A Fabio, 5 aprile 2009.

mercoledì 31 marzo 2010

Poggio Piccolo come Lanzarote


Oggi dovevo fare un bel lungo (vallonato) in bici e potendo solo in mattinata, ho caricato la bici (da strada) e sono andato in zona Castel San Pietro, perche' 18 km di Stradelli Guelfi erano troppi, di Val di Zena ne ho un po' le palle quadrate, e non potevo andare in zona Gianni. Cosi' ho pensato di fare la strada per Sassoleone, in salita si, ma piuttosto morbida, affrontanta senza tanta pianurazza.

Gia' il vento mi preoccupava in autostrada,ma una volta sceso dall'auto era teso e molto forte. Ho pensato che sarebbe bastato arrivare a Castel San Pietro per godere del riparo della collina... A Castel San Pietro non ci sono arrivato: dopo il secondo cavalcavia (2 km scarsi) ho rischiato di essere prima asfaltato da un tir e poi finire nel fosso. Perche' nonostante i miei 86 kg abbondanti il vento mi portava la bici dove voleva lui. Il tutto alla stupefacente media dei 16,8 kmh

Dietro front immediato e sulla via del ritorno ho goduto del "vento in poppa" tanto che mi sono lasciato prendere la mano (anzi i pedali) e sono arrivato (in un amen) a Medicina, sulla San Carlo, tutto pagato al ritorno: 5 km di fatica pura.

Dicono che pedalare controvento sia un gran esercizio. Soprattutto si sprigiona una potenza bestiale. Concordo. Ma dopo 43 minuti di questa pequena Lanzarote, ho deciso che sabato sara' senz'altro meglio, per fare un po' di chilometri.

martedì 30 marzo 2010

La grassa



Un prestito con diritto di riscatto mi consente da ieri di divertirmi un po' su una MTB, e -se continua cosi'- andra' a finire (manco a dirlo) che la riscattero'. Cosi' stamattina mi sono divertito un po' sulla riva dell'Idice rischiando l'osso del collo (anche a i due all'ora) e spaccandomi le gambe. Rispetto ad una bici da strada e' tutto diverso. Non ci si alza mai sui pedali, la ruota scivolerebbe sui terreni sdrucciolevoli. Quindi agilita' all'estremo, con rapporti 30x30 o giu' di li'. Riuscendo a scalare pendenze del 20% senza troppa fatica fa un certo effetto...

Qui sotto una foto de "La Grassa". Ieri uscita in bici con le tre salite, e sono ritornato su per il monte Calderaro (2 volte), ed una verso Sassoleone, visto che sono pendenze al momento sostenibili.

Stasera Ruggio era punto da una tarantola (con le spoglie di insegnante di aerobica), e ci ha massacrato. Mica per le distanze, ma per i ritmi.

La prima uscita con La Grassa
L'uscita in bici da strada


domenica 28 marzo 2010

Tenda familiare...

La societa' si e' dotata (grazie al main sponsor TermoProget) di tenda "matrimoniale" con gestione degli spazi modulari, cosi' che si possa dividere alla bisogna, perche' anche le ragazze abbiano piu' spazio e piu' privacy. Niente di simile alle ludico motorie si era mai visto. Non c'e' che dire, noi del Porta Saragozza siamo un passo avanti (molto poco modestamente, lo so). Nella foto, scattata dal nostro PieroPres a Pieve di Cento, io, Carla, Corrado e Francesco.




Oggi, cambio orario, alzarsi alle 7 non era il caso, e abbiamo fatto la seduta di corsa in serata (praticamente in notturna!), pero' diligentemente. 6 x (500m forti + 1500m al lento). 12 km e mezzo alla fine, che mi ripaga dell'amarezza di ieri

La seduta di corsa

Schizzinoso


Adesso sono diventato anche schizzinoso. Ieri pomeriggio, dopo la seduta sui rulli sono andato a Sant'Agata (35 km andare, 35 km tornare) per un diecimila. Che avevo deciso di fare "a strozzo". Il tempo e' splendido per uscire in bici, ma siccome la seduta e' di un'oretta, se dovessi uscire per farla in strada perderei 2 ore, cosi' approfitto della pazienza di Carla che ancora non mi ha chiesto di smontare l'ambaradan, la faccio in studio e perdo appena 15 minuti in piu' del tempo effettivo della seduta.

Mangiando un po' tardi non avevo calcolato che il muscolo di grano potesse rimanere un po' pesante da digerire e una volta la' avevo ancora la pancia in subbuglio. "Vabbe'! Andra' giu'!" mi sono detto, e allo sparo mi sono attaccato al Pres ad un passo "intorno" ai 4.25/km. Dopo 3 chilometri e mezzo (sempre a quel passo e -pancia a parte- senza fatica), e due passaggi davanti al traguardo (e gia' questo mi era un tantino insopportabile) mi sono dovuto fermare. O correvo o rotolavo, insomma, perche' il muscolo di grano nel frattempo era "lievitato" e la mia pancia sembrava un'otre etrusco.

Certo, si puo' sempre provare a continuare, a finire (magari rallentando...) ma qui e' venuto fuori il lato schizzinoso di cui al titolo. Insomma -in piu'- non ne avevo voglia: il tutto per un sugo pomodoro e basilico, un pacco di pasta, un paio di calze per correre, neanche una medaglia di latta?... Oddio, ci sarebbe anche altro ma poi qualcuno potrebbe diventare permaloso, e per una volta mi trattengo... Rimane il piacevole pomeriggio passato con la squadra (numerosa ed agguerrita), e la nostra fantastica tenda in bella mostra, che ha suscitato molta invidia.

Chiusura di giornata con recupero della famosa cena messicana, e devo dire che per un po' ne avremo abbastanza di tacos, burritos, fajitas e chili...

I rulli
La corsa

giovedì 25 marzo 2010

Bici, una tantum


Ieri il tempo ha tenuto e quindi, -noblesse oblige- giro in bici. L'occasione e' stata l'acquisto della bici da parte di Andrea, nostro nuovo (e di ottime prospettive) triathleta, che ha subito sfoggiato per l'occasione. Una Mariano Cycling usata ma equipaggiata di Dura-Ace, Zipp e pedali Look, sebbene datati (ma non troppo). Tanto, come ho imparato fin troppo presto a mie spese, e' la gamba che fa il risultato, non la bici.

Quindi dopo un breve indottrinamento sul pedale gancio-sgancio, su padellini e rapportoni, postura e quant'altro, siamo partiti sugli stradelli guelfi, per poi, se il fisico aiutava, puntare alle antenne di Monte Calderaro. Senza sforzo siamo arrivati a Castel San Pietro, anche perche' ho cercato di dargli consigli, piu' che stare pancia a terra, ed una volta la' abbiamo imboccato la salita per il Monte.

In nemmeno 5 km me ne ha dato uno, dimostrando da subito un'ottima gamba. L'unico difetto e' la tenuta sul fondo, perche' sulla via del ritorno, la cotta -ahilui!- e' arrivata, e gli ultimi 7 chilometri ha arrancato di brutto. Pero' alla fine 60 km con anche un po' di salita, oltre qualche "monopedale", allungo e scatto.

Comunque 60 sono abbastanza anche per me, visto che oggi a nuoto ero piantato. Meglio i 12 km (gli ultimi 3 in progressione) di corsa, ma ho finito con i piedi in mano. Incrociato anche il Bracco in sella ad una MTB, che mi ha accompagnato per un pezzo facendomi dimenticare la fatica.

La bici
La corsa

martedì 23 marzo 2010

Si riparte!

Giovedi prossimo saro'a Roma per fare la visita ai piedi, cosi' sapro' di che "morte morire". Intanto il mio medico ha detto che ci sono un po' troppi tessuti fibrotici, li in mezzo ed e' probabile che siano questi che causano i dolori.

Intanto ieri causa maltempo niente bici, ed oggi una veloce palestra (addominali-braccia, visto che cammino come un cowboy) e in serata nuoto. Tante pinne. Domani, se il tempo regge un bel giro in bici con Andrea, che ha appena ritirato la sua fiammante bici usata. Un vero affare, davvero.

domenica 21 marzo 2010

Vigevano, la Scarpa d'Oro



Non avevo aspettative che i miei piedi resistessero alla distanza, tant'e' che nella cena pre gara mi sono gustato antipasti (salumi, giardiniera e flan di zucchine), risotto alloro e fegato d'oca e una tazza di mousse al cioccolato bianco, tanto da far pensare che io partecipassi alla Family Run (4km), anziche' alla mezza. Stamattina, poi, una lunga fila al bagno dello stadio per una seconda puntata come mai mi era capitato. Pioggerellina fina fina da far venire il nervoso, una foschia novembrina da depressione ferrarese. Con un incipit cosi', ce n'era abbastanza da ritornare a dormire...

Allo stadio, due bagni per gli uomini e due per le donne. Per 4000 persone (compresi quelli della Family Run e gli espositori e chi non c'entrava nulla), era ovvio che si creasse una certa fila. E -stavolta- tocca anche a me, farla. Entrata in pista piuttosto caotica. La striscia della TDS sembrava li' ed invece il real time dice che parto 24 secondi dopo lo sparo. L'atmosfera e' comunque gioviale, e la partenza e' piuttosto allegra. Il GPS mi suona per rallentare: sono partito troppo forte, rispetto ai 4.50/km (per 10/12 km) prefissati. Comunque tengo, sai te quando i neuromi spunteranno......

Il giro in centro e' divertente ma spacca gambe, su e giu' sui ciottoli, e poi il lungo passaggio nella Strada Coperta e' un delirio. Nella Piazza Ducale ci osanna la folla. Passiamo e ripassiamo davanti allo stadio, lunghi applausi accompagnano il nostro andare. Poi, d'improvviso le case finiscono, il silenzio ci avvolge e lo sguardo si perde all'infinito: e' il Parco del Ticino, un immensa landa piatta e spoglia: il lungo serpentone dei corridori si vede a chilometri di distanza, la curva a sinistra sembra li', ma passeranno 3 chilometri, perche' -nel frattempo- la nebbia si e' diradata un po'.

Rimane questa fastidiosissima pioggerella e questo cielo plumbeo. Arrivo al ristoro dei 10 km in gran forma: 4.55/km il passo medio fin qui, nonostante il fondo stradale, comunque asfaltato, non sia perfetto. Oltretutto ci sono dei su e giu' improvvisi (canaletti) che distruggono le gambe.

All'undicesimo km e spiccioli i neuromi appaiono, all'improvviso, e in poche decine di metri mi devo fermare. Sono mentalmente pronto. Approfitto di un muretto (l'unico nel raggio di chilometri), mi siedo, estraggo il piede destro e massaggio. Seguiranno altre 6 soste, altre 3 per il piede destro, 2 per il sinistro, 1 per scarico fisiologico.

Eppure chiudo (con meritata medaglia) in 1.53.59 (real time) e sono stra felice. Anche Carla conclude confermando i "nuovi" tempi, ovvero attestandosi qualche secondo sotto le 2h (1.59.49). Sulla via del ritorno pranzo al Ristorante La Darsena, trovato a caso: Risotto salsiccia limone e zafferano (abbondantissimo!) e cotoletta milanese (enorme) con abbondanti patate fritte monstre: rimandata cena messicana e domani stiamo un po' a stecchetto...

Qui sotto la foto della medaglia e della maglia con il pettorale.




sabato 20 marzo 2010

Vigevano, il sabato



Eccoci sotto un cielo plumbeo e piovoso in quel di Vigevano (hotel del parco, Corso Milano 95), posto lontano da tutto. Siamo qui perche' domani, io, ma soprattutto Carla, gareggeremo nella Scarpa d'oro, mezza maratona che raccoglie oltre 1500 iscritti (massimo, e' a numero chiuso). Abbiamo scelto questo posto perche' non eravamo mai venuti da queste parti, ma anche per il ricco pacco gara (una confezione di farina, una colomba e una maglia) ed anche la medaglia all'arrivo. In piu' il giro e' molto affascinante, con oltre meta' del percorso nel Parco del Ticino.

Io cerchero' di fare i miei canonici 12 km al massimo (tentero' un passo sub 5.00/km), tanto poi i neuromi di chiederanno il pit stop. E arrivare al traguardo sara' divertente. Intanto oggi giretto in centro, scoprendo la Piazza Ducale, il Castello e le scuderie dell Castello, tutti luoghi storici inseriti nel percorso.

Venerdi seduta di nuoto, faticosa. E stamattina, prima della visita della Gura del peso (persi 2,7 kg dal primo rilevamento) una mini seduta di rulli per tenere la gamba viva.



Qui il report dei rulli

giovedì 18 marzo 2010

Muscolo di grano

Normalmente non mi faccio influenzare dalle mode, mi capita (ovviamente senza volere) di anticiparle -e non parlo solo di vestire, dove sono totalmente A&F dipendente dal 1998, quando ancora Abercrombie in Italia era sconosciuto, e mi facevo spedire i capi da NY a prezzi (di spedizione e importazione) altissimi- ma anche, per esempio, nel cibo.

Ho scoperto il kaiten Sushi (quello dei piattini su nastro) a Londra nella catena Yo!Sushi nel 2000, e mi sono chiesto per anni perche' in Italia non arrivasse. Ho assaggiato e mangio tuttora carne di struzzo, scoperta in Sudafrica, delicatissima e non bombata. Poi, ultimamente il Carrefeur vende vera carne argentina (ad un prezzo da salasso, sebbene laggiu' costi meno del pane!), che ha un sapore unico. Gia' da tempo mi servo di un servizio a domicilio di alimenti (frutta e verdura) biologici (Bioexpress). Compro farine e altre cosette da un mulino online (Tibiona) per farmi il pane. Questo non per sposare tesi tipo "a km zero" o "lo faccio per l'ambiente". Lo faccio perche' mi piace, sia chiaro. Sarei capace di comprare l'uva cilena perche' mi piace, pur sapendo che per portarla qui si inquina piu' che un diesel euro zero in una giornata nebbiosa.

Tutto questo per dire che se dico (e cito la fonte) che una cosa mi piace, mi piace davvero e non perche' mi hanno chiesto di farlo e/o e' un mio amico.

Da tempo ho scoperto alcuni cibi come il tofu e il seitan (non quelli del supermercato, ma quello artigianale di NaturaSi), che ora -si dice- fanno tanto bene. Io li mangio perche' hanno un sapore diverso, e poi vedere una bistecca di 3 etti ridursi a uno sputacchio rinsecchito mi fa venire il nervoso. Non sono vegetariano, lo sottolineo, (perche' il seitan e il tofu sono cibi da vegetariani), ma sono aperto a tutte (beh, oddio tutte....molte) esperienze culinarie. Quando ho letto un volantino del muscolo di grano me ne sono subito interessato.

Anche questo e' cibo da vegetariani, pero' la descrizione (lascio a voi il piacere di scoprirlo) mi intrigava. Detto, fatto. Il muscolo di grano lo fa uno in calabria, e ne vende pacchetti preconfezionati di vari prezzi. Io ho preso il piu' economico, per assaggio, e ne sono rimasto entusiasta. Magari se alcuni dei condimenti non fossero tipici calabresi (ovvero piccantissimi) sarebbe meglio, ma non stonano di certo.

Infine, oggi altri 40 minuti di corsa con allunghi finali (8 km in totale): su queste percorrenze il piede regge.

Il report della corsa

mercoledì 17 marzo 2010

Io e la bici

Continuo a pensare che io e la bici siamo due mondi differenti, lontani come pianeti su orbite divergenti. Oggi, bel tempo, improcrastinabile uscita in bici. Decido di trovare la salita da riuscire a fare ai famosi 70-75 rpm. Praticamente, come gia' visto, un falsopiano in salita. Gianni mi invita dalle sue parti (fra Modena e Bologna collinare, ovvero Bazzano, Magazzino, Spilamberto e giu' di li'. Ok, arrivo presto e lui mi invita a scaldare la gamba su per Monte Budello. Per me e' gia' la prima salita (ah, tanto per rendere il tutto inutile la cadenza non funziona).

Per guadagnare altro tempo gironzolo lunga la nuova pedemontana, facendomi arrotare dai camion, e alla fine arriva Gianni, che mi rifa' fare la piatta di Monte Budello, poi una un po' piu' dura, poi un po' su e un po' giu' mi ritrovo a Monteveglio. Di nuovo a Bazzano e su ancora per Monte Budello, per evitare il traffico. Alla fine 2 orette abbondanti per non capire se la mia gamba ci e' o ci fa. Per certo i rulli hanno incrementato solo il mio terrore in discesa, oggi fatte tutte con il freno a mano, e per il resto, ora come ora, i 70-75 rpm (sempre che prima o poi risolva il non trascurabile fatto che la cadenza non funziona) li tengo su falsipiani in salita del 2/3%.

Ma intanto ho ripreso con vigore il programma, adesso modificato in considerazione dei piedi con incremento delle uscite in bici (soprattutto in durata) e ridotte a 2 le uscite di corsa, limitate a 12 km massimo. Quindi, ieri corsa, 10,77 km (li specifico al metro, visto che sono arrivato con i piedi in mano) e poi piscina, con -finalmente un bel po' di stile.

Oggi ho ricevuto anche il referto della risonanza, che pare non esserci nulla. E allora perche' ho male cosi' ai piedi dopo un'ora di corsa? Sentiremo i luminari.

La corsa di ieri
La bici di oggi

martedì 16 marzo 2010

Settore giovanile "aperto"!

In una citta' come Bologna, grassa, opulenta, poco incline alla fatica, con oltre un terzo dei giovanissimi in sovrappeso, e la pratica dello sport sempre meno incoraggiata, trovare un giovanissimo che vuole praticare sport -uno qualsiasi- e' merce rara. Se poi questo giovane vuole praticare il triathlon allora bisogna segnare la data sul calendario (e baciarsi i gomiti).

Ecco quindi che dopo 3 anni di continua crescita di iscritti "maturi", il 15 marzo e' una data che per il Porta Saragozza la possiamo segnare sul calendario. Ieri sera, infatti, Sara, la figlia di un nostro iscritto al triathlon (nuovo praticante/entusiasta pure lui), ha deciso di provare l'ebbrezza della triplice. E ben presto esordira' nelle gare.


domenica 14 marzo 2010

Avanti pianissimo

Domani ho la risonanza magnetica ai piedi, per vedere a che punto sono con i neuromi. Oggi, per tenerli "caldi", volevo provare a rifare 12 km, ma alla deviazione dei 7 ho ceduto. Soprattutto mentalmente. Perche' non avevo nessunissima voglia di sentire l'intorpidimento del terzo dito del piede, quella scossettina laggiu', quel dolore, infine, che mi impedisce di camminare (tantomeno di correre).

E quindi poco meno di 8 km a 5.15/km (neanche sforzandomi piu' di tanto, perche' -ahime'!- la gamba c'e') e poca voglia di sentire dolore, anche se la presenza dell'intruso si sentiva gia'. Ieri rulli, anch'essi lasciati sabato scorso, e non piu' ripresi. In verita' avrei voluto fare un'uscita in bici ma la neve quest'anno ha deciso di accompagnarci fino all'estate e quindi ancora per un po' rulli.

Insomma, per ora, avanti pianissimo.

I rulli
La corsetta

venerdì 12 marzo 2010

Nius

Mercoledi' nuoto, sensazioni buone. La neve ha coperto tutto e tutti. La bici si allontana. Un inverno cosi' non si vedeva da 25 anni. Sono contento io?

Ieri -in veste di coach- ho accompagnato un giovane a vedere delle bici: splendida una full carbon, artigianale, ma dotata del meglio del meglio di 4 anni fa: Zipp, Dura Ace, Fizik... Se non fa presto a prenderla la compro io :-)

Oggi ho ricorso da domenica. 8 km scarsi, 20 minuti di lento e 10 ripetute in salita: un accenno dei neuromi verso la fine (che palle...). Niente nuoto, la piscina era in sciopero... Lunedi' risonanza, poi visita e vedremo. Intanto l'Esta e' andato a buon fine, St. Croix si avvicina. Ma intanto se si sciogliesse la neve io potrei anche uscire in bici...

La corsetta di oggi.

martedì 9 marzo 2010

Calendario rivoluzionato



A causa del ritorno dei neuromi, e dell'ineluttabile operazione, ho dovuto cancellare gare a cui tenevo moltissimo. Primo fra tutti l'Ironman di Lake Placid, e sicuramente un altro Ironman. Poi alcune granfondo, e alla fine, pur rimanendo un calendario gare abbastanza gravoso costituito da 2 mezzi IM, 2 granfondo, la Cortina-Dobbiaco, 30 km di corsa, 1 maratona e diverse mezze (tutti eventi gia' pagati) avevo gia' programmato un "signor" anno. Ma il neuroma non da preavvisi di mesi, ma solo di qualche settimana. Quindi so gia' che a fine anno saro' insoddisfatto.

Comunque pazienza, chi ha i tendini di Achille, chi i legamenti del ginocchio, chi la cuffia dei rotatori. A me e' toccato questo nervetto a forma di lumachina che passa fra le ossa del metatarso e ogni tanto deve darmi la scossa. E dunque ieri riposo, ed oggi... pure. Neve a parte, un vento gelido rendeva impossibile considerare qualsiasi attivita' all'aperto, perche' va bene soffrire, faticare, ma dev'essere un piacere, non una sofferenza (ed oggi lo era...) E poi, sinceramente, sono un po' sono scoraggiato. Oltre ad un inverno infame (ha nevicato tanto ben 11 volte, roba che non si vedeva dagli anni 60), proprio quando si puo' incominciare a spingere, ecco il problema fisico...

Ed anche Ruggio ci ha messo del suo... Dopo un po' di vasche anonime.... "pallanuoto". Pallanuoto?? Sono uscito. A tutto c'e' un limite.


domenica 7 marzo 2010

3a Mezza Maratona del Lago Maggiore

Raramente ripetiamo un percorso, se lo facciamo e' perche' il posto ci piace molto. Certo il Lago Maggiore e' molto bello ma sinceramente, spararsi 3 ore abbondanti di auto per venire quassu' ,lo abbiamo fatto solo perche' il percorso e' invertito rispetto allo scorso anno per cui, l'anno scorso ci siamo fatti uno Stresa-Verbania, e quest'anno un Verbania- Stresa.

Sempre 21,097 km, pero'. Arrivati sabato in serata, abbiamo approfittato di una combinazione hotel a pensione completa (con il pranzo del sabato o della domenica post gara), late check out e la comodita' di essere a 30m dall'arrivo per 65 euro a persona. L'hotel e' semplice ma pulito, rinnovato di recente (e non del tutto) con l'unico difetto di avere le pareti di cartapesta, quindi i nostri unici vicini (la nostra camera era d'angolo), che ronfavano di brutto, ci hanno costretto ai tappi. La cena ed il pranzo sono -pero'- al Meeting, 150m verso il Centro Congressi. Pochi passi, comunque. Subito ci rechiamo al Centro Congressi che e' la sede dell'organizzazione, dell'expo e della distribuzione pettorali. Il pacco gara comprende la medaglia all'arrivo e la maglia, data in cambio del chip TDS.

La gara, come -purtroppo- temevo ha confermato la diagnosi del neuroma, e quindi appena possibile mi faro' operare. Di nuovo. Infatti i primi 10 e mezzo km scivolano via alla grande, passo 5.09/km senza affanno alcuno. All'undicesimo le avvisaglie ed un chilometro dopo la prima sosta. Poi, da qui alla fine altre 8 (otto!) soste per il dolore sotto la pianta. Alla fine mi passa anche Carla, e una provvidenziale salita nel finale mi permette di raggiungerla, e tagliare con lei il traguardo sotto le 2 ore, che sanciscono, al contrario di me, la sua conferma per la gia' ottima prestazione di Barcellona.

Fine dei canditi. Anche perche' sinceramente correre, sentirmi bene, sentire di averne per poi dovermi fermare a massaggiare il piede e trascinarmi all'arrivo tra camminamenti, soste e dolori improvvisi non ne ho piu' voglia. Comunque, qui la maglia e la medaglia di oggi... Qui il report.



Qui sotto, invece, la maglia del pacco gara di Barcellona ed il diploma con foto dell'arrivo. Piu' sotto il particolare della maglia.







venerdì 5 marzo 2010

Ambeh.......

Ho corso martedi' e poi piu'. Diciamo che domani pomeriggio a Stresa faro' una sgambatina per provare le scarpe, ho rispolverato -letteralmente- le Dyad 4, per vedere se con piu' ammortizzamento il neuroma si dimentica di farsi sentire, e se non sara' cosi', domenica la mezza andra' come andra'. Medaglia, medaglia medaglia. In compenso giovedi ho fatto un po' di rulli, dato che non e' marzo, ma novembre, come vi sarete accorti, e poi oggi una seduta di nuoto per capire se venerdi scorso e' stato un caso o se mi sono imbrocchito anche a nuoto.

Bene, ottimo, dopo l'iniezione di fiducia nella corsa di martedi, annuncio che il nuoto e' di nuovo a livelli accettabili. Ovvero quelle ripetute sui 100m a 2' con attrezzi vari le ho fatte "in carrozza". Testimonial d'eccezione il Mazzo, che mi ha tenuto compagnia. Stavolta ho usato il laccio e solo nella serie con laccio, appunto, e pullbuoy ho rischiato di riposare poco (1'53" il tempo dei 100m, suppergiu'). Per il resto il mio passo "solito", intorno all'1'45". Che -magari- tenessi in gara!

Cosi' domani andremo fiduciosi a farci questa mezza maratona del lago Maggiore, con previsioni nevose. Ma lo so, e quindi mi vestiro' come un esquimese. Perche' di freddo non ne voglio patire.

I rulli (location della videocorsa: il CdM di Madrid)

mercoledì 3 marzo 2010

Fantasmi che ritornano

Mi sembra di vivere una flashback (che ha un nome ben noto: Neuroma di Morton). Dapprima (a Barcellona) un leggero fastidio sotto la pianta, localizzato li', nel metatarso, fra il terzo ed il quarto dito del piede destro, verso l'11imo km. Poi, durante questi 10 giorni, i sintomi conosciuti: intorpidimento del ditino, doloretto a scossa. Insomma, dai, un'altra stagione "del c---o", sopravvivendo fino a dicembre quando mi faro' tagliuzzare il (o i) piedi. Peccato perche' stavo andando forte. Il nuovo sistema di allenamento mi piace, e i risultati cominciavano a venire.

Comunque ieri, che era un po' piu' caldo, seduta di corsa, venuta benissimo. Finalmente ho avuto caldo, ho sudato, e non ho smoccolato per il freddo. Forse e' venuta bene perche' ho toccato il fondo, e quindi peggio di cosi' non poteva andare, ma i venti minuti di lento li ho tenuti a 5.40/km, e le progressioni da 30" tutte sui ed anche sotto i 4/km. E, per una volta, i Giardini Margherita mi sono sembrati piattissimi. Insomma una piccola iniezione di fiducia, anche se puntuale come la morte, dopo un'ora di corsa il neuroma e' apparso,, dapprima con un leggero intorpidimento del dito, poi con le consuete scossette nervose. Ma oramai avevo fatto le mie 8 ripetute da 30" + 5' di lento a 5.30/km circa. Al contrario di Carla che ha avuto qualche problema, lei proprio con il caldo non ha feeling...

In serata nuoto. Ma non si puo' definire una seduta 50 minuti di cui 10 con partenze gara a dorso e dorso doppio! Essu'. Volevo rifarmi stamattina ma non ci sono riuscito, mi sento groggy. Sembra quasi che mi stia riammalando... Giusto in tempo la mezza di Verbania, domenica...

Qui il report della corsa, e un (ennesimo) saluto ad Andrea, rientrato dall'Australia (finalmente!) che mi riempie sempre di complimenti, oramai immeritati.


lunedì 1 marzo 2010

Ammirazione

Io, quelli che si allenano a sensazione, senza cardio, gps, powermeter, sensore di cadenza, fascia toracica o altro, li ammiro. Davvero. Specialmente quando hanno un allenamento basato sulla cadenza e sul piu' bello la cadenza non ne vuole sapere di farsi rilevare. Inoltre ammiro coloro che non sentono il freddo, anzi ci "sguazzano". Io no, io appena sento freddo mi inchiodo, mi innervosisco. Cosi' oggi del bell'allenamento di 3 orette con le 3 salite (la replica di sabato, insomma) e' saltato fuori un incazzo di 37 minuti e poi ho mollato tutto.

Non e' un bel periodo. Sento tutti i sintomi del ritorno dei neuromi, e so gia' che a dicembre (se la diagnosi sara' confermata, ma il male mica me lo invento...) mi dovro' sottoporre all'operazione. Cio' mi rende nervoso, e la voglia di mollare tutto e' forte. Specie in certe giornate, come oggi, dove alla gia' scarsa predisposizione mentale, al freddo imprevisto (o meglio, all'abbigliamento sbagliato, ma mi sembrava di essere un cretino con la braga lunga invernale e 10 strati di maglie tecniche sopra con 12 gradi...) a tutto cio' anche la tecnologia mi da addosso. Gia' l'SRM e' in vacanza (e non ho tempo di lasciarlo con la bici a ripararlo), sabato avevo cambiato la pila ed era andato tutto bene... No oggi no! Oggi non he voleva sapere di andare, l'accessorio Garmin (si, ho pigiato il pulsantino di reset ....CERTO!)


sabato 27 febbraio 2010

Debacle

E' evidente che non sono un atleta, perche' non ho neanche l'idea di come sto a forma. Esempio in questi due giorni. Premetto che la scorsa settimana sono stato fermo del tutto, e che questa settimana -in cui ho ancora tutto il catarro del mondo fra naso e gola- ho ripreso la settimana persa, che era, tra l'altro, la prima del secondo ciclo. Quindi uno step piu' impegnativo. E difatti arrivo al venerdi' in condizioni precarie, ma non immaginavo tanto.

Il programma di nuoto di ieri prevedeva 4 serie da 5 da 100m (ovviamente dopo il riscaldamento -400m- e esercizi di tecnica, 1000m) con la prima con palette, pull e laccio, e via via a togliere un attrezzo fino all'ultima serie a stile completo. Start fisso a 2' e reciupero fra le serie di 1'. Gia' per scaldarmi ne faccio 200, poi di tecnica, visto che la piscina si sta riempiendo, decido di farne ora 500 e poi il resto dopo. Mi "vesto" degli attrezzi (invece che il laccio uso le polsiere da aquagyum, quindi ancora piu' in asse) e parto. Con tutto sto ambaradan la prima serie dovrei farla sotto l'1 e 30", ed invece vedo dei preoccupanti 1'40"... Se il buongiorno si vede dal mattino.... Insomma la serie completa non riesco a stare nei 2'15". Neanche in un IM tengo un passo cosi' lento...

La debacle e' totale. Perche', insomma, a nuoto me la cavo... Oggi -infatti- avevo il lunghissimo estensivo di bici, ovvero 3 salite di 15-25-15 minuti (massimo), inframezzate da recupero completo e da tratti tranquilli per un totale di 3h e mezzo. Sarebbe (quasi) il mio pane quotidiano, se non che le tre salite sono da fare a cadenza 70-75 rpm. Fiducioso parto da casa e mi infilo in Val di Zena. Decido di girare attorno a casa, un po' perche e' sabato pomeriggio, un po' perche' se mi stanco torno a casa in fretta.

Scelgo un velleitario Botteghino come prima erta, e tranne i primi metri di inerpicata la cadenza cala a ritmi da sfr. Alla fine la media e' 66, ma che fatica.... Ok, dai, non abbattiamoci, Botteghino la soffro sempre... Ora devo trovare una salita di 20/25 minuti... Giro un po' per Pianoro, mi allungo un po' per la Futa e poi torno indietro, prendo via Riosto (piu' morbida di Botteghino) e alla fine arrivo al pelo a venti minuti, in cima. Anche qui, la cadenza fa pieta': 67 (e pure con un paio di cento metri di discesa..) E vabbe'. Faro' la controprova... Da poco prima del Trabucco a Zena per l'ultima salita. 14 minuti (ma anche un paio di discese) in cui riesco a tenere una media di 74 rpm, peccato che la pendenza media si aggiri sul 2%..

La bici di oggi


giovedì 25 febbraio 2010

Le comiche

Deciso a non lasciar perdere (vorrei salvaguardare il mio diritto al riposo) stamattina, come piu' volte consigliatomi dai vari responsabili della facolta' (portineria segreteria e presidenza),ho telefonato al Rettore (o meglio, alla Segreteria, visto che prima di poter parlare con il Rettore bisogna subire dei filtri) la quale sorprendendosi della cosa (ma pensano che c'abbia l'anello a naso?), mi ha detto che la responsabilita' di fare qualcosa e' della facolta'. Ovviamente la seconda telefonata e' stata alla facolta', e le comiche sono state spassose, visto che dalla facolta' mi hanno rimbalzato al Rettorato...

Vabbe', parlero' di sport che almeno li' ci intendiamo. Ieri giornata campale in quel di Riccione (mia prossima residenza), e pero' sono riuscito a fare un buon allenamento (dettaglio 1 e 2) 20 minuti di fondo con 10 ripetute in salita (vabbe', falsopiano in salita...). E intanto guarisco, a fatica, ma guarisco.

Oggi (addirittura) mi sono fatto la doppia, con nuoto (ridotto di un terzo, per mancanza di tempo, ma pur sempre un 2400m) seguito da una seduta in pista con ripetute da 200m inframezzate da esercizi di tecnica. Avanti a vista.


mercoledì 24 febbraio 2010

Hanno vinto loro (per ora)

Quelli dell'Aula C di Scienze Politiche di Bologna. Domani sera, con l'annunciata "Notte Bianca" nei cortili della suddetta facolta' io (e Carla) emigrero' in hotel. A chiunque si domandi come mai sia possibile tutto cio', ricordo che gia' in altre occasioni ho chiamato, nel cuore della notte: i vigili urbani ("non abbiamo pattuglie") il 113 ("le passo i Carabinieri"), questi hanno risposto "Manderemo a controllare, MA per intervenire dobbiamo essere chiamati dal Magnifico Rettore" (neanche il Preside di Scienze Politiche). Risultato: nessuno. Esposto ai Carabinieri: nessun risultato.

Ora, se occupate un tetto di una fabbrica in men che non si dica arrivano Pompieri, Vigili, Polizia, Carabinieri se non anche la Finanza. Ovviamente giornalisti e tv. Ed in men che non si dica la situazione viene risolta. Qui ci troviamo davanti ad occupazione di suolo (e locali) pubblici (non mi risulta che le universita' siano private, ancora)... Rumori molesti e musica a volume altissimo fino al mattino o quasi (non sbaraccano prima delle 4), vendono birre, roba da mangiare senza scontrino o altro, in NERO cioe'. Di sicuro il fumo che si alza denso non e' dovuto ad incendio e non solo a sigarette. Insomma un avvocato sa anche quali sono gli articoli del codice penale che vengono infranti. Eppure -da anni- questa situazione persevera. Vergognosamente.

Ah, se poi qualcuno prova a lanciargli degli improperi viene pure denunciato lui. Cosa che ho rischiato, ovviamente, una notte insonne delle tante. Una di queste volte scrivero' ad un giornale del sud (a quelli locali mi sono stancato), tipo la Gazzetta del Mezzogiorno o uno simile, per raccontare cosa fanno i figli di quelle famiglie che li mandano fiduciose a studiare quassu' e si immaginano -non dico un comportamento casa e chiesa- ma quanto meno una vita da studente... Se sapessero!

E allora -io che sono un signore- "prendo su" e vado in hotel. Niente piu' fegato amaro, incazzature e notti in bianco: Fanculo, va'!


Nonostante

Nonostante tutto riparto. Nonostante un mal di gola apparso ora, dopo 7 giorni di non certo benessere.Ci provo. Lunedi, rulli: tanto per cambiare piove e di uscire in strada non se ne parla. Poi, ieri, corsa, faticosissime progressioni in quel terreno minato che sono i Giardini margherita, mai troppo ripidi, mai troppo pari. Ma alla fine le gambe sono distrutte. Unica consolazione, che pensavo di aver sbagliato le ripetute (in difetto), ed invece ho fatto tutto giusto.

In serata, poi, nuoto, una delle sedute stupide che Ruggio ogni tanto si inventa: misti e gambe. Faranno bene, ma io ieri avevo bisogno di stile.... Pazienza., sempre un mattoncino nel muro (another brick in the wall....)

Certo, metterci dieci giorni per guarire da un'influenza la dice lunga su come sono messo....

I rulli
La corsa

Infine, una bella istantanea (grazie Vincenzo che mi ha aspettato 40 minuti!!) da Barcellona


lunedì 22 febbraio 2010

Forse

Una settimana infermo. Si, infermo, perche' tale mi ha fatto sentire questa non influenza, questo malessere generale subdolo e mai appariscente (niente febbre, ad esempio). Quindi tutta una settimana senza muovere un dito, sportivamente parlando. Meglio ora che sono all'inizio. Ma meglio se non avevo sta roba, che ancora mi fa seccare la gola, chiudere il naso e sentirmi fiacco. Tanto da non riuscire neanche a scrivere il blog.

Ma ora sono ripartito e spero di non fermarmi piu'.

martedì 16 febbraio 2010

Rientro (e) malatissimo



La serata di San Valentino, passata -manco a dirlo- in un freddo (nel senso di temperatura polare) ristorante (El Cangrejo loco, sul molo del Porto olimpico), ma con un'ottima zuppa di pesce, e altrettanto ottima grigliata di pesce (cara, pero'!), seguita da una mattinata in camera, perche' Carla gia' aveva sintomi preoccupanti di malattia. Volo tranquillo ed in orario.

Lo dicevo io, che a Barcellona avevo freddo.... E difatti, ieri, ancora "vivo" (e molto incosciente) mi sono messo sui rulli a fare la seduta di bici, ma gia' un malino laggiu' in fondo alla gola faceva capolino... Oggi, a pezzi. Dovevo correre, ma proprio non ce l'ho fatta. Oltretutto avevo promesso al Pieropres di dare una mano nel rifacimento della sede: il mio compito primario e' stato quello di andare a ritirare i mobili all'Ikea, e sebbene abbia un Pajero 5 porte dove ci sta una casa, a fatica e con il Pieropres tutto costretto dai cestoni del l'armadio Pak, siamo riusciti a portare tutto in sede, compreso lo specchio rotto (da me, chi altri?).

E allora, che fai, ti togli il gusto di due o tre smoccolate per capire le istruzioni e avventurarti nei meandri di un montaggio che fa il paio con l'istallazione di Windows 7???? Ma certo che no!, E allora tutto il pomeriggio a montare quasi tutto l'armadio Pak. Vittime il trapano, la cui funzione autobloccante ha definitivamente lasciato questa vita e Corrado, suo malgrado di passaggio costretto a reggere il sottilissimo foglio di compensato che va fissato sul fondo, mentre il Pieropres smartellava a velocita' supersonica. Nonostante la perfezione dei componenti siamo riusciti a romperne un pezzo, ma con efficienza tedesca e grazie a 2 staffe a L il mobile e' stato riparato e ancorato al muro.

Rimangono le ante scorrevoli, la cui sfida sarebbe ardua perfino per un ingegnere del MIT, ma siamo fiduciosi. Domani (malattia permettendo) ci tocca.

Alla fine, con Carla a letto da ieri, e' toccato a me il dottore, visto che oltretutto la bravata mi ha definitivamente fatto esplodere una laringite (per ora). Ma sono talmente squassato dai brividi che temo mi stia arrivando qualcosa di terribile.

Intanto, la seduta sui rulli.

domenica 14 febbraio 2010

Barcelona! (dia 3 - Dia de la Mitja Marato')

E venne il giorno... Il clima non e' migliorato, anzi. Stamattina, andando verso la partenza nevicava. Ovviamente io non mi sono portato il kit da inverno e nelle gambe, con i soli pinocchietti, ho freddo ancora con la tuta. Comunque si parte, obbiettivo dichiarato (dal guru) primi 10,5 km a 5.10/km, secondi a 5.00/km. Ok, i primi chilometri vado bene, anche troppo, forse: 5.06-5.07/km nessun problema, ma rallento (non vorrei mai rovinare tutto). Arrivo al decimo con un passo di 5.12/km, ma gia' ho gli abduttori induriti. Mi domando che cosa ho fatto di male...

Dal 12imo sara' un calvario: dovro' camminare 3 volte e per 3 volte mi devo fermare, i crampi e i piedi mi abbandonano. Chiudo in un tempo "normale" di 1.53.51, dopo che l'ultimo chilometro lo faccio pregando che i dolori non mi impediscano di arrivare. Il tempo di stirarmi un attimo, di guardarmi attorno e Carla mi arriva con un sorriso a 32 denti! 1.58.15 per lei, super PB (10' di miglioramento!) con arrivo spanizzo. Lei che ieri era in dubbio se partire o meno...

Io sono comunque contento, almeno ho finito, il passo, alla fine e' di 5.18/km, lontano dal 5.05/km cui aspiravo, ma date le condizioni meteo sono comunque contento. Il fiato c'era, la testa, alla fine (nonostante qualche momento di noia), anche. Insomma io e il freddo non ci capiamo. Alla fine neanche (sigh sigh sob sob) una medaglia, ci hanno dato! Solo una bottiglietta d'acqua, una di powerade, una barretta mela ed albicocca e un pacchetto di noccioline.

Alla fine ancora un gran freddo, e a passo svelto torniamo in hotel, io un po' mogio, Carla non sta nella pelle: sara' l'adrenalina da risultato? Comunque non ci sentiamo stanchi (ovviamente dopo una doccia calda le gambe -seppur dolenti- sono vive, e decidiamo di andare al Barrio Gotico per congratularci con Vincenzo, arrivato 35imo in 1.12.17, appena un soffio davanti alla vincitrice donna. Davanti ad un Frappuccino di Starbucks, la mia migliore medicina. Ma prima ammiriamo il tentativo di costruzione di una delle colonne umane in onore di Santa Eulalia...



Poi -finalmente, sono le 3 di pomeriggio!- ci sediamo in un locale a mangiare: tapas per Carla montaditos per me: un po' cari ma molto gustosi... E via ancora... Prendiamo la metro per la Sagrada Familia, che offre la doppia facciata: ci asteniamo dai giudizi su quale la piu' bella, ma la piu' "vecchia" sembra essere molto piu' bella...


Infine, con le ultime forze ci spingiamo fino al Paseig de Gratia per la casa Battlo' e Amattler...

sabato 13 febbraio 2010

Barcelona! (Dia 2)

La prima brutta notizia e' che Carla ha il mal di gola. E poi sembra un po' febbricitante. Comunque, dopo una discreta (solo per quantita') colazione, decidiamo di fare un giro sul mare, per arrivare fino alla Barceloneta. Questa zona e' stata completamente rifatta per le olimpiadi: prima c'erano baracche ed era una zona mal frequentata. Ora le casette del villaggio olimpico sono state riconvertite e la zona e' diventata residenziale con sempre una forte componente sportiva e comunque frequentata, ma molto tranquilla e sicura. Le spiagge, in particolare sono molto ben curate (anche ora che e' inverno) e numerosi i runners sul lungomare, a qualsiasi ora, che si incrociano con i passanti.



Il meteo rimane orribile, oggi oltretutto e' coperto e le previsioni non escludono la neve anche qui. Arriviamo dunque fin quasi alla Barcelonaeta, ma il freddo ci consente solo un paio di foto...



e di fretta ci imbuchiamo dentro uno dei tanti locali che costeggiano il porto olimpico, il Mochos, dove prendiamo il menu' degustazione: insalata mista (ottima), anelli di totano fritti (normali) e cozze in una salsa di pomodoro, vino bianco e cipolle (buone!) poi un'altra paella (meno buona di quella di ieri) e per finire una crema catalana. Neanche 16 euro a testa. Nella foto qui sotto il pesce d'oro di Frank Gehry



Nel pomeriggio Carla ha cercato di recuperare la forma e la salute dormendo, io sono uscito alle 6 per una seduta di 20 minuti con la paella che viaggiava nello stomaco. Alla fine anche 4 allunghi, nel freddo. Poi una capatina al market per un pacco di insalata, un panino (vuoto) integrale pompelmo e un altro pezzo di Palma di Santa Eulalia (patrona di Bearcellona), dolce tipico di questi giorni, visto che ne ricorre la festa.

venerdì 12 febbraio 2010

Barcelona! (Dia 1)

Levataccia alle 4 e mezzo... Per cosa, poi? Orario di partenza ore 7.00, ma causa super lavoro della macchina del deicing partiamo alle 8 e 10. L'aereo e' un classico zinzalino, ovvero uno di quelli che gia' 50 stiamo stretti. Ovviamente e' pieno. Comunque alle 9 e 45 siamo qui, in terra spagnola. Questa volta usiamo i mezzi, ho detto. Bus per il Terminal 2 (dopo aver cercato il trenino per il centro inutilmente al T1) e trenino, appunto (3 euro a testa). Preso il primo a caso e -naturalmente- non e' quello piu' giusto: dobbiamo scendere una fermata prima del previsto... Poi la L4 (biglietto da 10 corse 7.85 euro) per la Villa Olimpica, dove a circa un chilometro dalla fermata della metro abbiamo l'hotel (Icaria).

A mezzogiorno siamo in camera. La prossima volta prendiamo un taxi. Fa freddo, tira un vento gelido che da anche piu' la sensazione di freddo, ma almeno c'e' il sole. Il caffe' (posto a caso) non fa neanche schifo e la brioche e' appena burrosa. 2.80 euro la combinazione. Sono finiti i tempi (c'era ancora la lira da noi e la peseta qua...) in cui eravamo ricchi, in Spagna.

Dopo un po' di relax ci armiamo di vena turistica: obbiettivo vedere anche qualcosa oltre l'aspetto sportivo. E quindi dopo aver ritirato pettorali (3226 io, 3940 Carla) e pacco gara (e le spille da balia?) in un posto splendido, ovvero una stazione dei treni dismessa...



Proseguiamo (sempre a piedi) per il Barrio Gotico, dove dopo aver pranzato in un posto a caso, visitiamo la Cattedrale (qui sotto la cripta)


Poi quando ormai sono allo stremo delel forze, vinto dalla stanchezza... ecco la luce... Starbucks! sulla Rambla! Frapuccino, of course.


Ah, si la rambla, appunto... Come al solito italiani piu' che in Italia. E molti hanno il sacchetto asics blu, ovvero il pacco gara della Mitja Marato'...


Ecco un personaggio di contorno...


Infine, la Boqueria, il marcato...


Pieno di colori ed odori...



Infine, stanchissimi, ritorniamo in hotel, ma prima: l'Arco di trionfo, da qui lo start domenica mattina.


Ole'!

mercoledì 10 febbraio 2010

Ti pareva!

E' vero, quest'anno il tempo fa molto le bizze, ma che a Bologna nevichi 4 volte e' un evento che a mia memoria non mi pare di ricordare. Neanche andando a guardare le foto da cinno, e chiedendo a mio padre: nemmeno lui ricorda tante nevicate (tanta neve in una volta si', eccome). In piu' che avessi combinato due trasferte (Repubblica Dominicana e -domenica- Barcellona) ci voleva proprio una congiunzione astrale.

E dunque siamo li' con le pagine web aperte di weather.com, il meteo.it, bologna-airport.com (perche' a Barcellona ci andiamo in aereo) a capire che tempo fara', se il volo arriva da Barcellona (prima ancora che parta) e cosi' via. Comunque prima o poi partiremo, casomai sara' a meta' mattina, alla peggio.

Intanto l'avvicinamento alla mezza maratona di domenica mi ha visto in palestra il lunedi mattina (seduta di allungamento, elastici e addominali: nessun peso), sui rulli per la parte bicicletta (sebbene il tempo fosse clemente ho potuto solo nel tardo pomeriggio) e ieri di corsa (con il nuoto serale). Oggi dovevo anticipare la corsa, ma ha nevicato e per timore di qualche malanno ho ripiegato per la seduta di bici di sabato, anticipata anch'essa, e per la corsa vediamo domani. Intanto il mio umore risente molto della neve, perche' la neve si attacca e ghiaccia, quindi un vero pericolo per le uscite in bici. Poi perche' dei rulli ne avrei un po' le palle piene.

Comunque ecco qua le sedute:
i rulli di lunedi
la corsa di ieri
i rulli di oggi


domenica 7 febbraio 2010

33o Trofeo Lolli Auto

Non certo la maratonina, visto che domenica prossima faremo quella di Barcellona, ma la non competitiva di 12 km (scarsi) allungati ad hoc a 14 per le nostre esigenze di allenamento, ovvero i 6 x (500+1500) + 2 km di attivazione. Ma ancora ho i postumi della forsennata bici (rulli) di ieri sera, in cui mi sono veramente spremuto, visto che i tanto sperati miglioramenti non sono poi stati cosi' evidenti dal test. Ed ecco che neanche finito il riscaldamento ho gia' le gambe pese, dure e dolenti. Andiamo bene...

Comunque porto a casa l'esercizio anche decentemente, con il finale in accelerazione, e tutto sommato la fatica e' stata ben ripagata da un passo medio complessivo e omni comprensivo di 5.15/km. Pero' devo capire come mai dopo qualche chilometro io comincio ad annoiarmi. Non e' stanchezza, non e' fatica. E' proprio noia. E non conta guardarmi attorno, distrarmi, al limite parlando con qualcuno.... Comincio a pensare ai chilometri che mi mancano, faccio i conti e mi dico "Ancora?!!!...."

La seduta sui rulli
33o Trofeo Lolli

sabato 6 febbraio 2010

Disastro........


Oggi avevo la prova del nove, o meglio il test su bike (oltretutto la mia) nella tana del leone (altrimenti detto guru). In contemporanea con il test su tapis roulant di Carla, e tralasciando il suo (per rispetto della privacy), diro' che il mio e' stato un vero disastro. Innanzi tutto il Garmin 705 non dialogava con l'SRM e quindi i dati della potenza non c'erano, poi anche la cadenza era morta, e di conseguenza la velocita' (che essendo statico avrebbe funzionato solo in maniera classica e non con il GPS).

Nessun problema, i suoi rulli sono attrezzati, ma gia' mi rodeva non poter avere dei dati miei. Riscaldamento mentre Carla faceva il suo test, e poi via, 53-17, partenza 80 watt ed ogni minuto incremento di 20 watt. Fino a 220 watt, poi le gambe (battiti a 145) hanno detto basta, prima ancora che io potessi -razionalmente- tentare di insistere per un altro step.

Risultato scontato, ovvero la bici non e' il mio forte, e nemmemo sperare di difendermi in qualche modo. Oltretutto, vedendomi "all'opera" la mia tecnica e' scarsa, la mia postura sbagliata e sono assolutamente un disastro. Per dirla come me l'ha detta lui, sono energeticamente dispersivo. Tanta fatica per un risultato minimo.

Il che vagamente mi ricorda la scuola, quando io mi facevo un sedere quadrato per prendere una risicata sufficienza, e poi sentirmi dare dell "intelligente che non si applica...."

Comunque non mi da tregua, e mi ha imposto ritmi keniani nella mezza di Barcellona: il passo medio dovra' stare fra 5-5.10/km. Insomma molto vicino ai miei personali (pre neuromi). Anche Carla, per tentare il suo personale dovra' fare dei tempi bassi, ma -sono certo- che non avra' problemi.

Scornati per bene con la coda fra le gambe siamo tornati a casa, lei subito, io dopo una tristissima seduta di nuoto in cui mi sono passati davanti tutti i peggiori incubi (ho ripercorso tutta la bici dell'Elba), e perfino ho meditato il ritiro dalle gare, dopo una tale batosta.


giovedì 4 febbraio 2010

Mah...

La palestra, come temevo, ha lasciato fastidiosi strascichi. Un doloretto persistente sul lombare sinistro, che a fatica mi ha consentito la seduta di corsa e di nuoto di martedi, ma mi ha costretto ad un riposo forzato e totale mercoledi. E stamattina non e' che vada granche' meglio, ma lo yoga mi ha un po' aiutato, e quindi una bella seduta di corsa e' li' pronta per me.

La seduta di martedi

Domenica sera siamo andati a mangiare allo Scacco Matto (Via Broccaindosso), che sembra essere diventato una delle migliori trattorie di Bologna. Sembra, appunto. Passatelli ai gamberi e carciofi che promettevano bene, ma uccisi dal pomodoro (non abbondante, ma q.b. da coprire i gamberi grigliati), assaggio di formaggi (dello chef) nella norma (parmigiano, pecorino, taleggio, gorgonzola e un altro) accompagnate da 3 composte (cipolla, albicocca e cachi normali), semifreddo torroncino e nutella reinventata (?) niente di che'. Insomma fama immeritata. Evidentemente a Bologna oramai hanno il palato insensibile ai buoni sapori, tanto che esaltano la mediocrita'...


lunedì 1 febbraio 2010

3a settimana del II ciclo

E via che si riparte. Dopo la romantica corsetta di ieri, stamattina palestra (e mi sa di aver esagerato con i pesi), seguita in serata dalla seduta di bici, ancora sui rulli. E' sempre piu' evidente che e' stato un acquisto azzeccato, io che, comunque uscivo anche sottozero, ma ne apprezzo la comodita' di averlo li', a portata di mano. Il fatto poi di avere -per ora- esercizi "ripetitivi" e che in strada sarebbero un po' difficoltosi, rende tutto piu' sopportabile. Comincio, in verita', a sentire la necessita' di toccare con mano (se mai ci sono) i progressi di 10 settimane intensissime.

Intanto mi chiedo che fine hanno fatto i "giovani" podisti-triathleti della polisportiva, Luca, Andrea, Pietro....Non si faranno vivi mica solo con il disgelo, vero?

Ieri avevo dimenticato di postare la performance del Centro Borgo...
35a Camminata del Pontelungo


Ed ora i primi totali del 2010...

Swim: 28,050 km
Bike:
Run: 137,08 km
Rulli: 318,85 km

domenica 31 gennaio 2010

35a Camminata del Pontelungo



Ma sarebbe stato quasi meglio fare una "ciaspolata", visto che il manto nevoso ricopriva per intero il percorso (e le strade). Quando ho visto la neve e' stata molto dura decidermi (Carla aveva gia' deciso, ma per il no) ad andare fino al Centro Borgo, usuale location di questa camminata, tuttavia gia' questa settimana avevo saltato (per neve, toh!) l'allenamento in pista e non potevo anche oggi permettermi un riposo. Poi ho montato le gomme da neve sul Pajero, no? Quale occasione migliore (credetemi, alle 8 e 15 le strade non erano state ne' salate ne palate) per testare questo prodigio della pneumatica?

E allora via, verso Borgo Panigale. Le gomme sono favolose. Nessuno slittamento, nessuna imprecisione. Velocita' doppia rispetto agli altri spauriti automobilisti (certo il Pajero e' anche un 4x4) e in breve sono al parcheggio (coperto). Only the braves, solo i temerari: Corrado, l'uomo tenda, il Pieropres, Michele, e altri 3 o 4. Donne zero. In breve parto, l'intenzione e' di fare qualche centinaio di metri in piu' per fare il programma completo, e di fare un breve riscaldamento nel parcheggio. In realta' faccio un po' di percorso e poi una volta uscito dalla rampa del parcheggio faccio partire il lavoro.

Le condizioni, gia' inclementi, sono terribili andando verso ovest, il vento porta la neve ghiacciata in faccia e fa male. Per il resto corro bene, e non e' cosi' freddo come avevano detto. Il percorso alla fine risulta piu' corto di 2 km, proprio quello che mi serviva per fare la sesta ripetuta, ma pazienza, penso di avere dato molto oggi.

Non smettero' mai di compiacermi di aver preso la decisione giusta quando ho comprato i rulli: anche ieri sarebbe stato un allenamento perso, se non fosse stato per questa decisione fausta. Altro lavoretto di agilita' e forza, sempre sullo sfondo del video Modena-Cittadella, che oramai conosco meglio della Val di Zena.

E domani si riparte.

venerdì 29 gennaio 2010

SMS dal Mali

Ricevo alle h 20.15:

Arrivato in albergo. Si fa x dire.. Adesso. 4 materassi buttati xterra. Niente docce. Oggi ultima tappa di 45 km 6° assoluto dietro ai campioni del mondo di specialita'. Poi 4:30 di fuoristrada su pista x arrivare qua. 13000 calorie consumate solo in gara. Da mangiare solo patate e cipolla x una settimana... fisico da keniota. Mi sono disintossicato direi!

Insomma, tutta la mia invidia per il Greguràtt che ha compiuto un'impresa (209 km di corsa nel deserto in 5 giorni) che neanche io penserei di riuscire a fare.

Gia' perche' come dice il detto "Delle buone intenzioni sono pieni i cimiteri" quando si e' trattato di prepararsi per la seduta in pista ho preso solo la borsa da nuoto e addio corsa. Solo (si fa per dire) 3600m in piscina.




giovedì 28 gennaio 2010

Senza sorprese

Quest'anno ho meno sorprese, gli allenamenti si susseguono secondo lo schema rigido dettato dal guru, a cui non azzardo neanche sgarrare, perche' ho "gia' preso briscola". Infatti, a mo' d'esempio, ad una delle mezze cui partecipero' (Verbania), andro' con la bici perche' il sabato e' programmato un allenamento di 3 ore abbondanti e ho capito che al guru non fa piacere neanche che lo anticipi (figuriamoci annullarlo o rimandarlo). Gia' lo anticipo in occasione della mezza di Barcellona (ma solo perche' -guru dixit- e' brigoso portarsi la bici in aereo e girare per una citta' quasi sconosciuta!!!)...

E quindi domani -un po' in colpa, lo ammetto, di certo in camuffa- recupero l'allenamento in pista che avrei dovuto svolgere mercoledi saltato per evidenti problemi meteo (10 cm di neve sulla pista...) per poi andare in piscina. Oggi seduta di corsa svolta anche questa in condizioni "al limite", perche' a Bologna ci si lamenta che andiamo tutti in auto ma quanto a sgomberare i marciapiedi neanche a parlarne (le strade, invece, sono perfette), e cosi' piu' che una seduta di corsa abbiamo fatto una campestre, perche' quasi tutti marciapiedi erano innevati (e ghiacciati). Beh, cosi' abbiamo svolto esercizi prpriocettivi, anche. A chiudere, 10 x 100m in salita (tra su e giu' 1.40", e ripartire senza pause) per me, e 10 x 100m piani per Carla.

La seduta di oggi


martedì 26 gennaio 2010

Se non son matti non li vogliamo (come amici)

Parlo del Greguràtt, che e' un po' che non ne parlo.... Gia' si distingue di suo a vederlo, ma adesso poi ha raggiunto vette inarrivabili per noi terrestri. Per farla breve, adesso e' in Mali, a farsi 209 km in 5 giorni, in compagnia, fra gli altri, di Marco Olmo, partecipante al Grand Raid Sahara che e' partito ieri da Dogon, appunto in Mali. Tappe di 35/47 km al giorno, temperature di 38 gradi, insomma ce ne sarebbe da rinunciare in partenza. Lui no. Lui in due giorni di e' sparato 2 maratone, ieri finita in 4h e 41', oggi in 4h e 7'. Attualmente e' sesto in classifica generale.

Dai 38 gradi di Dogon ai 3/-2, della periferia di Wolverhapton, location della edizone 2010 della Tough Guy, che si svolgera' domenica prossima, e che attira allo stesso modo, direi di un raid nel deserto africano. Non so quali dei miei consocenti ci vada, so che il Gira ed il Bracco ci sono andati e che non ci torneranno mai piu' (a detta loro).

Insomma, se non son matti non li vogliamo.

Oggi comunque anche noi (io e Carla, cioe') dobbiamo essere apparsi un bel po' matti a correre sotto il nevischio del primo pomeriggio bolognese. La seduta del martedi non ammetteva deroghe. Il nuoto serale si, per una volta.

La seduta di corsa
Il sito del Gran Raid Sahara
Il sito della Tough Guy

lunedì 25 gennaio 2010

La palestra

Stamattina sono andato alla palestra solita (la Kennedy) per fare la consueta seduta. Una dozzina di presenti: non e' molto grande, sara' 30 per 10m, con una 30ina di macchine piuttosto stipate, ma comunque con spazi vitali di movimento. E' una palestra dove fanno attivita' anche diverse squadre di pallavolo, ma stamattina ero -senza tema di smentita- il piu' giovane (e ne ho 46).

Insomma, qualche anno fa la palestra era frequentata da giovani, in percentuale bulgara maschile. Stamattina era esattamente il contrario. Io e un altro vecchietto (e non in senso metaforico) circondati da una decina di attempate signore (e sfido a contraddirmi!) tutte alle prese con manubri, affondi, fitball e addominali. Non che io vada in palestra per attaccare bottone, anzi, di solito non faccio caso neanche troppo ai frequentatori, ma oggi era lampante.

Dopo aver svolto il mio "compitino" sono andato a trovare Lucone, il quale e' messo maluccio per via della schiena: un grosso in bocca al lupo.

domenica 24 gennaio 2010

Una domenica diversa

Ovvero non siamo andati alla classica ludico motoria! Beh, la causa e' stata la cena messicana in onore della vacanza dominicana con cui abbiamo festeggiato il mesetto dalla partenza. Messicana perche' mia cognata ha sempre creduto che fossimo in Messico e non in Repubblica Dominicana. Ieri sera, dunque, fajitas, burritos, chili con carne e tortillas, sangria e Corona a volonta', e stamattina eravamo gonfi come otri. Ma dall'allenamento non si sgarra, e ligi al dovere all'una eravamo comunque al Parco dei Cedri per la nostra seduta. 6 x 500+1500m, con i 500m al medio veloce, e i 1500m di recupero al lento. Piu' un paio di chilometri di riscaldamento, ed un 500m di defaticamento. Ma il freddo era molto intenso.

Ieri ancora rulli, a causa del freddo, sebbene cominci un po' a scalpitare per una seduta fuori, live. E venerdi nuoto. seduta con il 2 da 100m frazionati, e quindi piscina lunga, 50m.

La seduta di oggi
I rulli di ieri



giovedì 21 gennaio 2010

Resistere, resistere, resistere!

Oggi non e' stata dura. Di piu'. I postumi della pista di ieri sono ancora presenti, e pur tuttavia oggi 10 x 100m in salita, dopo "congruo" riscaldamento. Il che ha voluto dire farmi un 44 minuti con Carla, la quale aveva un programma (forse) piu' succoso. Ovvero 9 km al fondo lento e poi altri 3 km in progressione, aumentando la velocita' di 10" ogni km. Insomma dopo le 10 salite ero veramente distrutto.

Mercoledi "doppio", con seduta in pista (3 serie di esercizi tecnici poi allunghi di 200m, 4 per ogni serie di esercizi) e poi via in piscina per una seduta "forte", dove nella prima seria (12 x 100m stile, alternandone uno al passo -di bradipo- ed uno in progressione -almeno nelle intenzioni) credevo sinceramente di affogare.

Ed in serata yoga (dopo un pomeriggio di lavoro, comunque), con una serie di cicli dinamici che mi hanno finito. I cicli dinamici sono l'unica serie di esercizi che si fanno in sequenza e definibili atletici dello yoga (insomma dove si suda un po'), ma dopo la corsa ed il nuoto non e' che ne avessi bisogno... Sono comunque riuscito a privilegiare l'allungamento rispetto alla fisicita'...

La guerra continua. Chi vincera'? Il guru o il Frankie?


La seduta in pista
La seduta di oggi

martedì 19 gennaio 2010

E' tutto un divenire...

Inizialmente (parlo di fine Maggio 2009) mi era venuta l'idea di andare a fare il mezzo IM di St. Croix. Contattato uno dei partecipanti (Ivan Risti) ne avevo tratto ovvie (positive) conclusioni: un mezzo ai Caraibi, a 3 ore di volo da Miami... L'idea e' stata abbandonata in inverno (2009) perche' i voli erano un po' brigosi e poi il periodo era interessante per altre cose.

Cosi' decisi per un piu' comodo TriStar 111 (1-100-10) a Lisbona, ma si dice che a Natale TriStar e Lisbona abbiano litigato e l'evento TriStar (programmato per il 24 aprile) e' stato annullato ed e' ritornato nella versione piu' classica del mezzo IM. Che pero' a me non piaceva piu', anche perche' non fa parte del circuito WTC (quelli della M con il puntino). Cosi' richiesto il withdrawal mi faccio intrigare dall'Abu Dhabi Triathlon (1,5-100-10). Per poco. Le difficolta' -anche qui- riguardano i voli, cioe' o si sta una settimana o si vola su Dubai e poi ci si sposta ad Abu Dhabi. Poi su consiglio del guru la preparazione non prevederebbe una roba del genere, e quindi anche questo triathlon non mi vedra' partente.

Nel frattempo, studiando meglio i voli su St. Croix scopro che da Milano si vola diretti su Miami e da qui (il giorno dopo) si vola su St. Croix. Oh, stai a vedere che gareggio proprio li', il 2 Maggio.

Per tornare alle nebbie padane, ieri e' partita la fase 2 (di non so quante, in verita') del programma del guru, e (leggo testualmente): progressione del lavoro qualitativo (maggiore intensita').... stabilizzazione dei volumi ed implemento dell'intensita'.... capacita' di variazione e progressione dei ritmi.... potenziamento specifico e miglioramento del rendimento.

Insomma se prima facevo fatica ora ne faccio di piu' (anche se magari i tempi sono gli stessi). E difatti gia ieri un assaggio sui rulli (e in mattinata la palestra..), oggi di corsa e poi a nuoto. Insomma sono gia' a pezzi, ed e' solo martedi (della prima settimana...).

Comunque qui la seduta sui rulli e qui quella di corsa.


P.S. Doverosi complimenti a quel giovinotto che a Buffalo Spring (Sud Africa) ha preso lo slot per Clearwater: e' evidente che i prodotti che vende sono "buoni"... Bravo, Roberto!


domenica 17 gennaio 2010

16a Camminata di Calderara


Abbiamo svolto senza intoppi il nostro programmino di allenamento su questo percorso piatto piatto, in uno dei piu' brutti paesaggi della bassa. Ottimo per non distrarsi, insomma. Rimango sempre piu' sorpreso dai miglioramenti di Carla, che anche oggi ha portato a termine la sua sessione abbondantemente sotto i 6'/km. Sono molto curioso di vedere i riscontri quando fara' la prima gara....

Venerdi ho nuotato si 2 volte, ma alla sera ero veramente cotto. Perche' i 3600m erano tutti con palette, ma mica sono piu' riposanti. Alla sera una seduta molto "scolastica" (100m braccia, 75m gambe, 50m alternato e 25m sprint per i tre stili...), di cui ho perso la meta' delle vasche rana per strada, per la stanchezza (e manifesta inferiorita').

Ieri e' stata molto dura fare la seduta sui rulli, fatta in extremis in serata, perche' tra lavare la macchina di Carla, la spesa e un meritato riposo s'era fatta sera.

I rulli di ieri
16a Camminata di Calderara

giovedì 14 gennaio 2010

Ah, la tecnologia

Come riesce a mettermi di malumore il Garmin che non funziona... neanche allenarmi in un nebbione "old style". Ieri, in pista sono sicuro di averlo acceso, di aver eseguito il compitino per bene (senno' i 30" fra un 200 e l'altro me li inventavo?) eppure, non sono riuscito ne' a scaricare il lavoro ne' a recuperarlo. Vabbe', ma questo e' niente...

Come detto, ho deciso di ricominciare lo yoga, perche' dopo tre anni che ho abbandonato la pratica mi ritrovo inchiodato, e quel che e' peggio trovo difficile piegarmi sul manubrio della bici, quella da granfondo... Non oso immaginare come o per quanto tempo riuscirei a stare sulle appendici di una crono bike. Quindi il primo passo e' stato trovare una sede vicina e comoda, perche' gia' di per se' l'idea di rimettermi a praticare mi mette ansia. Se poi devo anche fare della strada...

Immaginare poi di stare in una camera per un'oretta e mezzo quasi immobile, a sentire il respiro, tentare disperatamente di raggiungere posizioni da contorsionista, beh, davvero ce ne sarebbe per recedere dal proposito. Ma il mio fisico chiede, esige, elasticita' e stoicamente mi sottopongo a questa (ennesima) prova.

Quindi a poche decine di metri da casa c'e' questa associazione che offre corsi monosettimanali. E ieri era la nostra giornata di prova. Tra l'altro -e mi dispiace sinceramente- ho dovuto per forza trascurare la conoscenza con un nuovo aspirante triathleta, Lino, che promette gia' bene.

La prova e' andata bene, nel senso che sono tutto un dolore, ma ci sta. Ad acuire poi questi doloretti ai glutei, alle spalle e alle gambe, soprattutto (che gia' mercoledi mattina avevo), la seduta di corsa di oggi, con le ripetute in salita, fatte a passo decisamente piu' modesto del solito, ma le gambe non c'erano, e se c'erano dormivano.

Quindi stasera sono storto, dolente e pentito. Ma una sana dormita mi rimettera' in sesto, pronto per una doppia seduta di nuoto. Evviva.

La seduta di corsa di oggi

mercoledì 13 gennaio 2010

Maledetta palestra....



Il lunedi e' il giorno della palestra, e -abituato a soffrire, sempre- quando ho i pesi in mano (o sono su una macchina), faccio molta fatica a regolarmi, cosi' -come ogni lunedi- ho esagerato, e poi per tutta la settimana soffro. Addominali, spalle, bicipiti femorali e glutei i piu' dolenti tutt'oggi, che ero in pista, naturalmente con un umidita' prossima al 100%, un vento da nord che neanche in Siberia, e degli strafottutissimi allunghi (8 per serie, 3) da 200m, intervallati da esercizi da marine USA.

Ma dopo la palestra di lunedi ho poi "rullato" in serata un'ora e mezzo con il nuovissimo telaio RealAxiom della Elite con i piedini danzanti (mod. Ritmo) che simulano ancora di piu' l'ondeggiamento laterale (anche troppo! ho rischiato di cadere....). Peccato che avessi dimenticato di smartellare a fondo i piedini e periodicamente dovevo rimetterli su perche' uscivano dalle guide. Martedi di corsa, con Carla che si avvicina sempre di piu' (tenendo presente che e' donna) ai miei tempi: con gli allunghi si e' fatta 11 km e passa a passo 5.44/km. Sento il suo fiato sul collo.

In serata, poi, il nuoto, ed e' stata guerra totale fra misti "abalùs" e le mie gambe inerti. E dunque stamattina, invece del riposo (gia' fatto le scorse settimane, fra infortuni e vacanze) una seduta di corsa in pista come detto: freddo, umido e fatica. Ma prima o poi verra' un po' piu' caldo, no?

I rulli di lunedi
La corsa di martedi



domenica 10 gennaio 2010

Camminata dei presepi

Insomma, un classico. Meno classico in versione tersa e con asfalto gelato, almeno per i primi chilometri, ma comunque questa camminata ha sempre il suo fascino, dalla chiesona, che si staglia in mezzo alla pianurazza, ai diversi presepi allestiti all'interno, fino alla affollata presenza di podisti, alcuni provenienti dalle provincie vicine. La tenda gialla della polisportiva si riconosce al volo, oggi e' abbastanza vuota, molti sono andati a farsi la mezza di San Bartolomeo Bosco, a pochi chilometri da qui: una di quelle mezze per cui bisogna essere addicted per farla, tanto e' desolantemente piatta (o inespressiva se c'e' nebbia).

Gia' presente un nuovo "aspirante" triathleta, un altro che leggendo questo blog ha deciso che "se ce la fa lui (Ironfrankie), io (inteso come Lino, in questo caso, ma parlo di Andrea, Pietro, e tanti altri) non posso essere da meno", e via che vanno in piscina e coprono distanze pari alla traversata dello Stretto, si comprano una bici e mulinano le gambe senza pieta', per finire poi a correre a per di fiato. Alla fine, ovviamente, vuoi per l'eta', vuoi per la predisposizione, il risultato e' lo stesso: mazzate (sportive) per Ironfrankie. Ha gia' (Lino) detto "Bardolino", e mai una sola parola e' intrisa di significati.

Poi ho effettuato il mio allenamento, la sbobba di 500+1500m 2 volte ripetuto, con i 500 al medio veloce (4.10/km per me e' in soglia, in verita', da come rantolavo). A complicare l'esercizio, poi, ho rischiato di volare dentro un canale scivolando sul ghiaccio e mi si sono slacciate le scarpe 2 volte.

Ieri mattina un altro allenamento sui rulli: ci sara' da ridere quando tornero' in strada....

Infine un paio di istantanee da Torino, ovvero durante la TuttaDritta.

La Camminata dei Presepi
I rulli di ieri

Dalla tutta Dritta, le prime -trafficate- fasi della partenza


Rettilineo (? 10 km di rettilineo...) finale


L'arrivo


Medagliati!


venerdì 8 gennaio 2010

Sempre in ritardo!

Prima o poi riusciro' a mettermi in pari con tutto.... Nel programma di allenamento, sono indietro di un paio di cose (palestra e pista), sul web, dalle email al blog a tutto! Insomma il massimo della frustrazione per un logorroico come me che non vedrebbe l'ora di mettersi sui tasti e scrivere... Devo ancora scegliere le foto di Samana' da uploadare (ovviamente dopo la censura bulgara di Carla...), e sono gia' passati 6 giorni dal rientro... Pazienza, règaz, che arrivano.

Befana. La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte? Manno', dai anzi, con un paio di fiammanti Saucony Triumph 7 (arancione neon, mica grigio padano!), che alla prima uscita mi hanno fatto patire le pene dell'inferno ai piedi (tutto come previsto, speriamo), ma che gia' fanno capire che "un paio di scarpe nuove sono comunque meglio un paio usurate". E quindi via per la ciclabile dietro l'antistadio per una seduta killer (20' lento poi 30" di progressione ogni 5').

Ieri altra corsa, veramente contro natura, perche' non c'era nessuno elemento a favore: dal clima alla testa tutto era contro, ho perfino fatto l'upgrade del Garmin prima di uploadare la seduta! E pur tuttavia 40 minuti di riscaldamento e 2 x 10 x 50m di ripetute in salita. Alla fine mi sentivo un leone!

Stamattina seduta di nuoto eterna, 3600m: che faccio, provo la 50m? Massi, dai! E Sterlino sia. Non mi passavano piu', i 50m! Specie nel 400 + 600 (per 2 volte!): mi sembrava di nuotare contro corrente... Vabbe', alla fine ho fatto tutto.

La Corsa della Befana

martedì 5 gennaio 2010

Sempre a rincorrere

Il bello di andare in vacanza si contrappone al brutto di recuperare -al ritorno- le cose lasciate in sospeso alla partenza. E dunque, domenica a parte, che abbiamo eseguito il lavoretto specifico (ricominciando la tabella di preparazione ai nostri impegni del 2010) durante l'indimenticabile percorso de La Chiave del Bagno, ieri ho rimbalzato fra poste (bollettini da pagare), ACI (il bollo!), e spesa (il frigo era desolatamente vuoto): quindi la palestra e' stata rimandata a giovedi, almeno. Solo in serata mi sono potuto distendere sulla bici (i rulli) per riprendere un po' la gamba.

In vacanza, poi, mi sono accorto di avere perso almeno il 70% dell'elasticita' corporea che avevo acquisito con lo yoga (abbandonato da qualche anno per il troppa noiosita') e gia' che ero "legato", ora sono un tronco. E in bici sono dolori, se manca l'elasticita', soprattutto della schiena. La palestra (intesa come sollevamento pesi) ha accentuato questa cosa e quindi urge una ripresa degli esercizi di allungamento e simili. E quindi si ritornera' a yoga.

Oggi, sono ritornato in piscina (anticipando la seduta del mercoledi), ed ho gia' fatto a tempo a litigare con un paio, visto che, uno, entrando nella mia corsia, nonostante altre fossero vuote e pur con tutta la gentilezza del mondo facendogli presente che stavo facendo esercizi "a tempo" (corsia veloce, foglietto esercizi in bella evidenza, sguardo fisso sul cronometro, nessuna concessione alla neve attraverso le vetrate... vorranno dire qualcosa, no?) non mi ha neanche risposto (cominciando a nuotare peggio di un principiante), un altro (dopo che mi ero spostato io, nell'altra veloce: niente di peggio di un sordo che non vuole sentire...) gli ero sempre attaccato (toccandoglieli, ovvio) ai piedi: sgarbatamente mi ha detto (mentre si esibiva in addominali con tavoletta, ovvero era immobile) che stava finendo. E vabbe'... E meno male che e' arrivato Luca un corsista che quest'anno (beato lui!) e' con Erasmus in Islanda e ci siamo sparati la seduta insieme.

Oggi pomeriggio ci sarebbe una seduta di corsa ma con il mezzo metro di neve che sta scendendo, si puo' rimandare (tranquillamente).

La Chiave del Bagno
I rulli