A Fabio, 5 aprile 2009.

mercoledì 27 agosto 2008

Human Race

Domenica saro' anche io a Roma alla Human Race 10k, insieme a decine di migliaia di altri entusiasti podisti (e chissa' quanti nelle altre 23 citta' del mondo, in contemporanea) insieme ad alcuni famosi testimonial, come Margherita Granbassi (testimonial anche di altro...) Andrew Howe, Paul Tergat, Carl Lewis e tanti altri. La trovo un'iniziativa interessante, cui senz'altro partecipare, Sapendo anche di fare una buona azione (beneficenza a Livestrong, Ninemilion o il WWF). Eppoi 10 chilometri per il centro di Roma sono sempre un'emozione. Insomma, ce ne fossero.

Premesso che non uso prodotti Nike perche' come scarpe oltre le Brooks (e poi solo le Dyad 4) non riesco a portarne, e come abbigliamento uso quelli delle squadre (anche in allenamento), quindi non ho alcun motivo per parlarne bene o male, vorrei dire che sbagliano coloro che non parteciperanno perche' dicono che la Nike (main sponsor dell' evento) sfrutta il lavoro minorile, (tuttora da dimostrare, comunque) ed in ogni caso di non farsi scrupoli ma di guadagnare da questo evento. Opinione rispettabile, ma ragionando cosi' i sassi rimarrebbero sempre per terra (e per fortuna), perche' chi e' senza peccato scagli la prima pietra. E quegli stessi bambini, se non lavorassero per la Nike (ammesso e non concesso che non sia leggenda metropolitana), lavorerebbero nelle miniere. Allora penso che sia meglio che cuciano scarpe, palloni e maglie.

Cosi' con buona pace di costoro correreremo 10 chilometri anche noi (io e Carla) , donando la nostra quota a Lance Amstrong (il quale per finanziare la sua Associazione fa braccialetti in plastica, e potremmo aprire una altro capitolo...)

Personalmente differenzio i rifiuti, salvo poi avvilirmi quando vedo che passa il camion dell'Hera e raccoglie tutto assieme... Insomma non sono insensibile a certi temi, ma non bisogna farne una bandiera. Soprattutto penso che ci siano troppe associazioni che vivono di questo.

Arvaddres (arrivederci, in dialetto)

martedì 26 agosto 2008

La gamba

Oh, oggi c'avevo una bella gamba. SFR su per Casaglia, laddove arrancavo dietro uno scoppiettante coach in monopedale non piu' di qualche mese fa, oggi era piu' facile che mi stesse dietro, che a fianco e/o davanti (sempre in monopedale, che vi credete?) Se -poi- riuscissi a capire se e' la bici, il cambio piu' duro o la posizione (oggi avevo la Specialized con il 53-39) a darmi questa forza o se la gara di domenica, anziche' lasciarmi acido lattico, sarebbe importante, saperlo.

Comunque mai fatte SFR a 20 all'ora (43 rpm 53-17/19). Otto, come al solito, alternandone una seduta ad una fuorisella, e una Via del Genio discretamente pimpante con il 39-27. Buoni anche successivi sprint giocosi su per Via Gaibola, Codivilla e Molinelli, dove ho messo un po' alla frusta il coach. Dai e dai... Montecarlo, arrivo!

Certo, tutto questo mi ha costretto ad un pomeriggio da incubo, con una stanchezza indicibile, ma ho tenuto botta. Infine con grande piacere in serata ho rivisto i ragazzi del Porta Saragozza, tornati dalle vacanze (il pres ha fatto una full immersion in altura...) con il coltello fra i denti e le gambe prontissime a nuove avventure, per ora solo podistiche (loro...)

La traccia degli SFR

lunedì 25 agosto 2008

Spediti...

...alla meta. Anche oggi allenamento, e pure doppio. In mattinata seduta killer di nuoto (misti e stile) e carico muscolare nella palestrina con elastici, flessioni su braccia e gambe. Insomma, ero un po' stanchino, alla fine. Nel pomeriggio con la brutta sensazione di essere sempre in ritardo di quella mezzora che non si riesce a recuperare, qualche pratica da sbrigare e in serata una corsa.

Giardini Margherita, perche' gia' ne avevo poca voglia, in piu' di prendere l'auto per andare ai Cedri, ad esempio, non ce la facevo proprio. Cosi' fra violenze mentali e forza di volonta', 2 giri larghi, un po' di esercizi e un altro giro. Come a dire, "ho dato anche oggi". Anche perche' ieri ho speso molto, no?

Il Greguràtt si e' fatto sentire, oggi. Ma deve averla combinata grossa, per non essersi fatto vedere per 2 week end di filato. Mah! Intanto e' partito per Courmayeur, da dove venerdi partira' alle 11.00 per la CCC (Courmayeur-Champex/Lac-Chamonix), una corsetta di 98 km e 5600m di dislivello (in un tempo limite di 26 ore), l'anticamera all'Ultra Trail del Monte Bianco. Vabbe': che non fosse del tutto sano di mente lo si sapeva...

Sono certo che ce la fara', e allora apriti cielo, perche' mi sa che dopo non lo teniamo piu', e chissa' in quali gare estreme vorra' cimentarsi. In bocca al lupo, Greguràtt!

La corsa di stasera

domenica 24 agosto 2008

XV Giro dei Castelli Malatestiani e della Repubblica di San Marino.

Anche quest'anno, come una sorta di penitenza, decido di iscrivermi e partecipare a questo giro (eufemismo romagnolo) in bicicletta. Memore di quanto avvenuto l'anno passato (vedi il post dedicato) e il non necessario eccessivo chilometraggio per Montecarlo, ripieghero' per il percorso medio, di soli 102 km. Che comunque non mi fa evitare le salite piu' dure, come San Marino, Cornacchiara, Sogliano, Torriana e Verucchio: pero' almeno (spero) non arrivero' ultimo.

Sveglia alle 5, e nonostante tutto in Fiera Rimini solo alle 6.40, appena in tempo per posteggiare, scaldare la gamba, salutare i prodi ragazzi di Salieri, quelli tosti, quelli che saranno la' davanti a guidare la corsa (come Corradini, che vincera') e il Negro nell'insolita veste di team manager. Poi via, in griglia. Partenza ore 7 spaccate, e ho gia' la barretta alla pesca del pacco gara sullo stomaco (sara' il mio tormento per tutto il giorno). Come sempre, partenza a velocita' controllata (50 km all'ora), e ben presto rimango indietro. A Faetano, a meta' della prima salita sono fra gli ultimi, ma oggi la gamba gira, e ben presto mulino il 34-27, poi il 24 (ed anche il 21!) e recupero un po'. Passato San Marino, con i soliti su e giu' che mi distruggono, il primo passaggio a Verucchio arriva presto, e poi si prosegue con un bel piattone dove mi infilo in un paio di treni ai 40 all'ora. E ora deviazione per Borghi, su per la Cornacchiara che e' li' che ci aspetta.

Dura, durissima, ma anche qui, passata meta' salita riparto con un ritmo superiore di quanto abbia iniziato e recupero un po' di gente. Qualche chilometro di mangia e bevi e su ancora per Sogliano. Divisione dei percorsi, e scendo a sinistra, come detto per il medio, e discesa a rotta di collo per Ponte Uso. Un gruppo di vacanzieri toscani non iscritti mi raccoglie e mi portano alla salita di Torriana in un amen, dove -pero'- mi salutano e salgono a velocita' tripla.

Anche se con 50 km in meno e' sempre una salita mortifera, ma stavolta non mollo e me la faccio tutta senza piede a terra. Cosi' come imbocco la salita di Verucchio con slancio e solo una necessita' fisiologica mi impedisce l'en plein. Da Verucchio al Parco e' tutto un su e giu', a rotta di collo cerco di agganciare un treno ma non ci riesco, pero' e' praticamente finita: curva secca a destra per il parco Galvanina. A 300m vengo superato da Corradini, il vincitore del lungo. Mi ha dato 50 km...

All'arrivo finalmente un bel po' di gente, e un buffet/ristoro discretamente fornito. 4 ore e 7 minuti, sempre un tempo indecente per un ciclista, modesto per un triathleta, buono per un IM finisher ;-)

Peccato non esser riuscito a nuotare in acque libere (mare) neanche questo week end: sembra fatto apposta: tutte le volte il mare si guasta e lo ritrovo mosso. Vorra' dire che al Larvotto dovro' fare uno sforzo di memoria, per ricordare come si nuota in mare....

XV Giro dei Castelli Malatestiani e della Repubblica di San Marino

venerdì 22 agosto 2008

Doppia seduta di corsa

Cosi', stamattina, senza pensarci su un attimo, mi sono alzato, vestito da podista, acceso il Forerunner 305 e sono partito di corsa alla volta dei Giardini Margherita. Una corsa bruciagrassi dopo un secolo. 54 minuti di corsa piena di indolenzimenti (quanto e' costata Oliveto!) ma con sensazioni antiche ritrovate. Si, pero', che noia 4 giri dei giardini! Non passa mai il tempo li'. Vabbe' che sono vicini a casa, ma insomma, sembra di fare il criceto in gabbia!

In serata puntatina a Castelletto di Serravalle per l'ennesima (ma oramai siamo agli sgoccioli) corsetta del Challenge de L'Unita'. 5 chilometri abbastanza tranquilli, con Carla sempre alle costole, ad un passo di 6'/km. Ci siamo quasi, anche per lui la soglia dei sub 6' al chilometro sta arrivando! Ed ora ci spariamo questi 140 km che ci separano da Riccione. Va mo la'.

La bruciagrassi

Castelletto

giovedì 21 agosto 2008

Chi si loda si imbroda

Certo, lo so benissimo. Ma quando capitano giornate come oggi chissenefrega: lavero' la maglietta sbrodolata. Stamattina avevo in programma un uscita in bici con una caro amico, direi un fratello. Era tanto che io e Gianluca dovevamo fare un uscita insieme e solo oggi e' riuscito a prendersi un po' di ore di permesso per far prendere aria alla sua fedele Ridley. Io temo sempre quando esco con gente nuova: specie se triathleti di livello nettamente superiore al mio (che ci vuol poco), ancora di piu' se sono dei mezzi ciclisti (e ci vuole ancora meno). Non smettero' mai di ringraziare le persone che pazientemente aspettano una locomotiva sbuffante appena la strada accenna a volgere vorso il cielo. Ovviamente Gianluca e' una di queste.

Oggi, dunque, uscita diversa dal solito, partendo dall'Antistadio, con salita a Tole' dalla parte di Monte Pastore, ovvero in senso inverso alla Dieci Colli, e devo dire che e' una bella salita, regolare (fino a 1 km da Monte Pastore), dove abbiamo piacevolmente chiacchierato pur pedalando, e nel mio piccolo ho cercato di tenere un passo decente (alla fine la media sara' di 23,9 km). Poi -vabbe'- sullo inerpicata finale (comunque anche un 9%) ho pagato pegno alla sua maggior freschezza atletica e al suo miglior rapporto peso/potenza. Discesa bella e veloce da Bortolami, Savigno, poi, scartato Mongiorgio, l'alternativa era o la Bazzanese dall Muffa (trafficata) o accorciare passando per la salita di Oliveto da Stiore, (giusto a fianco della Trattoria Perla, cui farci una capatina in stagione di funghi e tartufi) una delle mie (tante) bestie nere (cioe' piede a terra e bici in spalla).

Potevo io perdere l'occasione di domare una bestia nera? E dunque su per Oliveto. 34-27, piano, un po' zigzagando (raggiunge il 16,4% la maledetta, ma non molla mai meno del 12%, sia pure per poco meno di un chilometro...) ma alla fine ce l'ho fatta, si.

Ieri, invece, seduta tecnica di corsa con il coach, a base di rullate, saltelli, molleggi, e (anche) qualche giro del parco dei Cedri.

Il giro in bicicletta
La seduta di corsa

mercoledì 20 agosto 2008

Da non credere...

In questi giorni mi sono divertito a confutare alcune affermazioni del nostro (di Bologna) assessore alla mobilita', e di fare un paio di valutazioni on the road. Il nostro brillante assessore (Maurizio Zamboni, il nome) -bel bello- un giorno affermo' sorridente alla stampa che era "stata completata l'opera di automazione del sistema di regolazione dei semafori, la quale avrebbe risolto tutti i problemi del traffico bolognese".



Premesso che:
a) i semafori a Bologna esistono anche per far attraversare i cani (da soli, ovvio). Probabilmente ne abbiamo uno per abitante: nei circa 8km km di viali che circondano la citta' ne contiamo 35!
b) mai e poi mai si e' tentano (oserei dire pensato, ma spero che almeno in questo qualcuno ci abbia quantomeno provato) di dare una sorta di continuita' alla marcia (la cosiddetta onda verde) per evitare che il mulin gazino 1a-2a-3a-2a-stop-1a-2a-3a, oppure 1a-2a-3-a-4a- 100 all'ora sparati sui viali per 3 semafori (senno' diventano rossi se si va ai 50 kmh) e poi un bel rosso a dire niente.
c) il nostro assessore non possiede la patente, e si puo' facilmente immaginare quale sia la sua competenza/conoscenza in materia di traffico, viabilita' e tutto cio' che dovrebbe essere il suo pane quotidiano (e qui si aprirebbe il discorso delle nomine meramente politiche in posti che necesiterebbero di tecnici, ma tant'e' e tiriamo avanti).
d) solo dal 2004 si e' cominciata la costruzione di rotonde, dimostratesi la soluzione alla stupidita' di certi semafori (e assessori). Ma la maggior parte di queste rotonde sono in periferia, mentre in centro si preferisce -tuttora- istallare un semaforo ogni 30m, ovviamente con regolazione rosso/verde a caso e completamente indipendente dal contesto degli altri semafori (gia' di per se' piuttosto casuali nella sequenza rosso/verde: vedasi Via Irnerio, ad esempio).

Date queste premesse, il famoso sistema consisteva nella posa, pochi centimetri sotto il manto stradale, di sensori che rilevassero la presenza di auto di modo che la regolazione del rosso e del verde ai semafori fosse tale che non si dovesse stare in fila per minuti e minuti.

Quest'inverno, risultati zero. I viali intasati, auto a passo d'uomo, i rossi ed i verdi ad minchiam. Quando sei al volante per minuti a non fare nient'altro che aspettare un verde pensi che questo sistema non vale un cavolo (subito), ma poi dai un'altra possibilita', in fondo se e' assessore mica sara' un imbecille, no? E allora aspetti agosto. Quando le macchine si contano sulle dita di una mano, anche sui viali, e speranzoso ti metti al volante pensando di risparmiare tempo (e carburante, en passant).

Cosi', alle 13.15 di un mercoledi' 13 agosto (porta Castiglione), ma anche stamattina alle 10 e 32 (incrocio Dante con i viali), o il 7 agosto, (o era l'8? boh!, porta Mascarella) alle 15 e 27, ti chiedi che cazzo ci fai fermo ad un rosso te solo, senza che dall'incrocio sbuchi una formica, ad aspettare quei 75/80 secondi un rosso. Per chi?

Ecco, le comiche raggiungono il parossisimo quando ti immetti sui viali da Strada Maggiore. Primo semaforo (Dante), rosso. Ok, mi sono immesso sul viale, ci sta. Verde: prima, seconda, il semaforo di Via Jacopo della Lana diventa rosso. Vabbe', ci saranno molte auto (2, ma nel frattempo sul viale le auto saranno una decina) che vengono da la'... Verde di nuovo, curva, porta Santo Stefano, verde. Ok, Castiglione, verde (ma bisogna andare agli 80 kmh...) cosi' come quello di viale XII giugno (siamo sempre sui 70/80 kmh), e del parcheggio Staveco. Quello 30-metri-30 (Via Savenella) dopo diventa rosso. Eccheccazzo! Mentre quello a 100m avanti, porta San Mamolo, e' brillantemente verde (oserei dire in onda).

Ovviamente diventa rosso quando quello a cui sono fermo diventa verde... Mi si dira': "per forza sei andato forte!" Gia'. Peccato che la contro prova (cioe' andando ai 50 all'ora) si beccano in ordine inverso ma uguale. Tutti rossi tranne quello che prima era rosso ora verde.

Noi a Bologna mica possiamo fare una onda verde come le altre citta' (Carpi, Padova, le prime che mi vengono in mente) noi dobbiamo essere creativi, automatizzati, precursori... Ah, poi non ci si stupisca se alle elezioni si perdono voti, eh?

martedì 19 agosto 2008

Riassunto

Eravamo rimasti alla cena a base di tigelle e salumi... Domenica mattina (pensando erroneamente di essere fra i pochi rimasti in citta') andiamo sulle colline bolognesi, al Parco Cavaioni precisamente dove e' in programma una ludico motoria. 10 chilometri su e giu' per il Monte Paderno dove anche Carla ha osato prendere la via della corsetta lunga (10 km, appunto). Anche qui Roberto (ma prima ancora Luciano Luppi) mi hanno asfaltato, dandomi piu' o meno 12/13 minuti, di distacco mentre piu' contenuti i ritardi dagli altri. Pomeriggio volitivo (piscina, bici?) ma l'abbiocco (dopo ottime tagliatelle fagiolini e code di gambero) e le olimpiadi hanno avuto il sopravvento, quindi rimandati altri movimenti.

Lunedi natatorio con il coach, come da consuetudine invernale, e una seduta a piramide (doppia, una con palette una senza) a stile con varie modalita' di passo, intervallata da elastici, piegamenti sulle gambe e flessioni.

Ma il clou e' stato oggi, perche' e' da venerdi che avevo la pulce nell'orecchio del giro fatto in auto, che volevo fare assolutamente in bici. E trovati gli sparring partner (due ciclisti di lungo corso, il gia' menzionato Luciano Luppi e il prode Gianni Pastorelli, con cui ho condiviso l'avventura a Francoforte e che mi ha incuriosito (costringendomi poi ad iscrivermi) al mezzo IM di Montecarlo, il prossimo 7 settembre. Ore 9.30 partenza dal parco fluviale di Marano sul Panaro. Una quindicina di chilometri per arrivare al bivio de La Docciola, e da qui salita costante e pedalabile fino a Montese (17 km). Immancabile rinfrescata alla fontana e caffe' in piazza, poi su per il Passo Brasa e Castel d'Aiano. Zocca, Monte Ombraro (altra sosta tecnica) e ancora Castello di Serravalle (dove pensavo di rimanerci). Degna conclusione con la salita che arriva a Giuglia e discesa fino a Marano.

Un giro di quasi 90 chilometri, molto simile al percorso bike di Montecarlo, con salite pedalabili, mai dure ma impegnative. Ovviamente i due ciclisti quando avevano la gamba che chiamava mi lasciavano sul posto (letteralmente), sebbene paghino diversi anni in piu' di me (e la cosa poi e' ancora piu' deprimente pensando a quanto corre forte Luciano...)

La camminata del Parco Cavaioni
Il giro in bicicletta



sabato 16 agosto 2008

Ferragosto al mare, anzi no

Gia', dovevamo fare una tre giorni al mare, ma dopo il Ferragosto, anche quest'anno passato a fare da autista a mia suocera su e giu' per le valli fra Bologna e Modena (Montese, Castel d'Aiano, Villa d'Aiano e Zocca, con pranzo a Iola, frazione di Montese) a "respirare aria buona", di spararci altri 140 km per andare a Riccione non ne avevamo voglia, e cosi' siamo rimasti a Bologna.

Oggi abbiamo pero' deciso di provare il mare in collina, ovvero il Villaggio della Salute che si estende per vari ettari sulle colline di Castel San Pietro (nella Val Sillaro, tanto battuta con la bici), in un tourbillon di piscine, getti di acqua (non tipo acquafan, ma pretenziosamente curativi) e prati immensi, destinati a volgari bagni di sole, sebbene spacciati per geoterapia, fitoaromaterapia e cose del genere. Ovviamente d'impatto e' tutto molto bello, ma io e Carla, alla quarta piscina (scendendo dal Pianoro del cielo), al primo chakra e dopo il bagno di sale ne avevamo un po' piene le scatole.

Cosi' dopo 4 ore non ne potevamo piu' e sebbene i 22 euro a testa di ingresso ci trattenessero dallo scappare prima (in fondo siamo plumoni anche noi...), eravamo proprio al limite. In serata, poi, una bella cenetta da mia cognata, dove un ricca libagione di tigelle, affettati, pesto modenese e nutella ci ha ricaricato le pile.

giovedì 14 agosto 2008

Proseguono gli allenamenti

Ieri seduta in piscina con il coach, e tra elastici, piegamenti sulle gambe per rinforzare (il termine esatto sarebbe "costruire") la muscolatura e serie da 50 - 100 e 200m a stile dopo quasi 2 ore ne avevo abbastanza. Cosi' stamattina seduta leggera di bici improntata sulla tecnica, con andata di 20 km sugli Stradelli tutta a padellino (e 95/100 rpm) e ritorno con il rapportone "dietro motore" (umano pedalante). Infine su e giu' per Via del Ferroviere (ex Via dello Smistamento) in monopedale, perche' la gamba bisogna rinforzarla.

Cosi' stasera alla 6a edizione della CorriBologna la gamba era di legno, e alla prima rampa di Via San Vittore (partenza dal piazzale dell'Istituto Rizzoli, discesona per Via Codivilla e su per Via San Mamolo) le gambe facevano giacomo-giacomo. In via della Fratta, poi camminavo senza ritegno. Via di Barbiano a rotta di collo in discesa per esaurire del tutto le poche energie rimaste e arrivo (ovviamente) in salita nel piazzale del parco Villa Revedin. 32 gradi e un caldo opprimente, ma pur sempre un allenamento. Tanti gli amici incontrati, dal Balestro (in formissima, mi ha dato almeno un quarto d'ora di distacco) a Roberto (anche lui, mi ha dato un bel distacco, sebbene bofonchiasse continuamente sulla sua scarsa forma fisica), ai tanti che incorciamo la domenica mattina a tenersi in forma senza pretese agonistico-competitive.

La seduta in bici
6a CorriBologna

martedì 12 agosto 2008

Il bello ed il brutto del Triathlon

IF e Greguràtt

Luminasio e cosi' sia

Altra salitella da far tremare le gambe, oggi. Partenza da casa di Roberto e su per Casaglia, perche' "senno' sulla Porrettana ci intossichiamo", e quindi Parco Cavaioni, Sabbiuno, Pieve del Pino, Ganzole (in discesa) e Sasso Marconi (e la gamba gia' urla di dolore). Infine su per la Porrettana, quei 5/6 km che dividono l'incorcio con la strada per Luminasio-Medelana-Mongardino. Gli accordi erano "ci vediamo al bivio per Montepastore".

Durissimo. Anche peggio del Carpegna, checche' ne dicano (99,45 contro i 110,96 del Carpegna) i parametri di salite.ch. Perche' Luminasio ha salite a strappo, da subito le pendenze sono a due cifre (non 20% come dice il sito, ma 14/15% spesso e volentieri) poi i tornanti (2 quasi subito appena svoltati e 4 in sequenza dopo l'abitato omonimo) in cui si puo' esalare l'ultimo respiro, altroche' trovare conforto. Hai voglia a prenderli larghi... E dopo una curva, sempre peggio. Solo un breve attimo nell'abitato, e fino al cimitero. Poi riparte, anche peggio, come detto. Fino a Medelana non molla mai. Il Carpegna -pur molto impegnativo- ha una pendenza costante, senza strappi distruttivi, e pedalando lievi si sale benino.

Tant'e' che avevo solo voglia di andare a casa, dopo. E arrivati a Mongardino si sceglie: a destra per la Porrettana, a sinistra per Calderino o diritto, Casalecchio di Reno passando per Monte Capra (altro 13%) e l'Eremo di Tizzano. Roberto impone quest'ultima, nonostante i miei mugugni, perche' "sulla Porrettana c'e' troppo traffico". Arrivo a casa passando per il centro, affiancato da "collega" triathleta del Marconi 93, motorizzato per una volta. Un giro nettamente piu' breve, oggi, (appena 65,10 km con un misero 1508 m di dislivello), ma "Luminasio mi e' bastato, oggi!"

Ieri seduta di nuoto con Luca coach e Luca Mandri, uno dei corsisti invernali di Ruggio, che ha assaggiato la pignoleria di Luca coach, con una seduta composta da 4 x 100m stile progressione 1-4, 4 x 50m stile progressione interna, 4 x 25m stile sprint, 4 x 25m delfino, 5 x 100m stile soglia. Infine 100m sciolti.

Luminasio

domenica 10 agosto 2008

Carpegna, nudo e puro.

La pulce nell'orecchio e' dell'anno scorso. Quando accompagnai il coach fino alla base e poi dopo un km rinunciai a cotanta famosa salita, incapace di superare il primo strappo al 18%, probabilmente sfiancato dai chilometri di avvicinamento. Stavolta ho chiamato Roberto, che ha tenuto ritmi piu' umani (con qualche sosta alle fontane del percorso) per i 47 chilometri che separano casa mia dall'inizio del Cippo, e pur violentando il suo ego di disturbatore cronico (cioe' lui pensa di essere cosi') non ha resistito al richiamo della salita ed e' sceso in Romagna. Alle 9 e 23 con 7 minuti di ritardo e' sceso dal treno e nemmeno 20 minuti dopo eravamo gia' sulla strada.

La strada che porta a Carpegna scalda anche troppo la gamba, (oltretutto sulla Colnago II ho il 25, e non il 27 dietro, come massima agilita', sia pure con il 34 davanti) e quando arriviamo su ho quasi deciso di non tentare neanche la scalata, ma "sono arrivato fin qui, almeno ci provo...." suona molto meglio e parto. Comincio la scalata con un ritmo molto tranquillo, ed in certi punti il confine con l'equilibrismo puro e' molto labile. Studiando la scalata su salite.ch, mi accorgo che i primi due chilometri sono veramente infernali (12-15% costanti, punte del 18%), ma poi -non dico che spiana- ma le pendenze sono piu' umane (10% con qualche picco al 15%), specie dopo la barriera del campeggio. E infatti piano piano, metro dopo metro, arrivo in cima, al GPM, posto a 1361m, 6.140 m dopo la partenza in piazza. E' stato molto emozionante. Nient'altro che il respiro (molto affannoso), dice una scritta, ed e' assolutamente vero.



Durante la salita due soste (con ripartenze da brivido...), una per i piedi, con le solite fitte ai nervi e l'altra per un nugolo di pappataci che mi si erano affezionati, ma un po' troppo invadenti. Poi la lunga discesa dalla parte del Passo Cantoniera (con scavalcamento barriera) ed il ritorno in piazza a Carpegna dove ritrovo Roberto, il quale ha avuto un altro passo. Il rientro controvento ha rotto un bel po', pero' alla fine la soddisfazione di aver messo un altro bel mattoncino sul muro rimane tutta.

Oggi, come ieri, niente nuoto in mare: mosso, molto mosso per via anche del tornado in Friuli che a Riccione e' arrivato sotto forma di vento a raffiche nella notte di venerdi. Quindi solo tanta spiaggia dopo aver goduto dell'argento del vecio Rebellin.

Il report

sabato 9 agosto 2008

Sassoleone e Loiano

L'ho rifatto. Un altro doppio distruttivo. Pero' (speriamo) allenante. Dopo che giovedi' non ero riuscito a muovere un muscolo e ho passato la giornata cercando di recuperare, ieri mattina, venerdi', seduta programmata in bici con il coach, e siccome ricordavo la strada lungo la Val Sillaro per Sassoleone come in salita morbida simile ad una di quelle del mezzo IM di Montecarlo, ci siamo avviati verso Castel San Pietro. Non ricordavo, pero', che fosse cosi' lunga ed esposta al vento, specie nel tratto sulla via Emilia. E ieri di vento ce n'era parecchio. Laterlfrontale, ovvero il peggiore. Sulla via abbiamo raccolto un mio ex compagno di squadra che veniva da San Pietro, e si era sorbito gia' 30 km in piu' di noi.

In alcuni tratti mi sono sentito bene, e il test con la Specialized con il 53-29 e' stato positivo: e' molto probabile che usero' questa a Montecarlo, se riesco a fissare le appendici per bene. Bene anche la salitella ignorante di Dozza presa dalla Val Sellustria, 5 mini strappi ma duri. La gamba c'e', almeno sul breve. Peccato che a me il vento metta di pessimo umore, e lungo gli ultimi 30 km per ritornare alla base sono stati molto impegnativi, soprattutto mentalmente (ho esternato rumorosamente la mia contrarieta' agli eventi meteo) e il fatto che non tenessi la ruota ne' del coach ne' di Daniele mi ha mandato oltremodo in crisi: immagino che anche il coach ne avesse la scatole piene di me, alla fine. Anche oggi, comunque, 100 km...

Ritornato appena in tempo per godermi con Carla la cerimonia di apertura dei giochi di Pechino, ma acceso il braciere ci siamo avviati per Loiano per l'ennesima fatica del Challenge. In effetti queta era veramente una faticaccia, con un su e giu' per i boschi con un paio di salite varmente alpinistiche. Ad aggiungere difficolta' il terreno sabbioso e friabile che non consentiva presa al piede e spesso si richiava di gattonare. Alla fine un'altra giornata molto stancante, sperando che oltre all'evidente calo di peso (aiutato anche dal ripristino di una dieta quasi ferrea) tutta questa faticaccia sia anche allenante. Per chiudere, essendo venerdi', ci siamo anche sobbarcati il viaggio per il mare, dove domani mi raggiungera' Roberto che vuole tentate la scalata al Carpegna (in bici) e, stavolta, cerchero' di farcela pure io.

Il giro in bici a Sassoleone
La corsa a Loiano

giovedì 7 agosto 2008

Osare

Ogni tanto, non troppo spesso, mi piace fare qualcosa che vada verso i miei limiti. Ieri e' stata una di quelle giornate. In programma la scalata in bici al Corno alle Scale (da Vergato) con Roberto (tornato su livelli di amicizia accettabili, dopo qualche sbandamento ad est). Partenza alle 10 dal parcheggio della Coop di Vergato, da subito la pendenza non e' insormontabile, anzi, per tutti i 42 km e' accettabile, solo in alcuni punti (dopo Madonna dell'Acero, specialmente) il fiatone si fa pesante. Ma quello che colpisce e' il paesaggio, specialmente il passaggio nel bosco dopo La Ca', e lo spiazzo dopo il curva a destra in cui si apre il Cavone, a un km dalle piste da sci del Corno.

Io c'ero gia' stato su per di qui, un po' di corsa (da Vidiciatico a Madonna dell'Acero, prima dei neuromi, quando ancora facevo lunghi in salita...) un po' in auto, a scampagnare (mangiando ottimi funghi e polenta al ristorante di Madonna dell'Acero) con Carla. L'emozione pero' di riuscire in un impresa (perche' non e' certo una passeggiata e di cui non ero certo di riuscire) e' molto forte. La contentezza di Roberto (che si emoziona sempre quando la pendenza sale) ha reso la giornata ancora piu' bella. A rendere ancora un po' piu' difficoltosa la scalata gli ultimi 5 km con il ghiaino appena steso per terra, che impediva l'alzarsi sui pedali, per non dire il ritorno fatto con i freni tirati e le gambe a spenzoloni.



Piacevole anche la compagnia del collega di Roberto, che ci ha accompagnato negli ultimi chilometri. Naturalmente ora ci sara' chi dira' che non e' un impresa, che e' alla portata di molti (non -pero'- di chi lo afferma). Ma se questo qualcuno, magari, ci provasse, prima di parlare, ecco, questo sarebbe tanto bello. Anzi, sarei io stesso il primo a congratularmi. Senno' assomiglia sempre piu' alla volpe per la quale l'uva e sempre troppo acerba.

Non contento di cio' mi sono concesso il lusso di osare. Ovvero di fare anche la corsetta del Challenge in quel di Monteveglio, con la scalata di Oliveto (da Stiore) che tante lacrime (di sudore e di pianto) fa versare ai ciclisti, costringendone la maggior parte al piede a terra (me compreso, s'intende). Non avevo certo bisogno (ne' voglia) fisicamente di questi 6 km e spiccioli, e mentalmente e' stata dura, perche' cercare di correre con le gambe di legno non e' facile. Pero' ci ho provato (ci ho voluto provare) ed ho camminato solo in alcuni tratti.

Bene un doppio importante, fisicamente e mentalmente. Barra a dritta, alla mezzavia cosi', Frankie...

La scalata al Corno
La corsa del Challenge

martedì 5 agosto 2008

Idoneo

Con qualche patema, perche' mi sono recato da un medico nuovo che non mi aveva mai visto, ma sono risultato IDONEO alla pratica del Triathlon per un altro anno. La giornata era iniziata malissimo. Il coach mi ha rivisto nuotare dopo oltre un mese e il responso non poteva essere peggiore: tutto non andava, dalla testa, al gomito, alle gambe... Sebbene i tempi non siano stati malaccio il mio stile fa molto schifo. Agli elastici poi una litania di errori. Insomma, "Siamo molto indietro, e c'e' molto da fare, Frankie". "Coach, io i miei obbiettivi 2008 li ho raggiunti, (i due IM con il personale migliorato) ora e' tutto grasso che cola, dai..." "Si ma non possiamo mollare la presa, senno' a Montecarlo rotoli".

Alternati agli elastici, dei 400 a stile, dapprima con le palette e pullbuoy, poi 4 x 100m con le sole palette, infine 8 x 50m completo. Poi, com'e' detto, nel pomeriggio visita medico sportiva, con la prova sotto sforzo in bici: 5 minuti (abbondantissimi) a 100 rpm e 225 watt. Cuore a 158 battiti, ma l'elettrocardiogramma ha dato il via libera. Bradicardico ma idoneo. Dopo mi sono anche goduto 20 minuti di corsa a 33 gradi... Cosi' abbiamo fatto anche un doppio, oggi.

La corsetta

domenica 3 agosto 2008

Dai, che si riparte.

Un week end piuttosto sportivo. Certo, nella scala delle attivita' 0-100 mi piazzo appena sopra la meta', ma potrei sempre stare in panciolle e stare nella parte sub 50 di questa scala 0-100. E dunque, venerdi, ammazzato il vitello grasso, ossia festeggiato il compleanno della mia magnifica signora con un'abbondantissima (e bolognesissima) libagione in quel del Ristorante Diana, con spuma di mortadella come antipasto, tortellini in brodo per Carla, passatelli (sempre in brodo) per me, bolliti e fritto misto alla bolognese, saltando per dignita' il dolce, siamo partiti alla volta di Riccione.

Sabato mattina, zitto zitto quatto quatto (che senno' il Greguràtt mi inseguiva in monopedale) ho inforcato la Colnago B e mi sono avventurato per quella malefica strada che e' la panoramica del Parco del Monte di San Bartolo, che collega Gabicce mare a Pesaro passando da sopra, ovvero Gabicce Monte e Fiorenzola di Focara. E' una strada veramente bastarda. Comincia da Case Badoli con lo strappetto di Gabicce Monte, niente di che ma e' tutto al sole. Poi e' tutto un mangia e bevi corposo (ossia con strappetti comunque sul 6/7%) senza possibilita' di rifiatare, e quando pensi che sia l'ultimo, eccone un altro. Alla fine si arriva in centro a Pesaro, ma a questo punto l'Adriatica contro vento e' una pacchia. Bene, 60 km di passo cicloturistico.

Il tutto era introduttivo all'evento clou del fine settimana, ovvero il 7° Giro del Monte Carpegna, gara podistica agonistica (e non) che si sviluppa, appunto sulle rampe della salita ("il Cippo") tanto cara a Pantani. Scegliendo il pettorale agonistico (anche se Carla non vuole mai "competere") perche' con solo un euro in piu' c'era la maglia ricordo (ovviamente esaurita quando l'ho cercata, alla fine, ma hanno promesso che me la spediranno...), la cosa doveva andare cosi': io e Greguràtt (e Ugo) avremmo fatto la lunga, ovvero la "vera" scalata. Carla e sua moglie (la Lo) la corta, di 8 km. Io poi avrei dovuto andare su la mattina alle 7 in bici (e -ovviamente- ridiscendere) con lui e Ugo, il macellaio triathleta, per "scaldare la gamba, andando su, e scioglierla, tornado" (Riccione-Carpegna = 47 km in salita quasi costante), cosa prontamente rifiutata da me (nonostante le minacce da parte sua di ritiro del saluto e dell'amicizia!)


Poi stamattina anche la "Lo" ha dato forfait e cosi' ho deciso che avrei fatto la corta con Carla, e allora ci siamo ritrovati su a Carpegna appena in tempo (causa gli almeno 200 ciclisti sparsi e le 5 macchine lente piu' dei 200 predetti) per ritirare i pettorali, e neanche il tempo di schierarci che pum! si parte. Il primo chilometro e' quasi piatto, poi comincia a salire, esattamente come in bici. Strappo Fuente, 350m, medio 15%, massimo 18%. Con Carla, in panne subito, gli accordi erano "ci vediamo alla divisione dei percorsi", ma io non l'ho vista, questa divisione, ed ho proseguito. E dopo 3 km e mezzo il primo ristoro, alla sbarra, per chi conosce la strada.

Qui mi metto ad aspettare Carla, pensando che anche lei abbia proseguito, ma lei ha visto la divisione ed ha preso la corta. Dopo un po' io sono ritornato indietro sulla stessa strada, e in breve ero al traguardo. Ci siamo rincontrati per caso, al traguardo. Greguràtt e Ugo hanno fatto la lunga, circa 1h28' il loro tempo (58' il primo). Alla fine ho fatto circa 7 km come un challenge di collina. 3 km e mezzo in salita, altrettanti in discesa. Io non ho proseguito per la lunga perche' uno dei cerotti che mi ripara i capezzoli e' saltato e in breve l'avevo in fiamme. Ma mi e' dispiaciuto perche' e' molto bella: la rifaremo (e la lunga!) il prossimo anno.

La domenica e' proseguita con il pranzo dai miei, e subito in spiaggia per una (breve) pennica: il Greguràtt instancabile ha coinvolto il buon Adriano per una nuotata, ed eccomi -neanche sapendo come- in acqua a mulinare le braccia. Un chilometro (zona 75-Baltic) che sembrava contro corrente, tanto non ne avevo voglia. Avanti il Graguràtt a farci da boa direzionale, io in mezzo e il buon Adriano (certamente meglio come ciclista, dove mi asfalta regolarmente) per una volta ad arrancare in coda, per di piu' a rana.

La scampagnata in bici
La scalta (parziale) al Cippo
La nuotata pomeridiana

venerdì 1 agosto 2008

Totali di luglio

Giornata di riposo, ieri, giovedi, e ultimo giorno di luglio, quindi tiriamo le somme:

SWIM: 10500 m
BIKE: 670,84 km
RUN: 89,61 km

mercoledì 30 luglio 2008

Riassumendo

Ieri, martedi, mi sono violentato per andare in piscina, ed ho intimato ai bagnini della Record di infamarmi se fossi uscito dalla vasca prima di 45 minuti. Insomma, alla fine ho fatto un 1700m con non so quale forza mentale, composto da 100m stile braccia, 50m gambe stile ed 100m stile completo ripetuto 5 volte (e poi e poi....) il resto e' riscaldamento e relax. 50 minuti, proprio per non farmi infamare.

Oggi, invece la giornata e' stata piu' proficua. Un bel doppio, per riassumere. Da tempo non uscivo con Roberto (il salitomane) e poiche' aveva preso ferie abbiamo fatto un bel giro in bici, partendo da Zola Predosa, lungo la Bazzanese fino al bivio per Guiglia, e su fino a Zocca. Da qui fino a Cereglio (avanti fino al bivio 3 km prima di Castel d'Aiano), Tole', e giu' da Monte Pastore fino atornare di nuovo a Zola. 95 km e mezzo anche con buona media. Chiaramente Roberto pesando 20 kg in meno di me ha un altra gamba ed una ltro passo, pero' mi sono difeso. Il tutto innaffiato da abbondanti bevute d'acqua gelata alle fontanelle sulla strada.

Non contento, in serata solita corsetta con Carla al Challenge, in quel d'Argelato, e se stavolta non c'era salita, lo sterrato, o meglio i campi arati, l'hanno fatta da padrone. Poco meno di 6 km con un' insolita spinta (passo 5.58) nonostante la bici del mattino. Grandi feste al neo Ironman Marco "Barba" Barbieri, finisher a Klagenfurt lo scorso 13 luglio.

Il giro in bici
La corsa

lunedì 28 luglio 2008

Cioccapiatti

Come sempre, quando annuncio di voler fare qualcosa il giorno successivo, do buca. Cosi' e' stato per la bici, programmata per ieri, ma quando alle 7.30 la sveglia ha suonato, ho girato il giangone. E buona notte. Ovviamente il mare era mosso (mezzogiorno, oramai) cosi' anche la seduta di nuoto e' saltata, e mi e' toccato fare la lucertola di nuovo, ed ora mi ritrovo con la pancia viola. Da rilevare anche il primo rientro senza fila, al contrario di altre volte (alcune bibliche).

In programma oggi c'era una seduta di nuoto, ma il coach era indisposto e quindi ho portato il Muletto II (la Colnago che ha sostituito la Cannondale) dal Negro che mi ha montato l'attacco per il GPS anche su questa, e ne ho approfittato per fare un giretto su per la Croara, che e' gia' dura di suo, poi se fatta nelle 12 e mezzo con 35 gradi non e' proprio il massimo. Dopo 16 km ero cotto.

Il giro con il Muletto II

sabato 26 luglio 2008

In ritardo, ma arrivo...

Post dedicato a Paolino Corinaldesi, che lo scorso 20 luglio, in quel di Lake Placid (USA) ha conquistato lo slot (qualifica) per il campionato del mondo distanza ironman il prossimo 11 ottobre a Kona, Hawaii. Paolino e' arrivato secondo assoluto nella sua categoria (che e' anche la mia...) M45-49, uomini dai 45 ai 49 anni, con il tempo finale di 10:12:53 (1:14:37 a nuoto, 5:19:54 in bici e 3:29:46 di corsa).

Se non erro e' il primo cittadino bolognese ad ottenere questo prestigioso traguardo, terzo in provincia (Federico Girasole e Roberto D'Agostino gli altri 2). Complimentoni, Paolo!

Aragosta

Do ut des. Ogni tanto anche io pago pegno. Chi e' sposato, a maggior ragione se ha bambini, mi capisce. Ed oggi, dopo la devastante corsetta di ieri non ero in grado di cimentarmi in alcuno sport. E non ho potuto esimermi dall'accompagnare in spiaggia Carla. Cioe' quanto di peggio, per me. Innanzitutto perche' odio fare la lucertola, sia al sole sia all'ombra. Poi -costretto all'immobilita'-, mi tocca (in ordine sparso) contare le gocce di sudore che scendono dall'ascella, litigare con il vento per leggere il giornale, maledire il bambino che corre alzando la sabbia, "La bomba, Gelatttttti!" direttamente nell'orecchio, eccetera.

Oggi poi il buon Greguràtt era andato da altri amici diverse zone a nord e quindi alle 3 e mezzo, sotto una canicola micidiale ci siamo avviati verso la zona 104 (dalla 75) e -ovvimente- non essendomi in alcun modo protetto dal solleone, stasera sono di un color aragosta invidiabile. Incurante di questo, stasera Carla ha deciso di regalarsi (e regalarmi) una corsetta, che le mie stanche membra avrebbero evitato, ma -come detto- dovevo pagare pegno. 35 minuti di corsetta al 94,8% di umidita' (e 28 gradi) per un passo ludico motorio dei 6.48./km Nonostante la piattezza del lungomare.

Per domani il Greguràtt (che ha gia' iniziato la pretattica per domenica prossima, quando saremo impegnati nella scalata a piedi del Cippo Carpegna coinvolte anche Carla e Lorenza, sua moglie) mi ha promesso una bella uscita in bici, e quindi sofferenza pura (ma il giro delle tettone, almeno in parte, e' assicurato). Ma il mezzo IM di Montecarlo si avvicina e mica posso polleggiarmi ulteriormente.

La passeggiata sul lungomare di Riccione


venerdì 25 luglio 2008

Dalla padella alla brace

Pensavo di aver visto il peggio, per quanto riguarda la difficolta' nelle camminate, a Botteghino di Zocca e alla Cartiera di Sesto. Ma stasera ci siamo dovuti ricredere, io e Carla. Infatti, a Monterenzio non solo salite spaccacuore per le cavedagne e discese mozzafiato e spaccagambe, ma pure un passaggio in mezzo ai rovi e il doppio attraversamento dell'Idice (per fortuna non troppo pieno) ci siamo sorbiti. Causa una catena chiusa (mica i percorsi sono tutti lineari, qualche volta si passa in mezzo a proprieta' private...) e una deviazione incauta ci siamo ritrovati tutti graffiati. Il percorso rispecchia il sentiero delle Cinque Valli, con passaggio sotto ied anche vicino) il Monte delle Formiche, con circa 350m di dislivello in 3,5 km. Quindi un bel 10% medio. Ovviamente altrettanto in discesa.

Una buona camminata ma durissima, tuttavia, per me che risentivo della pedalata di ieri, ed anche di un eccesso di piattini (credo di averne mangiati una trentina... ) al nastro del Sushi Kaiten "Kikko" del Centro Commerciale DIMA di Via Emilia Levante, qui a Bologna. Del resto 15 euro "quanti ne riesci a mangiare" e' un invito che non si puo' tralasciare.

Il report del Challenge di Monterenzio

giovedì 24 luglio 2008

148,48

Un uscita cosi' in bici era tempo che non la facevo... Anche come granfondo, in verita'... Beh stamattina alle 9 con il coach abbiamo imboccato Via Siepelunga e seguendo la via dei Matti (Paderno, Sabbiuno, Pieve del Pino e Badolo) siamo arrivati in Val di Setta. Da li' siamo arrivati (35 km) a Castiglione dei Pepoli, e non contenti Passo Zanchetto, passando poi i bacini Brasimone e Suviana. Da qui discesa finoa Riola di Vergato (per la strada che porta a Castel di Casio) per immetterci, infine sulla Porrettana. Vergato, Marzabotto, Sasso Marconi e Bologna. Sette ore a mulinare le gambe, 2450 m di dislivello, 148,48 km alla media (senza soste) di 24 kmh. E se non bastasse 37,58 km di ascesa. Sono andato abbastanza bene, e solo alla fine, sulla Porrettana, molto mossa a Marzabotto ho un po' sclerato. Tanto da pensare -veramente- di fermarmi e prendere la corriera.

Neanche il tempo di un piatto di pasta che eravamo (io e Carla) in piscina, voglia zero, ma tutto serve, anche una nuotata, a stirare i muscoli. E cosi' 100m gambe misti, 100m braccia misti e 100 misti completi, un 100m sciolto e staffetta stile in squadre da sei da 50m. La mia squadra ha perso, ma con onore (e soprattutto per la dormita di uno dei staffettisti...), poi visto che era l'utlima seduta prima delle vacanze, tanta gabanella in acqua calda e un 100 a chiudere. Insomma un 24 luglio un po' diverso...

mercoledì 23 luglio 2008

Putiferio (aka coglione)

(thanks Marco!)
Chi e' il coglione?

Io che spendo DI TASCA MIA 500 euro per iscrivermi all' IM Francoforte, 300 di viaggio, 1200 di hotel, altri 300 (per difetto) di vitto e spese varie, piu' tutto quello che mi e' costata l'attrezzatura (sempre di tasca mia, bici e muta su tutto) e taccio su quanto ho speso per l'IM Arizona, per il coach etc. etc.

oppure

quello squalificato per 2 anni, ma e' andato in tv piangendo a dire che si era fermato in tempo (e qualcuno a credergli) ma che andava su per il Mortirolo a 25 all'ora a 100 rpm, che aveva solo dato il suo sangue, che era/e' pentito, che ha capito e che ora ha un contratto con una squadra top level a 500 mila euro l'anno, numerose bici, casa, auto, viaggi coach, dopo averne presi parecchi per anni in una squadra di uno che gli hanno tolto la vittoria del Tour perche' ha ammesso di essersi dopato?

O anche quello piu' recente che la fidanzata e' andata a prenderlo in Porche Cayenne, forse avra' come avvocato quello di Andreotti, presto in tv si mettera' a piangere dicendo che lui ha preso solo vitamine e che non sa chi possa avergli dato quella cosa li'.

Certo, loro sono pro. Qualcuno -dice- sono piu' giustificabili. Piu' comprensibili. Ma loro non sono stati giovani promesse?

Ho risposto ad un commento del post precedente, a chi mi contestava che come istruttore Fitri non dovevo fare certi discorsi, ma IO -come istruttore Fitri- dico che mai e poi mai indurro' un ragazzino a doparsi. Perche' me lo trovero' gia' dopato dai genitori se non dal suo stesso medico sportivo (andate a vedere chi prescrive e procura certe cosette). Qualcuno si scandalizza? Mi sembrate quei genitori che scoprono il figlio teppista colto in lagrante: "Mio figlio ha fatto quelle cose? Impossibile! E' un bravissimo ragazzo!"

Adesso vi faccio ridere. Anche se c'e' da piangere. Anche io mi sono sbattuto per farmi dare qualche cosa in omaggio (non dico sponsorizzare, mi faccio pena da solo a dirlo), qualche pantaloncino, integratore, borraccia... Mica chissache'... La PRIMA domanda che mi e' stata posta e' stata: "Ma che risultati ha ottenuto?" "Come che risultati?", ho detto io. "Eh, si, vede, se non ha avuto dei piazzamenti di livello mica possiamo dare integratori a tutti, sa com'e'..."Ma brutto fijo de 'na.... (un po' di romanesco dalle frequentazioni giovanili mi e' rimasto) con tutte quelle migliaia di gel che regalate in un IM, se me ne date 30 all'anno a me che vi sposto? Sa che faccio -gli ho detto- io mi trovo bene con i vostri gel, ma avro' l'accortezza di cancellare la marca, quando li usero': lo faccio anche nel vostro interesse: non sia mai che le mie pessime prestazioni siano da attribuire al vostro gel!"

Santerellini, lo sapete che se un ente di quello sport li' vi squalifica per doping ma non comunica la squalifica agli altri enti a voi bastera' cambiare ente per continuare a gareggiare/doparvi/vincere? Chi e' il coglione?

Doping? Come no!

Oh, si'! Smettiamola di fare gli ipocriti: io mi farei subito. Epo, Cera, ma anche tutto il resto, tutto pur di andare piu' forte, di resistere piu' a lungo. Vuoi mettere la soddisfazione di vedere le facce di quelli che ti hanno sempre sorpassato, sverniciato, sorriso, salutato, irriso, umiliato, quando sei li' ai loro garetti e sul piu' bello metti la freccia e li lasci li'? Tanto: controlli non ne fanno e se ne fanno... Sappiamo tutti come fare, prima e dopo. I danni per la salute? E chi l'ha detto? Dicono che ti verra' un trombo, un collasso, che i tuoi testicoli diventano noccioline... Ah, beh, anche se fosse, loro hanno esagerato. Io starei piu' attento. In fondo se esistono, questi prodotti, e' perche' sono cure, medicine, no?

Intanto li vedi che scoppiano di salute, i presunti dopati... E vincono.

E allora perche' non mi dopo? Perche' non posso togliermi certe soddisfazioni, non posso vedere certe facce incredule? Perche'l'epo ti aumenta le prestazioni, ma -purtroppo- non guarisce i piedi. I miei piedi. Quelli che mi impediscono di fare 20 km filati di corsa senza problemi (anche a passo 6.00/km), o 100 km in bici a 28 all'ora. Sarebbe comico che io facessi 45 km in un'ora in bici eppoi dovessi fermarmi 10 minuti a massaggiarmi i piedi... Oppure corressi a 4.20/km e sul piu' bello, al 19imo km, fermarmi perche' i piedi mi lanciano fitte insopportabili...

No, accidenti, sarebbero soldi sprecati. Sarebbe tutto vanificato da degli stupidi nervi che si gonfiano, riempiono lo spazio fra le osse del metatarso -che sono dure- e alla fine al cervello arrivano fitte insopportabili, alla faccia di qualsiasi cura, apparecchietto o massaggio: e' questo che me lo rende inaccettabile. Al momento.

Aaaaaaaaaaaaaaah, l'ho detto.

martedì 22 luglio 2008

Corsa e nuoto

Stamattina ho deciso che dovevo correre, dato che ieri per cause indipendenti dalla nostra volonta' io e Carla abbiamo dovuto saltare la corsetta del Challenge in quel di Mezzolara di Budrio. Quindi -siccome mi conosco- dovevo trovare anche un percorso nuovo che mi desse quegli stimoli che un percorso abituale (Cedri, Fiardini Margherita, Talon...) non mi avrebbero consentito di fare un'oretta di corsa. Possibilmente, quindi, un percorso lineare (e non circolare), in modo che corressi per mezzora di filato e dovessi -per forza- tornare in altrettanto.

Tante volte avevo sentito parlare del "Percorso vita" di Zola Predosa, e quindi, risoluto, mi sono diretto la'. Niente male! Il percorso, intendo... E anche io ho corricchiato di buon passo, 54 minuti per 9,33 km, nel durante anche qualche sosta per ammirare il paesaggio, davvero bello. In pratica si costeggia il Lavino fino a Calderino, dove si sbuca in Via Landa, famosa perche' porta a Montemaggiore, salita della Granfondo Dieci Colli.

In serata la penultima seduta di nuoto della stagione guidata da Ruggio, con 2 x 25 ciascuno stile misto a 1', poi 2 x 8 x 50m a stile la prima a 1' la seconda 55" (circa). Poi 3 x 100m dorso e relax.
Ieri riposo, anche se non ho sentito nessun risentimento della granfondo.

domenica 20 luglio 2008

12a Granfondo Pinarello - bis

Sono usciti i risultati...
Mi sono classificato 1327° (su 1785 arrivati) in 4.15.00,41 alla media di 30,35 kmh! Evviva (anche se non del tutto vero, perche' i km non erano 129 ma 123 e mezzo....) ufficialmente ho superato la media dei 30 all'ora per la prima volta in una gara, eppure ciclistica!!!!

Corro fuori a festeggiare.

12a Granfondo Pinarello

Oh, ecco una granfondo in cui mi trovo a mio agio (e molto)! Nel percorso affrontato da me, il medio, tre salite di numero, neanche troppo impegnative (tranne l'ultima, la presa XIV del Montello, che presenta uno strappo in doppia cifra nel primo chilometro, ma per fortuna sono poche centinaia di metri). 123 km e mezzo, 1357m il dislivello totale. Una passeggiata di salute.

Pronti via ieri alle undici, da Bologna alla volta di Treviso, hotel Carlton per la precisione. Arriviamo per il pranzo che all'hotel ci consigliano da Don Fernando, in centro. Treviso ha la struttura del centro storico ancora medievale, e poiche' ne' la prima ne' la seconda guerra mondiale ne hanno travisato la struttura, le strade sono strette, tortuose (non si riesce a vedere oltre i 50 m) ed e' facilissimo perdersi. O finire dentro il fiume Sile, che attraversa la citta' con un intricato sistema di canali.

Quindi con difficolta' abbiamo trovato il ristorante e nonostante la cartina con molta piu' difficolta' ne abbiamo attraversato il centro per dirigerci al punto in cui si ritiravano i pacchi gara, all' ITCS Luzzatti. Pacco gara ricco di un accappatoio, novita' nel panorama dei gadget GF. Ho il numero 2634, che mi consente di accedere alla seconda griglia del percorso medio.

Stamattina sveglia alle 6 meno un quarto, dato che la partenza e' fissata per le 7 e 30, e al buffet della colazione, la pasta. Poi, con calma, mi avvio alla griglia, ovviamente perdendomi nei meandri del centro, dato che l'hotel e' dalla parte opposta della partenza. Carla da forfait. In griglia tanti stranieri, brasiliani, tedeschi, e inglesi su tutti. Poi, alle 7 e 30 con molta piu' calma rispetto al solito, la partenza. Ma e' per poco, i primi 26 km,infatti sono piatti come un tavolo da biliardo e la media al mio Garmin e' sopra i 38 km/h alla prima asperita', il Colle di Guardia, poco dopo Susegana.

Ho un buon ritmo, e salgo con un baldanzoso 39-21/23. Al primo rifornimento di Refrontolo (che da il nome ad un vino passito) mi fermo solo per vedere che da mangiare c'e' solo roba dolce, e tiro diritto. A Tovena la divisione dei percorsi, e passato Tarzo il percorso continua ad essere un mangia e bevi godibilissimo che affronto sempre a ruota (succhiandola voracemente, lo ammetto) di qualcuno. Al ristoro di San Pietro di Feletto mi devo fermare per liberare dagli scarpini e massaggiare i piedi: i nervi mi costringeranno 3 volte alla sosta e al massaggio, oggi.

Poi, di nuovo pancia a terra verso Treviso, con l'ultima asperita' della presa XIV, che costringe molti al piede a terra, ma non io, e seppure rimpiangendo un po' il 34-27, riesco a superare i 3,5 km di questa asperita' senza troppi patemi. Ora sono 21 km piatti, in cui ci fancula un po' per i cambi (anch'io cerco di rifiutarmi, ma alla fine non posso esimermi) e a 40 all'ora sono in piazza Matteotti in 4h e 14' (ufficioso al mio Garmin) alla media di poco inferiore ai 30 all'ora. Sonoa ndato piu' forte delle previsioni: Carla e' ancora in hotel..

Sensazioni ottime: temevo l'effetto di ritorno dell'Ironman, come mi era capitato in aprile dopo l'Arizona alla Dieci Colli, ma invece avrei potuto affrontare (forse!) anche il percorso lungo di 200 km. Fisicamente forse, mentalmente di sicuro. Ed ora pensiamo al mezzo IM...

Infine, menzione speciale per la nuova divisa, testata per bene (oltre 4 ore e 120 km!): nessun fastidio, cuciture perfette, sudore espulso a dovere: ottimo acquisto!

Il report della GF Pinarello

venerdì 18 luglio 2008

39-25

Questo e' il rapporto (moooolto velleitario) con cui affrontero' il percorso medio della GF Pinarello domenica. Innanzitutto perche' usero' la Specialized, con cui (quasi certamente) affrontero' il mezzo IM di Monaco, e poi perche' ho deciso di osare un po'. In questi giorni sono molto poco invogliato alla fatica fisica, al di la' dell'entusiasmo, infatti: un Ironman lascia praticamente svuotati fisicamente. E quindi una cosa come questa potrebbe invogliarmi a fare meglio. O magari cioccare del tutto, chissa'?

Quindi avanti adagio: ieri sera siamo andati in quel di Botteghino di Zocca a fare una scalata alpinistica, piuttosto che una corsetta. Partenza subito in salita, e arrivo in cima ai calanchi, vista eccezionale, ma che fatica! Poi, ovviamente giu' in discesa a rotta di collo. 6 km. Stamattina messa a punto della Specialized dal Negro al negozio Salieri, e quindi giretto in Val di Zena con scalata di Botteghino (lato ciclistico, stavolta) ritorno e allungamento del giro (non sia mai che io faccia meno di 30 km!) fino a Zena, alla fontanella. Vento e caldo, tanto per cambiare.

Bici ok, gambe un po' meno. In serata seduta di nuoto alla Record: tutto stile (e meno male): 4 x 50m esercizi di braccia, 12 x 25m gambe con tavoletta, 6x 50m braccia con pullbuoy, ed infine 6 x 100m completo a 2'15" (tutti svolti a 1'45" stampati).

Il giro in bici
La Camminata (?) di Botteghino di Zocca


mercoledì 16 luglio 2008

Poi non dite che non ci vedete....

Ecco le nuove divise da ciclismo del Porta Saragozza Triathlon!


martedì 15 luglio 2008

Oibo!

Stamattina, per risvegliarmi dal torpore post IM mi sono imposto una seduta di bici con il coach. Ma incredibilmente anche lui era quasi cotto, quindi ho fatto un figurone, in qualche frangente. Serie di SFR su e giu' per Casaglia e l'immancabile Via del Genio, con fitte periodiche ai piedi con soste obbligate a darci ristoro. Ognuno ha i propri problemi, alcuni hanno il complesso dell'atleta (senza esserlo, ahiloro), altri hai guai fisici inguaribili. Ci convivo, con i miei guai, e faccio del mio meglio, che per molti sarebbe il loro peggio ma: "chissenefrega!" Se costoro -poi- si vogliono mettere in gara con me, hanno la vittoria facile (come lo spot del Gratta e vinci), ma non ne vadano orgogliosi senno' ci fanno anche una brutta figura, perche' a battere in un Ironman un 45enne con i piedi a pezzi antitesi dello sportivo, non serve McCormack.

Bene, tolti alcuni sassolini dalle scarpe (oh, si vede che faccio percorsi sterrati ultimamente...) in serata seduta di nuoto, tutta a dorso in cui sono veramente una schiappa, tant'e' che per la disperazione mi sono messo a fare le stesse cose che Ruggio ci ordinava (esercizi e completo) a stile.

Quindi ecco il percorso di bici


lunedì 14 luglio 2008

Zzzzzzzzzzzzzz....

Prosegue il riposo, che anche se non accompagnato da dormite cui avrei bisogno, fa registrare solo lievi movimenti. Ovvero brevi camminate. Naturalmente domenica saro' a Treviso per al Granfondo Pinarello, e siccome vestiro' un completino giallo e blu (la nuova divisa del Porta Saragozza Triathlon da bici), se qualcuno mi riconoscesse puo' salutarmi.

Spedito, invece, il programma di iscrizioni, e devo aggiungerne una nuova di ieri. Come regalo (tardivo) di compleanno la mia dolce mogliettina mi ha regalato l'iscrizione al mezzo IM di Monaco, in programma il prossimo 7 settembre, perche' l'unico mezzo IM cui avevo partecipato (a Wimbleball Lake in Inghilterra, nel 2006) era un po' troppo solo. Scherzi a parte sara' un mezzo molto duro, sia in bici (90 km con 3 salite abbastanza lunghe) sia a piedi, dove si percorrera' l'anello del famoso Granpremio automobilistico di Formula 1. Solo, di corsa.

Quindi settembre un po' rivoluzionato, e cancellati doppi olimpici di Bellagio e Mergozzo e la granfondo Colango di Piacenza, saro' nel Principato di Monaco il 7, forse a Misano il 14 e certamente a Lido delle Nazioni il 20 o 21, infine a Valdobbiadene il 28 settembre per la Granfondo del Prosecco. Per muovere la gamba faro' il 3 agosto la corsa che si inerpica per il Carpegna e la Granfondo del 24 agosto di Rimini.

sabato 12 luglio 2008

Stop!

E invece di andare a fare il giretto in bici, di fare una corsetta (che sarebbe dura, ho certe vesciche sotto i piedi, dovute al caldo...) non ho fatto assolutamente nulla. Anzi. Sono andato sulle colline imolesi a mangiare una bistecca da un kilo, in compagnia dei fantastici e carinissimi Lorenzo e Sofia, che ci hanno aspettato per ben un ora e mezza, dato che io mi ero perso seguendo il Tomtom. Agriturismo Gastone, Ponticelli Pieve.

Una bellissima serata con i nostri compagni di nuoto, grazie! Per il resto oggi dovevamo andare al mare ed invece no. L'unico vero sforzo e' stato cercare tutti i nomi dei nostri amici che domani saranno in gara (tra Zurigo, Klagenfurt e Roth) e metterli su un foglio elettronico per poterne seguire al meglio l'andamento. In questo mi sono avvalso della competenza di Carla, vera esperta. Ho cosi' scoperto che devo fare un grosso in bocca al lupo anche a Massimo Cigana e Luciano Borghesiani, in gara a Klagenfurt, a Ale Tassi (Roth) e correggere la partecipazione di Govotones (Giovanni Govoni) che sara' a Klagenfurt (e non a Zurigo).

Io me ne staro' in panciolle fino a fine agosto: dalle gare, che il sederino a nuoto, pedalando e correndo me lo faccio lo stesso... Ma ho gia' un settembre di fuoco che mi aspetta.

Last but not least: Grazie anche unoazero2000!

giovedì 10 luglio 2008

Sara' meglio che....

...mi rimetta in riga, senno' ingrasso di brutto. Eppoi a Treviso (il prossimo 20 luglio), alla GF Pinarello, che figura ci faccio? E allora ricominciamo, piano, con il nuoto. Io e Carla ci siamo riscritti alla Record, e con la supervisione di Ruggio, ci facciamo i soliti 50 minuti del martedi e del giovedi, dalle 19 e 20.

Ma a luglio Ruggio e' estemporaneo (eufemismo per non dire cattivo), e oggi la seduta non ha scherzato (oltretutto non e' che sia ancora a postissimo, io): quindi misti: 4 x25m (uno per stile) a 45", 4 x 50m a 1'30" e 4 x100m a 2'30". Avanti Tommaso (new entry). Dopo, un bel 800m stile (sui 16'). Ora che ho rotto il ghiaccio di nuovo, sto meglio. Domani ci faccio anche un'uscita in bici...

Parlando di Ironman, domenica a Klagenfurt parecchi amici affronteranno l'Ironman, e intanto faccio un grosso in bocca al lupo a:
Greguràtt, Pasquale (Musci), Massimo (Cigana), Sebastian (Pedraza), Gira, Tasso, Lucente, Duracell, Marco (Guerri), Barba, Guazzone, Matteo (Losi), Maurizio (Gavazzi), Michele (Martelli), Paola (Pecchioli), Gambero e alla Simona (Bianconi).

A Roth, altro Ironman, ci saranno Bacco e Dario (e Chris...): un grosso in bocca al lupo anche a loro!

A Zurigo, terzo Ironman di giornata (ovviamente esaurito anche questo...) alla combriccola dei Ferraresi, tra cui Govotones (credo :-))...

In bocca al lupo a tutti, di nuovo!

mercoledì 9 luglio 2008

Tipo A e tipo B

Quando fai un ironman, ti viene spontaneo porti domande, perche' in 13 ore ne hai di cose a cui pensare, o anche per passare il tempo e non pensare alla fatica... Ad esempio, perche' quel energumeno di 100 kg alto 2 metri corre a 4' al km come se non stesse facendo alcuna fatica? O perche' un donnone che sul sellino della bici sembra la brutta vecchia della fiera di San Lazzaro sul fittone (com'erano belli, com'erano buoni), ti supera come se tu fossi fermo? Eppure io sono li' che mica batto la fiacca, mulino le braccia per nuotare, pedalo come un forsennato e ho il fiatone perche' corro (quando corro)... Insomma:

Atleti si nasce o si diventa?

Si diventa, certamente, ma prima si comincia a diventarlo e meglio e'. Ma soprattutto se uno e' stato atleta in gioventu' (e parliamo di 5-10 anni di eta'), anche se ha passato 20 anni di ozio il "gesto" ce l'ha sempre. Ai tipi A basteranno poche sedute per sverniciare i tipi B.

Nel nuoto, c'e' chi ha l'acquaticita' (che fa la differenza fra un nuotatore da un bagnante), che non si compra da Decathlon, ma si acquisisce in gioventu' e non piu' in eta' adulta (scientificamente dimostrato). E poi c'e' da bilanciare il movimento delle braccia e del busto con le gambe, prendere acqua con tutto il braccio, la respirazione... Gesti che un adulto fa fatica ad assimilare. Ma qui, un po' mi salvo ( e infatti a nuoto -in proporzione esco in posizione migliore), proprio perche' in gioventu' un po' di nuoto l'ho fatto.

Nella bici va un po' meglio (come teoria, intendo), il gesto da imparare e' unico: ovvero si deve sviluppare la rotondita' della pedalata, quando cioe' non si pesta solo sui pedali, ma soprattutto si tira il pedale quando e' in fasce morta (dal basso). Qui e' tabula rasa. Siamo ancora all'ABC, ovvero tento ancora di assimilare il gesto.

Ma e' nella corsa che si vede la vera differenza. Falcata rotonda, rullata piena, passo lungo e economico. Tutte cose che se non impari da bambino... E qui viene fuori il tapascione che e' in me. Niente da fare. Anche se avessi i piedi a posto la mia falcata non assomigliera' mai a quella di Baldini, la mia corsa non sara' mai economica, in foto sembrero' sempre arrancare (o tapasciare).

E allora, chi me lo fa fare di fare un ironman? Ah, beh... tutti "tipi A" qui a leggere? Diro' subito che se non ci fosse il tipo B (la negazione dell'atleta) non esisterebbe il tipo A... E tagliamo la testa al toro, eh? Poi, visto che qualcuno avrebbe comunque da dire qualcosa ancora, un bel "Saranno c...i miei!" ci sta a pennello.

Ci sarebbero (e sono tanti) anche il tipo A+ e il tipo B+, ma questi non sono ne' atleti ne' negazione dei medesimi, sono dei patacca che vogliono barare.

Aggiornamento

Sono rimasto indietro con l'aggiornamento, lo so... Ma ogni volta che sto via qualche giorno le cose sembrano fatte apposta per accumularsi.

Lunedi: il giorno post IM non sarebbe da raccontare. 4 colazioni (compresa quella -piu' simile ad un pranzo- dell'award party), un pranzo posticipato al pomeriggio e una cena in locale tipico in Rombergplatz. Frappuccini Starbucks -ovviamente- a go'go'.

Martedi: viaggio: 9 ore secche quasi filate, per fortuna nessuna coda, qualche sosta in autogrill ma tanta voglia di tornare a casa.

Mercoledi, oggi: un po' di recupero arretrati: posta, lavori, e raccolta complimenti: grazie a Gianluca e Negro, poi (ancora) a Lucianone (non ti sfido piu', ti ritiri sempre!), Mirco (Ironmancio), Pasquale e Dario.

Mi ero dimenticato i totali di giugno:

SWIM km 21,800
BIKE km 704,3
RUN km 74,32

lunedì 7 luglio 2008

13.15.28,2



Oh, si. L'ho fatta grossa.
Miglior nuoto di sempre: 1.15.09,7
Miglior bici di sempre: 6.12.50,3
Miglior T2 di sempre: 3.32,5
Miglior tempo finale: 13.15.28,2

Dedico questo risultato soprattutto ad A.

Un sentito grazie anche a chi dice che le granfondo non servano al triathleta. Cosi' come un altro sentito grazie a chi dice lo stesso di un coach che ti segua di persona (e non per email o per telefono) o anche che non serva averne uno del tutto.

Un Grazie (con la G maiuscola) grande come una casa a Mauro, Mimmo, Valerio e Gianni e Corrado (non in gara), che sul percorso sono stati fonte inesauribile di sostegno, incitamento e commovente presenza.

Un Grazie -come sempre- a Carla, la cui presenza a bordo percorso e' fonte di ricarica e sicurezza continua.

Un Grazie a Piero (il Presidente), Greguràtt, Lucone, Mazzo, Negro e Gianluca a cui, per motivi diversi dedico questo risultato, ognuno di loro ha contribuito in parte (qualcuno anche molto...) a questo personale successo.

Un Grazie anche Maurizio, Bacco e Lucianone.

Ed ora la cronaca.

Sveglia alle 4 e 15, dopo aver dormito non piu' di 2 ore. Nella saletta della colazione c'e' un altro atleta (ah, ma allora ce ne sono in questo hotel di aspiranti IM, sembrava fossimo i soli!) e dopo una veloce colazione partiamo alla volta della fermata della navetta che ci portera' allo start al lago Langener. Arrivo alla bici quasi alle 6. Chiaramente mi dimentico di: settare il Garmin ed accenderlo, tenere un po' d'acqua e una barretta per la partenza e di fare un ripasso. Intanto con Gianni (Pastorelli) e Mimmo finiamo la preparazione e la vestizione della muta, siamo abbastanza vicini di strallo. Scendiamo in acqua che i pro sono partiti (6.45), ma in breve mi trovo davanti a tutti.

Arretro, qui c'e' gente che fa sul serio, e rovinarsi un IM nei primi 10' di una lunghissima giornata mi pare una cavolata. Alle 7 in punto partiamo, e -ovviamente- il 405 non funziona. Avro' sbagliato qualcosa io, per certo. Cerco di distendermi, ma non c'e' verso. 2/3 bracciate di seguito e poi devo interrompermi, calci, pugni, gente ovunque: una tonnara piu' tonnara del solito. Ai 2300m esco per il giro sulla spiaggia, caccio un urlo a Carla ma e' gia' li che mi fotografa. Un altro urlo: Frankie! E' Gianni (Pastorelli): e' li' con me.



Sapro' poi dopo che ho nuotato a 1.50/100m, in questa prima parte, incredibile! Ora il bastone da 1500m, dai dai... Qui, che mi sembra di nuotare molto meglio faro' schifo: 32.49 per 1500m: nemmeno la prima volta a Bardolino... Neanche ci fossimo accordati, io e Gianni usciamo assieme, 1.15.09,7 io 1.15.09,0 lui, mi e' davanti per 7 decimi...

Cambio veloce, e mi avvio sulla bici. Il primo pezzo (i 12 km che separano il lago da Francoforte) fila liscio, mi ritrovo costante ai 35/38 all'ora sulle appendici.


Dopo Francoforte cominciano gli strappi, i paesini e la gente. Bande, batterie, campanacci, tavoloni con gente che mangia, fa la hola, urla "Suppe!", odori non proprio salutari di patate fritte e chissa' che altro... La prima salita (dopo 20 km) la chiamano la Bestia. Serva a scaldare la gamba. Poi a Maintal il pave': atmosfera ancora piu' incredibile, gente a un metro che ti urla: piu' che la fatica si rischia l'udito... Salgo a fianco con una ragazza, quando all'improvviso, "teng!" il rumore inconfondibile di un raggio che salta... Sara' il mio o il suo?

E' il suo, per mia fortuna...Una bella discesona e poi un'altra salita: l'Hunerberg, sembra quella di Klagenfurt (un po' piu' corta e meno aspra), ma con il doppio di gente. Poi un po' di vallonato (ma morbido morbido) fino a Friedberg da cui si torna e qui cominciano 30 km ventosissimi: anche qui? Mica lo faccio apposta... Qui e' dura, la media scende. Poi, a 8 km dall'arrivo la Heartbreak Hill. Una salita inventata, perche' fino a 300m prima ti sembra tutto piatto... Un delirio, anche qui, 1 km di muraglia umana che ti incita. Neanche a Zurigo!


Ok, Ho finito il primo giro. Media 31 e mezzo, cavoli... reggero'? Alla fine ho perso qualcosina, finisco a 6.12.50. La gamba pero' ha retto abbastanza. Tutto come il primo giro, la gente e' sempre li', ti urla, incita e supporta. Si vola nelle salite per il grande calore umano... 90 km di percorso praticamente chiuso al trafico e nessuno si lamenta, anzi scende ad incitarti... Ricordo a Viverone i nomi che ci siamo presi... Ecco, sono di nuovo a Francoforte: cambio veloce, unica pecca una delle hostess mi ruba il cappellino di Zurigo e lo mette nella sacca di un altra, 30" per trovarlo... E ora, via di corsa: dai ho solo 42,200 km all'arrivo. Poco piu' avanti c'e' Gianni, ma prima devo salutare Carla, onnipresente, oggi. E via che vado.



Ecco sto per prenderlo quando i piedi cominciano a dolermi, poi le fitte si fanno insopportabili: devo fermarmi e fare il solito giochino: tirarli fuori dalle scarpe, massaggiarli e dopo 5 minuti posso ripartire per un po'. Stavolta (grazie allo scennar) mi fermero' solo 4 volte. Al secondo giro prendo Gianni e cominciamo a procedere assieme: un po' si corre un po' si cammina. Questo secondo giro non finisce piu': oltretutto gia all'inizio di questo secondo giro tantissimi hanno 3 braccialetti, ovvero sono a meno di 10 km dall'arrivo (e noi neanche a meta'), e siamo poco sopra le 10 ore di gara!!!

Poco dopo il 30imo km Gianni va in crisi, e siccome potrei anche riuscire a stare sotto le 13 ore ci provo. Dovrei correre sui 6.15/km, ma facile a dirsi meno a farlo, con i piedi che mi ritrovo: infatti a - 6 km dal traguardo i piedi urlano, e mi devo fermare. In piu' non riesco proprio, sono stanco e mi ritrovo a camminare spesso. Arrivo, finalmente, a prendere il quarto braccialetto (nero, rosso, giallo e bianco, la sequenza) e ora mancano 2 km e 200m, un ponte e i 200m di delirio finale in mezzo alla gente...


Nei 200m finali supero uno di slancio: si vola e si corre anche se non ne hai piu'... Dopo l'arrivo la foto e noto che sono un po' provato, rispetto ad altri arrivi...


Poi, ecco la Finisher T shirt,



un po' di cibo, e aspetto che arrivi Gianni. Incontro Mimmo, Mauro e Valerio... Carla e' fuori, ma aspetta anche lei l'arrivo di Gianni con bandiera del Bologna. Ben presto ci ritroviamo allo Starbucks appena fuori la zona dell'arrivo con un Dark Mocha Frapuccino nella destra (nella sinistra la cannuccia...) Ah, le gioie dell'Ironman...

Stamattina, all'Award Party per ritirare le foto su stick personalizzata dell'evento (e a fare la terza colazione....), e chi si vede? Chrissie Wellington che gironzola come una finisher qualunque (lei ha vinto qui ieri, con 8.51 e spiccioli, ma e' anche la campionessa mondiale in carica)... Carinissima, si concede per una foto con il Frankie. Tra i maschi ha vinto Chris McCormarck (7.59 e spiccioli il tempone), che ha superato Eneko Llanos poco prima della T2, ritirati i padroni di casa, Faris e Norman.


Infine i percorsi:

I 180 km di bici
I 42,2 km della corsa

sabato 5 luglio 2008

Francoforte, Giorno 4

Ovvero la vigilia. Discretamente calda. Ieri sera preparazione borse rossa (corsa), blu (bici) e bianca (post gara), che qui non sono di volgare plasticazza, ma di plastica telata, indistruttibili. Stamattina con la rossa e la blu e la bici prendiamo la navetta e arriviamo al Langener Waldsee. Per mezzo grado (23.5°) salviamo la muta, senno' era gia' pronto il Pointzero3. Bike and bags check in: stavo per entrare, ma un referee mi contesta il casco: e' rotto. Eh? Mai accorto. Faccio un po' di scena, ma arriva un Referee piu' importante che mi porta dal meccanico. Figuriamoci, lui li vendeva... Ok, mi ci vuole un casco nuovo.

Il meccanico (che e' italiano) mi offre un Giro Ionos a 200 euro. Che devo accettare, senno' dovrei tornare in citta' all'expo... Mi fa credito di 150 euro, domani gli daro' il resto, con la carta di credito. Ora sono a posto, il Referee si scusa, ma "deve farlo per la mia sicurezza". Io gli dico che con quel casco ci ho fatto l'IM Arizona, e lui mi dice che la' sono piu' "relaxed". Ok, ora posso entrare. Pensavo di cazzeggiare in TZ fra le bici, chiacchierando con altri aspiranti finisher... ed invece sono affiancato da un volontario che mi porta al mio strallo e mi chiede se voglio lasciare la sacca blu vicino alla bici (dentro una mastella) o sullo strallo. Beh, visto che posso scegliere.... Bici, cosi' devo cercare una cosa sola.

Mi copre al bici, il casco e il pettorale con un plasticone rosso, mi mette sotto la mastella con la sacca, e mi porta al deposito sacca rossa. Poi mi accompagna all'uscita. Good lucky e fuori. 5 minuti in tutto... Mentre sono li' arriva Faris, ma porc... non ho la macchina fotografica... Attendo, invano anche altri pros (iscritti ci sono McCormack, Stadler, Bracht, la Wellington e altri piuttosto noti) e mi arriva il Pasto con la compagnia modenese. Subito fraternizziamo, e per una volta qualcuno e' piu' finisher di me: Mauro e' al decimo.

Dall'alto ci godiamo il percorso del nuoto: dritto per dritto al borraccione giallo della Powerbar, poi a sinistra, altri 700m e di nuovo a sinistra puntando ad un tendone blu come riferimento per la prima uscita dall'acqua. Tuffo e drittone per l'edificio della cava che frantuma i sassi, inversione a U e si punta al salitone d'uscita.

Pomeriggio in giro, cena non proprio frugale con Cesar Salad e birretta e ora a letto, cercando di dormicchiare un po'. A domani, che vada come vada.

venerdì 4 luglio 2008

Interludio

A volte, anche non volendo, ti ritrovi dei nemici, o per lo meno persone che parlano male di te. Nella vita ci sta. Su questo aspetto mi sento piuttosto imbelle, e se posso evitare un pericolo lo evito, anzi evito di trovarmi nella situazione in cui potrei crearmi pericolo. Lo stesso cerco di fare con le persone. Se qualcuno non non mi va a genio, la evito, per non crearmi situazioni di disagio o trovarmi costretto a rispondere male o fare cose controvoglia. Lo ripeto io per primo, e' un atteggiamento imbelle, anche vile, volendo. Pazienza, sono arrivato ai 45 anni cosi', non cambio certo ora.

Quindi quando mi trovo qualcuno che mi prende di mira, soprattutto se in maniera pesante ed offensiva, cerco di capire perche'. Se, cioe', ho detto o fatto a questa persona qualcosa di cosi' terribile da meritarmi un tale atteggiamento. Pur sforzandomi non so darmi una risposta (anzi, mi sono esposto anche molto per questa persona, sebbene lui pensi il contrario e non chieda conto, come una persona normale farebbe), nonostante questa persona insista con apprezzamenti pesanti. Mi piacerebbe sapere il motivo di tanto odio, cosi' da regolarmi e mettermi l'anima in pace, mica chissa' che'... O un giorno si e' alzato con il piede sinistro ed ha deciso di attaccarmi perche' sono io?

Grazie di cuore.


Francoforte, Giorno 3

Fantastico. Ieri sera corsetta di mezzora, 5 km e spiccioli ma soprattutto una mega vescica al tallone sinistro. Erano anni che non mi veniva una vescia, nemmeno quando ho azzardato un paio di scarpe nuove senza calze. A due giorni dalla gara mi ritrovo cosi' ad avere un infradito fra l'alluce e l'indice destro devastato dal piede d'atleta (i sintomi sono quelli) e una vescica al tallone sinistro.

Cosi' stamattina l'umore era nerissimo. Tuttavia avevo da provare un po' il percorso nuoto (o quanto meno l'acqua della cava) e settare il Garmin 705 prestatomi dal Negro. La prima parte, il nuoto si e' svolta senza patemi, anche se il Garmin 405 ha segnato 950m in 10'34"... Neanche fossi Potts (o Colbertaldo, per citare un nuotatore). Vabbe' tanto so che il nuoto e' 3800m, vedremo il gap.

Per il settaggio del 705 ci ho impiegato piu' tempo, ma alla fine sembra funzionare tutto: rilevatore di potenza e cadenza. Oltretutto e con piacere, la mappa mostra anche la regione, anche se la scheda sarebbe solo con la mappa dell'Italia.

Poi nel pomeriggio briefing (di solito non ho bisogno di andarci am stavolta -con 2 zone cambio- avevo alcune curiosita' da soddisfare) e pasta party, uno dei migliori.

La corsa di ieri

Il nuoto di oggi
La bici di oggi

giovedì 3 luglio 2008

Francoforte, Giorno 2

Siamo a Francoforte, ma prima riassumiamo.

Martedi dedicata alla preparazione delle borse, al controllo della bici dalle preziose ed esperte mani del Negro (il vincitore della Maratona dles Dolomites) e Gianluca (Salieri, titolare dell'omonimo centro vendita e cura di specialissime) con gradita sorpresa: il prestito di un Garmin 705 (anzi: di quello personalissimo del Negro) da usare durante la frazione di bici dell'IM Francoforte! Grazie per la disponibilita', ragazzi! In un colpo solo avro' modo di testarlo e di usare un solo monitor sulla bici.

Mercoledi, ieri, di viaggio. Tutto perfetto fino a poco dopo l'ingresso in Germania, (dalla Svizzera, fatta tutta ai 120-100 kmh per il terrore degli autovelox) quando gia' stavo scatenando i cavalli del Pajero ad oltre 160 kmh (in Germania non ci sono limiti di velocita' in autostrada), all'altezza di una cittadina che si chiama Hartheim troviamo (ma dopo un'ora e mezzo di fila quasi immobile, e senza alcuna indicazione) uscita obbligatoria dall'autostrada. E rientro 10 km piu' a nord, senza alcun motivo comprensibile, ne' informazioni di sorta. Altre 2 orette perse per questi 10 km e quando ripartiamo (h 18.30) mancano ancora 200 km. Per fortuna filera' tutto liscio fino all'hotel, che e' in pieno centro si', ma senza parcheggio.

I parcheggi, a Francoforte, in strada costano 1 euro ogni 30'. Sosta massima un'ora. Ovviamente a trovarlo. Senno' garage, stessa tariffa diurna, ma la notte (19-7) costa 3 euro forfait (in strada e' gratis). Come a dire, vuoi la comodita'? Allora paga. E potrei anche starci, ma dammi la possibilita' di pagare con carta di credito.... No, solo vil denaro contante. Davanti all'hotel solo posti per taxi, e riusciamo a posteggiarci nel posto dei taxi (bonta' loro) per scaricare borse e bici, registrarci, incavolarci quell'attimo per la non eccelsa sistemazione (soprattutto rispetto al costo) della camera che dobbiamo andare a cercare il parcheggio, e scegliamo il garage per comodita' (13 euro dalle 10 di sera alle 11 e mezzo di stamattina). Almeno la cena e' stata eccellente, a base di insalate per entrambi, Cesar io e greca per Carla, innaffiate da favolosa birra alla spina.

E siamo ad oggi. Vista l'ora (sono le 10.00) decidiamo per la formalita' della mia registrazione, avvenuta in pochi minuti, e per un sano Frappuccino Starbucks, che Oh Gioia! Oh gaudio! e' anche qui. Poi, ritirata l'auto con i suddetti 13 euro (contanti...) giro del percorso bike in auto. Partendo dal lago Langener (cosi' abbiamo visto anche il percorso nuoto). Intanto, al lago, in auto non ci si va, ma si deve lasciare l'auto fuori dalla cava, e si scarpina per un km. Poi si paga l'ingresso, anche gli atleti! 3 euro. Spieghiamo che vogliamo solo vedere, e la cassiera si impietosisce e ci dice "andate pure", ma lo sguardo dice "se mi fregate vi vengo a prendere per le orecchie!" Mentre torniamo verso l'auto incrociamo uno stornello dai capelli rossi lunghi oltre meta' schiena: e' il mitico Ken Glah, quarto all' IM di Kona nel 1989, ora provetto organizzatore di trasferte per aspiranti ironman (io mi feci organizzare da lui hotel e assistenza nell'IM Brasile).

Partiamo per il percorso bike, e.. sembra facile:


Inequivocabili cartelli ci indicano la via. Pero' in citta' e' molto diverso, e mi perdo un paio di volte (anche perche' molte strade sono gia' chiuse). Comunque alla fine il giro risulta mosso, con salite (un paio a strappo ma corte) non impossibili (a patto che non piova: ho tubolari slick!) e pittoresco, dal momento che si fanno una serie di paesini infinita. Sulla strada compriamo ciliegie eccellenti e una volta tornati a Francoforte, 2 brezel giganti (che hanno fatto da pranzo). Esageremo a cena... Grande impegno, infine, per il parcheggio, che risulta essere lo sport piu' faticoso: abbiamo trovato in strada a 5 minuti di cammino, gratis tutta la notte fino alle 9 quando io andro' a metterci un eurino per avere un'altra ora di sosta.

Ed ora via per un po' di corsetta, senno' domenica mi viene il fiatone!