A Fabio, 5 aprile 2009.
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sabato 18 febbraio 2012

Nevestre


Difficile riuscire ad allenarsi con la neve ghiacciata che ancora ricopre completamente i marciapiedi e le piste ciclabili. Ma per lo meno ci ho provato. Intanto martedi', la consueta seduta di nuoto allo stadio (appuntamento che sta diventando un classico) ha visto alcuni dei nostri triathleti impegnati in una bella seduta cui non ho potuto che dare qualche indicazioni, perche' ero atteso dalla prima seduta di corsa con Carla in vista del nostro prossimo impegno di aprile.

E dunque una ventina di minuti "a tutta" (come odio) ma necessari perche' un po' di nuoto lo dovevo fare. Poi, come detto il tentativo di corsa con marciapiede (San Lazzaro) innevato e ghiacciato insieme a Carla (strade oramai linde, ma marciapiedi a rischio morte, non solo a Bologna, ma ovunque..)

Mercoledi la prevista trasferta a Riccione con l'amara scoperta che l'acqua e' gelata nei tubi di casa, e si spera solo in quelli esterni, oltre che non si siano crepati. Comunque per tirarmi sul il morale mi sono fatto una corsetta, anche qua marciapiedi innevati e gelati, tanto che per la disperazione sono andato sulla battigia. Meglio, anche se il garbino gelido mi costringeva a correre in diagonale rispetto all'asse terrestre. Alla fine sudato, con i piedi bagnati fradici ma un'oretta di "nevestre" per rendermi conto che la forma e' un lontano ricordo.

Comunque vedere la neve a Riccione, a casa o nei posti dove normalmente e al massimo c'e' la sabbia fa un certo effetto....

Sopra la via di casa.... Sotto il cancello di casa

L'accesso condominiale, sopra e (sotto) l'accesso a casa dopo la pulizia

Sotto, dove normalmente corro (ciclabile di Miramare)


Ritornato a Bologna, ripartito in treno giovedi a Milano, per la solita capatina alla BIT, la fiera da cui traggo le informazioni per le mie trasferte. La constatazione amara che la crisi e' davvero forte, se in tutta la fiera, sono riuscito a "pranzare" solo allo stand della provincia di Roma a base di pane e porchetta, carne secca e vino dei Castelli. Per il resto, qualche tarallo nello stand della Puglia, un po' di cioccolata calda allo stand Perugina, microporzione di cioccolato di Modica, e un'unghia di cedro candito. Omaggi non alimentari si fermano a qualche penna, blocchetti per appunti mignon, keyring e calendari.

Ben poco in una fiera dove di solito si prendevano 3/4 chili, tanto erano le prelibatezze offerte. Stavolta a mala pena ho pranzato... Meglio cosi', il mio senso di colpa non ne ha risentito piu' di tanto. Solo che il mio fisico non ha piu' el energie di una volta, e ieri, venerdi ero distrutto da qualche esercizio in palestra, ed oggi alla (cosiddetta) rifinitura per i regionali di Riccione di domani, dopo neanche 45 minuti ero cucinato. Probabilmente il mal di gola e la sensazione di malessere che sta arrivando spiega tutto...

venerdì 18 febbraio 2011

Annoto


E' evidente che vivo in un mondo diverso. Raramente mi spingo in centro per lo struscio del sabato, raramente prendo i mezzi pubblici, dal bus al treno, non frequento uffici (dal di dentro), e quindi quando tocco con mano una certa realta' rimango basito.

Ne avevo gia' parlato un po' di tempo fa, ma oggi il fenomeno e' stato preoccupante. Tanto da sentirmi in imbarazzo (per gli altri). Mi spiego. Oggi ho passato la giornata a Milano, alla B.I.T., fiera per operatori professionali del turismo, a cui ogni anno partecipo per attingere alle preziose informazioni turistiche delle mie trasferte sportive.

Normalmente "espongono" tour operator, enti del turismo, (regionali, statali , italiani e stranieri) catene di hotel, siti web correlati al turismo. E i "clienti" sono le agenzie di viaggio, che ne piu' ne meno fanno come un negoziante: comprano prodotti (pacchetti turistici, in questo caso) che poi rivenderanno ai loro clienti, ovvero noi viaggiatori (comunque presenti, perche' il biglietto si paga e non si rifiutano mai i soldi, neanche in una fiera per operatori professionali).

Il prototipo dell'agente di viaggio e' normalmente donna, di mezza eta', con una certa indipendenza, spigliata. E fin qui... Pero' (ammesso che anche io, invecchiando, sia diventato piu' intollerante) che delle cinquantenni (ed oltre!) si presentino -non necessariamente in forma- ma con minigonne inguinali, stivaloni modello D'Artagnan, decollete' strarifatto, mi fa riflettere. Se poi queste amazzoni si abbarbicano al ballerino cubano (ma lo stesso e' stato con il mariachi messicano, il lungagnone etiope, lo steward brasiliano), mettendogli le mani dappertutto (visto, visto...) il sopracciglio si alza inconsciamente. Poi siccome l'ormone era al top andava benissimo anche l'italianissimo cuoco del Trentino, neanche belloccio, ma giovane il giusto: insomma bastava che respirasse, e le fusa partivano.

E molte -tuttavia- erano accompagnate dai mariti (alcuni divertiti), la cui maggioranza rispecchiava molto piu' fedelmente l'eta', con pance prominenti, trasandatezza generale, ed un aspetto "consono" per l'eta', almeno al mio immaginario.

Quindi occhi aperti e antenne drizzate. Sempre piu' raramente si vedono attempati vecchietti (piu' o meno in forma) che si accompagnano a trentenni procaci (con le eccezioni in cronaca..), ma bensi' attempate signore (in coppia ma anche in gruppo) che si mettono sulle tracce di un qualsiasi giovane maschio (fra i 25 ed i 45 anni) trasudando ormoni e voglia sessuale da tutti i pori. E (lo dico per il target) l'offerta supera di gran lunga la domanda....

Dal mio punto di vista (per fortuna sono fuori target e quindi invisibile per loro), la scena di queste donne rifatte, tiratissime, ma con gli evidenti segni del tempo, uno su tutto: le macchie sulla pelle, ma anche -ed e' una chicca- la gamba senza calza nello stivale da moschettiere di cui sopra con la pelle raggrinzita sul bordo di questo, e' da far passare qualsiasi "passione", ma sembra che la sfacciataggine (o la voglia di grande C.?) renda queste cacciatrici molto pazienti e insistenti.

Non mi chiedo il perche', non me ne faccio un problema, solo "annoto" (e vigilo...) Come il buon risotto vercellese (in combinazione con l'assaggio di panissa) offerto dal Piemonte (ma che battaglia per averlo!), il pane di Genzano tocciato nell'olio, il cous cous del Festival di San Vito lo capo, l'arancino di riso siciliano.

Ma annoto anche che alcuni anni fa si mangiava di piu' (e molto!) e i gadgets erano "infiniti", nello stand cubano offrivano rum, nello stand pugliese si rischiava l'indigestione, in quello toscano la ciucca e in quello calabrese il fegato. Oggi bisognava fare a cazzotti per un pezzetto di pane spalmato con l'nduja. Un risottin in Lombardia si scroccava sempre, oggi neanche quello. E in Svizzera -come in Francia- c'era sempre del formaggio. Oggi solo penne, biscottini e caramelle. Pochissimi key rings (portachiavi a laccio), solo tanti sorrisi e "oggi si entra solo con solo invito".

Come anche annoto che a Milano la bellezza media delle ragazze e' decisamente migliorata (togliendo le modelle che alzano la media), il Pirellone non sembra cosi' alto (per il Vertical limit....) e la Stazione (di Milano, sempre) e' un posto ancora frequentato da brutti ceffi, ma in minor numero.

venerdì 20 febbraio 2009

AV, BIT e varie

Ieri giornata alla BIT, Borsa Internazionale del Turismo, la fiera degli Enti turistici. In verita' sarebbe la fiera per le agenzie di viaggio e tutti coloro che operano nel settore turismo, ma si sa, per stimolare la visita ad una fiera professionale (tranne sabato e domenica) questa si trasforma quasi in una festa paesana. Oddio, la professionalita' e sempre molto alta, e quindi non si scende troppo di livello, pero' c'e' sempre la tendenza a strafare.

E allora nello stand toscano assaggi di finocchiona, formaggi e mieli, stand francese che al suo interno offre un pranzo luculliano (ad invito, solo agenzie di viaggio e operatori in senso stretto: io non sono stato abbastanza pronto a calarmi in una parte adeguata e quindi niente assaggi), stand venezuelano (o dei dintorni) ad offrire caipirinha (annacquato), stand svizzero prodigo di caramelle Ricola, cioccolato e formaggio. Ma mi e' sfuggita per un nonnulla la fonduta, vabbe'...

Devo poi (ed e' un evento) scrivere che sono andato in treno (AV, che diamine, un'ora e 5 minuti da stazione a stazione!) e scopro sempre dei mondi a parte, in treno. All'andata, gruppo di fiorentini caciaroni (ed io che non riuscivo a tenere gli occhi aperti...), uno poi ha voluto che accendessi il mio GPS (che ho sul cellulare) per vedere "a quanto andavamo" (299 kmh). Alla fine quello di fianco a me non ha resistito ed ha dovuto chiedermi come andasse Osvaldo...

Al ritorno due titolari di un'agenzia di viaggio esperte in viaggi religiosi, e per tutta l'ora di viaggio hanno telefonato e scritto email a diocesi e parrocchie per proporre viaggi in localita' di culto, da San Giovanni Rotondo a Santiago de Compostela a Lourdes e via (santa) discorrendo.

Partito con un trolley vuoto, al ritorno pesava quasi 20 kg, e arrivo al motivo della mia visita (ma gia' l'avevo spiegato in un post l'anno scorso). Ho preso informazioni su tutti i posti che presumo andro' nel 2009, sia per gare sia per piacere. Quindi, Tirolo e Carinzia (probabile vacanza ferragostana) Zurigo, Elba, Western Australia e Malesia per gli IM, Stresa, Lago di Garda, Cesenatico e Cervia per le gare di bici o corsa, Tokio, Seycelles e Maldive per "sfizio".

Cosi' stamattina ero un po' stanco ad affrontare la corsa con Corrado, perche' lui e' l'ater ego di Roberto nella corsa: se non c'e' una salita (possibilmente dura) non e' un allenamento. Ed infatti ho camminato, mentre lui non solo avrebbe continuato a correre ma continuava anche a parlarmi e a raccontarmi.

Insomma anche oggi ho pigliato scoppole a destra e a manca. Sarei ottimo sparring partner per quello spot "Ti piace vincere facile?"

La corsa di oggi

venerdì 22 febbraio 2008

Una giornata al B.I.T.

Adoro andare per fiere. Anni fa me ne facevo tante, dal Vinitaly (e il Sol, il salone dell'olio) al Cibus, tutte quelle di Rimini (del gelato, della ristorazione, della discoteca), il BIT, e cosi' via. In generale la caratteristica era una fiera in cui si mangiasse e bevesse. Ero un vero esperto. Metodo e organizzazione. Al Vinitaly, per esempio, dedicavo 2 giorni: in uno degustavo quanti vini rossi piu' possibile: dopo tre regioni, di solito Toscana, Sicilia e Piemonte, ero molto confuso e mi rifugiavo al Sol, salone dell'olio extra vergine d'oliva, a degustare oli fino alle 14, quando mi prendevo un'ora di sublimazione alcolica e poi ritornavo a casa. L'altro lo dedicavo ai bianchi, con escursioni nei vini del mondo. Anche qui, verso mezzogiorno, di nuovo al Sol in attesa che l'alcol decantasse.

Gli stand piemontesi erano spettacolari: preparavano Bagna Caoda per centinaia di persone, e io mi facevo onore. Ogni regione, comunque era un delirio di assaggi. Nessuno voleva essere da meno, ed gli assaggi dei vini in realta' diventavano comprimari del cibo. Infine c'era la degustazione della Chiocciola, ovvero lo stand Slow food (cui ero iscritto), con la specialita' da riscoprire (che fai non riscopri le cicerchie? Diamine, ci mancherebbe!)

Al Cibus di Parma era -se possibile- ancora piu' mangereccia, sia pure meno sofisticata (diciamo che si puntava alla quantita', piu' che alla qualita'). Ricordo che la Campania aveva preso un mezzo padiglione in cui sfornavano pizze a getto continuo, ovviamente di gusti diversi, ed io ero sempre in fila. Poi, mettendo ordine alla vita sregolata e godereccia, ho dovuto limitare, se non azzerare, tutte quella fiere in cui si mangiasse e bevesse come ludri. Oramai visito solo il salone del Ciclo e la B.I.T., Borsa Internazionale del Turismo, ovvero la fiera degli Enti Turistici d' Italia, d'Europa e del Mondo, piu' i tour operators, le catene di Hotel, noleggi auto e tutto quanto puo' servire ad un'agenzia di viaggio.

Tutti offrono mappe, cartine, directory di hotels (oltre che penne, keyring, caramelle, dolcetti e prodotti tipici), ovviamente con maggiore attenzione agli operatori (sapendoci fare si puo' perfino pranzare alla grande), ma anche a chi si dimostra interessato, non viene lesinato nulla. Vale ancora il concetto che un turista ne porta altri, con il passaparola... Io ci vado per organizzarmi viaggi, escursioni e il dopo gara. Cosi', oggi ho visitato i paesi (e regioni) che nel 2008 o 2009 con Carla potremmo visitare. Quindi trolley strapieno e braccio stanco.

In serata poi, sono anche riuscito a mitigare la stanchezza della visita (in una fiera passeggio per chilometri e chilometri, anche se riesco a visitarla con metodo) e del viaggio in auto, con una seduta di nuoto, 1500m in scioltezza.