A Fabio, 5 aprile 2009.

venerdì 25 febbraio 2011

Stato di grazia

In effetti mi sorprendo da solo. Ma sto reggendo gli allenamenti direi in maniera inconsueta. Probabilmente il nuovo regime alimentare mi aiuta a riprendermi ottimamente dallo sforzo, e dire che mangio parecchio. Ho interrotto -e' vero- il rito del gelato quotidiano, cui ora mi accorgo ero veramente succube, sostituito da un -desolante al pensiero- yogurt magro con 3 cucchiaini di proteine in polvere. Che pero' riesce (insieme a tutta la nuova dinamica di alimentazione) a non farmi pensare al gelato, relegato adesso ad un unica occasione settimanale.

Fondamentalmente non smetto mai di mangiare. Colazione, spuntino, supporti in allenamento (maltodestrine liquide e barrette), post allenamento (yogurt e proteine), pranzo (solo carboidrati), merenda (o 2 se previsto il nuoto serale), cena e post cena. 2100 calorie se non mi alleno, 2500 se mi alleno di corsa o a nuoto, quasi 3000 se mi alleno in bici, perche' l'holter metabolico ha sancito che in bici consumo tantissimo (anche 4000 calorie se la bici e' seguita da una seduta di nuoto). I risultati? in un mese ho perso 4 chili, ma soprattutto ho ridotto il giro vita di 6 cm, il che e' di gran lunga (non lo dico io) meglio perche' significa che ho perso molta massa grassa.

Insomma non mi era mai capitato di riuscire a fare una settimana intera di allenamenti, soprattutto di riuscire a recuperare bene. Dopo la seduta di martedi' in bici, mercoledi' ho corso, ai giardini, mentalmente devastanti come al solito, ma io li' a correre in serata seduta "soft" di nuoto, ma dalla prossima settimana si torna a pieno regime, esaurita la pratica "regionali".

Ieri in bici, ancora stradelli guelfi, ma con un esercizio di potenziamento del ritmo che mi ha lasciato con le gambe molli, tanto da dubitare di riuscire a correre oggi. Ed invece -senza colpo ferire- 12 km composti da 2 al lento ed 1 al medio veloce (per 4 volte) con variazioni di frequenza cardiaca, che fa davvero male. Ma quando ho finto ero talmente soddisfatto che mi sono mangiato un bel gelato, anzi, "il" gelato della settimana.

Domani un bel giro in bici, in quel di Modena, con il main coach, e saranno dolori, anche se ha affermato di essere la sua prima uscita stagionale..

martedì 22 febbraio 2011

Toh, chi si rivede....


...la media dei 30 kmh in bici! Stamattina era il gran giorno! Ho levato le ragnatele alla bici da crono, e nonostante il tempo incerto (ma certamente freddo), mi sono messo in carena a pestare sui pedali. Cari Stradelli Guelfi, capaci di dare soddisfazioni incredibili... Nonostante una posizione "lunga" (dovro' cambiare il manubrio, mi sa), la mancanza della pancia (eh si, mi sto "snellendo" proprio li') mi ha permesso di tenere una posizione abbastanza comoda sulle appendici e -di conseguenza- un buona velocita', tanto che alla fine ho fatto un bel lavoro di quasi 53 km ai 31 di media.

A questa soddisfazione aggiungiamo i lusinghieri risultati ai Regionali di nuoto, domenica a Riccione, dove mi sono "esibito" a stile nei 50m (37.65, personal best, anche perche' era la prima volta...) e nei 200m dove il 3.16.97 non e' PB ("vanto" un 3.13.74 cinque anni fa, con Lucone ad urlarmi a bordo vasca per tutti i 200m!) di nome ma certamente di fatto. E considerando che dopo il primo cento a 1.30, domandandomi come avrei potuto fare altre 4 vasche (ero morto!) riuscire a fare 1.47 e' stato un vero miracolo!

E sabato un bel giro in bici di nuovo su per Brento, passando per il muro di Monterumici (fatto a piedi, dopo essere slittato con la ruota posteriore e rischiato una rovinosa caduta, causa asfalto indecente), poi Monzuno e ritorno per la Fondovalle Savena.

Ieri invece un lavoro "bestiale" di corsa (reso tale dal percorso suicida da me scelto), 70 minuti comprendente un lavoro di 2' a 4.30-4.45/km + 2 di medio (5.30-5.45/km) per 8 volte. Fatto a San Lazzaro, su terreno piatto penso sia umano, fatto verso Casalecchio, dalla ciclabile della Certosa, fino a Via Canale, passando per la Piscina Masi, e via verso il centro commerciale della Virgin, quel cavolo di Garmin era tutto uno squillo! Beh, alla fine ero piuttosto provato, ma "missione compiuta!"

Infine un grazie a Vincenzo per questa foto post Diecimila di Granarolo...




venerdì 18 febbraio 2011

Annoto


E' evidente che vivo in un mondo diverso. Raramente mi spingo in centro per lo struscio del sabato, raramente prendo i mezzi pubblici, dal bus al treno, non frequento uffici (dal di dentro), e quindi quando tocco con mano una certa realta' rimango basito.

Ne avevo gia' parlato un po' di tempo fa, ma oggi il fenomeno e' stato preoccupante. Tanto da sentirmi in imbarazzo (per gli altri). Mi spiego. Oggi ho passato la giornata a Milano, alla B.I.T., fiera per operatori professionali del turismo, a cui ogni anno partecipo per attingere alle preziose informazioni turistiche delle mie trasferte sportive.

Normalmente "espongono" tour operator, enti del turismo, (regionali, statali , italiani e stranieri) catene di hotel, siti web correlati al turismo. E i "clienti" sono le agenzie di viaggio, che ne piu' ne meno fanno come un negoziante: comprano prodotti (pacchetti turistici, in questo caso) che poi rivenderanno ai loro clienti, ovvero noi viaggiatori (comunque presenti, perche' il biglietto si paga e non si rifiutano mai i soldi, neanche in una fiera per operatori professionali).

Il prototipo dell'agente di viaggio e' normalmente donna, di mezza eta', con una certa indipendenza, spigliata. E fin qui... Pero' (ammesso che anche io, invecchiando, sia diventato piu' intollerante) che delle cinquantenni (ed oltre!) si presentino -non necessariamente in forma- ma con minigonne inguinali, stivaloni modello D'Artagnan, decollete' strarifatto, mi fa riflettere. Se poi queste amazzoni si abbarbicano al ballerino cubano (ma lo stesso e' stato con il mariachi messicano, il lungagnone etiope, lo steward brasiliano), mettendogli le mani dappertutto (visto, visto...) il sopracciglio si alza inconsciamente. Poi siccome l'ormone era al top andava benissimo anche l'italianissimo cuoco del Trentino, neanche belloccio, ma giovane il giusto: insomma bastava che respirasse, e le fusa partivano.

E molte -tuttavia- erano accompagnate dai mariti (alcuni divertiti), la cui maggioranza rispecchiava molto piu' fedelmente l'eta', con pance prominenti, trasandatezza generale, ed un aspetto "consono" per l'eta', almeno al mio immaginario.

Quindi occhi aperti e antenne drizzate. Sempre piu' raramente si vedono attempati vecchietti (piu' o meno in forma) che si accompagnano a trentenni procaci (con le eccezioni in cronaca..), ma bensi' attempate signore (in coppia ma anche in gruppo) che si mettono sulle tracce di un qualsiasi giovane maschio (fra i 25 ed i 45 anni) trasudando ormoni e voglia sessuale da tutti i pori. E (lo dico per il target) l'offerta supera di gran lunga la domanda....

Dal mio punto di vista (per fortuna sono fuori target e quindi invisibile per loro), la scena di queste donne rifatte, tiratissime, ma con gli evidenti segni del tempo, uno su tutto: le macchie sulla pelle, ma anche -ed e' una chicca- la gamba senza calza nello stivale da moschettiere di cui sopra con la pelle raggrinzita sul bordo di questo, e' da far passare qualsiasi "passione", ma sembra che la sfacciataggine (o la voglia di grande C.?) renda queste cacciatrici molto pazienti e insistenti.

Non mi chiedo il perche', non me ne faccio un problema, solo "annoto" (e vigilo...) Come il buon risotto vercellese (in combinazione con l'assaggio di panissa) offerto dal Piemonte (ma che battaglia per averlo!), il pane di Genzano tocciato nell'olio, il cous cous del Festival di San Vito lo capo, l'arancino di riso siciliano.

Ma annoto anche che alcuni anni fa si mangiava di piu' (e molto!) e i gadgets erano "infiniti", nello stand cubano offrivano rum, nello stand pugliese si rischiava l'indigestione, in quello toscano la ciucca e in quello calabrese il fegato. Oggi bisognava fare a cazzotti per un pezzetto di pane spalmato con l'nduja. Un risottin in Lombardia si scroccava sempre, oggi neanche quello. E in Svizzera -come in Francia- c'era sempre del formaggio. Oggi solo penne, biscottini e caramelle. Pochissimi key rings (portachiavi a laccio), solo tanti sorrisi e "oggi si entra solo con solo invito".

Come anche annoto che a Milano la bellezza media delle ragazze e' decisamente migliorata (togliendo le modelle che alzano la media), il Pirellone non sembra cosi' alto (per il Vertical limit....) e la Stazione (di Milano, sempre) e' un posto ancora frequentato da brutti ceffi, ma in minor numero.

giovedì 17 febbraio 2011

Tuttadritta


Non mi riferisco alla magnifica 10 km torinese, ma al fatto (e tocco ferro!) che quest'anno molte cose (se non tutte) vanno per il verso giusto. Prima di tutto il fisico regge. Per ora niente influenza, niente fitte ai piedi, indolenzimenti nella norma (eccezion fatta per il post campestre).

Inoltre la dieta sta procedendo e sto calando (soprattutto in cm girovita) pur sentendomi in piena forma, anzi piu' in energie. Tra l'altro l'alimentarista (nuovo) si difende bene anche in bici, dato che a Laigueglia domenica ha tenuto una media dei 34 kmh, considerando un dislivello di 1600m e che e' la prima gara della stagione... Chapeau!

Va bene anche il meteo, che mi consente di uscire in bici spesso (correre o nuotare non vengono influenzati da 2 gocce o 2 fiocchi), e -oltretutto- quando scendo dal mezzo finalmente non ho dolori alla schiena (ma c'e' il suo perche'). Quest'anno, poi con l'obbiettivo dichiarato di 2 Ironman, mi sento molto motivato. Inoltre Gianni, che oltre ad aver scelto quest'anno la gloriosa Polisportiva Porta Saragozza, e' colpito da una seconda giovinezza, e mi stimola continuamente a migliorare, un po' con la carota (lasciandomi credere di correre piu' forte di lui) un po' con il bastone (dandomi poi una sonora lezione in bici).

Finalmente stimolante anche il nuoto, perche' aggregandomi ai Master CUSBO (irragiungibili quanto a tempi e simpatia), ma molto positivi in volumi ed intensita' di allenamenti. E -fra parentesi- domenica saro' ai blocchi dei 50m e 200m stile nei regionali a Riccione (io, lunghista per eccellenza! Ci sara' da ridere fin dal tuffo...)

Insomma, una stagione partita alla grande, ed anche il coach Costa ha subodorato che si puo' lavorare, dandomi un secondo ciclo "specifico estensivo" piuttosto intenso. In questa prima settimana le ore sui pedali arriveranno a 6 (all'ottava saranno 9/10), perche' ovviamente e' il segmento su cui devo lavorare di piu'.

E quindi una bella bici lunedi e martedi. Corsa ieri (no report, Garmin morto) ed oggi (e poi alla grande!): considerato che domenica ho partecipato al diecimila di Granarolo (quasi a tutta ho fermato il crono -49'52"- sul mio terzo tempo di sempre sulla distanza), pensavo di essere molto piu' stanco.

Domani riposo "attivo", con visita alla B.I.T. (Borsa Internazionale del Turismo) che mi permette di raccogliere informazioni sulle localita' che ospiteranno le gare, e sabato di nuovo fuori sui pedali.

Insomma, e' finito il tempo dei giochetti.

sabato 12 febbraio 2011

8a settimana



Dopo aver constatato che per la Cinque Mulini ho un servizio fotografico anche superiore a quello di un Ironman (in coda un bel po' di foto e sono solo una parte!) oltretutto GRATIS (e un mega grazie a podisti.net e al blog onemaratonforcapasso) la settimana e' trascorsa per lo piu' recuperando la campestre, muscolarmente, soprattutto, perche' i chiodi e il terreno instabile mi hanno devastato le caviglie ed i piedi.

Eppure e' stata una delle mie migliori settimane di allenamento. Cosi' come per l'alimentazione, modificata radicalmente da qualche settimana, con l'aggiunta di accorgimenti durante l'allenamento che mi permettono una gestione piu' ottimale delle energie. Inoltre sto facendo il test dell'holter metabolico, che dovrebbe definire con abbastanza certezza il mio reale fabbisogno calorico e -soprattutto- temporizzarlo.

Insomma, sia lunedi sia martedi sono stato in bici, approfittando delle splendide giornate, mercoledi e giovedi ho corso, e poiche' sabato -finalmente!- siamo andati al mare a vedere la casa praticamente finita, sono uscito in bici pure venerdi, tenendomi, appunto, il sabato di recupero.

E ieri, domenica, il diecimila di Granarolo, distanza che certo non mi e' congeniale, ma che mi e' servita per fare qualcosa di veloce. Incontrati con piacere tanti volti noti, da Gianluca, a Ubaldo a Roberto (D. e G.), i vecchi amici del Pasta Granarolo (organizzatori impeccabili della gara), e i "miei" triathleti Luca e Andrea. Insomma una domenica divertente.

A nuoto, la settimana e' passata con tanto scarico e quindi meno impegnativa del solito (almeno, per i volumi a cui sono abituato...): "prendo e metto in saccoccia"..

Cominciamo dunque la carrellata: in posa per la foto pre gara,


In prima linea allo start....

gia' verso la coda dopo 70m (e non mi sono certo risparmiato!)....

avversari fortissimi, sia pure non esteriormente...


Il pezzo forte della Cinque Mulini: i passaggi all'interno dei mulini!



ancora una fase di corsa,

un attimo prima di cadere...

e sul rettifilo finale..


domenica 6 febbraio 2011

La Cinque Mulini, 79 anni e non sentirli

Pensavo, dopo tante gare, di non emozionarmi piu', tanto meno per una campestre di 6 km! Pero' tra il fatto che la Cinque Mulini e' un evento, e che per me fosse il debutto in una campestre, ieri notte non ho dormito granche'. E stamattina non ero molto sveglio. Poi mano a mano che si avvicinava l'orario di partenza (dopo aver visto gli arrivi degli ultimi della Open e la partenza e la gara delle donne amatori), quel non so che che chiude lo stomaco si e' fatto ben stretto.

Come al solito un po' mi sono montato la testa, ovvero essendo la mia batteria dagli M45 in su (ovvero in anzianita' a crescere) mi sono detto che forse forse avrei fatto anche una buona figura. Cosi' alla partenza mi sono velleitariamente posizionato davanti, e allo start ho cominciato fortissimo. Dopo neanche 100m ero a meta' gruppo, alla prima strettoia nelle retrovie.



Il cuore prossimo alla soglia (152 bpm medi alla fine, picco a 162) e una qual certa difficolta' con le chiodate, specie nei punti dove c'e' il tappeto in uno dei quali sono anche ruzzolato per bene (come previsto, del resto). Al gomito e al ginocchio i segni della battaglia.





Bene negli strappi secchi in salita, dove le chiodate facevano presa e recuperavo quei due che non le avevano, ma sul piano il mio tapasciare era ancora piu' evidente che in strada, con un postura molto arretrata.



Emozionanti i passaggi nei mulini (proprio all'interno!) ed in generale un'atmosfera goliardica con anche una presa al volo dalla canottiera da parte di uno perche' stavo rovinando per le terre una seconda volta.



Come in un triathlon sprint quando e' finito tutto ho cominciato a capire cosa stavo facendo, ma sentivo di essermi divertito come un bambino a saltare nelle pozzanghere. Praticamente il percorso consta di un giro "corto" (senza il passaggio nei mulini, cioe') e 2 lunghi, per un totale di 6 km (abbondanti, comunque) e un terreno molto variabile, dall'asfalto ricoperto da questo tappeto in cui gli scarpini chiodati si impuntavano, allo sterrato, al campo arato di mais, al tappeto di aghi di pino che sembrava un tapis roulant. Unendo i passaggi nei mulini (tortuosi) alle 2 salite secche (ed altrettanto secche discese) avremo il percorso completo. Pacco gara ricco, con prodotti Enervit, maglietta personalizzata e portachiavi di partecipazione.






Ma il dato eclatante e' che mi sono divertito un mondo. Ed ho anche capito che bisogna che ci riprovi, magari in contesti meno storici, per fare molta pratica. La cosa piu' incredibile e' che Carla, se avesse partecipato, sarebbe pure andata a premio, poiche' nella sua categoria erano solo in due, e ne premiavano 3!!!



Sulla via del ritorno cotoletta succulenta e un grazie all'hotel AS Sempione di San Vittore Olona, che nonostante abbia l'aspetto (e non solo) di motel "a ore" ha camere bellissime e nuovissime a 70 euro la matrimoniale con Sky e doccia idromassaggio (pure matrimoniale!), ed un ristorante eccellente. Da non dimenticare una visita ai calzolai della zona, a prezzi di stock!


venerdì 4 febbraio 2011

Corride e allenamenti...

La Corrida di San Geminiano non e' una gara "purche' sia". In passato Bordin, Lambruschini, Baldini, Antibo e tanti altri hanno scritto il loro nome nell'albo d'oro, perche' questa era una gara che Gigliotti (allenatore storico e blasonatissimo) considerava test probante per le capacita' di un promettente mezzo o fondista tout court.

Di certo il mio obbiettivo era di molto (ma tanto di molto) piu' modesto, praticamente arrivare in fondo, anche se con il coach presente, con un certo impegno. Poi portandoci Vincenzo (G.) e Marco, loro si' a caccia di premio (ad un passo almeno di 3.10/km, comunque alla loro portata) insomma mica potevo svernarci, in quel di Modena.

Cosi' salutati il Mazzo e Vincenzo (A.), alfieri della Granarolo, incontrati nel riscaldamento, mi piazzo nella mia griglia, (la seconda) e attendo lo start. Bella la "cerimonia", che prevede un ingresso in prima griglia al galoppo dei top runner, cosi' come i primi 2 km, letteralmente in mezzo alla fiera, fra bancarelle dagli odori forti e ben poco invitanti, fra cui fritture e salumi, pe run podista impegnato in tale sforzo.

Partenza, comunque di gran carriera a 4.45/km, mantenuti non piu' di 3 km, quando il passo si e' fatto via via piu' lento, sia pure su livelli buoni, per me. Un urlo dal pubblico, Mimmo "in borghese" mi ha riconosciuto e salutato, io mi volto ma sono ancora in trans agonistica e faccio solo un cenno. La corsa si svolge verso Cognento, con un primo sovrappasso (e gia' li' ero un po' alla frutta), e da un secondo, prima del controllo dei 7 chilometri passato sotto i 36 minuti (un passo di poco sopra i 5/km, ancora grasso che cola), e gia' ero molto felice. Poi, come mi capita spesso, "mi annoio" e comincio a fermarmi e a camminare.

Chiaramente il terzo sovrappasso l'ho camminato, meglio e' andata con il sotto passo, in cui l'unico dubbio e' stato "gradino e scivolo?" e poi il ritorno mesto verso il traguardo, con un secondo passaggio da Mimmo con ben altro passo, sia pure di corsa. All'arrivo comunque un 1.10.22, a 5.16/km: "nella norma". Il coach si aspettava di piu', io anche di meno, considerato quanto ho camminato.

Dopo il ritiro del pacco gara, e un po' di chiacchiere, cerco di sapere come i miei compagni sono andati, e ritrovo Marco alla macchina che mi dice che lui e' scoppiato perche' partito a 3.03/km (quanto vorrei scoppiare io a 3.03/km!!!) ed ha finito 29imo (assoluto) ad un passo di 3.21/km, mentre Vincenzo (G.) e' "a premio", ovvero e' arrivato nei 20 (16imo, ad un passo di 3.13/km) e quindi ha preso 100 euro. Beati loro, hanno anche 20 anni in meno di me...

Qui la mia "performance".

Martedi dunque ho riposato, e per il gioco del "chi si ferma e' perduto", mercoledi mi e' toccato un bel triathlon, con il combinato bici-corsa 1 e 2 a Riccione e il nuoto serale (per fortuna leggero) alla Record. Molto piu' divertente il combinato...

Ieri, giovedi mi sono infilato nella tana del lupo, ovvero ho caricato la bici in macchina e sono andato a Magazzino da Gianni, il quale mi ha dapprima tirato il collo sullo stradone che arriva quasi a Vignola, e poi con delle SFR su per Monte Budello. A fatica ho tenuto la ruota.

Ed oggi, di nuovo in bici, Stradelli Guelfi, per una seduta anticipata di bici, dato che domani e domenica tra viaggio e gara la bici rimarra' dov'e'. Infine un brevissimo (5 minuti...) assaggio delle scarpe da cross, le Brooks Mach 12, sul campo del CUSB. Sensazioni strane, soprattutto quella che qualcuno ti tocchi sempre, perche' l'erba strappata dai chiodi vola verso la schiena...


domenica 30 gennaio 2011

E il settimo giorno.... riposai.

In effetti io un riposo settimanale, ancora, ce l'ho (il venerdi'), ma dovendo correre lunedi' a Modena la Corrida di San Geminiano, ho spostato il riposo al sabato (pedalando sui rulli venerdi'). Ma poi ho pensato che un po' di nuoto mi avrebbe fatto bene e allora sabato alle 13, puntuale ero alla Record con i commilitoni del Master, a sorbirmi quella che dovrebbe essere (promessa di Marco, il coach) l'ultima seduta "di carico" prima dei regionali di nuoto. Da quel poco che lo conosco (3 mesi) mi sembra una promessa da marinaio, ma magari mi sbaglio.

Cosi' il riposo (forzato) e' slittato ad oggi, coi 40' di corsetta saltati, anche per non rischiare nulla per via della neve.

Ma oggi devo dilungarmi un po' sul nuoto. Ci sono cose che non capisco. Sono nuovo, e quindi -per ora- "obbedisco!". Come forse ho gia' raccontato, il corso Master prevede 3 sedute. lunedi' e mercoledi' sera (tardi) e sabato all'una. Il lunedi' ed il mercoledi' la seduta e' gestita (ottimamente) da Marco, il quale sapientemente differenzia i lavori fra le tre corsie: nelle prime due, i lavori sono piu' lunghi rispetto alla corsia (la mia...) dei meno dotati.

Anche perche' se si da un lavoro di 8 x 100m, chi ha 1.10 di passo (o meno) finira' sempre prima di chi ha 1.40 di passo sui medesimi 100. E se la matematica non e' un'opinione, e il tempo della seduta e' di 70 minuti per tutti, chi fa 1.10 finira' certamente la seduta scritta, ma chi fa 1.40 o salta le gambe o le palette o entrambe (che normalmente sono alla fine).

Il sabato ci sono molti dei frequentatori serali, ma anche altri e (purtroppo) non c' e' Marco, e quindi e' in autogestione da tabella. Ora io mica me la tiro (potrei, essendo allenatore federale), ma se Marco differenzia i lavori, un motivo (e mi pare che sia chiaro...) ci sara'.. Eppure c'e' sempre qualcuno (o meglio qualcuna) che non lo capisce. Personalmente il sabato pomeriggio non mi va di passarlo in piscina, e gia' che si finisce alle 14 e 10, tra una pippa e quell'altra si fanno oltre le 15. Quindi mi girano le balle quando mi si dice "c'e' scritto cosi', e quindi si fa cosi'", detto da chi ha meno neuroni dell'aria fritta.


giovedi, run
venerdi rulli (40 km della tappa del TDF 2006 Luchon-Carcassonne)

mercoledì 26 gennaio 2011

...che poi mi illudo....

Dopo 3 settimane (e mezzo) di allenamenti seguiti con costanza e determinazione (salvo 2 sedute di nuoto saltate per il tatuaggio), nonche' un nuovo regime alimentare, che mi ha fatto perdere un po' chili, e -udite! udite!- non mi fa venire voglia di dolci, mi sento in formissima.

In bici, specialmente, mio tallone d'Achille oramai incurabile: quando inforco la bici mi sembra di avere una gamba migliore (mica mi sento Ivan Basso, pero' mi sento meglio rispetto al passato) e il test migliore si chiama SS 16 ore 13.00 fra Riccione e Pesaro. A quell'ora e su quella strada si concentra un gruppone (almeno una cinquantina) di vecchie faine (eta' media sulla cinquantina) che sono il miglior test per chi ha velleita' ciclistiche.

I primi chilometri li fanno a velocita' dimezzata, per cui se ci arrivi sotto li passi ad uno ad uno senza neanche faticare. E riesci anche a lasciarli indietro, almeno fino a Case Badioli. Li' cominci ad assomigliare piu' ad una volpe inseguita dalla muta di cani e cavalieri come nella migliore tradizione di caccia inglese. Il gruppo da disordinato assume un assetto da corsa come neanche il gruppo al Giro alla rincorsa del fuggitivo: cambi regolari, incitamenti a gran voce e un forcing asfissiante. Neanche a Siligata (3 chilometri), sei non solo assorbito dal gruppo, ma lasciato indietro e compatito.

Ovviamente non parlo per esperienza personale, dato che una volta sola ho provato ad accodarmi e ho miseramente perso la scia in pochi chilometri, ma perche' li ho incrociati diverse volte. Oggi, se mai mi fossero venute delle velleita' di cui sopra, durante il mio allenamento consueto del mercoledi, 3 ciclisti (una ragazza) mi si sono dapprima accodati, poi visto che andavo piano (per loro, naturalmente) mi hanno passato e lasciato li', a pedalare con il mio 34/17 a 90 rpm ed i miei 25 all'ora. Tanto perche' non mi illuda di essermi fatto un po' di gamba....

E dunque, riassumendo:
venerdi corsa
sabato bici (rulli)
domenica corsa
lunedi corsa (e nuoto)
martedi bici
oggi bici (e nuoto)

mercoledì 19 gennaio 2011

i had a dream



Avevo un sogno, da ragazzino. Bimbo, direi. 40 anni fa -almeno-, la tv era un oggetto piu' d'arredamento che un oggetto di compagnia. La tv si accendeva alle 18.00 con la tv dei ragazzi, perche' prima non c'era nulla, e non dico trasmissioni basate sul nulla, ma proprio "nulla", ovvero uno schermo grigio.

Giusto la domenica mattina qualche evento era dato in diretta, ma parliamo di messe, o eventi sportivi (atletica leggera per la maggior parte). Uno di questi era la 5 mulini. Ne avro' viste almeno una decina. Ricordo nitidamente questa corsa "campestre" caratterizzata dal fango, dalla neve e da questi corridori con aderentissimi braghini di seta lucida correre piu' per non cadere che non per andare forte. I piu' forti avevano le chiodate, ma la maggior parte si arrangiava con equilibrismi degni del miglior circo Togni. Spesso assistevo a scivoloni di atleti lunghi distesi da cui si rialzava un essere completamente ricoperto di fango che senza colpo ferire ricominciava a correre.

Della mia infanzia ho pochissimi ricordi ma questo e' vivissimo. Quest'anno e' arrivato il momento che il sogno diventi realta' (meglio tardi che mai, si potrebbe dire....) e dunque il prossimo 6 febbraio, dopo un pressing asfissiante a Carla (in fondo un week end a San Vittore Olona a febbraio non e' il massimo della vita), andro'a correre la 5 mulini. Una campestre. La mia prima campestre! (perche' da bimbo i miei erano troppo apprensivi per farmene correre una...)

Intanto in attesa che il tatoo si fissi per bene (e quindi niente nuoto) vado in bici nel nebbione, corro (nel medesimo nebbione) e -last but not least- mi sto adattando al nuovo regime alimentare, i cui benefici in termini di peso si vedranno poi, intanto mi sembra di essere piu' "solido" negli allenamenti. E giorno dopo giorno patisco sempre meno fame. Anche se era bello mangiare un gelato tutti i giorni ....

Ricapitolando gli allenamenti:
venerdi, corsa
sabato, bici
domenica, corsa
lunedi, bici
ieri, corsa (con Gianni, e per la prima volta gli sono stato alla pari, sulle sue stradine e salitine!)
oggi bici

giovedì 13 gennaio 2011

Avanti tutta



Bene, passate le feste l'allenamento e' ripreso alla grande, i doloretti sono spariti, l'umore sale. Sabato mi sono messo sui rulli, alla fine, e la paventata sciata di fondo (di venerdi) evitata. Ho pure consultato un nuovo alimentarista (ah, che belli i neologismi...) che mi ha messo in riga. Per ora solo su carta (domani lo start), ma ha ottime referenze.

E dunque domenica corsa (San Lazzaro), lunedi bici (rulli, simulazione dei primi 27 km di Lake Placid) ed in serata nuoto, martedi corsa e mercoledi uguale a lunedi, ovvero bici (vera) e nuoto serale, in piena trans agonistica (si avvicinano i regionali ed il coach Marco picchia come un fabbro). Oggi... tatoo.


Da tempo avevo in programma di mettere la stella dei DIECI Ironman completati. E solo oggi sono riuscito ad avere l'appuntamento. Cosi' Alex, provetto tatuatore ha colmato la lacuna. Ora mancano 5 mezzi IM alla prossima stella (e scritta, ovviamente 70.3), ma non ci vorra' molto.


venerdì 7 gennaio 2011

Sara'....

Dopo ben 4 giorni di allenamento neanche troppo frenetico ho gia' i primi segni di cedimento fisico. Sento un doloretto lancinante a fianco e sopra al ginocchio, la' dove convergono tutti i muscoli della coscia, laterali e posteriori, ogni volta che mi alzo dopo anche una breve sosta su una sedia.

E domani Andrea mi aspetta al varco per una scampagnata in bici, dato che nonostante la danza propiziatoria di pioggia (o neve) non se ne vede l'ombra. E mi tocchera' pure essere inseguire, dato che la sua giovane eta' lo spinge a velocita' incredibili, ma anche lui, prima o poi arrivera' a 47 anni e poi faremo i conti.

Quattro giorni di allenamento, dicevo, mercoledi rulli e in serata nuoto (e stavolta sembrava pure piu' ironman la seduta con ben 3 x 200m + 6 x 100m di passo che i velocisti hanno accolto con orrore) e ieri, per la Befana mi sono pure concesso un diecimila di corsa "competitivo" all'Ospedale Maggiore (dove con un 55' e 17 circa ho bollato una delle mie peggiori prestazioni sulla distanza, come neanche negli olimpici tosti di triathlon, insomma). A parziale mia scusante che stavo eseguendo un esercizio, che ho avuto i piedi gelati fino al quinto chilometro e quasi una repulsione mentale totale per la fatica che stavo facendo.

E come da copione oggi riposo, ma domani (se la gamba regge) 6 x 10' di variazioni al medio estensivo (ovvero rantolando) su per la Val di Zena, nell'ambito di un lungo la cui lunghezza sara' deciso dallo stato di congelamento di mani, piedi e faccia.

Infine salutandovi, rimango sempre stupito (e piacevolmente, da narcisista quale sono) da chi mi dice di leggermi con regolarita', perche' se e' vero che scrivo queste righe soprattutto per me stesso, per "non dimenticare", e' anche vero che facendolo in un blog pubblico qualcuno per caso o volutamente le legge, e spesso dimentico questo secondo aspetto. Cosi' ogni tanto ripeto le mie scuse a tutti coloro che casomai si sentissero toccati da quanto scrivo, considerando la mia buona fede.

martedì 4 gennaio 2011

Oltretutto (2)

Qualche volta sono riuscito a ritrovarmi un peso "quasi decente", intorno agli 81, 82 kg (il mio peso forma dovrebbe stare sui 75 kg, godendo di una ossatura "possente"), ma non ne ricordo -come dovrei!- i benefici di questa leggerezza, e quindi quando mi vedo un peso sugli 85, mi piaccio e mi beo. E galleggio su quel peso, senza cercare ulteriori cali.

Pero', quando sono come sono (comunque dopo 2 giorni di dieta rigida, esercizi svolti alla lettera sono arrivato sotto gli 89) e mi sottopongo ad attivita' fisica (soprattutto la corsa) in questo periodo post natalizio, in particolare, mi sento addosso sguardi di compatimento che mi appesantiscono oltremodo. Vedo nelle facce di chi incrocio commenti del tipo: "Guardalo li', ha mangiato come un maiale per Natale ed ora pensa che con una corsetta ci si possa rimettere in forma... Povero illuso!" Ma dopo un momento di scoramento, il mio sguardo risponde che "almeno io ci provo, brutto str....!"senza far trapelare la lunga militanza o i inverni di allenamento che oramai ho raccolto.

E poi succede -come oggi- che avevo una fame boia, prima, durante e dopo i 52 minuti di esercizio (come previsto, ma oltre non sono/sarei andato), e mi sarei pure mangiato tutte le barrette che ho in dotazione in auto, ma ho tenuto botta. Proprio perche' non vorrei vedere quegli sguardi.

Uhm... sto diventando un vecchio bisbetico, mi sa...

lunedì 3 gennaio 2011

Oltretutto

Iniziamo il 2011 con una bella cifra tonda: 90. Che in questo caso fa proprio paura. Stamattina mi sono pesato. Sapevo di aver preso su peso, ma cosi'.... E sia, pancia a terra (letteralmente dovrei dire "sul cannone") e via, un po' di sole a conforto, in bici. Cominciamo bene. Stradelli Guelfi, 33 km in un'ora e 13. Seguendo l'esercizio.

Poi a casa, pranzo frugale "nei termini" della dieta, merenda come sopra, e via alle 19 e 30 in acqua. Seduta master, e pure con il coach assatanato: prima gambe, poi palette, e di nuovo gambe. Se potessi usare le palette (beh, oddio anche il pullbuoy...) in gara sarei molto piu' avanti... A gambe no, sono una vera schiappa. Cosi' con le palette tiro la truppa, con al tavoletta arranco.

Importante 'e iniziare. Domani, corro. Mercoledi bici + nuoto. Giovedi corro. sabato bici domenica corsa. E cosi' via. Durissimi, convinti. Soprattutto a pesare meno.

venerdì 31 dicembre 2010

Nel mio piccolo...




Visto che il presidente del Brasile, un paese che si distingue soprattutto per essere pericoloso gia' dal tragitto aeroporto-centro di Rio (l'autostrada che che li collega passa in mezzo a due favelas che spesso si fanno guerra usando come campo di battaglia proprio l'autostrada), per mandare i militari nelle favelas a sparare ad alzo zero contro i bambini e per la disinvoltura delle donne locali, questo presidente (Lula) che si permette di dire che nel nostro paese un criminale responsabile
di 4 omicidi, in prima persona o come mandante, e di aver costretto sulla sedia a rotelle una persona condannato in tutti gli ordini di giudizio non verra' estradato per scontare la giusta pena (2 ergastoli, che come sappiamo non li sconterebbe mai) per "motivi umanitari" perche' (a suo dire, di Lula) non sarebbe garantita la sua (del criminale....) sicurezza, ho deciso nel mio piccolo, di non andare mai piu' in Brasile e di non comprare, usare o mangiare piu' articoli o merci brasiliani.



Che poi, in verita', la cosa che mi da piu' fastidio non e' tanto la vicenda di Battisti in se' (spero vivamente che si trovi il sistema di ingaggiare un killer di professione che gli spari un proiettile calibro .50 BMG -il primo a sinistra nella foto- in fronte fuori dalla prigione, al primo accenno di sorriso ebete), quanto il fatto che mi si venga a dire che in Italia un carcerato non e' garantito in carcere (non sto parlando di stato di fermo dove ti trattengono nei sotterranei delle caserme, e li' "che Dio ti aiuti" davvero).

Insomma, che me lo venga a dire il primo ministro norvegese, posso anche sopportarlo. Ma che me lo venga a dire il presidente di un paese come il Brasile, dove ancora prima di finire in carcere la tua vita e' appesa ad un filo (specie se sei turista) beh, per questo "sono incazzato nero e tutto questo non lo sopporto piu'" (immaginatemi pure anche alla finestra ad urlarlo a squaciagola).



martedì 28 dicembre 2010

Welcome back!

Tornato, anche se non ci speravo piu'. Ieri mattina il termometro sembrava girato sotto sopra. Dopo 3 giorni fra i 5/6 ed i 2 gradi, la botta e' stata notevole: meno dodici, alle 10 di mattina, poi. Di notte hanno detto meno ventidue. Verso le sei mi e' venuto lo scrupolo che il gasolio del mio Pajero fosse "inadeguato", ma la mia risposta e' stata che -in fondo- anche a Bologna era stato molto freddo (sottozero sicuro), quindi avevano "certamente" distribuito il gasolio invernale anche da noi.

Tutto pronto (o quasi) per partire vado per accendere la macchina. Un posteggio piu' all'ombra non potevo trovarlo, e -se possibile- era anche piu' freddo. Ma la macchina non fa una piega, giro la chiave e si accende. Non faccio neanche a tempo a dire "E vai!" che si spegne. Oddio. E mo'? Provo e riprovo, niente. Morta. Alla fine (con la batteria che sembrava scaricarsi) mi rassegno e faccio chiamare il meccanico. Tralascio la conversazione in cui mi rinfaccia di non aver fatto rifornimento con gasolio artico, di non aver messo neanche un additivo e insomma che non si tratta cosi' un auto. Insomma un padre degenere.

Poi accade l'imprevisto... Uno degli ospiti parte e non arriva neanche in fondo alla discesa che si ferma... Lui ha tre figlie, e quindi dopo un rapido consulto mentre liberano la mia (che era anche posteggiata fra 2 altre auto) ilmeccanico gli traina la sua. Io sconsolato e rassegnato provo un'ultima volta.... Si accende (ma l'aveva gia' fatto di accendersi e poi rispegnersi).... Stavolta no: rimane accesa....dai....si! Riesco a muoverla, poi mi metto a 3000 giri in attesa che si scaldi.

Mi consigliano di fare dei giri intorno al parcheggio, e come un criceto ne faccio uno, due, fino a 5, quanto torna il meccanico, il quale grida al miracolo, perche' un po' puo' stare accesa, ma la paraffina si congela nel filtro e non e' possibile., insomma che strano, ma oramai e' calda, mah, e se poi per strada ti fermi, ci vuole il carro-attrezzi... Terrorizzato gli chiedo di venire con me fino dal benzinaio, in paese, per metterci il famoso gasolio artico..

Insomma alle 17 sono a Bologna, pronto per la seduta di nuoto master delle 19 e 30, stavolta viene anche Carla. Lei nuoto libero, io un 2000 metri di cui molti di gambe. Per il rotto della cuffia, stavolta...

domenica 26 dicembre 2010

Nova Ponente 3


E dopo la pioggia e la neve venne il sereno. Solo in serata, perche' stamattina era nuvoloso con neve fine fine. Chiaramente domani, che dobbiamo ripartire sara' una giornata splendida.... Stamattina finalmente ci siamo "dati una mossa", facendo l'escursione per Pietralba, un bel sentiero in mezzo al bosco e la neve alle caviglie.

Pero' io ero sveglio dalle 7 e mezzo, visto che alle 8 mi aspettava Barbara per il massaggio piu' impacco: bellissimo il primo, un po' troppo al vapore il secondo, con il latte all'arnica ed iperico ad odorarmi per tutta la mattinata. Poi, dopo una abbondante (ma non eccessiva) colazione, finalmente una escursione.

Vestiti di tutto punto (ho anche messo le ghette...) siamo partiti dall'hotel (scoprendo finalmente le piste da fondo, da discesa e da slittino vicinissime). E seguendo le indicazioni (e i cartelli) ci siamo avventurati su questo sentiero "della sega vecchia" che solo nel finale ci ha impegnato duramente (150m di dislivello in un km, con la neve a meta' polpaccio!), avendo optato per lo strappone ripido ma corto. Alla fine 4 km e mezzo in un'ora e un po', ma per il ritorno ho optato per l'autobus, considerando le mie difficolta' a scendere per un pendio.




A seguire un clichee' consolidato: passaggio in sauna finlandese (15 minuti di sofferenza e noia) tisana depurativa e poi su al buffet della merenda, saggiamente a cavallo delle 15 quando inseriscono i dolci, ed anche stavolata strudel, sacher e panna.... Infine pomeriggio in camera, io a seguire "Bianco, rosso e verdone", Carla a massaggio pure lei e poi a seguire il film con me. Dopo l'ottima cena passeggiata fino in paese con temperatura rigida (-5, almeno).


Tutto bene, quindi? Si e no. Quest'hotel fa parte del circuito Vitalpina Hotel Alto Adige, dove tutto e' naturale, ecologico e a "km zero". Poi, pero' mi mettono la temperatura in camera a 35 gradi, consumando lira di dio di gas! Alla fine siamo stati costretti a spegnere completamente il termosifone in camera (dotato di termostato) eppure quello del bagno (non regolabile) scaldava la camera oltre il tollerabile. Chiesto lumi alla reception di questa incongruenza la risposta e' stata lacunosa: non sono riusciti a dosare bene la temperatura perche' prima del nostro arrivo si erano toccati i meno16 e quindi ci voleva ancora qualche giorno di assestamento....







sabato 25 dicembre 2010

Nova Ponente 2

Naturalmente l'hotel e' dotato di zona welness piu' "classica" e gratuita, con saune (5: al pino mugo, classica, finlandese -con annessa uscita sulla neve- e altre a temperatrure diverse), bagno turco, massaggio ai piedi del dott. Kneipp (una vasca fredda una calda...), vasca al fieno fresco, infrarossi, sala lettini ad acqua, sala rilassante a 45 gradi con profumo di rosa, ed una sala relax.
Inoltre docce di vario tipo, solarium e zona tisana, con sempre acqua bollente a cui aggiungere un filtro di erbe. Tutto bellissimo, ma dopo l'entusiasmo iniziale (il primo giorno cioe') io trovo queste pratiche assolutamente noiose. Gia' c'e' l'imbarazzo di trovarsi nudi (e' specificato chiaramente che non si deve indossare in sauna) con sconosciuti (cosa cui noi non siamo abituati), magari con attempati vecchietti (e vecchiette) i quali piu' che di una sauna avrebbero bisogno di un miracolo.
Oggi dunque praticamente la sverzura della welness si e' limitata ad 7 minuti e mezzo di sauna al pino, un po' di infrarossi, sauna finlandese e uscita nella neve (solo chi mi ha visto!!) e una sana dormita sul lettino ad acqua. Ma prima (stamattina) -sotto una fitta nevicata- abbiamo fatto un giro in auto (con le gomme da neve e la 4x4 inserita non ha fatto una piega!), per vedere Oberegger ("non c'e' paese, zolo tieci alperki e sciovie per skiare, sig-nore!", la risposta alla nostra curiosita' di visitare paese...) e quindi dieci minuti e siamo tornati verso Nova Ponente, per allungarci al Santuario della Madonna di Pietralba (seconda foto), vera e propria cattedrale nella neve (per chi e' della mia zona avete presente la chiesa di Mascarino?) gestita dai Servi di Maria. Qui sotto come si presenta. Tutt'attorno neve boschi e null'altro.




Infine un po' di foto. Subito le Salomon di cui parlavo ieri.



Ed ecco due immagini del buffet di merenda.... pane e companatico...











venerdì 24 dicembre 2010

Nova Ponente

Non chiedetemi perche'. Ma quest'anno (anche) sono finito in un posto freddo. In montagna, cioe'. Posso solo dire (e non ci sara' tortura che mi possa far dire di piu') che dovevo non essere a Bologna in questi giorni.
E comunque a parte il piccolo particolare che siamo in una valle un po' dismessa, molto fondistica (e ciclistica d'estate, qua vicino c'e il passo Lavazze'), che l'hotel, un 4 stelle dal un nome impronunciabile "Pfoesl", e' semplicemente in mezzo al nulla (il paese e' a 10-15 minuti di cammino) e a parte che sono 2 giorni che piove, mi si vede in giro con un sorriso stampato un po' ebete (la stranezza sta nel fatto che in montagna io sono sempre imbronciato...).
Sono (siamo, c'e' anche Carla) qui solo per 4 giorni, ma sono pronto ad ogni evenienza: saputo che dall'hotel parte una pista da fondo di 26 km, sono attrezzato con gli sci (che sono poi del secolo scorso). Casomai (come sembra) diventasse improbabile la sciata (ma non ero io quello che aveva giurato che non avrebbe mai piu' inforcato gli sci da fondo?), ho le ciaspole. Se anche sulle ciaspole facessi concorrenza a Ridolini, l'ultima ratio si chiama(no) Salomon SpeedCross 2 GTX, ovvero scarpe da trail che sui numerosi sentieri vanno da sole.
Il rovescio della medaglia e' pero' che ne' io ne' Carla troviamo l'acqua nel mare: come oggi, ad esempio, che volevamo fare una passeggiata alla chiesetta Sant'Agata (niente di che, solo per darci una mossa, un'oretta di cammino) non siamo riusciti a trovare la strada giusta. Insomma passeggiata si, ma visto poco o niente oltre alla partenza di una pista da fondo (vuota e molto acquitrinosa). Neanche il paesaggio ha aiutato: una fitta nebbia ci ha impedito di godere di una vista decente, quindi solo neve, staccionate e grigiore.
La nota veramente dolente (per me, ovviamente) e' la cucina. Qui si usa la pensione 3/4, ovvero al posto del pranzo si fa la merenda. Merenda a buffet che non ha nulla d ainvidiare ad un pranzo e hai voglia a giustificare con il fatto che e' bio, naturale, a km zero ecc.: lo strudel (oltre che eccellente) non e' affatto dietetetico... tanto meno se accompagnato da panna montata (da urlo, e da latte di alpeggio).
Quindi il chiletto perso in un frustrante dicembre e' pienamente ripreso, contando una colazione eccezionale (a buffet) e una cena non meno eccellente (3 portate minimo). Ed e' passato un solo giorno...
Dunque che fare per passare il tempo oltre a quanto gia' pensato e messo in atto? Un'occhiata alla welness e il portafoglio si apre come per magia. Oggi peeling e massaggio al pino mugo, domenica massaggio e impacco. (tecnicamente alpine healthcare arnica montana & iperico).
Bello, si. Ma vuoi mettere un margarita in Ocean drive?

martedì 21 dicembre 2010

Pari e patta

Un colpo di pedale, un moccolo. Pari e patta. Con un tempo cosi' gia' rifugiarsi in una piscina riesce difficile, correre difficilissimo, andare in bici no. Proprio no. E allora rulli. Come detto al tempo dell'acquisto, mi sono dotato di RealAxiom, con interfaccia PC e videocorse. Come per il giro di corsa ai Giardini Margherita -che uso come ultima ratio ed in caso di allenamenti ridotti- i rulli sono da dosare con giudizio, pena la lobotomizzazione totale del cervello.

Perche' si', va bene il filmatino che distrae (e dosa lo sforzo senza intervento umano) va bene Nikki (o la Pina e Diego, o Albertino) in sottofondo ma la vista e' sempre quella di un corridoio buio davanti, una libreria a destra e a sinistra, un tappetino ex yoga sotto. E poi i 20 gradi casalinghi in poco tempo diventano 40 sui rulli. Con sudorazione stile sauna finlandese e conseguente lago sotto la bici. Tacendo di qualche gatto suicida che vuole capire perche' quella gamba si muove in tondo.

Cosi' ieri sera, dopo che per tutto il pomeriggio cercavo di rimandare l'ineluttabile, sono salito sulla bici fissata ai rulli (visibile nella foto sotto dietro di me), attaccato il tutto al pc, e fatta partire gli ultimi 30 chilometri della Milano-Sanremo, mi sono infilato in una cosa piu' grande di me. Esercizio a parte (serie di variazioni di cadenza), ho affrontato la salita della Cipressa e del Poggio, e meno male che ero sui rulli, senno' se fossi stato veramente sui pedali mi sarei ribaltato, tanto ero in souplesse. Un colpo di pedale, un moccolo.

Temo che il famosissimo triathlon di Sanremo non mi annoverera' mai nei partenti, tanto meno fra i finisher. Anche se si affronta solo il Poggio (ma per 2 volte). Quindi corro e nuoto, affrontando sbalzi di temperatura incredibili, ma almeno aiuto il corpo ad ridurre gli eccessi post NY.

Ora qualche giorno di riposo, poi si riparte.

mercoledì 15 dicembre 2010

Sanmichele

Momenti di un'altra vita....



martedì 14 dicembre 2010

Fatica

Il programma di allenamento che il coach mi ha propinato per queste prime settimane dopo NY sembra piu'adatto ad un sedentario che vuole iniziare a muoversi, eppure al decimo giorno mi sento come investito da un TIR. Non una zona del mio corpo e' indenne da doloretti,, piu' o meno intensi.

Oggi non avevo nessunissima voglia di correre, dopo che ieri mi ero sparato 36 km di bici a Riccione, rischiando i geloni ai piedi perche mi ero dimenticato i sovrascarpe, eppuire ieri sera ho anche avuto la forza di andare in piscina, nonostante cascassi dalla stanchezza, vasca dopo vasca, alla classica cantilena"ancora una e poi vado", sono arrivato in fondo, 3000 metri cosi', senza colpo ferire con delle "drenate" stile ciclistico come dei 25m ultrasprint in serie.

Dunque stamattina nessuna voglia di correre, ma Vincenzo mi ha detto che in fondo 40 minuti di corsa mi avrebbero fatto solo bene (accidenti anche a lui), e allora mi sono avventurato nel gelo della ciclabile dietro l'antistadio (poi, il riscaldamento globale?) e ho fatto il mio compitino. Pure bene. Ma rimango della mia, che mi avrebbe fatto meglio una bella giornata di riposo...

domenica 12 dicembre 2010

Sopravvissuto!

E la prima settimana di allenamenti dopo un mese di stop e' andata. Pensavo peggio, perche' in fondo ho fatto tutto il programmino del coach (sempre l'ottimo Costa) tranne una seduta di nuoto che cadeva di mercoledi (l'8), ma sono anche riuscito ad uscire in strada con la bici. E questo e' sicuramente un evento.

Comunque lunedi seduta di nuoto coi Master e -come al solito- sono uscito abbastanza distrutto, considerando che al mattino mi ero messo sui rulli. Martedi la corsa, ad un mese esatto da NY e con una sola (imbarazzante) uscita meta' novembre. Giovedi nuova seduta di corsa, al mattino, come piace a me, ed e' andato tutto bene (beh, ora le sedute sono quasi "elementari", con semplici variazioni di ritmo sul lento e qualche allungo finale), poi nel pomeriggio seduta tecnica di Carla all'antistadio, seguita dal tecnico Vincenzo che l'ha guidata con pazienza verso i misteri della tecnica di corsa (skip, rullate, corsa calciata, affondi, saltelli....)

Venerdi, dato che avevo riposato mercoledi, ho -come dicevo- eroicamente preso la bici e mi sono infilato su per la Val di Zena, complice anche una temperatura piu' consona alla primavera (10 gradi), sebbene salendo il freschino si sia accentuato un po'. Ieri, comunque altra seduta di bici, stavolta sui rulli, ed oggi chiusura (in bellezza si direbbe) con la Camminata C.S.I. a Casalecchio, lungo il Reno. 9 km (allungando il percorso "alter") dato che 50' erano stretti nei 7 km canonici. Passo medio finale di 5.33/km, considerando che 42 erano di lento, non sembrano male. Freddissimo, pero'.

Domani si riparte, anche se le gambe sono piuttosto provate.

La seduta di corsa di martedi
La seduta di corsa di giovedi
L'uscita in bici di venerdi
La camminata di oggi

lunedì 6 dicembre 2010

Riparto...

Oggi riparto. Programma ambizioso per il ventiundici: 2 Ironman, 1 mezzo, diverse Granfondo (fra cui la Maratona dles Dolomites) non so quante (non dipende da me) maratonine e una o due maratone (vale sempre il "non dipende da me").

Troppo? Alla luce del fatto che qualche serie di misti (delfino, nello specifico) mi ha inchiodato la schiena, si, ma siccome io il delfino lo posso "evitare" (Marco permettendo), ecco che un problema e' risolto.

Quindi, nuovo programma, da oggi, cosi' come stop -sempre da oggi- agli abusi e strausi del mio fisico (il fegato ringrazia gia'). Riparto da 88 kg (ma erano 89,4 giovedi scorso) ed una mollezza generale che grida vendetta. Cosi' oggi, stante un clima non certo sub equatoriale, ho montato la bici sui rulli e via, un'ora a pedalare seguendo a video i poliziotti lungo le via di Palermo, teatro della crono di qualche Giro d'Italia fa. 3 blocchi da 20 minuti composti da 5' a 70-75 rpm + 5' a 90-95 rpm per 2. Sudata bestiale, gambe molli, ma morale altissimo.

Lo schema degli allenamenti settimanale sara' 2-3-3, con 2 sedute di nuoto, 3 di bici e 3 di corsa, per ora con tempi umani (un'oretta al massimo), certo che me lo sogno l'inverno 2007, quando si ando' in bici anche in gennaio, con temperature quasi primaverili. Con la neve che abbiamo avuto a fine novembre possiamo finalmente archiviare le Cassandre del riscaldamento globale.

E' forse un po' che non parlo dei bravi giovani che occupano e preoccupano Scienze Politiche? Si, e' vero, hanno fatto diverse feste (una durata tutta la notte appena tornati da NY, che carini!) e adesso e' una settimana che occupano (attivita' topica dalle 11 alle 3 del mattino). Ma "glielo data su'" a chiamare polizia vigili, carabinieri e a farmi un fegato cosi': tanto era tutto inutile.

Ho comprato negli States dei tappi per le orecchie che azzerano i rumori e con questi gia' non sento nulla, ma inoltre grazie alle loro feste mi hanno fatto scoprire che cambiando (entro fine anno) infissi e finestre l'anno prossimo detrarro' il 55% dalle tasse. Quasi quasi li vado a ringraziare... Finestre con vetro antirumore, che oltretutto mi faranno anche risparmiare sulla bolletta del gas. Sisi li devo proprio ringraziare! Anzi, mandero' un bel pacco regalo al preside, l'imbelle funzionario pubblico che permette di occupare un bene pubblico senza reagire.


domenica 28 novembre 2010

La coppia scoppia....

Ieri sera (insieme a Carla) ero all'inaugurazione della Single House di G., novello single dopo 28 anni di convivenza e non so quanti di matrimonio. Per intenderci, G. e la F. rappresentavano LA coppia, il punto di riferimento per citare un esempio di coppia felice e stabile. Ma -come a volte accade- anche le migliori coppie scoppiano. Sono amico di entrambi, con G. ho vissuto i tre anni delle medie, con F. i tre del liceo, e da allora non ci siamo mai persi di vista.

G. e' una persona "positiva", e quindi l'occasione (che poteva avere tutti i crismi della tristezza assoluta) si e' trasformato in una vera festa, con una partecipazione allegra quasi superiore alla capienza della casa stessa. Insomma dei 30, 35 invitati ipotizzabili ci siamo ritrovati in almeno 50! Soprattutto con una partecipazione di cibarie superiore perfino alla mia fame, e devo citare assolutamente le lasagne della Betta, la parmigiana di Annarita e il condimento toscano di non so chi. Non sono riuscito ad assaggiare i dolci, perche' quando siamo venuti via, ancora arrivavano cabaret e teglie di roba salata.

Ma e' stato un estremo piacere rivedere alcuni amici dei tempi andati, come Marcello, che non vedevo dalle medie (e parliamo di 33 anni fa, anche se siamo amici su FB), Barnabo', desaparecido dai tempi del liceo o poco dopo (almeno 25 anni), la Raffi, e ancora altri che pur non essendo in grado di ricordarne i nomi (e -ahime'!- in alcuni casi le circostanze dell'amicizia), ne ricordo almeno le facce.

Ecco, vedere G., cornuto e mazziato (ha anche perso il lavoro nello stesso periodo in cui scopriva di stare per diventare single), ridere, divertirsi ed anzi sollevare il morale di qualcuno mi ha fatto piacere.


mercoledì 24 novembre 2010

Altre foto

Questa volta dall'iPhone....




martedì 23 novembre 2010

Cento stile



Domenica, dunque mi e' toccata. Una gara dell'imperdibile Trofeo De Akker, gara imprescindibile per il nuoto master bolognese (e -ho scoperto- regionale). Mi ero iscritto alla gara che mi avrebbe consentito di non spezzare troppo la domenica, non la prima che erano i 50 delfino (ancora non so se riesco a farli di filato 50m a delfino) ma la seconda, che era pure la piu' lunga del programma (800 stile? macche'... i 100 stile!) Alle 8 dunque sono allo Stadio, piscina Carmen Longo, pensando (erroneamente) che i 225 iscritti alla prima gara, nell'ordine, avessero spento la sveglia, si fossero persi nella nebbia, abbiano avuto un ripensamento dell'ultimo secondo, si fossero dimenticati di avere una gara.

Molti sono gia' in vasca a scaldarsi (? ci saranno 35 gradi qua dentro, e non potra' che peggiorare): la media e' di 20 per corsia. Una tonnara di triathletica memoria...). Io (che non mi scaldero' certo per un cento stile!) passo dalla vasca agli spalti (dove abbiamo il nostro QG), e cio' lo paghero' oggi, con un sontuoso mal di gola e un po' di febbre. Intanto alla spicciolata arrivano gli altri, Marco (il coach), Cesare, Tommaso, Mauro, Matteo, Ivana.... Quest'ultima e' piu' emozionata di un esaminando della maturita'. Eppure ha fatto gia' tante gare... Io sono emozionato come quando mi lavo le ascelle. La bolgia e' notevole, il bordovasca contiene a fatica gli atleti, la maggior parte di una certa eta' (e peso...)

Alle nove fuori tutti che si comincia. La cosa e' anche abbastanza seria: crono elettronico con le piastre, giudici anche in virata e partenze "da pro". Le mie speranze di una cosa rapida si frantumano in fretta: alla fine hanno chiamato trentatre' batterie da 6 di cinquanta delfino. Ed ecco che partono i cento stile (sono le 10 e un quarto). Come ulteriore tentativo di sbrigarmi avevo messo un tempo alto (1.50.00).

Ma sono nella seconda batteria, (tutte donne, tra l'altro, e pure di una certa' eta'). La gara, bollata in 1.27.45 (PB se non ricordo male), sarebbe stata perfetta (un tuffo senza perdere occhialini nasello e costume, per una volta!) se la prima virata non l'avessi fatta, visto che mi sono scaravoltato in 20 cm, e nella successiva spinta i piedi sono scivolati in aria, anziche' spingermi verso il ritorno. Se avessi battuto le gambe Le hai lasciate a casa, stamattina? mi ha chiesto il coach, (stamattina? sempre!) poi come ulteriore finezza -sempre secondo il coach- avrei dovuto respirare ogni 3 o 4, non 2, come faccio da una vita, ma qui siamo nella fantascienza pura, visto l'appeal che questa gara aveva su di me.

Comunque alle 10 e mezzo ho finito, e siccome il tutto e' durato un stormire di foglie, avrei voluto farle tutte le gare, tanto ero carico. Insomma neanche il tempo di dire ora tocca a me che era gia' tutto finito. Mettete un maratoneta a fare una gara da 200m, un Ironman a fare un triathlon sprint e avrete un'idea di come mi sentivo dopo.

Alla fine sono poi stato contento, ho fatto il mio personale, non sono arrivato ultimo di categoria, ho portato punti alla squadra. Mi sono pure preso un po' di influenza, ma che volevo di piu'?

Finisco con un po' di foto ufficiali di New York...




sabato 20 novembre 2010

Tagliatelle, ragu' e bistecca

Il menu' tipico della mia infanzia, cioe'. Perche' ai tempi della mia infanzia "essere in carne" era un segno di salute, e la pancia segno di opulenza. Guai ad essere magri, "guarda se e' patito, quello li' (lule'), e' povero!" era il refrain.

Ovviamente si fa poca fatica a mangiare, specie se in casa (anzi due, contando anche la casa dei miei nonni, posizionata sotto la mia) un pentolone di ragu' era perennemente sul fuoco.... Ancora meglio se la domestica comprava un bel tozzo di pane (ovviamente per la propria famiglia) piemontese che io bellamente mangiavo intingolato nel ragu'.

Ma non avevo che l'imbarazzo della scelta, perche' se mancava il ragu' c'era la trippa, il vitello arrosto o il brodo ed in ogni caso io arrivavo a pranzo "gia' mangiato". Non per questo mi limitavo e quindi senza colpo ferire mi mangiavo un bel piatto di tagliatelle (al ragu', naturalmente) e una bella bistecca. La verdura (poca roba, spinaci cotti qualche volta) era sempre roba per patiti o malati.

Cosi' sono arrivato a 14 anni bello grassottello, (e per fortuna che le merendine ed i McDonalds erano ancora da inventare o importare!) fors'anche obeso, quando uno dei primi medici disse ai miei che forse era giunta l'ora di muovere le chiappe. Ma questa e' un'altra storia.

Perche' tutt'oggi questa cosa del pentolone di ragu' sul fuoco mi e' rimasta, e mi manca. Cosi' ripresi in un amen 3 chili dal 7 novembre, sara' meglio che mi rimetta in riga, e gia' ho fatto un'uscita di corsa (Giardini margherita, una contrattura alla coscia, lombari in tilt ed un senso di malessere generale) ho comunque nuotato, che non mi pesa granche' ed oggi mi faro' pure questo 100 stile che sara' anche peggio di un triathlon sprint, ovvero meno di 2 minuti per fare una figuraccia.

sabato 13 novembre 2010

Bologna

Siamo tornati a Bologna con un viaggio, per una volta tranquillo e facile. Addirittura 6 ore e mezzo da New York a Madrid, non ricordavo una viaggio cosi' corto!

La penultima giornata a New York ci ha visti prima in direzione Ground Zero (ora Memorial Site) con la visita al museo (o meglio, al working to dato che si tratta di una grande sala con filmati e plastici cio' che diventera'), poi mangiare il must USA del momento (insalate o pasta condite come si vuole), e -ovviamente- per negozi. Aeropostale in Time Square, dove per una camicia di panno, 2 maglie io e una Carla abbiamo speso 150 dollari in tutto. Il gruppo dovrebbe essere quello di A&F, Hollister Co. e Gilly Hicks (ma nessuno lo conferma), tant'e' che le maglie sono le stesse ed anche le fantasie si somigliano molto... Solo che i prezzi sono un bel 30% meno. Beh, anche la qualita' non e' eccelsa, ma e' un dettaglio, quando un capo e' fashion. Giovedi, invece, A&F, sulla quinta, 4 piani e qui sono andati un bel po' di dollari, ma ci siamo presi anche 2 piumini.

Infine il ritorno in hotel lo shuttle e prima del volo un bel Frappuccino caramel da Starbucks, preceduto da un McDonalds Angus beef menu' (patatine fritte giganti allo stesso prezzo delle mini), e se Cremonini fornisce ottima carne alla omonima catena in Italia, qui la carne e' ancora un gradino sopra. Pero' c'e' molta meno gente di un tempo, ai fast food (o forse solo qua a New York, dove la percentuale di obesi e' ridottissima), e sovraffollati sono invece i Metro life o i Cafe' Europa, dove, appunto, servono pasta o insalata condita a scelta. In pratica si scegli il tipo di pasta (precotta ed in bianco) si scelgono i condimenti (verdure, carne, semini etc.) ed infine la salsa. Il costo di una pasta in bianco condita con olio e' lo stesso di una condita con "tutto", ma ehi! siamo negli Usa, mica puoi pretendere la misura qua!

Sono molto contento che si stia "affievolendo" la mania dell'aglio, hanno capito che faceva piu' vittime le zaffate di alito pesante che guarigioni le proprieta' salutistiche? In compenso, la nuova imbarcata e' per la frutta e la verdura (pero' rigorosamente organic!), e allora tutti con una banana o una mela per strada e insalata o pasta ai pranzi. Salvo poi ingozzarsi di te (ovviamente verde) o "organic" coffee.


mercoledì 10 novembre 2010

New York giorno 6 (e colazione del settimo)

Altre foto (dal sito Terramia): Carla in azione,



io sul Verrazzano bridge

alla fine medagliati!



Oggi solo il trasferimento dallo Hyatt, hotel che sicuramente ha avuto un momento di splendore in passato (molto in passato) al nuovo, intimo 414 Hotel sulla 46ima west. Naturalmente (e nell'ordine) abbiamo prima pensato diprendere un taxi, poi calcolato il percorso su Google map e scoperto che erano appena (appena?) 20 minuti di cammino abbiamopreso i nostri bagagli e ci siamo avviati. Prima in direzione sbagliata ed infine nella giusta direzione. E' tutta colpa della location dello Hyatt, messo al contrario di come si guarda una cartina di manhattan, e quindi se uno pensa di dover andare a sinistra deve andare a destra.

Comunque passata Time Square (e addocchiato L'Aeropostal, altro negozio fashion) ci infiliamo sulla 46ima e dopo un po' arriviamo al nostro hotel. incastrato fra tanti ristoranti (la maggior parte italiani). L'hotel e' chiaramente piu' modesto dello Hyatt, ma innanzitutto ha la WIFI "complimentary" (omaggio, allo Hyatt 10 dollari al giorno, 'sticazzi) ed anche la colazione inclusa nella tariffa, che gia' di listino e' la meta' (229 dollari + le tasse)

La stanchezza oggi e' arrivata come un macigno: alle 3 siamo in stanza e non ne usciremo piu', rinunciando alla cena dopo aver mangiato per pranzo 2 fette di pizza (vabbe', chiamamola cosi') bevuto un Frapppuccino e aver camminato 3 ore in attesa del check in dell'hotel.

L'hotel, proprio a trovargli un difetto, ha gli spazi comuni un po' piccoli. Quindi ci si ritrova a fare colazione su un tavolone in 6 nella hall, stretti fra un camino, la postazione internet, il corridoio di accesso e una parete con le masserizie.

Scendiamo e la situazione e' questa: dalla parete in senso oraio: ragazzone pelato su lato largo (lo faccio notare), di fronte a lui la moglie, posto libero, posto vuoto ma con tazzona e libro aperto, sedia rossa vuota in angolo, postazione internet occupata, giovane tedesca che mangia piu' lentamente di un bradipo (8 minuti per una fetta di mini bagel con marmellata, cronometrati) a fianco marito segaligno con espressione da criceto (e pure l'intelligenza) con maglia di finisher della maratona) con sguardo perso e nulla piu' da mangiare.

faccio accomodare Carla nella sedia vuota, poi con il fare da cannibale cui sono avvezzo mi pongo nella sedia rossa in angolo a puntare quella vuota occupata da libro e tazza. Con un lampo di genio colui che occupava la postazione web si accroge che non ha senso occupare anche l'altra sedia e la libera, ma il tedesco continua a guardarsi attorno perso nel suo mondo, pur avendo esaurito la sua colazione. Insomma alla fine solo il pelatone (figlio di italiani emigrati in canada) capisce tutto e si offre di "servirci" gli altri girano a vuoto le rotelle del cervello finoa che finiamo la colazione prima di tutti.

Insomma, BUONGIORNO A TUTTI!