A Fabio, 5 aprile 2009.

lunedì 23 agosto 2010

Come non aiutare lo sport (1° Triathlon Sprint del Titano)

Ieri ho partecipato al 1° Triathlon Sprint del Titano, organizzato da una societa' riminese in collaborazione con la Repubblica di San Marino e la manifestazione "Meeting". Partecipato e' una parola un po' eccessiva, diciamo sono sopravvissuto ad un massacro. Una gara che prevede in 20 km di bicicletta 587 m di dislivello e 83 nei 5 km di corsa non posso definirla altrimenti, per quel che mi riguarda, date le mie scarsissime capacita' ciclistiche.

Tuttavia, il motivo del titolo e' indicativo. Ci lamentiamo che il nostro sport e' poco conosciuto, la Federazione e' una delle piu' piccole e poi offriamo a chi si vuole avvicinare al nostro sport prove di questo genere? Per carita' organizzazione perfetta, assistenza lungo i percorsi eccellente, volendo i percorsi stessi sono suggestivi, ma di certo non si richiamano nuove leve cosi.' Mi si potrebbe ribattere che un ciclista avrebbe apprezzato queste inerpicate: si, certo, ma come ciclista (se lo fossi) andrei a farmi la Castelli Malatestiani, granfondo che si svolgeva in contemporanea, con caratteristiche tipiche per ciclisti e non per multisportivi quale e' il triathlon.

Insomma, offrire (dopo il nuoto in piscina) in 20 km di bici 7 km di salita, e poi dopo una picchiata di 2 uno strappo di 700m fra il 15 ed il 18%, e ancora 3 km di salita per poi rischiare l'osso del collo in 5 km di discesa non si aiuta il triathlon. Anzi, delle due lo si ghettizza. Sappiamo che non e' uno sport facile (ah se lo so....) non estremizziamolo con fatiche superiori.

Personalmente e' l'ultima volta che partecipo a gare organizzate da quella societa', che -ad onor del vero- si e' sempre distinta per la durezza dei percorsi, e ho fatto questa eccezione perche' ero comodo e necessitavo di un secondo sprint per il rank. Ma preferiro' fare qualche decina di chilometri (anche cento) per affrontare percorsi meno distruttivi, specie se parliamo di distanze corte.

Per il resto la settimana mi ha visto correre, venerdi, e tanto riposo (con un caldo cosi'....)

giovedì 19 agosto 2010

Cimone

Con il mio solito ardire masochistico la proposta della scalata al Cimone l'ho pure riproposta, e quella faina di Gianni sorridendo fra se e se ha deciso che il giorno del giudizio sarebbe stato martedi (17) e io (quasi) puntuale alle 9 e 10 ero allo starting point di Casa P. pronto all'impresa. Subito in viaggio per il parcheggio del Ristorante Boschetto, circa 16 km da Fanano (un po' di piatto ci tocca, sono le sue prime parole: trovatelo, il piatto....).

E dunque Fanano, Sestola e fin qui, salite conosciute, sia pure dure. Ma da Sestola la strada per il Cimone e' durissima. Poco dopo il grattacielo sale fino ad un bel 14%, e se ancora non bastasse poco prima di Pian del Falco 16 e 17%. In un bel drittone ammazzacristiani. In verita' a Pian del Falco ero gia' felice, ma Gianni non ha voluto sentire ragioni, e tra un "Adesso spiana!" e un "Sei arrivato fin qui, ora arriviamo fin su!", Prima il lago della Ninfa ed infine la botta finale dell'Osservatorio (San Luca per 2? eh, quasi), vero muro di Sormano (ma forse ero io che stavo delirando?) del modenese. A complicare il tutto un gregge di pecore, dei mustang indisciplinati e escursionisti irrispettosi.

Ma alla fine la sbarra dell'osservatorio ha sancito l'impresa. Il tempo di fare 2 foto (che non ho qui) che il fresco (anzi, il freddo) pungente ci fa fare dietro front e giu' a rotta di collo per la via dell'andata. Poche centinaia di metri di discesa e ciufff! La ruota anteriore si affloscia. Ma porcaccia! Ho forato! Intirizzito tento con la schiumetta, la quale, in verita' -per una volta- ha funzionato.

Tesissimo, comunque per tutta la discesa del ritorno, ma alla fine riesco a riguadagnare l'auto distrutto, dopo 5 ore di lotta e 70 miseri km. Ho ancora molto da lavorare, se voglio stare a ruota di Gianni, il quale, ovviamente appena la pendenza si inerpica va via come Bolt sui 100m.

Sono ancora in recupero, tant'e' che in serata di martedi ho solo accompagnato in MTB Carla per la sua corsetta (ai Giardini, incontrato Andrea), e oggi un mille a nuoto (che impressione saranno 20 giorni che non entravo in acqua...) disastroso.

Vabbe' qui il resoconto, poi arriveranno le foto (Gianni, mi mandi la seconda foto? Grazie!)

lunedì 16 agosto 2010

Indisciplinato

Ora come ora sono piuttosto indisciplinato, sportivamente parlando, ma anch'io che sono rigoroso nel seguire le tabelle di allenamento, adesso ho bisogno di estemporaneita'. Ripreso un certo feeling con la corsa, ora come ora ne approfitto, e corro. Mercoledi, tuttavia, siccome mi era rimasto il voglino del Cimone, e lasciata l'auto fino quasi ai piedi della salita per Fanano, ho inforcato la bici e sono salito fino a Sestola, da li' ho preso 100m della strada per il Cimone quando la pioggia e' cominciata copiosissima e ho dovuto desistere dall'intento (ovviamente gia' le avvisaglie erano chiare, ma per quel famoso 50% di possibilita' che non piovesse avevo proseguito).

Ho preso la pioggia fin quasi all'auto (15 km). Giovedi e tutto venerdi dedicata alla casa di Riccione, e solo in serata, tirato per i capelli da Carla (pregato, per meglio dire) siamo andati sul lungomare e abbiamo iniziato a correre. Inizialmente la seduta la volevo fare ridotta, ma mano a mano che correvo verso Rimini, stavo sempre meglio, e alla fine mi sono fatto il mio 4 x (3km+1km) in scioltezza, e dopo neanche un risentimento.

Ieri, infine ancora svogliatamente e pregato da Carla (che invece ha sofferto le uscite) altra seduta, 2 x (25' + 4 x 200m in allungo), e stavolta ad un ottimo passo. Il tutto ovviamente mentre prosegue il calo di peso, che e' la novita' dell'estate, almeno per me. Verra' anche il tempo del nuoto, prima o poi, e sara' disastroso all'inizio (il nuoto andrebbe curato quotidianamente o quasi) ma poi andra' un po' meglio (speriamo...)

Domenica devo ancora decidere se fare la levataccia e partecipare alla Castelli Malatestiani, una gran fondo micidiale (per arrivare ultimo, ma utile per il mezzo IM) o andare in balotta a Serravalle di San Marino per uno sprint, che non mi serve certo per l'Elba, ma non mi costringerebbe ad alzarmi all'alba... Diciamo che al 30% saro' alla GF e 70% allo sprint.

martedì 10 agosto 2010

Tranquillo...

...io metto il rapportone, e tu vai con il tuo passo. Nel pieno della cotta finale del giro in bici di ieri (87 chilometri, oltre 4 ore, una salita infinita fino a Sestola -tra l'altro proposta da me- con Gianni, Luca G. e Mimmo) sono le parole di incoraggiamento del mio compagno di discesa, un toscanaccio che si sta allenando per la Oetztaler e che ieri ha fatto "solo" 120 km, con giro da brivido, tanta era l'altimetria positiva.

Come detto, un giro che avevo proposto sabato io a Gianni (mi porti al Cimone?), e lui ha raccolto la sfida senza colpo ferire, lui che la domenica si spara 4 orette fisse con degli scatenati, e il sabato aveva partecipato ai Campionati italiani di olimpico, in quel di Tarzo. Luca G., di passaggio a Bologna, cui basta parlargli di bici che si illumina come un albero di Natale, si unito con entusiasmo, e Mimmo e' pure sceso da Sestola (mi ricordero' di questo onore) per venirci incontro e ritornare lassu'. Percorso che in teoria doveva essere il piu' tranquillo, con la scalata non dalla fondovalle in toto ma deviando per la valle dello Scoltenna, e dopo ben 20 chilometri (in rigorosa salita che doveva essere piu' pedalabile) ritrovarci al Bar Napoli a Sestola per un caffe'.

A quel punto ero gia' distrutto. Al pensiero di dover scendere (ma una discesa non e' mai tutta discesa), ero preoccupato. Cosi' grazie anche al suddetto toscanaccio (un sostegno morale pari alla gamba...) sono riuscito per lo meno a ritornare alla macchina, ovvero al Parco fluviale di Marano. Distrutto, dislessico e molto depresso.

E' vero, domenica ci avevo messo 11 chilometri di corsa su e giu' per i colli bolognesi, e qui almeno avevo sempre corso tranne qualche passaggio troppo duro, pure sui temibili tornanti del primo passaggio di Via del Forte. Ho ceduto solo al secondo passaggio e su quell'ultimo -inutile- chilometro dentro la boscaglia del Parco Cavaioni. Fara' tanto trail, ma che due maroni, rischiare ogni metro la storta.

Il fine settimana (che per me e' "giovedi pomeriggio-sabato mattina") riccionese mi ha visto "work in progress", con il trasloco della fumetteria (per nulla facile e limitato, dato che parliamo di 3/4 mila fumetti, nonche' delle librerie che la compongono) nella nuova casa.

Per il resto continua il mio digiuno natatorio, e sto benissimo.

Camminata sui colli bolognesi
Il giro in bici

giovedì 5 agosto 2010

Contemplazione


Ora come ora contemplo. L'idea di uscire ed andare a nuotare ("tout court": piscina lunga o corta, persino mare) mi repelle. Sono oltre 10 giorni che non faccio una bracciata a nuoto e non ne sento minimamente la mancanza. In bici, diluvio universale odierno a parte, sono molto poco stimolato, anche perche' se dopo 90 minuti mi devo sentire la schiena a pezzi, passa la voglia anche di vestirmi.

Rimane la corsa, che di quella ne ho anche voglia, non sentendo dolori al piede mentalmente frenanti, ma al pensiero del solito giretto da 1350 m dei Giardini Margherita ho un pizzicore al collo, San Lazzaro va gia' meglio, ma anche li' comincio a salutare i sassolini. Altri percorsi mi sembrano lontani. E con Carla che soffre il caldo ho un'ottima scusa. A Riccione va sicuramente meglio, e speriamo che in questi giorni un po' di voglia (per la corsa, ma anche per la bici ed il nuoto) mi ritorni.

Mi hanno consigliato stretching per la schiena, ma a parte la noia della cosa, rischio (come mi e' gia' successo) di farmi piu' male, perche' non mi rendo conto se e quando e' troppo lo stiramento. E quindi al momento mi dedico alla contemplazione. Si, vero, il mezzo IM dell'Elba (fine settembre) sta arrivando, ma a) mica sono un pro, b) se proprio non saro' al top della forma la gara diventera' una piacevole scampagnata: faticosa lo sarebbe anche da allenato, solo, andro' piu' piano. In fondo (adesso molto in superficie) dev'essere un divertimento, no?

E poi sono in fase calante di peso (a cavallo degli 85, ora), e questo a sentire i magri "e' quello che conta". Quindi, contemplazione. Aspettando che arrivi "the eye of the tiger".

lunedì 2 agosto 2010

11o Giro del Lago di Resia

Anche se quassu' lo chiamano "piu' volentieri" Reschenseelauf, perche' qui l'italiano non e' la madre lingua. La giornata inizia con un'ottima colazione a buffet del Maraias, e prosegue con una visita al vicino paese di Malles, molto caratteristico. Per pranzo ci affidiamo (mal ce ne incolse) alla Pizzeria Daniela, per un piatto di spaghetti "all'olio". Purtroppo ci arriva anche un bel po' di aglio e peperoncino, e soprattutto il primo sara' il nostro nontiscordardime fino a tarda notte (corsa inclusa, dunque).

Ancora con l'aglio galleggiante nello stomaco ci prepariamo per la gara, che ha una partenza ad orario insolito, le 5 del pomeriggio (la prima di quattro ondate), e pur essendo partiti da Burgusio alle 4 arriviamo al pelo, dato che c'e' un gran traffico. Siamo oltre 2000 partecipanti, e se stamattina non ce ne rendevamo conto, adesso si.

Io e Carla decidiamo per la 3a ondata, ovvero partenza per quelli che pensano di impiegare fra l'ora e venti e l'ora e trenta. Infatti ho impostato il Garmin per tenere un passo 5.20-5.30/km nella prima meta' e poi di accelerare fino a 5.10/km la seconda. All'inizio mi e' difficile superare, il sentiero e' stretto e corre fra la statale ed il lago, e mi devo adeguare, ma appena c'e' un po' di largo comincio a superare altri e mi assesto su un passo di 5.23/km. Dopo 5 km costeggiamo uno dei lati stretti e si passa a monte, e qui cominciano i guai. Fin qui il tracciato e' stato piatto, e le uniche difficolta' sono dovute al fondo, in parte sterrato.

Ora invece e' asfalto, ma con continui rilanci che mi spezzano il fiato, il ritmo ed infine le gambe. Mi trovo costretto a camminare su 2 strappi, ma e' sull'ultimo (l'ottavo, credo) che sono piuttosto affannato. Nemmeno in discesa riesco a recuperare e quando ritorniamo sulla riva della partenza sono quasi morto. Gli ultimi 3 km, complice anche il fondo erboso (e ovviamente non piatto), sono un calvario e arrivo sulle gambe, superato da moltissimi che avevo passato. 1 ora e 22 e spiccioli, ma "grasso che cola", per come si era messo.

All'arrivo, dopo aver preso fiato (lunghissima operazione) mi metto ad aspettare Carla, che arrivera' 10 minuti dopo, in leggero ritardo sul pronostico. Sono comunque molto soddisfatto, contando che siamo a 1500m, e che la mia preparazione e' cronicamente carente. Certo, sono due giorni che ho la schiena a pezzi, una settimana che non nuoto ne vado in bici, ma ci sara' tempo anche per queste discipline.

Posto splendido, temperatura ideale (8-10 al mattino, ma non freddo, e 22-25 al pomeriggio), ospitalita' teutonica (ovvero un po' rigida nelle regole) ma efficiente e cordiale. Abbiamo anche scoperto che qui si svolgono diverse gare, e non e' detto che non torneremo.

Il report

sabato 31 luglio 2010

Val Venosta



Giro del Lago di Resia, un anello di 15,3 km sperduto in questa valle conosciuta solo per le mele. Da oggi (per noi, almeno) anche per questa corsa che porta fin quassu' oltre 2400 podisti. Giovedi pomeriggio, temendo l'esodo, abbiamo anticipato la partenza arrivando fino a Merano, altra citta' che non avevamo mai visto e devo dire che ci ha piacevolmente sorpreso: una bella passeggiata sulla Sissi Promenade, e un discreto hotel (peccato non prenda le carte di credito)


Da ieri mattina siamo a Burgusio, localita' nell'alta val venosta che conta piu' alloggi per turisti che case.

Ci siamo arrivati dopo un bel giro a Glorenza,



antico borgo montanaro tuttora con gli edifici del 1600 (qui sopra un particolare di un'inondazione e del cimitero), e aver percoreso questa bella vallata. Poi la ricognizione del percorso, ovvero siamo arrivati fino a Curon Venosta (famoso per il campanile in mezzo al lago)



e un giro in Austria che dista da qui pochi chilometri. Oggi, dunque la corsa, che partira' alle 17.

martedì 27 luglio 2010

17 minuti

Erano 364 giorni e 23 ore che aspettavo questo momento. Tanto e' passato dal mio vano tentativo di iscrizione all' IM Lake Placid del 2010 (quello che si e' svolto domenica 25). Ma quest'anno ero piu' che deciso ad ottenere uno dei preziosissimi e rarissimi slot per l'accesso a quest'IM che fa anche da Campionato USA sulla distanza.

E' difficilissimo ottenere questo pettorale perche' chi gareggia ha diritto, il giorno dopo, a riiscriversi per l'anno successivo sul posto. Pero' deve aspettare i volontari (quelli che vi danno la borraccia al volo, ad esempio...), i quali hanno diritto prioritario su tutti. Infine, quando a Lake Placid sono le 9 del mattino, aprono i servers di Active.com e il mondo puo' tentare tramite web l'iscrizione.

Insomma sembra piu' facile al Superenalotto che partecipare qua (rimangono le agenzie tipo Hannes, i quali pero' offrono il pettorale ad un prezzo abbastanza superiore e sempre legato al pacchetto alloggio).

Per nulla intimorito io ci ho provato, e per 17 minuti, 3 pc con 3 linee differenti ho lottato, anche perche' Active.com, nel form di iscrizione, pone domande assurde tipo "Why have you sought Ford Ironman Lake Placid entry?" la cui risposta (una qualunque...) e' obbligatoria! Ma alla fine ho ottenuto l'agognato pettorale. Per l'Ironman Lake Placid 2011 almeno un italiano sara' alla partenza (toccando ferro fin da ora, naturalmente).

E dire che la giornata era iniziata malissimo, con un'altra battaglia durissima all'ufficio traffico di Bologna dove l'ottusita' e la cecita' burocratica raggiunge livelli inarrivabili. Da cui -ovviamente- ne sono uscito scornato. Ero talmente incavolato che sono dovuto andare a fare una corsa rabbiosa. Qualche chilometro collinare per smaltire la rabbia. Anche per essermi dimenticato il Garmin (io, proprio io!) E che dire poi del mio "pusher" di gel barrette e biscottoni proteici che non aveva quei gel miracolosi?

Poi, quando tutto e' diventato bello, cioe' in serata, altra corsa (report), per festeggiare.


sabato 24 luglio 2010

Monte Bartolo

Il parco con questo nome e' una vera palestra, per ciclisti (e purtroppo anche per motociclisti, che ci sfiorano a velocita' assurde) Il parco e' la montagnetta che collega Gabicce mare a Pesaro, con un percorso panoramico a picco sul mare, vallonato e piuttosto nervoso. Intanto dalla statale ci si inerpica a Gabicce monte salita fissa al 7%, alla francese (130m). Assolata, tanto per capire subito che aria tira.

Poi un po' di discesa, giusto per riprendere fiato, e su di nuovo per un gnocchetto, come li chiamano qui (138m). Ora c'e' una bella discesa, tecnica, che prelude alla salita piu' lunga (e faticosa, punte del 10%): Castel di mezzo, minuscolo borgo famoso (anni fa, ora e' un po' che non ci vado) per la Trattoria del Pescatore, 190m ancora un po' di discesa e su fino a Fiorenzola di Focara, dove una procace (dicono) barista accoglie i ciclisti e poco dopo una fresca fontanella permettono una sosta.

Da qui e fino oltre Santa Marina Alta e' un mangia e bevi sui 120/150m, fino alla discesa fino a Pesaro, che sarebbe facile se il fondo stradale fosse migliore. da qui si puo' tornare per la stessa via, oppure prendere la SS16 che presenta la "scalata" al Siligata come "GPM". Cosa che ho fatto oggi, quando ho capito che tornare con il maestrale contro sarebbe stata dura, per il parco. Certo che non e' stata unapasseggiata, tanto che lungo la discesa da Siligata a Case Badoli, il vento mi ha impeedito di superare i 45 kmh, quando si riescono a toccare i 65/70 kmh.

58 km faticosi perche' e' il terzo giorno consecutivo che monto in bici, contento perche' la forma sta tornando (ma la strada e' lunga) e le sensazioni sono buone.

Il giro di oggi
L'esercizio di ieri
Il giro di giovedi


giovedì 22 luglio 2010

Paese che vai...


...usanza che trovi. Qui (a Riccione) siamo tutti amici. Quindi niente "Lei", solo "te". Tocca prendere l'abitudine. Come stamattina, quando l'attempata cartolaia mi ha offerto un pezzetto di adesivo per chiudere una busta un po' piccola mi ha apostrofato con un "Ma di', basta che te me lo dici e risolviamo, no?" Che sapeva tanto di buffetto al cinno impacciato.

Prima ero uscito in bici con il Greg, e mi sono sorpreso di vedere tanti ciclisti in strada (ciclisti di quelli da gara), alle 9 di mattina, e ad un'eta' apparente da lavoro: ma qui non lavora nessuno? E poi mi sta bene, perche' -su mia richiesta- di percorso vallonato mi sono ritrovato sulle rampe al 14% di Montescudo. Alle mie rimostranze, la risposta e' stata "Ma di' mi ha detto che volevi un mangia e bevi, no?" Si, ma con pendenze umane, almeno. Va bene comunque, ma preferirei faticare meno, se posso. 45 km e 10 metri di dislivello a chilometro. Magari le mie gambe, gia' provate dall'esercizio podistico della mattina (3+1+3+1, con i 3 km lenti e il km al medio veloce, ma era solo meta' seduta, per via del metabolico e del tempo), avrebbero gradito un percorso piu' agevole.


mercoledì 21 luglio 2010

Rcionese



Senza la i e con una C sola, come dicono qua. Sono diventato cittadino della Perla Verde. Stamattina, di ritorno da Bologna (dove sono stato il week end) ho trovato il foglietto della visita della vigilessa e dei numeri di telefono da contattare. Nel giro di 2 ore e' passata ed ha potuto constatare che risiedo (o per lo meno potrei risiedere) in questa nuova casa.

Quindi ho schivato un'altra settimana di solitudine qua, sebbene i vantaggi siano innumerevoli, non ultimo la possibilita' di fare percorsi nuovi, sia di corsa sia in bici. Per non togliermi questa prelibatezza, ritornero' a Bologna domani pomeriggio, dopo aver fatto un'altra corsa metabolica domattina sul lungomare (accidenti a chi so io) e poi un bel giro in bici, probabilmente con il Greguratt, il quale si armera' di pazienza perche' tra me e lui c'e' un abisso (e non solo in bici!).

Comunque nel fine settimana appena trascorso io e Carla sabato mattina -cosi' come domenica- non siamo riusciti nell'intento di correre, ma lo abbiamo fatto lunedi, quando l'ho accompagnata alle 7 ai Giardini, incontrando tra gli altri- pure un'icona del triathlon bolognese, ovvero Paolo C., il primo bolognese doc ad essere andato a Kona.

Poi in mattinata mi sono pure sparato un po' di bici, e per non farmi mancare nulla ho fatto Via di Casaglia, parco Cavaioni, Sabbiuno e Pieve del Pino. Salvo poi tornare dalla Fondovalle Savena (credevo di riposare, io!.... tutta controvento!!)

Ieri poi ho accontentato Gianni (incontrato per la via un Luciano in disarmo), facendo il mio allenamento (25' di lento e 4 x 200 allunghi facili, per 2 volte) mentre lui rimane fedele al suo karma, ovvero corsa continua, e a seguire nel pomeriggio piscina in quel di San Giovanni, facendo 2/3 della seduta che dovevo fare. E qui ho rivisto con piacere Marino ed Ernia, la vecchia guardia del Pasta Granarolo.

Cosi' oggi mi sono preso festa (anche se avrei dovuto fare della bici, che faro' domani, con la corsa. Infine, prosegue la durissima lotta per rientrare in peso decente, giusto per non ribaltarmi sulla salita di Chiesso, il prossimo 26 settembre. Insomma, se non si fosse capito siamo entrati in zona mezzo IM Elba, con la ripresa a pieno titolo degli allenamenti. Pure da rcionese spurio. Ah, di, burdel!


La corsa di lunedi e di martedi
La bici di lunedi

sabato 17 luglio 2010

Un leone in gabbia, III giorno



Ieri mattina (accidenti a chi so io) alle 6 e mezzo mi sono alzato e ho fatto una corsetta metabolica. 40 minuti nel fresco (relativo) del mattino. Secondo costui avrei dovuto stare meglio. In parte si, ma il problema e' la doccia. In sostanza finisci comunque sudato, fai la doccia, ti asciughi, e se di nuovo fradicio. E ricominci da capo. Quindi 40 minuti di corsa e 40 di doccia. Alla fine, salomonicamente, decido che qualche volta mi alzero', ma preferisco farmi 10 km alla sera, con 33 gradi che alzarmi a certi orari.

Nel pomeriggio mi ha raggiunto Carla, e lei -potendo- e' andata in spiaggia. Io ho atteso, invano, i vigili che -lo ripeto- dovrebbero confutare la residenza. Quindi ero un leone in gabbia. Pur con internet, il tour de France etc... Oh! poi e' sempre meglio che essere uno di quelli che riasfalta la A14 di questi tempi...



giovedì 15 luglio 2010

Clausura, II giorno

Secondo pomeriggio di clausura. Loro non si sono visti e quindi devo proseguire anche domani. Quindi mattinata libera ma pomeriggio in casa. Oggi non e' andata malissimo, in fondo al sole ci sono 36 gradi ed in casa con il ventilatore soppravvivo. Stamattina sono pure riuscito a fare un mille a nuoto, con le palette per rassodare un po' le braccia inflaccidite da tanta passivita'. E mi chiedo: ma come fa il 70% della popolazione a non fare assolutamente nulla (di moto, intendo, sport e' una parola grossa, in questi casi) e a non annoiarsi?

In fondo (e lo dico perche' a me piace tantissimo) mangiare e rimangiare dopo un po' stomaca (vabbe' ormai l'ho detta) e poi con questo caldo e' un'impresa... Stare al sole, se per una donna puo' essere abbastanza facile, per un uomo e' un delirio... Penso anche solo alle goccioline di sudore che rigano i fianchi... O anche sotto l'ombrellone... Dopo un po' buongiorno/buonasera/che bel bambino e che due maroni! Una partitina a scala 40 o burraco? Mmmhhmsi, ma poi c'e' sempre quello/a che c'ha troppo culo....

Settima enigmistica? Ti guardano come un alieno. Giro in battigia? si ma con il cappellino che ti prendi un colpo di calore (ma qui stiamo un passo avanti, gia' facendo del moto)...

Insomma come fa la gente a non fare niente e a non annoiarsi? Io dopo 2 pomeriggi in casa (e poi che ho tv, satellite e web!) gia' mi sparerei nei maroni!


mercoledì 14 luglio 2010

Arresti domiciliari



Per ottenere la residenza in un indirizzo diverso da quello solito bisogna sottoporsi ad un periodo di arresti domiciliari. Non potrei descrivere diversamente lo status in cui sono ora, costretto ad attendere i vigili che -prima o poi e quando vorranno- verranno a decidere se la casa e' in condizioni tali da poter essere considerata residenza. Cosi' (contrariamente a quanto scritto nel post precedente, quando ho scoperto che glii uffici comunali di sabato sono chiusi), lunedi sono dovuto tornare per chiedere la residenza in Riccione.

L'addetta dell'ufficio ha voluto i documenti di prammatica: carta d'identita', patente, libretto auto. Il codice fiscale? L'ho perso, ma lo so a memoria! Non basta... Non basta? Perche'? Ah! Io devo vedere se il codice fiscale che lei mi da e' veramente il suo, e quindi voglio il tesserino... Quando hai delle risposte cosi' meglio lasciare perdere, convincerti che l'imbecille sei tu e fare buon viso a cattivo gioco, ovvero perdere un'ora all' Ufficio delle Entrate per un duplicato (che pure aveva il suo difetto, ovvero mancava la firma dell'addetto, pur essendoci il timbro...), duplicato che l'addetta comunale suddetta ha voluto ovviamente vedere (oggi). Cosi' da oggi e per almeno un po' di giorni sono costretto agli arresti domiciliari con una finestra d'aria al mattino (9-13) per fare tutto: spesa, allenamento e lavoro.

Per fortuna tra gli artigiani, internet e tour de france non mi annoiero', ma la notte mi mancheranno Carla e anche i miei gattoni. Per contro la casa e' bella, areata e in zona silenziosa. Allenamenti neanche l'ombra: correre con 36 gradi e' molto faticoso (eufemismo), in bici e' anche peggio. Rimane la piscina, ma sono nel periodo in cui il nuoto mi sta un po' sui maroni e andare in piscina mi pesa (e dire che qua a Riccione e' a walking distance dalla casa!). Pero' il peso scende... 87,1 stamattina. E -per la gioia di qualcuno- saro' piu' presente anche sul blog.

venerdì 9 luglio 2010

A volte risorgono


Sono (siamo) a Riccione. A pulire la casa nuova, ad arredarla quel minimo che serva per avere la residenza (che mi dovrebbero dare ad honorem, visto che e' dal 1963 che ci passo le estati o parecchi fine settimana). Domattina sara' il gran giorno passero' in Municipio per fare domanda.

Intanto, la settimana post Maratona mi ha visto nuotare per nulla, correre un po', come andare una volta in bici. Tutto con Gianni, il quale -adesso- corre piu' di me (in tutti i sensi) e pure in bici mi da lezioni (come e piu' di prima), dopo avermi fatto divertire per un po'. Nuotare dovevo mercoledi, ma gli artigiani riccionesi (elettricista ed idraulico), attesi per il primo pomeriggio si sono fatti vedere nel tardo pomeriggio e addio seduta all'olimpionica.

Paradossalmente, e al contrario di quanto avviene di solito, i servizi pubblici qui sono piu' lesti degli artigiani. Cosi' mi sono ritrovato il contatore dell'acqua prima ancora di avere un collegamento per la casa, il gas gia' 2 ore prima dell'appuntamento. E la luce attiva prima delle lampadine.

Di nuovo c'e' che ho di nuovo coscienza (quanto durera'?) che gareggiare alla soglia dei 90 kg e' un po' troppo, e tornato dall'Armentarola martedi ero 89,5. Stamattina un lusinghiero 87,6. Sempre pesi da lottatore di sumo piu' che da Ironman, ma intanto abbiamo invertito una (brutta) tendenza.

Stasera cena al Com'una volta, osteria familiare gestita in sala ruvidamente da un omone (Tiziano) che tutto sembrerebbe tranne quello che e'. Qualche anno fa la provammo e le sensazioni furono pessime: pesce quasi marcio e sapori indecenti. La classica croce sopra. Poi, nel corso di questi anni la continua presenza di gente, e -soprattutto- il fatto che sia sempre rimasto aperto ci ha fatto pensare che fosse un episodio sfortunato, e come dei buoni giudici abbiamo concesso una seconda possibilita'.

E siamo ancora qui a leccarci le dita! Cozze e vongole alla marinara abbondanti e saporite, a seguire per me gamberoni al sale eccezionali, specie intinti nella poccia di sale dolce di Cervia e olio extra vergine di oliva, e gamberoni alla catalana -piu' che sufficienti- per Carla. Sorbetto (frutto di un misunderstanding con il cameriere spagnolo) rosa, acqua e vino (mezzo litro frizzante della casa) per un 25 euro a testa. Risorto. Se ci passate e' in Via Galliano angolo via Diaz, nei dintorni della stazione, zona paese.

I report della corsa di martedi e della bici di giovedi

domenica 4 luglio 2010

Maratona dles Dolomites

Rimango sempre un po' intontito dopo certe levatacce. Piu' che la gara in se, e' proprio il fatto di dovermi alzare alle 4 e mezzo (orario ironman) per partire alle 6 e mezzo. Indipendentemente dall'ora in cui mi corico. Per me rimane un delirio. Comunque, ieri sera viste 3 previsioni del tempo, decido per una vestizione estiva, ma con cerata super tecnologica (acquistata all'expo, perche' io di quelle che si riducono intorno ad un mignolo ancora non l'avevo).

Alle 5 e 45 esco dall'Armentarola e mi avvio verso La Villa. Alle 6 e 10 sono in griglia "piccionaia", visto che il mio numero, il 9998, mi relega nell'ultima griglia, sottoposto alle urla belluine di romani (a destra) e di toscani, a sinistra. Molta gente (soprattutto ciclisti) non sa di essere molto sorda e non si rende conto che il tono della voce che hanno e' altissimo. Cosa che si aggrava quando telefonano (ma e' un po' piu' generalizzata): sembra che il tono si alzi a seconda della distanza cui si telefona.

Comunque, alle 6 e 35 (start ore 6.30) siamo gia' in centro a La Villa, ma passero' sotto lo striscione dello start alle 6 e 54. Ovviamente l'obbiettivo e' il percorso lungo, 138 km, 4200m di dislivello. Dopo Corvara si sale per il Campolongo: bastardo forte. 6 chilometri, ma con passaggi al 10%. Ho il miele sullo stomaco e quando mi sento chiamare rispondo male. Poi mi rendo conto che sono il nostro alfiere del triathlon (e dei VVFF) Andrea (Marsigli) in compagnia del nostro ex alfiere Davide Labanti e di un terzo che non ho riconosciuto.

La discesa dal Campolungo e' tranquilla, poi -senza un metro di pianura- su per il Pordoi. Qui mi sveglio, e me lo godo per bene: 11 km a 7%. Nonostante tutto e' quello che soffriro' meno. Discesa dal Pordoi gelida, perche' quasi tutta all'ombra (e potevo io fermarmiper indossare la cerata ipertecnologica?), e poi su subito per il Sella. Bastardo, bastardissimo. 6 km al 9%, e si sentono tutti. Qui capisco che il Giau non fa per me, oggi, e che il percorso medio sara' perfetto.

Infine il Gardena, un po' piatto un po' a strappo. Comunque il colpo d'occhio e' incredibile, qui come sugli altri passi, si vede il lunghissimo serpentone che sale... Arrivo a Corvara bello pimpante e imbocco il corridoio di passaggio per il secondo Campolongo. Nel durante di questi 6 km, mi accade di tutto: il piede comincia ad dolermi (ancora i plantari giusti per la bici non li ho), inizio ad avere crampi, il caldo mi sta prosciugando e un po' di sconforto perche' vengo superato dalla macchina di fine corsa, che qui passa chi ha una media sotto i 13 e mezzo...

Vabbe', arrivo al passo e decido di ritornare al traguardo. Quest'anno va cosi'. Alla fine 80km (compresa la risalita contro corrente all'Armentarola), bellissimi paesaggi e una faticaccia da rifare. Sperando nel sorteggio. Stasera, a cena, per consolarmi il buffet di dolci, anche se la meta' per me che sono allergico a noci e frutti di bosco, era offlimits.

Il report della Maratona

venerdì 2 luglio 2010

Armentarola



Come dire La Villa, Corvara... Insomma, Maratona dles Dolomites. Domenica saro' fra i 10mila partenti. E provero' ad essere uno dei finisher del percorso lungo. La settimana e' scivolata via fra un vero caldo (e quindi niente corse), una seduta di nuoto all'olimpionica di Riccione (scoperta, con bonus abbronzatura e lettino incluso nell'ingresso) e un doppio su e giu' di 4 km per Casaglia.

Insomma, uno scarico totale, di cui non avevo certo bisogno. Soprattutto la Tanita che non manca di farmi notare che il mio non e' un peso da ciclista. Neanche da passista, figuriamoci da scalatore. E dunque oggi, neanche il tempo di ammirare il nostro hotel (l'Armentarola, complimenti a sciffo per la scelta) che io e Carla abbiamo vestito i panni dei runners ed abbiamo imboccato il sentiero che porta a San Cassiano. Ad andare, tutto bene, anche perche' e' molto in discesa. Al ritorno sembravamo due sedentari cronici che tentano di andare a prendere il giornale a piedi per la prima volta nella loro vita.

L'altura (1500m) rarefa' l'aria quel tanto che basta per un padano che vive a 58m slm per sentirsi in apnea totale. Non oso pensare quando saro' sulle rampe del Giau, se devio prima sul medio).

Qui sotto 3 foto della vista dell'hotel (che ha un ristorante eccezionale, a cominciare dal buffet di insalate a proseguire a quello dei formaggi)


lunedì 28 giugno 2010

Nizza, un Ironman da spettatore


Ah, stavolta l'ho fregato... Gianni e' andato a Nizza per farsi -tutto solo- l'Ironman. Di nascosto e confondendo le tracce, io e Carla siamo partiti ieri, domenica, alle 6 per arrivare in Costa Azzurra per l'ora di pranzo e vederlo trionfare al traguardo. Tutto bene, il viaggio in auto, fino a Masone, ovvero a 15 km da Genova, dove un muro di macchine ci rallenta di un'ora la nostra media. Riusciamo ad essere a Nizza per l'una e mezza, e trovato un parcheggio (facile), l'hotel (ancora piu' facile) siamo schierati sulla Promenade in attesa sotto un sole cocente, anche se la temperatura non e' micidiale.

L'attesa si protrae ben oltre ogni piu' nera previsione e quando lo vediamo spuntare sono le 3 e mezzo del pomeriggio (nove ore di gara, cioe') e la faccia non e' felice. Ci racconta, appena indossate le scarpette da running che ha cominciato subito dopo il nuoto con un mal di testa feroce, seguita da inappetenza e nausea per tutta la bici. Aggiunta all'umidita' e al caldo la disidratazione era percepibile ad occhio nudo.

Ci vorranno altre 6 ore e 22 minuti perche' tagli l'agognato traguardo dell'IM Nizza, accompagnato dalla figlia Alice e dalle sue (di lei) amiche, suscitando la curiosita' e l'approvazione del folto pubblico.

Il dopo gara e' quasi drammatico, il nostro -infatti- colpito dai crampi e tremante come una foglia viene reidratato con due flebo, una fiala di paracentamolo e una dose da cavallo di magnesio. Per fortuna si riprende bene, tanto che per metterlo a letto c'e' voluta una bisteccona USA style.

Complimentoni anche ad Ubaldo, al suo secondo IM e ottimo finisher in 12 ore e 9 minuti, considerato che stiamo parlando di Nizza.

Qualora ce ne fosse bisogno, confermo la mia intenzione a prendere parte (anche) a questo IM, prima o poi (massimo 2 anni, cioe').

venerdì 25 giugno 2010

Galleggiamento



La settimana post Bardolino e pre Maratona dles Dolomites (mi pentiro' mai abbastanza per essermi iscritto?) si conferma una settimana di cazzeggio. Ovvero ben due giorni di riposo dopo la gara, e -con calma- una ripresa con corsa il martedi, una bici mercoledi (seguita da una nuotata "stile balneare" a San Giovanni), un bell'incazzo ieri, giovedi, e una bici veloce stamattina, cui seguira' una corsetta in serata, a Carla piacendo.

I fatti della settimana sono sostanzialmente tre, l'eliminazione della Nazionale di calcio dai mondiali del Sudafrica (che cito per solleticare i ragnazzi dei motori di ricerca e trovarmi linkato da sconosciuti) e l'attentato che oggi mi sono fatto a me stesso (oltre che -e forse piu'- alla bici), passando per il centro ugobassi-rizzoli-stradamaggiore, come dire, se non ti stira un autobus e zigzaghi bene fra i pedoni, voli per terra per i sanpietroni dissestati. Il carbonio del telaio ha urlato disperato almeno 50 volte, ma passare per il centro -come dice una famosa pubblicita'- non ha prezzo. Lo faccio -pero' una volta all'anno, perche' tengo alla bici forse piu' della mia salute.

La terza e' la cena sociale di un paio di orette, travestita da assemblea di approvazione bilancio (10 secondi in tutto), che ci ha visto trangugiare crescentine accompagnati dai salumi vinti nel corso di questa stagione. Sebbene in 50, sebbene ottime forchette, di salumi ne sono rimasti, quindi direi che siamo forti.

Bene, ed ecco un po' di report:

La corsa di martedi
La bici di mercoledi e di oggi


E un po' di foto da Bardolino...

domenica 20 giugno 2010

Bardolino

Mancavo da due anni da questa gara. A parte il battello d'acqua che ci ha accompagnato nelle tre discipline senza risparmiarci, me la ricordavo bene. Il lago al solito bastardo, con quell'ondina ubriacante. La bici nervosa, con quegli strappetti inusuali e continui che impediscono di tenere (parlo per me, ovviamente) le ruote anche dei piu' lenti, e -per fortuna- una corsa piatta, e tutto sommato lineare.

Della nostra squadra eravamo in 6, lungo la strada, in autogrill ho conosciuto pure sciffo, il cui blog e' fonte di allegria sublime. Poi tanti altri che mi hanno salutato (Mazzo, Eto, Matteo., Corrado, Mauro...), ed ho rivisto con piacere. Una citazione a parte per Lucianone, l'amico bergamasco. Anche se dovrei depennarlo dalla lista degli amici, perche' prima della gara era tutto un dolore (schiena, spalle, peso... "non so se finisco") e poi mi raggiunge al 25 km della bici (dopo che mi ha recuperato 3 minuti di batteria e non so quanti di nuoto che avevo di vantaggio) e mi lascia li' come una pera cotta. E di corsa sembrava una gazzella keniana.

Ho temuto per la mia salute anche quando sciffo mi ha passato di corsa e gli sono stato qualche secondo sottovento...

Comunque arriviamo a Bardolino (io e Carla, che nella speranza che le previsioni si sbagliassero e' venuta) con un bel sole. Il parcheggio ed il ritiro pacco gara sono rapidi e veloci (ma soprattutto vicini), poi, espletate le operazioni di rito (zona cambio), mi avvio alla partenza, e il tempo sta mettendosi al brutto. Muta facoltativa, e ce la mettiamo praticamente tutti. Parto seguendo il filo che tiene le boette, qui sembra di nuotare in piscina. Dopo un po' lo perdo, il lago e' scuro ma forse e' il cielo che lo rende torbido... Piove ma io me ne accorgo dopo un bel po', e quando esco oramai ho la bici, le scarpe, il casco e pure quelle da corsa spolte. Salvo il salvabile, ovvero le metto suole in alto, ma temo gia' vesciche da guinness dei primati.

Dopo gli urlacci del giudice (avevo dimenticato il pettorale attaccato al manubrio), finalmente vedo Carla imbaccucata nel poncho che si e' portata dietro piu' per scrupolo, e le allungo gli occhiali: con la luce che c'e' fanno solo danno (e perdere un paio di Oackley Limited Edition non e' bello). A fatica tengo qualche ruota, ma gli schizzi mi accecano, e poi ci pensano le prime 2 salite a farmi perdere tutto. Anche il pedale, il cui piede scivola nella scarpa, toh!, perche' bagnato.

La bici sara' una bella sofferenza, ma tant'e', ci sono abituato. Nel durante vedo molte forature, mi dicono che molti sono anche caduti. Certo, con quest'acqua basta avere i cerchi in carbonio che se freni a Bardolino ti fermi a Verona. Comunque arrivo bene, e faccio la mia unica cavolata. Mi siedo per mettermi le scarpe da corsa. Un crampo fulminante agli addominali mi inchioda. A fatica riesco a mettermi le scarpe ma di chinarmi per stringerle non se ne parla. Ok, vedremo dopo.

Riusciro' (per la cronaca) dopo 6 km. Alla fine me la corro tutta, e termino in 55 minuti, ma soprattutto sorridente (a qualcuno saro' sembrato un ebete). Al traguardo il fedifrago, Luciano, che sicuramente in colpa, mi offre la doccia nel suo hotel, ma in quel momento ho solo fame, una fame incredibile. Mi faro' un piattone di pasta e qualche pezzo di crostata non lievitata. Che mi sembrava la cosa piu' buona del mondo, in quel momento.

Alla fine la pioggia non e' mai smessa, ho rischiato di far annegare il cellulare e la macchina fotografica, perche' la borsa e' finita sotto la pioggia. Insomma un tranquillo triathlon olimpico. Ah!, e neanche una vescica!

mercoledì 16 giugno 2010

Sul pezzo*

Oramai ho ripreso gli allenamenti a pieno (?) regime, anche perche' senno' alla Maratona dles Dolomites (granfondo del 4 luglio), anche considerando solo il percorso medio, non riuscirei a superare il primo passo. E dunque, riassumendo... tanta corsa, anche tanta bici (ma roba corta) e poco nuoto. In mezzo, tanto Farm e FrontierVille, giochini lobotomizzanti.

Come quello del ragazzetto al Carrefeur l'altro giorno che, investito dal padre di responsabilita' massima (ovvero portare un cestello a mano), era talmente preso dalla DS che ci ha messo circa 30 minuti per capire che era uno di quelli che avevano il manico e le ruote per trascinarlo senza fatica, anziche' esibirsi in contorsionismi (con una mano sosteneva la DS, con l'altra pigiava i pulsanti reggendo il cestello nel braccio) come aveva fatto fino al momento della ferale scoperta. Spero per lui che non gli capiti di trovarsi in certe zone ad una certa ora, perche' visto come e' rincretinito mi sa che lo ritrovano in mutande...

Proseguono anche i lavoretti alla nuova casa di Riccione, ovvero ho gia' preso accordi per l'allaccio di acqua e luce, per il gas mancano documenti fondamentali, e per questo devo incrociare le dita....

Domenica abbiamo provato, io e Carla, piu' o meno all'alba, un percorso collinare (secondo indicazioni programma del guru): tanta camminata (praticamente tutta Via Montecalvo) e una fatica bestia. Lunedi ed oggi bici, stradelli guelfi sferzati dal vento. Altra corsa ieri. Dovevo nuotare sabato, ma il mare era mosso. Cosi' sabato a Bardolino tocchera' impegnarmi. E poi che adesso di nuotare ne ho poca voglia...

La corsa collinare di domenica
La bici di lunedi e quella di mercoledi
La corsa di martedi (parte uno e parte due)



*News! Ancora non e' passato meta' del 2010 che si progetta il 2011: l'iscrizione al mezzo IM della Florida (che si disputa nel cuore di Disneyworld) e' fatta. Non si sta fermi un attimo, qua....

giovedì 10 giugno 2010

Caldo!

Mentre ho ancora nelle orecchie il frastuono della festa (ennesima, a frequenza quindicinale) di stanotte (inizio discoteca ore 0.00, finita alle 4, provateci voi a casa vostra a fare un casino cosi e vedete quanto durate), con telefonata della Segreteria del Rettore in mattinata per l'annuncio (che e' suonata come la piu' grande presa per il culo), a cui, veramente, sembra che neanche il Papa possa mettere uno stop, finalmente posso mettere mano al blog, perche' fra semine, raccolti e Co-op da una parte, scavi apertura tesori, viaggi da un'isola Tiki ad una Maya dall'altra non riesco neanche piu' a tenere dietro alle emails.

E dunque fra annunci apocalittici e consigli del piffero, alla fine il caldo e' arrivato. Un bel caldo, di quelli che se anche ti sei messo i bermuda ed una magliettina alle 5 di mattina non soffri il freddo. Finalmente. Sperando che duri. Cosi' alla rinata voglia di montare in bici ,posso dilungarmi fra le colline senza bestemmiare per il freddo. In questi giorni ho ripreso un po' tutto, nuoto, bici e corsa. Sabato scorso mi sono fatto tirare il collo da il gruppo di Mirko, da Zola a Marano, poi li ho lasciati alla scalata di Serramazzoni, ripiegando per una piu' morbida scalata a Guiglia, per tornare a Zola da Castelletto. Mi hanno rendicontato mirabilia di Andrea, soprannominato puledro e mandato avanti ogni volta che qualcuno doveva rifiatare. Ma anche Pietro si e' difeso alla grande, pur colpito dai crampi.

Domenica puntata al mare con conseguente nuotata, un chilometro in scioltezza. Lunedi, ho fatto da solo il percorso di sabato, ovvero Serramazzoni (partendo da Marano, pero'), ovvero Ospedaletto, San Dalmazio e Serramazzoni. Praticamente 11 km in salita e 11 in discesa.

Martedi corsetta in compagnia di Carla, con scatti in salita finali. Era dalla Cortina-Dobbiaco che non rimettevo le scarpette. Ieri, infine, puntata a Riccione per la nuova casa, e gia' si preannuncia una battaglia: il contatore del gas sara' quasi impossibile, ottenerlo, e manca anche quello dell'acqua. Per la luce speriamo. L'unica fortuna e' che Riccione e' grande come un fazzoletto, cosi' praticamente si trova tutto in pochi minuti, pero' come al solito, la burocrazia e' una brutta gatta da pelare. Per sbollire la rabbia ho inforcato la bici di scorta e mi sono scaricato con una seduta di un'oretta, bilanciata da una mega piadina al prosciutto al casello di Cesena, sulla via del ritorno. Dopo il casello a destra alla seconda rotonda trovate la baracchian verde a sinistra, di fianco al gommista, ma non parlate di bici (e men che meno di triathlon) senno' vi attacca una pezza che tornate a Bologna di notte.

Oggi, infine, seduta di nuoto in piscina, con tecnica e altri esercizi.

Ma da ora in poi le mie sortite in riviera saranno frequenti, e non certo per andare a spiaggiarmi. Comunque, dopo i report una foto da San Giovanni con mio fratello di latte, Gianluca, in mutande ciclistiche (grazie a Bonjovi).

La bici di sabato
La nuotata di domenica
La bici di lunedi
La corsa di martedi
La bici di ieri




giovedì 3 giugno 2010

11imo Triathlon di San Giovanni

Assolutamente assorto da Farmville e Tresaure Island, trascuro il blog (e non solo) e vengo richiamato all'ordine da chi vorrebbe news ironridicole. Ma le news latitano, perche' dopo la 30 km praticamente ho preso un po'di riposo. Martedi sera una delle piu' brutte lezioni di Ruggio, con tanta rana e dorso che l'indomani mi sarebbero serviti come il freddo ad un esquimese. Cosi'0 mercoledi, ho partecipato allo Sprint di San Giovanni, ma come tutti gli sprint non ho sofferto neanche tanto (non ho la testa per spingere al limite). Infatti sono poi arrivato buon ultimo di squadra...

Comunque, San Giovanni e' una festa, il clima e' molto gioviale (almeno per quel che mi riguarda) e la tensione riguardava i nostri debuttanti (assoluti o in squadra) che dopo le prime bracciate hanno potuto esprimersi al meglio. Le 15 vasche dei 750m mi hanno visto a meta' fra i migliori e i peggiori, e una volta montato in bicicletta mi sono diligentemente messo in attesa di qualche "treno". Il primo mi ha sverniciato la bici e non ho neanche tentato l'aggancio, il secondo l'ho tenuto un paio di chilometri e poi mi sono staccato. Cosi' ho praticamente fatto tutta la bici da solo, visto che per il resto dei 18 km da dietro non arrivato piu' nessuno.

Una volta sceso dalla bici ho preso un passettino leggero, ma Roberto (Luminasio man) ha imbracciato il forcone e mi ha sospinto per tutti e 5 i km della frazione podistica, fra le mie maledizioni. Poi, come da copione, l'attesa del resto della squadra, e la mangiata di pasta.

Ma la giornata era ben lungi dall'essere finita, perche' mia cognata e suo marito avevano della carne rimasta dalla festa del giorno precedente e chi meglio di me e Carla potevano aiutarli nella faraonica grigliata?

Giovedi relax, cosi' come oggi. Ma da domani si riparte: uscita in bici con la squadra e poi domenica al mare sara' nuoto in mare: il Greguràtt smania dalla voglia di affogarmi.

Ecco il temibile squadrone della Polisportiva a San Giovanni.



domenica 30 maggio 2010

11a Cortina-Dobbiaco run

Innanzitutto (ma lo sussurro) il plantare adattato sembra funzionare davvero. Per tutti i 30 km non ho avuto le temutissime e spiazzanti fitte e scosse. Me ne ero accorto negli ultimi allenamenti, quando ero arrivato a 15 chilometri senza troppi problemi, ma oggi e' stato un sogno. Sperando che sia pure la fine di un incubo.

Sveglia mattiniera, perche' il taxi che ci portera' a Cortina, alla partenza, e' previsto per le 8. In realta' alle 7 e mezzo e' gia' qua... E la proprietaria ci ha pure trovato dei compagni, cosi' divideremo la spesa (rivelatasi molto economica, 40 euro in 6...) Alla stazione di Cortina gran baldoria e confusione, del resto quest'anno Gianni Poli (gran patron e inventore di questa corsa, arrivata all'11a edizione) ha fatto il tutto esaurito, 3500 pettorali! Ma in poco tempo riusciamo a prendere un caffe' e a prepararci per bene.

La decisione piu' lunga e' per l'abbigliamento: qui a Cortina e' fresco, e si sale anche un 300m, al passo Cimebanche sara' peggio? Io mi vesto in eccesso, ma preferisco sudare un po' che patire freddo, Carla azzecca la combinazione giusta (per lei). Io ho pure i guanti, memore ancora della maratona di Reggio quando con le mani gelate non riuscivo a sciogliere i lacci. Pioviggina, ma Gianni Poli ci rassicura che ne' al passo ne' a Dobbiaco piove.

In realta' piovera' fino quasi a Dobbiaco, e in certi punti molto forte. Alle 9 e mezzo partiamo, lo scarto fra lo sparo ed il passaggio dalla linea di partenza e' di circa 1 minuto e mezzo. Salita, salita per 14 chilometri, non ripida, ma continua. Camminero' per 4 volte (poche decine di metri), un paio per noia, un paio per stanchezza. Il passo medio pero' e' lento. sopra i 6.20/km. Vedremo quando scollinero'.

Al 14imo chilometro il ristoro di Cimabanche, uno strappo secco e poi sara' discesa. I primi chilometri di discesa volo. Sono intorno a passo 5.00/km, e le gambe, finalmente sono leggere. Passo il 20imo chilometro e sono sorpreso per i piedi, per nulla dolenti nei punti noti, semmai dolenti nelle articolazioni. Somo ovviamente affaticato, e' tanto tempo che non corro cosi' tanto. Al 25imo vado un po' in crisi, le discese a strappo con risalite dure mi piegano le gambe, ma tengo duro e gli ultimi 3 chilometri alzo l'andatura e recupero un po' di posizioni. Arrivo a cavallo delle 3 ore, sotto di 8 secondi per il RT, sopra di 1' e 21" per il tempo ufficiale.

Bene, bene, bene. Soprattutto perche' se veramente il piede non duole piu', si riparte alla grande.
Presto il repoert e foto...

sabato 29 maggio 2010

Dobbiaco 2

Oggi giretto no stress per Dobbiaco e San Candido (pranzo da dimenticare al Cavallino bianco), dopo aver ritirato un ricco pacco gara, poi un bel pieno di gasolio in Austria (-10 centesimi al litro, appena di la' dal confine) ed infine cena all'hotel Santer, famoso per quella Natalie che ha sposato il norvegesone Bjorndalen, mito del biathlon. Lasagnette al salmone (salmone e pane carasau, misticanza yogurt e balsamico) come antipasto e risotto verde al basilico e gamberi, su tappeto di crosta di parmigiano.

Domani i 30 km. Rotolando.

venerdì 28 maggio 2010

Dobbiaco


Ed eccoci a Dobbiaco, dopo un viaggio infinito (ma come fanno quelli che d'inverno prendono su da Bologna il venerdi sera e si sparano 4 ore di strada per una sciata?) per "essere" fra i 3500 che domenica si faranno i 30 km della Cortina-Dobbiaco (di corsa).

Intanto diro' che con la bici ci ho preso gusto. Martedi sera una discreta seduta di nuoto con Ruggio, molto lattacida. Poi mercoledi mattina ho preso la bici e partendo da Castel San Pietro, zona Stradelli Guelfi, mi sono avventurato su per la provinciale per Sassoleone, ovviamente controvento ed ovviamente rinforzato rispetto a martedi. Cosi' dopo 10 km ho rinunciato. Ho orgoglio, io! Mica posso farmi sballottare ai 10 all'ora (in salita anche meno)... per cosa, poi? Pero' altri 90 minuti in cascina.

Come ieri, una bella cronoscalata su per via San Vittore, e ritorno da Siepelunga (senza Montedonato). 15 km per una 40ina di minuti. Peccato che il 310 sia flippato e sia sia perso per strada la performance. Cosi' come il 705, che giace praticamente inerme presso l'assistenza in attesa del verdetto.

Ed in serata, corsetta con Carla. Usando i plantari nuovi con le K-Swiss, scarpe inadeguate per me (sono delle A1, leggere leggere...) ma con le quali riesco a correre senza apparenti dolori fino ad un po' oltre i 12 km. Poi, il giorno dopo la schiena e le caviglie urlano, ma "cosa non si fa per la causa"? Infatti faro' i 30 km con queste scarpe.

E dunque eccoci a Dobbiaco, dicevo. giretto per il paese (incontrata la farmacista piu' veloce di Bologna, nonche' Farmville dipendente), prime difficolta' per l'altitudine, ma la cena mi ha risollevato: canederli, filetto di cervo e frittatine di mele. Domani, insalata e pasta bianco, forse. Domenica, al solito, partenza sparata. Tanto doopo 12 km so gia' che mi dovro' fermare.

La bici di mercoledi 1 e 2, la corsa di giovedi, 1 e 2

martedì 25 maggio 2010

Pics!


Domenica ho provato ad allungare un po' i chilometri (senno' la Cortina-Dobbiaco potrebbe diventare un travaglio) e a fatica sono arrivato a 15. Il fondo c'e' tutto (non ero per nulla affaticato, alla fine), sono i soliti problemi che mi preoccupano. Vivremo al chilometro. Ieri, pero', ero un dolore diffuso, quindi riposo. Oggi mi sono rifatto, con 44 chilometri in bici la meta' controvento e in salita, quella regolare della fondovalle Savena, da Rastignano a Bibulano, ovvero il bivio per Monghidoro e Loiano. Al ritorno volavo? Non del tutto, visto che il vento ha pensato bene di girare un po' di fianco. Ed in serata nuoto, con le gambe molto offese. Domani risalgo in bici, del resto di correre se ne parla solo di sera, e quindi giovedi.

Al contrario di quanto avviene da noi, in nemmeno un mese ho le foto di St. Croix....

Sopra, in attesa dell'ok al trasferimento / traversata alla zona di partenza. Sotto, il trasferimento all'isoletta.

Sopra, la zona cambio, sotto, siamo pronti al via, il molo di Christiansted visto da noi

La partenza dei 45enni, non certo affollata, e l'approccio alla prima boa.... sono ancora in gruppo...

Sopra, eccomi fuori dall'acqua, sotto in bici, le prime salite

Si sale (sopra e sotto...) ma qualche volta si scendeva...

Una delle ultime salite, i morsi della fatica sono indicibili, e nemmeno uno zigzag da sollievo...

Di corsa: dapprima il passo e' sciolto, ma con il passare dei chilometri....

Il ritmo scende (sopra e sotto) ed il passo diventa fantozziano...

Fino alla resa (sopra), ma poi l'orgoglio ha un sussulto! E il salto (sotto), a suggellare un arrivo faticosissimo!

domenica 23 maggio 2010

Open water

Giudico fondamentale per un triathleta cercare di fare sedute in acque libere, e appena il meteo lo ha consentito ho convocato un manipolo di miei in quel di Miramare (zona 101, gentilissimi e cortesi) per una bella seduta "da pontile a pontile" sotto l'occhio attentissimo di Luca, uno dei migliori tecnici italiani di nuoto in "open water". Sono occasioni uniche per capire innanzitutto quanto sia diverso nuotare in mare dalla piscina, e poi per avere preziose stille di tecnica diversamente introvabili.

Quindi, onore ai "mutati" Luca, Lino, Andrea, Mirko, Pietro e Claudia, che hanno sfidato le fredde (ma non potevamo lamentarci piu' di tanto, c'erano anche 2 "lunghisti" che si sono immersi con il solo slip...) acque dell'Adriatico per una corroborante seduta, consistita in teoria (20 minuti) e pratica, circa 1,5 km -salvo zigzag) sotto l'occhio vigile del coach Luca. I risultati ci sono stati, cosicche' quattro sono riusciti a seguire le istruzioni di Luca (state in gruppo, seguite la scia...) arrivando ben prima di me, Pietro e Claudia che abbiamo cercato di cavarcela. Solo l'esperienza mi ha permesso di non arrivare dietro a tutti, per cui tirando dritto x dritto ho contenuto il distacco.

A seguire, io (e Carla, la quale -nel frattempo della lezione- consolidava la sua abbronzatura lucertolandosi al sole) Mirco e Luca, ci siamo concessi un piatto eccellente di strozzapreti alle canocchie, cui seguiranno bis, al pari delle sedute in un futuro prossimo.

Ma la giornata era ben lungi dal finire, visto che dopo il ritorno (e 5 punti della patente persi per il cellulare all'orecchio) a Bologna, io e Carla ci siamo diretti verso Mantova, dove mia cognata e il compagno (quelli di Samana') ci portavano in un Ristorante di Castel d'ario, la Locanda al Commercio-Rolli, dove fra un assaggio di tortelli di zucca tipici (con l'amaretto, cioe'), riso (vialone nano asciuttissimo) ai saltarei (pescetti e microgamberi di fiume fritti) e alla pilota (non dedicato a Tazio Nuvolari, che qui e' nato) fatto con salsiccia asciuttissima e costine (puntel) alla brace, ci siamo dimenticati del resto del mondo. Lambrusco ad innaffiare, semifreddo al torroncino e sbrisolona a chiudere... Un'esperienza culinaria da standing ovation. Eccezionale il liquore di liquirizia.

Oggi, dieta, e corsa..........


mercoledì 19 maggio 2010

Aggiornamentino


Non mi sto certo ammazzando, con gli allenamenti. Anzi, ho chiesto al guru una riduzione nella quantita' dei chilometraggi a favore di una maggiore vivacita'. Insomma allenamenti piu' brevi ma con maggiore intensita', a vedere se questa apatia mentale e fisica passa. Saltata sabato la seduta di nuoto in mare, perche' l'inverno e' tornato per una giornata, domenica ho accompagnato Carla per il suo lungo, sempre al mare, per il lungomare fra Riccione e Rimini. Prima fresco, poi caldino, poi di nuovo fresco ha avuto, pero' un effetto distruttivo. Un buon lavoro comunque, per lei. Io l'ho assistita in MTB, quindi parlare di qualunque cosa se non di tapasciata sui pedali risulterebbe offensivo. E comunque un po' di male ai piedi mi e' venuto...

Lunedi ho azzardato un'uscita in bici. Dalla Pulce di San Lazzaro a Botteghino di Zocca (8 km) e volevo gia' tornare indietro. Poi mi sono trascinato fino a Zena, rivitalizzato un po' su per Zula (passato -ma non asfaltato- da un paio di cicloamatori e tutto sommato neanche distrutto come al solito), da qui a Pianoro in un amen, e su per Via Riosto, con una gambina piu' allegra del solito (l'ho notato perche' reggevo il 24, anziche' 27), per ritornare (via Botteghino) alla Pulce. Neanche 2 ore di lavoro e poi e poi.

Ieri, martedi, corsetta sulla ciclabile dietro l'Antistadio, ma siccome erano le 2 del pomeriggio, un po' di caldo (oh, 25 gradi, mica 35) ci ha tagliato le gambe, e dopo neanche 6 km e mezzo abbiamo rinunciato per manifesta debolezza. In serata una buona (almeno li', anche se la piscina da 25m mi sembra una vasca da bagno) seduta con Ruggio scatenato.

Se non siamo allo svacco totale poco ci manca, spero nel sussulto di orgoglio (?) per la Maratona dles Dolomites.... Ho fatto pure un pensierino alla "Festa del ripetente insolente" (ma pensassero a trombare, va la') che i cari ragazzi dell'Aula C hanno organizzato per stasera, pensa te! Tanto dormire non si dormira'... I 1000 euro sono sempre li'....


sabato 15 maggio 2010

Ancora una volta, dopo 28 anni



Beh!, Dopo 28 anni dalla maturita', un terzo di noi ha ancora voglia di vedersi, chiacchierare e passare una serata a cena. Certo, quel terzo di noi che e' sempre (o quasi) stato presente, ma che alla fine, tranne impegni inderogabili o situazioni particolari (due erano a Londra, uno suonava in un locale, altri sono residenti altrove) sarebbe tranquillamente arrivato alla meta' di una classe che quando era tale era profondamente divisa.

Nessuna melanconia, tanta allegria e sempre quella voglia di credere che il tempo non sia poi passato. Certo pancette impertinenti stanno facendo capolino anche sui fisici che una volta erano piu' asciutti, i capelli si diradano, i peli si ingrigiscono, ma dentro, in fondo, siamo sempre quelli di 28 anni fa. Sara' retorica o un luogo comune, ma continuiamo a vederci per tenere vivi quei tempi. Almeno, per me e' cosi'. In piu' anche il fatto di rivedere persone con cui, bene o male, ho condiviso 5 anni di vita e che non riesco a vedere normalmente, neanche per caso, fa si che se posso, partecipo.

Location, stavolta, la Trattoria Trebbi, abbastanza intima ma un po' rumorosa, con un menu' tipicamente bolognese anche se -come in voga- "rivisto". Arrivo alle 9 e un po' e trovo gia' Sandra che mi invita ad un saluto a base di prosecco. Poi il gruppo si compatta e arrivano degli ottimi tortiglioni alle verze, seguiti dalla cotoletta bolognese un po' troppo annegata nel formaggio. Dei dolci non posso che riferire i pareri positivi degli altri commensali (Bavarese al cioccolato e tiramisu' su tutti). Ma su tutto tanta voglia di raccontarci.

Insomma una bella serata per rivedersi, piu' versione seminario di aggiornamento che ripasso stantio di un passato che e' passato. Bello, Davvero. A chiudere come non citare i presenti? Ah, beh, con i nomi di battaglia, naturalmente.... Da un lato, Sandra, Sciaime, Tony, Roger e Zac. Di fronte, la Manu, Marantz, Francesca, Cocco ed io, il Zizzi.

Monumentale la Tony, per la costanza con cui annualmente cerca di radunarci tutti, ma anche per quello che ha fatto quest'estate (invidia!).