzo (orario ironman) per partire alle 6 e mezzo. Indipendentemente dall'ora in cui mi corico. Per me rimane un delirio. Comunque, ieri sera viste 3 previsioni del tempo, decido per una vestizione estiva, ma con cerata super tecnologica (acquistata all'expo, perche' io di quelle che si riducono intorno ad un mignolo ancora non l'avevo).

Alle 5 e 45 esco dall'Armentarola e mi avvio verso La Villa. Alle 6 e 10 sono in griglia "piccionaia", visto che il mio numero, il 9998, mi relega nell'ultima griglia, sottoposto alle urla belluine di romani (a destra) e di toscani, a sinistra. Molta gente (soprattutto ciclisti) non sa di essere molto sorda e non si rende conto che il tono della voce che hanno e' altissimo. Cosa che si aggrava quando telefonano (ma e' un po' piu' generalizzata): sembra che il tono si alzi a seconda della distanza cui si telefona.

Comunque, alle 6 e 35 (start ore 6.30) siamo gia' in centro a La Villa, ma passero' sotto lo striscione dello start alle 6 e 54. Ovviamente l'obbiettivo e' il percorso lungo, 138 km, 4200m di dislivello. Dopo Corvara si sale per il Campolongo: bastardo forte. 6 chilometri, ma con passaggi al 10%. Ho il miele sullo stomaco e quando mi sento chiamare rispondo male. Poi mi rendo conto che sono il nostro alfiere del triathlon (e dei VVFF) Andrea (Marsigli) in compagnia del nostro ex alfiere Davide Labanti e di un terzo che non ho riconosciuto.

La discesa dal Campolungo e' tranquilla, poi -senza un metro di pianura- su per il Pordoi. Qui mi sveglio, e me lo godo per bene: 11 km a 7%. Nonostante tutto e' quello che soffriro' meno. Discesa dal Pordoi gelida, perche' quasi tutta all'ombra (e potevo io fermarmiper indossare la cerata ipertecnologica?), e poi su subito per il Sella. Bastardo, bastardissimo. 6 km al 9%, e si sentono tutti. Qui capisco che il Giau non fa per me, oggi, e che il percorso medio sara' perfetto.

Infine il Gardena, un po' piatto un po' a strappo. Comunque il colpo d'occhio e' incredibile, qui come sugli altri passi, si vede il lunghissimo serpentone che sale... Arrivo a Corvara bello pimpante e imbocco il corridoio di passaggio per il secondo Campolongo. Nel durante di questi 6 km, mi accade di tutto: il piede comincia ad dolermi (ancora i plantari giusti per la bici non li ho), inizio ad avere crampi, il caldo mi sta prosciugando e un po' di sconforto perche' vengo superato dalla macchina di fine corsa, che qui passa chi ha una media sotto i 13 e mezzo...

Vabbe', arrivo al passo e decido di ritornare al traguardo. Quest'anno va cosi'. Alla fine 80km (compresa la risalita contro corrente all'Armentarola), bellissimi paesaggi e una faticaccia da rifare. Sperando nel sorteggio. Stasera, a cena, per consolarmi il buffet di dolci, anche se la meta' per me che sono allergico a noci e frutti di bosco, era offlimits.

Il report della Maratona